sabato 29 dicembre 2007

Quaderni dal Consiglio - Natale interruptus ovvero Babbo Natale non trova parcheggio (e si deprime)


Parecchio da dire sui parcheggi. Due nostre interrogazioni riguardavano il divieto di sosta lungo tutta Via della Principessa e l’accesso ai parcheggi pubblici posti presso il villaggio turistico Garden Club.

Babbo Natale deve aver giudicato poco bravi i sanvincenzini e per il divieto di sosta a Rimigliano non c’è stato il regalo tanto atteso dai frequentatori del parco.

Il divieto di sosta rimane e di motivazioni plausibili ancora neppure l’ombra. C’è solo l’impegno (verbale) di concludere il passaggio di proprietà dalla Provincia al Comune entro sei mesi. Alla domanda però di come voglia agire l’Amministrazione quando la via sarà comunale, non c’è risposta.

Si sta invece concludendo la vicenda relativa ai parcheggi posti presso il villaggio turistico denominato Garden Club. Ci sono 134 posti auto di proprietà pubblica per i quali, la convenzione del ’90 stipulata tra la proprietà e il Comune prevedeva la fruizione pubblica.

Per quindici lunghi anni tali parcheggi sono stati impropriamente asserviti al villaggio turistico. Un danno economico per la collettività che si potrebbe stimare attorno al mezzo milione di euro. Un danno etico, per l’inosservanza, tollerata dalle amministrazioni succedutesi, di una convenzione.

Oggi la questione viene risolta in questi termini: il Comune cede tutto al privato. L’Amministrazione non solo rinuncia ad un altro pezzo di patrimonio pubblico, non solo lancia un messaggio preciso ai cittadini e cioè che le convenzioni possono tranquillamente essere violate per quindici anni senza nessuna sanzione per i trasgressori, ma sottovaluta incredibilmente il valore di quei 134 posti auto.

Volendo valutare quei parcheggi quanto quelli in paese, il valore di quindici anni di uso si aggirerebbe attorno ai 600.000€. Tuttavia una violazione così protratta nel tempo avrebbe dovuto essere sanzionata. E a tale somma avrebbe dovuto aggiungersi una congrua cifra come valutazione effettiva del bene. Ad essere stretti la richiesta avrebbe dovuto superare il milione e mezzo di euro. L’amministrazione ne ha richiesti 350.000.

Non ci sono parole. Ci chiediamo se sia opportuno denunciare le irregolarità che si possono riscontrare sul nostro territorio se poi l’Amministrazione anziché provvedere a far rispettare gli atti prodotti, getta la spugna e fa fare al privato quello che vuole.

Di fronte ad una tale subalternità dell’Amministrazione agli interessi dei provati, di fronte all’autoreferenzialità di una classe politica così arrogante da ritenere le proprie decisioni al di sopra di qualsiasi valutazione al punto che non giustifica nessun atto prodotto, rimane solo l’impotente esclamazione: vergogna.

Ber N

Foto tratte da
http://albarossa.splinder.com/
http://blog.libero.it/noeasywayout/view.php?id=noeasywayout&mm=0&gg=071227

Quaderni dal Consiglio - Piccoli compagni vendono


La maggioranza a disagio sulla cessione delle ex scuole Fucini.

Paradossalmente la più accorata difesa della scelta politica di vendere le Fucini è del Compagno dei Comunisti Italiani che ha anche gettato sulle spalle del Forum del Centrosinistra, nato nel 2004, alcune decisioni prese nel 1998.

L’Amministrazione tutta ribadisce comunque la convinzione che vendere le Fucini sia cosa necessaria e utile. Gli uffici attualmente presenti nelle Fucini dovranno essere ricollocati nel palazzo Alliata alla modesta cifra di un milione di euro e oltraggiando le linee architettoniche del palazzo in cui si prevede di poter ricavare uffici con pareti divisorie in vetro (!).

La logica è questa: io devo rifare la cucina, non ho problemi economici e potrei farmela rifare quando voglio. Invece scelgo di vendere il bagno per prendere soldi che già avrei per rifare la cucina. Conclusione mi ritrovo senza bagno e devo far installare un cesso accanto al forno spendendo il ricavato della vendita del bagno.

Perché ciascuno si faccia un’idea pubblichiamo di seguito il breve testo della mozione presentata e respinta sia dalla maggioranza (Partito Democratico e Partito dei Comunisti Italiani) sia dall’opposizione di centrodestra.

Considerato che nella seduta del Consiglio Comunale del 28/11 us., l’Amministrazione Comunale ha espresso l’intenzione di procedere all’alienazione delle ex scuole Fucini, d’altronde prevista dalla variante gestionale del Regolamento Urbanistico;

Considerato il valore sociale dell’edificio che prima di ospitare gli uffici comunali è stata la scuola elementare del paese

Visto che la situazione economica del comune non giustifica la vendita del patrimonio pubblico

Il Consiglio Comunale

Invita l’Amministrazione a predisporre una variante al regolamento urbanistico per sancire l’inalienabilità delle ex scuole Fucini.

Ber N


immagine tratta dal film "Good bye Lenin"

giovedì 27 dicembre 2007

RInCORSO DI VOLATA


MI SCAPPA UN RICORSO

L’amministrazione ricorre istintivamente al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR.

La fretta è così tanta che la Giunta delibera il ricorso contro la sentenza del TAR di cui non conosce le motivazioni.

MI RICORRO ADDOSSO

La Delibera di Giunta con cui si ricorre al Consiglio di Stato ha una logica tutta sua che più o meno è così sintetizzabile:
  • Siccome il TAR non ha dato la sospensiva ai lavori e le opere sono iniziate
  • Siccome le opere sono iniziate e sarebbe un gran peccato buttare via tutto
  • Siccome buttare via tutto sarebbe grave pregiudizio per il Comune e danno economico per la ditta;
  • Siccome non vogliamo un dispiacere noi e neppure vogliamo che l’abbia la ditta,
  • Siccome s’ha ragione
  • Siccome non vogliamo interrompere le opere
    ALLORA
  • Si ricorre.
Di fronte a ragionamenti tanto raffinati si ha l’impressione che l’Amministrazione si sia ricorsa addosso.

TRA DITTA E PARTITO NON METTERE IL DITO

Ancora una volta, per rendere chiaro all’universo intero l’assenza di confini tra l’interesse privato e l’interesse pubblico in nome del quale agisce l’Amministrazione, la Giunta si preoccupa di ricorrere non solo per salvaguardare l’operato del Comune, ma anche il portafoglio della ditta!

Nella delibera sta scritto a chiare lettere: “…gli effetti della sentenza (del TAR) sarebbero notevolmente pregiudizievoli per il Comune e per la ditta appaltatrice”. Ma la ditta è liberissima di tutelarsi senza che il Comune ci metta il nome.

Per questa splendida concezione dell’interesse pubblico si fanno particolari complimenti al Partito dei Comunisti Italiani che, con il suo rappresentante in Giunta, ha approvato l’ennesimo documento “comunista” di questa maggioranza.

TARpati sogni di gloria

Evidentemente la maggioranza ha accolto la sentenza del TAR nel peggiore dei modi. Anziché agire come sarebbe logico attendersi da un’Amministrazione comunale rifacendosi ad un principio di precauzione e sospendendo le opere, si è permesso alla ditta di accelerare i lavori. Anziché attendere le motivazioni relative alla sentenza per poi valutarle nel merito, si è ricorso alla cieca in Consiglio di Stato adducendo le motivazioni che ho qui sopra sintetizzato e che verranno pubblicate integralmente su questo blog.

Ma l’Amministrazione attuale, come può essere così ciecamente certa dell’operato dell’Amministrazione precedente che ha approvato il progetto definitivo? Come può la Giunta di San Vincenzo avere tutta questa certezza d’infallibilità nella Valutazione d’Impatto Ambientale redatta dalla Regione Toscana nel lontano 2002?

Presentare un ricorso prima di conoscere le motivazione assomiglia più alla reazione istintiva di chi vede minacciati i propri sogni di gloria anziché alla razionale scelta di un’Amministrazione comunale desiderosa di produrre documenti completamente trasparenti e legittimi.

Comunque domani in Consiglio Comunale alle 17:30 ci sarà occasione di parlare anche di questo: siamo stati previdenti ed abbiamo depositato un’interrogazione sulla sentenza del TAR.

Ber N

domenica 23 dicembre 2007

SCUOLE FUCINI: L'AMMINISTRAZIONE SI "ESPRIME"


Lo sapete perché l’Amministrazione sta per vendere le ex scuole Fucini? Per due ragioni.

“la prima risiede nell’obiettivo di programma di recuperare gli edifici di valore storico e culturale di San Vincenzo, mantenendoli pubblici sia nella proprietà che nell’utilizzo.” Sì, avete letto bene. Sul Tirreno l’Amminstrazione così si “esprime”. Vendiamo l’edificio perché vogliamo mantenerlo pubblico sia nella proprietà che nell’uso.

C’è altro: “la seconda motivazione consiste nel permettere la realizzazione di una struttura ricettiva direttamente sul porto.” Ecco questa è già più convincente. Ci pareva infatti che si volesse permettere al privato di turno di fare soldi a palate svendendo il patrimonio pubblico.

Chissà, se saremo fortunati, l’acquirente potrebbe persino essere la SALES. A San Vincenzo mai porre limiti alla provvidenza e alla capacità di “esprimersi” dell’Amministrazione. Il Comune ha confermato, con il consueto candore, la subalternità delle scelte di pianificazione urbanistica ad interessi particolari.

L’altro argomento espresso dall’Amministrazione è che, volendo restaurare il palazzo ex Alliata e non volendo accollarsi un mutuo, sarebbe necessario vendere le ex Fucini. Ancora una volta, quando è evidente a cani e porci che il re è nudo, si tirano fuori improbabili problemi economici.

È bene allora che tutti sappiano che il bilancio previsionale del 2008 prevede oltre 900.000€ per incarichi e consulenze affidati a professionisti esterni e introiti con le sole multe per ben 850.000€. Grandi entrate e pessime spese. I soldi ci sono e ogni anno avanzano (l’anno scorso 1,4 milioni di euro di attivo nel bilancio) eppure ci si inventa la storiella dei problemi economici per giustificare l’alienazione di un pezzo così importante del patrimonio pubblico.

Specchietti per le allodole. La realtà è che la vendita dell’edificio comporterà non un entrata ma una perdita secca per la collettività che dovrà accollarsi, magari svendendo le ex scuole Fucini attualmente sede di molti uffici comunali, le spese per sbudellare l’ex Alliata in modo da reperire tanti stanzini.

La previsione del RU è di poter costruire 1.200 mq di superficie a destinazione alberghiera. Considerata la zona, a quanto potrebbe essere venduto l’edificio delle ex Fucini? Anche contando 4.500€ al mq arriviamo a 5,4 milioni di euro. Siamo pronti a scommettere che l’Amministrazione svenderà tale patrimonio.

E poi, cosa cavolo vuol farci l’Amministrazione con i cinque milioni di euro? Li spenderà per pagarci consulenze a professionisti esterni. Richiamando l’immagine di oggi, li userà per “esprimersi”.

Ber N

sabato 22 dicembre 2007

C'è chi cita

Citazione in giudizio “di massa” al San Luigi. La Gardenia srl (di cui abbiamo già parlato), cita in colpo solo 132 cittadini.

Il problema è quello del diritto di passo che i sanluigini hanno per arrivare al mare. Gli abitanti sarebbero ben disposti a trovare un accordo ma la Gardenia, anziché mettersi al tavolino e invitare i condomini dal notaio, cita tutti. Tra l'altro, ci informano i nostri amici, sbagliando diverse decine di nomi.

Pubblichiamo il testo che i sanluigini ci hanno inviato sulla vicenda.

‘STI LAZZI, CHE PASTICCIONI!

Senza entrare nel merito della questione, anziché citare 132 persone, non potevano, per ottenere lo stesso risultato:

  • convocare i proprietari dal notaio dando una scadenza per far firmare chi voleva
  • mandare una raccomandata all’amministratore informandolo su quello che avrebbero fatto
  • fare una telefonatuccia preventiva all’amministratore così avvisa quella povera gente che anziché le cartoline di auguri si è vista arrivare una citazione in tribunale come regalo di Natale

‘STI LAZZI CHE ARROGANZA


E invece voilà auguri di Natale a 132 famiglie tra cui anziani, gente di tutta Italia, persone che non ha mai visto una citazione.
E la “perla” che 76 non ci azzeccano niente! Ci sarebbe da ridere.

‘STI LAZZI CHE REGALO


Comunque siccome noi SANLUIGINI ‘STI LAZZI li conosciamo bene e niente ci sorprende, ci divertiamo e in tanti stiamo mandando UNA BELLA CARTOLINA NATALIZIA ALL’ING. LAZZI (mitico manager) ringraziandolo per il bel regalo di Natale.
E’ Natale bisogna essere buoni…..

I sanluigini.


Permettetemi una considerazione aggiuntiva. Tra i 132 nomi c’è anche il Comune di San Vincenzo. Siamo quindi tutti citati in giudizio. Il Sindaco che ne pensa?
.
Ber N

lunedì 17 dicembre 2007

GLI STUPITI.


Altro pezzo da maestro sulla sentenza del TAR. Confcommercio e Confesercenti brillano in un intenso comunicato comparso oggi sul Tirreno.

Tema: la sentenza (sbagliata) del TAR. Il testo non delude le aspettative è ritmato e concreto, peccato che ormai è tardi per musicarlo e farlo partecipare allo Zecchino d’oro 2007. Le rappresentanti delle associazioni sono proprio tanto stupite dalla sentenza del TAR che ha giudicato illegittimi gli atti del porto. Tale sospetto non aveva mai sfiorato le associazioni di categoria. Come pensare che un progetto così trasparente e accurato possa essere illegittimo!

Nonostante quel progetto sia stato al centro di una forte opposizione politica negli ultimi vent’anni, nonostante le raccolte di firme, le denunce pubbliche sulle carenze di studi e sulla prevista erosione della costa, nonostante una sequenza impressionante di ESPOSTI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA promossi dal Forum del Centrosinistra, Rifondazione, Legambiente e singoli cittadini, nonostante l’ex Sindaco sia diventato Presidente del Consiglio d’Amministrazione della Marina di San Vincenzo, nonostante la variante in corso d’opera difficilmente conciliabile con una gara d’appalto, nonostante… limitiamoci a questo, pare sufficiente, dicevamo nonostante tutto ciò e molto altro, oggi, d’innanzi ad una sentenza negativa del TAR, Confcommercio e Confesercenti trasecolano.

Il bello però è che i rappresentanti delle categorie che più risentiranno dei danni provocati agli arenili e all’immagine del paese, si sbracciano ad auspicare che i lavori proseguano velocemente perché… Già, perché? Ma per la crescita, no? Per il turismo, per i nostri figli, per il futuro, per l’economia e per molto altro.

E perché le associazioni di categoria hanno fretta proprio adesso? Mentre il Comune ha permesso che l’azienda perdesse sette mesi per elaborare una variante tesa all’aumento dei propri guadagni, Confcommercio e Confesercenti non sono scese in piazza per la ripresa dei lavori. Oggi invece, quando non si tratta di far guadagnare di più la Sales ma di RISPETTARE LA SENTENZA DEL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO, ecco che le due organizzazioni si sentono minacciate dai ritardi.

Tantopiù che, proseguendo nel ragionamento, la sentenza del TAR DEVE ESSERE SBAGLIATA perché Confcommercio e Confesercenti “ritengono poco probabile che organismi come il Comune di San Vincenzo, la Regione Toscana, la Capitaneria di Porto, due o tre Ministeri e comunque tutte le componenti della Conferenza dei servizi non si siano rese conto, all’epoca, di avallare un’opera contenente i caratteri dell’illegittimità. Anche da qui lo sconcerto per la sentenza del Tar, che si attende di conoscere nel merito.”

Infine l’auspicio in stile Nostradamus affinché “si faccia adesso esercizio di determinazione e che l’opera sia ultimata in tempi rapidi, affinché inizi a svolgere la sua funzione, che (le associazioni di categoria) ascrivono tra quelle fondamentali per la crescita economica del paese”. La seconda parte è di facile interprestazione e, per me, si traduce più o meno così: Caro Sindaco, siamo con te e con le ruspine che giocano a buttare i sassi in mare quindi, per favore, infischiatene della sentenza del TAR e dello stato di diritto.
La prima parte dell’auspicio è più misteriosa: che significa fare esercizio di determinazione? È più o meno divertente rispetto a fare esercizio di autoerotismo? Segue le stesse dinamiche?

È bello vedere che qualcuno ancora crede che il porto possa rendere radioso il nostro futuro. Ciò farà sentire la maggioranza meno sola e, umanamente, non può che far piacere. Naturalmente non si spiega il come e il perché il porto giovi al paese, ma questo non è richiesto, basta dire crescita e sviluppo. Peccato che Confcommercio e Confesercenti non abbiano avuto la prontezza di chiudere con una citazione:
“E penso di sentirmi confusa e felice” (Carmen Consoli)

Ber N

sabato 15 dicembre 2007

PESCAGHIOZZI: LA TAPPA PEGGIORE DEL BUCO


Proseguendo nell’esosa operazione panem et circenses l’Amministrazione ha ottenuto una tappa.


Come tutti voi saprete concedendo giochi circensi e non facendo mancare il pane, si controlla molto bene il popolo che, abbacinato dalle canzoni di Bennato mentre ciuccia un panino all’olio, dimentica gli scempi del Comune, i soldi sprecati, le politiche repressive nei confronti dei più deboli e compagnia cantando.

Non stupisce che tra i finanziatori delle sere d’estate ci fosse anche la Rimigliano SRL, società molto interessata a coprire con le note della musica leggera la speculazione edilizia nella Tenuta di Rimigliano e la perdita per la collettività del Parco.

Oggi c’è la tappa ma i buchi da coprire sono sempre più numerosi e sempre più grossi. C’è la sentenza del TAR che annulla tutti i documenti relativi all’ampliamento del porto, c’è Rimigliano con i suoi 22.500 mq di cemento imminente, c’è il divieto di sosta lungo la via della Principessa e c’è la vendita di mezzo palazzo comunale (ex scuole Fucini) che si avvia a diventare l’ennesima struttura turistico ricettiva.

Ad aggravare il quadro vi è una conflittualità tra i partiti politici a San Vincenzo (fenomeno non nuovo) e in tutta la Val di Cornia. è stata sollevata con forza la questione morale si è ricordato come sia stato “inopportuno” per usare un eufemismo che l’ex Sindaco che ha privatizzato il porto sia andato a fare il Presidente del CdA della Marina di San Vincenzo, società privata che costruisce e gestisce la struttura.

Oggi c’è la tappa dunque a tappare i buchi ma, guardando il tracciato e leggendo la composizione del Comitato, mi pare ci sia qualcosa che non va, viene il dubbio che la tappa sia peggiore del buco. Il tracciato fa fare il giro di tutte le vie del paese impallando tutta San Vincenzo per due volte e, alla fine la “festa di popolo” come dice il Sindaco, arriverà a Riva degli etruschi. Scelta poco popolare.

Per quanto riguarda il comitato, ecco la “squadra”:
Fausto Bonsignori presidente, Andrea Filippi vice, Francesco Gazzetti addetto stampa, Luca Lischi delegato organizzazione ed eventi, Massimiliano Roventini delegato del sindaco, Guido Cruschelli delegato carovana e spettacolo e Mauro Cristiani delegato di tappa.
Che ne dite?
(nell'immagine petroliera speronata in Corea, foto EFE)

Ber N

lunedì 10 dicembre 2007

A A A Vendesi


In un’ormai celebre canzone, Roberto Benigni, personificando Silvio Berlusconi e facendosi interprete delle sue pulsioni, così esprime la voracità del Cavaliere: “Io compro tutto dalla A alla Z, ma quanto costa questo cazzo di pianeta”…

Ma chi è che vende i beni ai vari Berlusconi, voraci fagocitatori di luoghi di interesse e memoria collettiva e di diritti alla fruizione dei beni territoriali? Talvolta, e San Vincenzo è uno di questi casi, sono le Amministrazioni comunali, provinciali e regionali a mettere sul mercato fette di patrimonio pubblico considerate cedibili al privato.

Il Comune di San Vincenzo, approvandola Variante al Regolamento Urbanistico nel 2006, ha posto le premesse per gettare in pasto alla speculazione edilizia nientemeno che le ex scuole Fucini, attualmente sede del Comune. Nello scorso Consiglio Comunale ha annunciato di essere pronta a vendere.

Spaventoso. In tutt’Italia la scelta di vendere la sede municipale o parte di essa viene presa assai raramente e solo in casi di necessità economiche impellenti oppure per una logica neoliberista estrema (nel qual caso l’Amministrazione dicesi di destra).

A San Vincenzo l’Amministrazione dicesi di destra: di problemi di bilancio non v’è neppure l’ombra, di necessità impellenti neanche. Escludendo che vi sia una subalternità rispetto a interessi privati e particolari da parte dell’Amministrazione (San Vincenzo non conosce simili casi), non si può che pensare a una scelta di natura ideologica che si inserisce in un neoliberismo stile Tremonti.

Facciamo notare che ci sono anche problemi pratici molto consistenti nel perseguire una simile scelta. Attualmente il numero di uffici è appena sufficiente per il personale impiegato e gli spazi adibiti all’archiviazione sono già straripanti.

Sgomberare tutti gli uffici presenti nelle ex scuole Fucini comporta lo stravolgimento delle linee architettoniche interne al Palazzo Comunale per recuperare sgabuzzini e piccoli uffici. La spesa per scempiare il palazzo comunale e per congestionare ulteriormente gli spazi graverebbe naturalmente sulle spalle della collettività: magari la metà degli introiti derivanti dalla vendità dele Fucini verrebbero assorbiti da spese rese necessarie proprio da tale alienazione.

Anche lasciando da parte le pesanti motivazioni di interesse pubblico, anche ignorando i problemi architettonici, è del tutto evidente che da un punto di vista economico tale scelta costituisce una perdita per le casse comunali.

Dunque CUI PRODEST?

Ber N

sabato 8 dicembre 2007

Qualità: liberi dall'orizzonte



Un altro importante obiettivo dell'Amministrazione Biagi vicino dall'essere raggiunto: il tramonto in collina.

Ma chi l’ha detto che a San Vincenzo il sole tramonta sul mare? L’ora di cambiare musica è arrivata anche per il caro astro. Visto però che la terrà si è cortesemente rifiutata di ruotare al contrario, l’Amministrazione ha ben pensato di rivoltare San Vincenzo come un calzino.

Ecco che la terrazza a mare di piazza Grandi (chimera) è diventata terrazza ai monti. è il classico caso della montagna e di Maometto.

Pare che alcuni scocciatori abbiano protestato per la novità (c’è sempre qualche rompicoglioni che si oppone alle novità) ed altri si siano lamentati del fatto che il vento di mare porterebbe a spasso per il paese nuvole di trincea.

Siamo sicuri che i forestieri ignari delle caratteristiche dell’Amministrazione sanvincenzina penseranno ad un prossimo sbarco dei saraceni e a delle fortificazioni sbrigative. Si fa notare che non ci pare esista traccia alcuna di questo deposito di enormi proporzioni nei progetti del porto (d’altra parte annullati completamente dalla sentenza del TAR) e dunque viene spontaneo chiedersi quale ragione abbia determinato la trincea che svetta in piazza Chimera.

Probabilmente trattasi di un’opera richiesta per l’ottenimento della certificazione di qualità ambientale EMAS. Visto infatti che il primo rapporto dell’EMAS mette in luce delle sciocchezzuole come il fatto che il depuratore della Valle operi senza autorizzazione dal lontano 2001 (e che in caso di sversamento a mare di liquami non trattati il Comune non sia neppure avvertito), probabilmente in Comune si è pensato ad una misura compensativa.

Il bottino che va in mare così com’è è un punto a sfavore, ma volete mettere avere una bella trincea vista mare?

Ber N

venerdì 7 dicembre 2007

Pensatori sinistri



Rifondazione Comunista interviene sulla sentenza del TAR ponendo la questione morale. Le reazioni sono da incorniciare: ve le proponiamo.

Su tutte, non se ne abbiano a male le altre, brilla e primeggia per dimostrazione d’autonomia politica e di libertà di pensiero quella del compagno Bettini in rappresentanza del Partito dei Comunisti Italiani.

«Non vogliamo prendere le distanze dalla responsabilità di guida del territorio. Non credo che sarebbe utile confinarci a un ruolo di semplice testimonianza e di opposizione dura. Il Partito democratico non può essere visto come un nemico ma come un soggetto con cui confrontarsi e non certo con cui porsi in antitesi»

E ancora: «È bene leggere le motivazioni dei giudici amministrativi prima di esprimere un giudizio approfondito. - dice Bettini - La commistione tra politica e affari denunciata da Favilli e Bertini è un’affermazione grave, che dovrebbero chiarire in modo circostanziato. E se hanno le prove che le decisioni in materia di sviluppo economico e di assetto del territorio sono figlie del malaffare è loro dovere denunciarle a chi di competenza» Giova precisare che nel comunicato di Rifondazione si rivendicava con orgoglio di aver esposto la condotta dell’Amministrazione alla Procura della Repubblica. A chi avrebbero dovuto essere esposti i fatti secondo i Comunisti italiani se non alla Procura?

Strano piuttosto che qualche dubbio sull’eventualità che a San Vincenzo possano esistere legami tra il livello politico e il mondo degli affari non sia venuto ai compagni del PdCI saldamente in maggioranza e rappresentati nelle Giunte Roventini e Biagi (addirittura nell’ultimo mandato Roventini il PdCI esprimeva il Vicesindaco con delega al PORTO).

Ma c’è anche qualcosa che secondo i compagni del PdCI va bene a San Vincenzo: il piano di Rimigliano. Infatti la soluzione ventilata dall’Amministrazione, evidentemente proletario-comunista, entusiasma il partito di Diliberto che non vede l’ora di poter costruire questo monumento alla tutela dei beni collettivi che sarà la speculazione edilizia di Rimigliano. "La sinistra o esprime un progetto alternativo di società, oppure non è."

Il democratico PD si esprime in modo piuttosto sgrammaticato (per come riportato sulla stampa, può darsi siano taglia incolla non riusciti) nella forma ma vuoto nei contenuti. Se proprio volete leggere l’invettiva contro Rifondazione che ha usato toni che “oltrepassano la polemica politica e vanno a colpire la rispettabilità ed onorabilità delle persone” leggete il Tirreno di oggi.

Semplice il commento dello SDI. In sostanza il partito ha fiducia nell’operato dell’Amministrazione, rispetta il percorso della giustizia e auspica ,piuttosto paradossalmente, che i lavori non vengano interrotti. Ma se sono illegittimi dato che il TAR ha annullato tutti gli atti, come possono continuare?

Mentre scegliete il miglior commento politico dei partiti, seguite il consiglio di un commentatore anonimo, e fate visita alla pagina di Wikipedia, l’enciclopedia libera, dedicata a San Vincenzo. Cliccate il seguente link http://it.wikipedia.org/wiki/San_Vincenzo_(LI)

Ber N

giovedì 6 dicembre 2007

La moltiplicazione dei poderi e l'aggressione al paesaggio


Secondo voi, questo quadro di John Constable, Flatford Mill, suggerirebbe le stesse emozioni se ci fossero in mezzo 150 camere d’albergo?

L’Amministrazione si prepara ad approvare la speculazione edilizia a Rimigliano. Si comincia con il trasformare i metri quadri di patrimonio edilizio "esistente" da 12.500 a 17.000. Poi ci si buttano sopra 150 camere d’albergo senza specificare quanto suolo occuperanno (ma in effetti cambia poco saperlo) e infine affermando, senza timore di cadere nel ridicolo, che lo spazio per l’agricoltura sarà lo stesso, non si abbatteranno alberi, ci saranno più cardellini e cinciallegre…

Lasciando momentaneamente da parte il fatto che, stando alle leggi fisiche, è assolutamente impossibile che lo spazio a disposizione dell’agricoltura, una volta edificati EX NOVO circa 10.000 mq possa essere lo stesso, facciamo una breve riflessione sul paesaggio.

Avere degli accrocchi edificati al posto dei casolari attualmente esistenti e una grande struttura alberghiera modificherà profondamente le caratteristiche paesaggistiche della Tenuta. I parcheggi necessari, i giardini per la ricca clientela, i campi da tennis (che ci saranno di sicuro) determineranno lo stravolgimento dell’area.

L’impatto antropico che si produrrà soprattutto sulla fascia a mare sarà semplicemente insostenibile.

E pensare che l’Amministrazione potrebbe, senza alcuna difficoltà, annullare le previsioni urbanistiche precedenti e approvare un piano che preveda il solo recupero dei 12.500 mq esistenti, e la reale rivitalizzazione dell’attività agricola.

Sul metodo che si à seguito per giungere a questo piano è forse inutile tornare ancora. Una domanda però sorge spontanea: Perché nel ’97 i metri quadri esistenti nella Tenuta erano 12.500 e oggi sono diventati 17.000?

Come hanno fatto i poderi a moltiplicarsi?

Ber N

COMMENTI

Sono arrivati alcuni commenti sulla sentenza del TAR. Giustamente "Ottone di Sassonia" ha pubblicato l'intero documento che proponiamo a tutti come post e un altro visitatore anonimo ha ricordato un paio di gustosi interventi...
Ringraziamo i due visitatori e invitiamo tutti a commentare i post.
Ottone di Sassonia said...
REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale
per la TOSCANA

TERZA SEZIONE

composto dai Signori: ANGELA RADESI Presidente
GIUSEPPE DI NUNZIO Cons. , relatore
RAFFAELE POTENZA Cons.

ha pronunciato il

DISPOSITIVO DI SENTENZA

Sul ricorso 2087/2002 proposto da:
BERSOTTI FAUSTO,CIATTI GIULIO, FERRARO ADRIANA, CORTI LAURA, BERSOTTI CHIARA, ACERBI PAOLA, BERTINI ALBA, DOGLIONE ROBERTO e
PARIGI BIANCA (ORA BERSOTTI CHIARA) ATTO DI RIASSUNZIONE

rappresentati e difesi da:
VAGLIO GIOVANNI
con domicilio eletto in FIRENZE
VIA RICASOLI N. 40
presso
SEGRETERIA T.A.R.

contro

COMUNE DI SAN VINCENZO
rappresentato e difeso da:
GRASSI RENZO
con domicilio eletto in FIRENZE
VIA CAVOUR N. 64
presso CAPECCHI LUCA

PRESIDENTE CONFERENZA DI SERVIZI D.P.R. 509/9, non costituitosi in giudizio;

REGIONE TOSCANA
rappresentato e difeso da:
VINCELLI GIUSEPPE
con domicilio eletto in FIRENZE
AVVOCATURA REGIONALE VIA CAVOUR 18
presso la sua sede

COMPARTIMENTO MARITTIMO DI LIVORNO
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
MINISTERO DELL'INTERNO
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
CAPITANERIA DI PORTO DI LIVORNO
tutti rappresentati e difesi da:
AVVOCATURA DELLO STATO
con domicilio eletto in FIRENZE
VIA DEGLI ARAZZIERI 4
presso la sua sede
per l'annullamento
- del verbale di conferenza di servizi approvato in data 29 luglio 2002 e pubblicato all'Albo pretorio comunale sino al 15 agosto 2002 recante approvazione del progetto definitivo relativo all'ampliamento del Porto turistico di San Vincenzo ai fini del rilascio della concessione demaniale;
- di ogni altro atto antecedente o successivo anche sconosciuto ai ricorrenti comunque funzionalmente collegato ai predetti con particolare riguardo per il provvedimento di convocazione della conferenza di servizi ai sensi degli art. 5 e 6 del DPR 2 dicembre 1997;
- la delibera n. 565 del 3 giugno 2002 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 26 del 26 giugno 2002 P. II sez. I di pronuncia di compatibilità ambientale ex art. 14 e segg. della L.R. 78/98 in ordine al progetto inerente l'ampliamento e la ristrutturazione del porto turistico di San Vincenzo;
- del verbale della conferenza di servizi interna allegato alla delibera di Giunta n. 565/2002;
- del rapporto interdisciplinare sull'impatto ambientale del progetto di ampliamento e ristrutturazione del porto turistico di San Vincenzo in quanto atto funzionalmente connesso alla delibera di Giunta n. 565/2002;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione del giudizio di
CAPITANERIA DI PORTO DI LIVORNO
COMPARTIMENTO MARITTIMO DI LIVORNO
COMUNE DI SAN VINCENZO
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
MINISTERO DELL'INTERNO
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
REGIONE TOSCANA
Visti gli atti della causa;
Visto l’art.23 bis comma sesto della legge 6 dicembre 1971, n.1034, introdotto dalla legge 21 luglio 2000, n.205;
Udito nella pubblica udienza del 29 Novembre 2007 , relatore il Cons. GIUSEPPE DI NUNZIO , l’avvocato A. Cuccurullo, delegato dall'avv. G. Vaglio, R. Grassi, S. Fantappiè delegato dall'avv. G. Vincelli e M. Gambini, avvocato delllo Stato;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
P. Q. M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, 3^ Sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, così provvede:
Da atto della rinuncia del ricorrente Bersotti Fausto;
Accoglie il ricorso e, per l'effetto, annulla gli atti impugnati;
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.
Così deciso in FIRENZE, in Camera di Consiglio, il 29 novembre 2007;
Depositata in Segreteria ai sensi dell'art. 55 L. 27/4/82, n. 186.
FIRENZE, il 29 Novembre 2007
IL PRESIDENTE
F.to Angela Radesi
L'ESTENSORE IL SEGRETARIO
F.to Giuseppe Di Nunzio F.to Mara Vagnoli Reg. dispositivi

Anonymous said...
«Di Legambiente non so quali siano i motivi, però so per certo che le polemiche sul porto sono il frutto dell´agitazione di un paio di persone che non sanno come perdere tempo e inventano storie false. Anzi sono contento di poter spiegare bene la situazione di San Vincenzo, che rappresenta un modello per tutti gli approdi della Toscana».«A San Vincenzo le correnti tirano da nord verso sud, quindi il vecchio porto ha provocato un accumulo a nord e l’erosione a sud, cioè a Rimigliano. Il comune con la Regione ha fatto l’unica cosa che poteva fare visto che era impossibile togliere il vecchio porto, un armadio di cemento fatto negli Settanta che provocava solo danni: ovvero ha deciso di ampliarlo, peraltro passando solo da 250 a 370 posti barca, migliorando l’impatto ambientale attraverso una diversa sagomatura che permette alla sabbia di passare di sotto e di limitare l’erosione. Inoltre il sindaco si è impegnato a togliere periodicamente la sabbia che non riuscirà a passare per ripascere artificialmente Rimigliano. Ecco perché il porto di San Vincenzo è un esempio di approdo turistico sostenibile».
Ipse dixit05/07/2007 -
Umberto Bianconi, responsabile del settore Logistica, Porti e Aeroporti della Regione Toscana.

martedì 4 dicembre 2007

T. A. R. a. t. i.

Finalmente il TAR si pronuncia sul ricorso promosso da numerosi cittadini, Legambiente, WWF e Rifondazione Comunista circa l’ampliamento del porto.
E avevamo RAGIONE…

Sono cinque anni che attendevamo il verdetto e l’esito è stato favorevole. Il TAR “accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla tutti gli atti impugnati”. Dunque sono annullate (non esistono più) tutte (TUTTE) le delibere che hanno autorizzato il porto, quelle del Comune, quelle della Regione, quelle recenti e quelle datate… TUTTE.

Il dato politico fondamentale è che il Sindaco avrebbe dovuto, come da noi richiesto in una ventina di mozioni (tutte respinte con argomentazioni debolucce ma sostenute da una buona dose d’arroganza), adeguarsi ad un principio di cautela attendendo l’esito del ricorso per autorizzare, eventualmente, i lavori.

Viceversa quest’Amministrazione Comunale ha esposto i cittadini ad un grave danno irreversibile. La domanda che investe la sfera etica dell’azione amministrativa è: per quali interessi lo ha fatto?

Mentre l’ex Sindaco diventava Presidente della società privata che costruisce e gestisce il nuovo porto, l’attuale Sindaco Biagi non si preoccupava della legittimità degli atti che venivano prodotti dall’Amministrazione, ma di come far costruire velocemente alla società di cui l’ex Sindaco era presidente una struttura su cui pendeva un ricorso al TAR!

Siccome poi il privato non ci guadagnava abbastanza perché il mercato si era orientato verso le barche più grosse, l’Amministrazione ha persino deciso di approvare una Variante al progetto -progetto che il TAR ha completamente annullato- con cui si è garantito alla “Marina di San Vincenzo” un consistente sovrappiù di entrate.

Il volano per lo sviluppo, l’opera che sola poteva garantire lavoro e prosperità a questa nostra terra, è stato demolito completamente. Siamo sicuri tuttavia che l’incrollabile certezza dei nostri amministratori non si incrinerà di fronte a certe quisquilie. Amministratori lungimiranti e saggi che hanno approvato atti limpidi ed incontestabili basati su studi certi e approfonditi.

Amministratori che meritano la nostra gratitudine e meritano soprattutto di andare a casa subito e tutti a riposarsi dalla grande fatica d'aver amministrato in modo così degno il nostro paese. Grazie a loro ci troviamo una diga illegittima in mare, un sottopasso a metà sotto la ferrovia, una pietraia indecorosa al posto della spiaggia, le barche dei sanvincenzini sfrattate dal porto, un’utilissima Commissione consiliare temporanea sui lavori del porto, piazza della Chimera simile ad una trincea, lungomare Marconi distrutto, la Torre Galoppini accerchiata, gli stabilimenti balneari, è il caso di dirlo, con l’acqua alla gola e via discorrendo.

Un ultimo pensiero va a chi, in pubblica assemblea, dichiarava solennemente di fidarsi del suo Sindaco (piuttosto che dei propri occhi)… è sempre triste assistere alla morte dell’utopia.

Ber N

mercoledì 28 novembre 2007

Libertà di spesa


Che i bravi studenti ricevano un riconoscimento dal Comune va benissimo. Il problema è che, grazie ad una modifica approvata lo scorso mese, i dirigenti del Comune possono spendere fino a 15.000€ con contrattazione diretta senza, in pratica,addurre motivazione plausibile.
Vi state certamente chiedendo cosa c’entri. Fidatevi.

Dunque la maggioranza approva un regolamento in cui si dice che i dirigenti possono acquistare beni o servizi con contrattazione diretta ed in economia fino a somme pari a 15.000€. Tale norma esisteva anche in passato solo che il limite era di 1.500€. Si tratta di una “cassa” a disposizione dei Dirigenti per degli imprevisti tant’è che la legge nazionale ne stabilisce il limite massimo in 20.000€. Dunque in un Comune come Roma il limite è di 20.000€, a San Vincenzo 15.000!

Evidentemente l’arbitrio concesso ai Dirigenti è enorme e le risorse che questi possono distribuire senza ricorrere a gare d’appalto sono molto consistenti in una piccola realtà come la nostra. Tali da condizionare i bilanci di una piccola attività a conduzione familiare piuttosto di un’altra, è stato fatto notare in Consiglio Comunale. Tale anche da spendere i soldi dei cittadini nel peggiore dei modi.

Ecco che, per la festa della Toscana, il Comune sceglie di organizzare la premiazione degli studenti in un luogo accessibile a chiunque: Riva degli Etruschi. Sinceramente, se l’iniziativa è rivolta alla cittadinanza, non poteva esserci scelta peggiore, se invece si tratta di autocelebrazione, va bene così. Ma quanto ci costa farlo laggiù piuttosto che nella sala delle esposizioni, di proprietà comunale?

Il solo affitto del locale ci costa, per un pomeriggio, €3.000 (tartine incluse). Poi metteteci sopra 700€ di medaglie e addirittura 2.400€ di MANIFESTINI per informare la cittadinanza di una iniziativa che viene realizzata a quattro chilometri dal centro!

Francamente, non entrando nei 700€ di medaglie, ci pare che 2.400€ di manifestini e 3.000€ di affitto della sala siano un po’ tanti. Ma il Comune avrà chiesto altri preventivi, no? Molto probabile di no. Infatti, grazie al nuovo regolamento il dirigente ha potuto affidare il lavoro o il servizio a chi desiderava.

Ma siamo sicuri che un’Amministrazione funziona bene quando realizza i desiderata dei dirigenti?

Ber N

domenica 25 novembre 2007

Il parco proibito


Il silenzio continua a dominare. Nessuno si prende la briga di rispondere alle questioni sollevate da Rifondazione Comunista oltreché dal Forum del Centrosinistra spiegando il perché sia stato posto il divieto di sosta lungo tutta via della Principessa.

Nell’attesa pubblichiamo il testo integrale della mozione presentata dal Forum del Centrosinistra per San Vincenzo che sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio Comunale mercoledì 28 ore 21:00.

“Premesso che
Nelle scorse settimane sono state elevate contravvenzioni per divieto di sosta lungo Via della Principessa alle auto parcheggiate in banchina;
Considerato che
La fruizione del parco di Rimigliano deve essere garantita ai cittadini tanto più nel periodo invernale, quando l’esiguo numero dei presenti non crea problemi di eccessivo impatto antropico,
Dato che
Impedire ai cittadini di parcheggiare la propria vettura lungo Via della Principessa equivale a privarli della possibilità di fruire del parco;
Considerato che
Non esistono obblighi di legge che costringano l’Amministrazione a vietare la sosta invernale a Rimigliano
Ritenuta pertanto che
La decisione di sanzionare l’accesso al parco sia frutto di una decisione politica;

Il Consiglio Comunale

Impegna l’Amministrazione Comunale ad annullare il provvedimento in oggetto e con esso le sanzioni elevate per tale violazione;
Impegna l’Amministrazione a preservare il carattere pubblico del parco di Rimigliano e il diritto dei cittadini di fruirne.”
Ber N

venerdì 23 novembre 2007

Diamoci un taglio



Eliminare gli sprechi è doveroso. Giusto, no? Dunque è giusto che i Consigli d’amministrazione delle società partecipate dal Comune, vengano tagliati così da contenerne la spesa. Meno componenti del Consiglio d’Amministrazione significa meno spesa. A meno che...

Ecco come si è ridotta la spesa all’ATM: prima si taglia il numero dei consiglieri da 5 a 3 membri. Poi si triplicano ai reduci i gettoni di presenza da 100 € a 300 € a seduta. Facciamo umilmente rilevare che, se anche il consiglio d’Amministrazione dovesse riunirsi una sola volta a settimana, i Consiglieri percepirebbero un discreto stipendio avendo impegnati solo quattro pomeriggi. Facciamo umilmente rilevare che fino all’anno in corso una seduta del Consiglio costava all’azienda 500€ mentre con questa misura di risparmio costerà 900€ ovvero l’80% in più.

Naturalmente nell’individuare i Consiglieri d’Amministrazione i Sindaci, che li nominano su base fiduciaria e quindi non devono giustificare le proprie scelte, guardano alle professionalità e non al credo politico. Lo dimostra quanto riportato dal Tirreno venerdì scorso: si conoscono le appartenenze politiche dei consiglieri, non le esperienze professionali.

Il procedimento (nuovo come l’invenzione della ruota) è il seguente: se all’ATM il tal partito ha due consiglieri, all’ASIU ci vuole un consigliere di talaltro partito e così via sino a spartizione ultimata. In perfetta osservanza al sempre valido manuale Cencelli.

Inutile pianificare tagli dei CdA o inventarsi altre norme sul contenimento degli sprechi con una simile classe dirigente. Non siamo di fronte ad una “questione morale” ma ad una emergenza etica. Il Forum del Centrosinistra ha dunque presentato un ordine del giorno che verrà discusso nel prossimo Consiglio Comunale MERCOLEDì 28 ore 21:00 di cui riportiamo sotto il testo integrale.

Visto che per le società partecipate è stata deliberata la riduzione del numero dei componenti dei CdA con l’obiettivo dichiarato di contenere la spesa pubblica;
Considerato che ad una riduzione del numero dei Consiglieri d’Amministrazione deve accompagnarsi, per raggiunge lo scopo prefissato di contenimento della spesa, un congelamento dei gettoni e delle indennità percepite dai restanti membri dei CdA;
Rilevato che, al contrario, all’ATM si è proceduto alla riduzione del numero dei componenti del CdA ma si è persino triplicato il gettone di presenza (dalla già considerevole cifra di 100€ a 300€ secondo quanto riportato sulla stampa) e si è aumentata la retribuzione del presidente (da 23.000€ annui a 30.000);
Ritenuto inaccettabile nei confronti dei cittadini una misura che raggiri in modo così palese la norma della finanziaria finalizzata alla riduzione della spesa;

Il Consiglio Comunale

Richiede alle società di cui è azionista che non si proceda a nessun aumento dei compensi e dei gettoni spettanti ai CdA;
Richiede all’ATM che il gettone spettante ai Consiglieri d’Amministrazione e l’indennità della presidenza vengano riportati a 100€ a seduta per i Consiglieri e a 23.000€ annui per il presidente;
Richiede alle altre società partecipate che abbiano eventualmente innalzato le indennità, di riportarle immediatamente alle cifre dell’anno 2006.


Ber N

giovedì 22 novembre 2007

Palmati


Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace. Dunque trovare belle le palme è del tutto legittimo.
Nell’alberare spazi pubblici tuttavia subentrano altri criteri di valutazione.

Iniziamo con il dire che dovrebbe esserci una progettualità dello spazio da alberare. Se in un giardinetto (al passaggino) si sostituiscono prunus, tigli e aceri -subito seccati dal salmastro- con delle palme, significa che si buttano piante a casaccio e non si prendono in considerazione né criteri estetici né funzionali.

Quando venne “progettato” quel giardinetto mi permisi di dare un paio di suggerimenti al Dirigente dell’Area 1 sulle essenze più adatte da piantare visto che la prima idea era quella di piantare tigli. Feci umilmente notare che i tigli mal tollerano la salsedine e che sarebbe stato più opportuno mischiare piante sempreverdi e non, ad esempio lecci, roverelle, ornielli, sorbi, corbezzoli ecc…

Con un certo orgoglio notai che furono piantati cinque ornielli cha ancora resistono. Per le altre piante, chiunque abbia un minimo di conoscenze di giardinaggio l’aveva capito da subito, non poteva che profilarsi la morte. Così è stato con un buono spreco di denaro.

Con cosa sostituiamo un paio di aceri, un prunus e un tiglio? Con le palme, naturalmente. Le palme (Phoenix canariensis) sono lentissime nell’accrescimento, non fanno ombra, non producono fiori di pregio, non producono frutti e, in compenso, costano un patrimonio. Aggiungete l’assoluta estraneità dall’ecosistema locale e la pericolosità che, quando sono ancora ad altezza d’uomo, rappresentano le spine acuminate, lunghe anche venti centimetri, che hanno in corrispondenza del tronco (vedi foto).

Le palme hanno tuttavia invaso l’intero paese con buona pace delle essenze locali. Ci sarebbe da studiare e molto la motivazione, evidentemente ideologica, che conduce alla scelta di uno dei simboli dell’omologazione delle località turistiche di tutto il mondo. C’è chi ricorda, a ragione, come per l’Italia le palme abbiano rappresentato anche il mito dell’Impero. Oggi è il mito del turismo di massa che si celebra alberando viali e parchi con le costose piante esotiche. E per molto altro i soldi non ci sono.

Ber N

domenica 18 novembre 2007

Il metano ti dà una mano


Proprio a pochi giorni dalla chiusura dello sportello alla clientela dell’Asa “esplode” il caso metano.

La società Asa trade ha avuto la bella pensata di richiedere un consistente acconto sui futuri probabili consumi degli utenti.
Perché l’ha fatto? Ma per noi tutti, naturalmente. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è quello di rendere più costanti le bollette “evitando spiacevoli sorprese” come si legge nelle news del sito di Asa trade che il Forum del Centrosinistra per San Vincenzo caldamente vi consiglia.

http://www.asatrade.it/

Dopo aver chiarito che Asa ci chiede forti acconti ma lo fa per noi con spirito caritatevole, l’azienda passa a dimostrare quanto le decisioni che vengono prese siano trasparenti. “l’Azienda si è confrontata con l’Organo di Controllo e con altre realtà importanti italiane operanti nello stesso settore” ed ancora “L’Azienda ha inoltre incontrato le Associazioni dei Consumatori e comunicato il cambiamento alla cittadinanza attraverso il proprio sito internet e tramite comunicati agli organi di informazione.”

Tutto bene, cittadini, lo abbiamo detto alla stampa, alle Associazioni dei Consumatori e anche voi, che ora vi lamentate tanto, eravate stati informati dal SITO INTERNET. Qualcuno potrà pensare che ci vuole una bella faccia tosta invece tutto è normale: è il libero mercato, bellezza!

Praticamente se ora vi trovate in bolletta il 25% in più di metano che non avete consumato e chissà se mai consumerete è per non farvi avere brutte sorprese in primavera. Meglio la brutta sorpresa a novembre sembra suggerire Asa trade.

Scriveva Henry David Thoreau “Se sapessi con certezza che un uomo sta venendo da me per farmi del bene, correrei a mettermi in salvo [..] per paura di ricevere un po’ del bene che quello mi facesse.”

Ber N

domenica 11 novembre 2007

UN PARTITO OSPITALE


Ci sono frasi che non si scordano. Ci sono discorsi che non passano di moda ma passano alla storia. Chi potrà dimenticare l’“I have a dream” di Martin Luther King?.

Sicuro di aver ascoltato uno di questi discorsi ieri sera al TGR, ne riporto il testo. Si tratta dell’intervista del neo segretario regionale del PD che, intervistato sulle prospettive del nuovo partito ha affermato che dovrà essere:

“un partito vero che viva fra la gente che sia fatto di gente che… alla quale piace stare insieme. Questa è la storia di questa terra e credo che oggi bisogna fare davvero una cosa nuova, d’altronde nuovo è un termine impegnativo. Bisogna fare una cosa più ospitale nel quale non c’è un confine tra chi è iscritto e chi non lo è, nel quale tutti sono importanti deci… Per decidere si decide tutti, ma è importante anche esserci tutti i giorni… Questo credo sia una chiave di modernità: un partito ospitale."

I miei auguri al Partito Democratico e al suo Segretario Regionale.

Ber N

sabato 10 novembre 2007

Non più nostro


Mentre la cittadinanza protesta contro l’incredibile imposizione dei divieti di sosta lungo Via della Principessa, misura che impedisce ai sanvincenzini d’andare a passeggio a Rimigliano, l’amministrazione ribadisce il divieto e lo estende a moto e motorini.

Ricordiamo, tanto per mettere i puntini sulle “i”, che a Rimigliano esistono d’estate due grandi PARCHEGGI ABUSIVI, uno del Ristorante il Tramonto e uno nel bel mezzo del bosco di fronte allo svincolo per il Park Albatros. Abbiamo richiesto in Consiglio Comunale ormai quattro volte che l’Amministrazione intervenisse e nessuno ha mosso un dito. Dunque le auto continuino a entrare nel bosco d’estate provocando gravi danni alla vegetazione e, persino, alla duna (perché c’è chi arriva persino sulla duna col suo SUV) ma d’inverno nessuno vada a Rimigliano.

Viviamo in un Comune che ha acquisito Via della Principessa dalla Provincia: tra pochissimo tempo la via sarà comunale. Allora sarà persino più facile eliminare il divieto di sosta. Il Sindaco invece ha annunciato che continuerà semplicemente a permetterci di parcheggiare, bontà sua, in tre aree: al fosso di Botro ai Marmi, in Via del Lago e alla Torraccia (soluzioni scomode e pericolose).

Il Forum del Centrosinistra ha predisposto una mozione per il prossimo Consiglio Comunale con cui si richiede all’Amministrazione comunale di agire con urgenza, anche in sinergia con la Provincia, per rimuovere il divieto invernale di parcheggio a Rimigliano. Tuttavia ripetiamo che ciò non può bastare per fermare il processo di privatizzazione del nostro parco. È necessaria una partecipazione popolare, l’apertura di un sano conflitto sociale di cui ad oggi, purtroppo, non v’è traccia esplicita. Tutto il disagio e la contrarietà dei cittadini è sotterraneo, rimane implicito, silenzioso.

Purtroppo i cittadini che vogliono salvare il Parco di Rimigliano, la Tenuta dalla speculazione edilizia e la fascia a mare dalla privatizzazione, non possono permettersi di tacere.

Attraverso forme di impegno civico attivo è possibile invertire un percorso, partito vent’anni fa, che vuol fare di Rimigliano una periferia urbana di lusso in multiproprietà. In questo caso opporsi è un obbligo civico.

Ber N

venerdì 9 novembre 2007

POST DI PROVA LAVORI IN CORSO

giovedì 8 novembre 2007

Lettera di Scuse

È sempre bene mettere in piazza i propri errori. Oggi lo faccio, assumendomi la piena responsabilità per la grave negligenza.

Devo al Comitato per Campiglia delle scuse. Hanno contattato, attraverso la mail comunale, il Forum del Centrosinistra per trovarvi una sponda sulle previsioni urbanistiche di “fonte di sotto” e sull’avanzata dei fronti cava.

Il problema è che la casella di posta elettronica presso il Comune ha un problema che la rende quasi inservibile. Nella casella ricevo centinaia di spam pubblicitare, spesso a sfondo erotico.

Di fronte allo spettacolo deprimente di migliaia di Spam e di nessun messaggio “utile”, avevo smesso di controllare la posta. Ho ripreso l’attività solo in questi giorni ed ho trovato alcuni messaggi del Comitato che risalgono a quest’estate.

Mi scuso ancora una volta con i cittadini che conducono la battaglia per la preservazione della risorsa paesaggistica e territoriale di Campiglia; la mia è stata una mancanza determinata da disguidi “tecnici”, non certo da volontà o calcoli politici.

Mi riprometto di porre rimedio e, nel frattempo, mi permetto di aggiungere tra i “Siti utili” il sito del Comitato.

Le battaglie sulle previsioni urbanistiche a Fonte di Sotto sono, nei contenuti, molto simili alle nostre iniziative per la tutela del Parco di Rimigliano e testimoniano il dilagare di una gestione territoriale tipicamente speculativa.

Invito i lettori del Blog a fare una visita al sito del Comitato per Campiglia in modo che possano, con i loro occhi, avere la misura della commistione tra politica e affari e possano apprezzarne i risultati.

Per quanto riguarda l’impatto delle cave sul territorio, i problemi sono identici e, anche in tal senso, il Forum del Centrosinistra condivide con il Comitato per Campiglia la posizione politica.

Ber N

sabato 3 novembre 2007

Ser vizietto


Il servizio offerto dall’ASA non vi soddisfa? Avete ricevuto fatture da 2000€ ma non avete nemmeno aperto il rubinetto? Andete a dirlo allo “sportello ASA”. Affrettatevi finché esiste. Tra poco infatti, per “migliorare il servizio”, ci toglieranno pure quello.

La notizia, data dalla stampa, è stata confermata dal Sindaco in Consiglio Comunale. Dunque nonostante paghiamo la bolletta più salata della Toscana (probabilmente ricevendo anche l’acqua più salata) l’ASA taglia i costi del personale e lascia l’utenza orfana dello sportello.

Un luogo che ormai stava diventando centro d’aggregazione sociale a causa della mole incredibile di errori in fatturazione e di disservizi vari. La coda davanti all’ufficio di Corso Italia occupava tutto il marciapiede formando un drappello di cittadini che, oltre a dover pagare cifre esose, dovevano pure perdere una mattinata per cercare di dimostrare le proprie ragioni.

Entro breve potrete perdere una mattinata al telefono cercando qualcuno nel Call center che sappia dirvi qualcosa sulla bolletta dell’acqua. Buona fortuna.

Il solito vizietto di ridurre i costi a discapito del servizio rendendo impossibile per i cittadini esprimersi direttamente con qualcuno spiegandogli, guardandolo nelle palle degli occhi, i problemi. Il solito vizietto di dire che tutto ciò viene fatto per “migliorare il servizio”.
Infine c’è il solito vizietto da parte del Sindaco di correre a rattoppare le voragini dell’Asa. Infatti nel dare notizia, Biagi ha ipotizzato l’apertura di uno sportello (a spese e cura del Comune) in cui raccogliere le istanza dei cittadini relative a Gas e acqua. Tradotto l’Asa risparmia e il Comune organizza un ufficio (che non può intervenire nelle questioni perché non è più, purtroppo, il Comune a emettere le fatture ma l’ASA) per dare l’impressione ai cittadini che esiste ancora un “servizio clienti”.

Dunque soldi pubblici impiegati per farne risparmiare ad Asa. Senza ribadire le posizioni del Forum sulla scelta della privatizzazione dell’acqua, basterà dire in questa circostanza che qualcuno si meriterebbe il titolo di "Ser Vizietto".

Organizziamo le Primarie?

Ber N

mercoledì 31 ottobre 2007

Nuova Partecipazione


Respinta la richiesta di Referendum sui fanghi di Bagnoli. Il Partito Democratico si dimostra tale e s'incarta su inesistenti questioni tecniche per escludere la cittadinanza da una scelta di portata enorme. A San Vincenzo invece il referendum non si può fare a prescindere dalle commissioni.
.
Ogni Amministrazione nel nostro Paese è abbondantemente democratica. Ogni partito, puntualmente all’approssimarsi delle elezioni, si sciacqua la bocca (si fa i gargarismi e qualcuno persino il clistere) con la famosa partecipazione.

Poi se 4750 persone firmano contro l’arrivo dei Fanghi a Piombino e chiedono il Referendum, si risponde che il fatto che arrivino a Piombino non è di competenza piombinese perché da qualche parte partono. Non è una questione di democrazia né un problema di scarsa partecipazione. È un problema tecnico.

A San Vincenzo il problema tecnico è a monte: nel nostro democratico e partecipativo Statuto Comunale non si può fare il referendum su una sfilza incredibile di argomenti tra cui l’assetto del territorio(!).

A più riprese abbiamo presentato mozioni perché tale incredibile limitazione venisse eliminata. Picche. Oggi discutiamo nel Consiglio Comunale la nostra quarta mozione in tal senso e ogni volta ci viene risposto che non è proprio cosa. Naturalmente non viene fornita una spiegazione razionale. La logica spiegazione è che i nostri democratici Amministratori non vogliono che la cittadinanza si esprima.

Avete votato liberamente? Ve l’avevamo detto cos’avremmo fatto? Col voto c’avete delegato a fare quello che vi avevamo detto? E allora aspettate le prossime elezioni e non rompete i coglioni. Trattasi di un fine sillogismo e di un ragionamento fortemente democratico.

Chi non è d’accordo, peggio per lui.

Ber N

venerdì 26 ottobre 2007

Multe sulla Principessa. Proibito l'accesso a Rimigliano

Questo post è lungo, me ne rendo conto, vi prego tuttavia di dedicare qualche minuto in più alle questioni che VI riguardano, leggendolo per intero e possibilmente scrivendo qualche commento.
L’attività edilizia è fuori controllo al punto che sotto la teleferica, zona che sarebbe assolutamente inedificabile, sono spuntati come funghi graziosi “annessi agricoli” a più piani con parabola satellitare e giardinetto Hollywood style.

I maggiori controlli sulle attività di cantiere che avevamo richiesto per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, non sono stati neppure presi in considerazione.

Strutture nate per essere Residenze Turistico Alberghiere usate come seconde case, prime residenze usate come case vacanza, persino alloggi alla zona PEEP usati come seconde case e nessuno si sogna di intervenire.

Varianti in corso d’opera sia su lavori pubblici (porto, sovrappasso, viabilità) che negli strumenti urbanistici con regali volumetrici gettati alla rinfusa come il cacio sui maccheroni. Privati che si arricchiscono a spese dei beni collettivi, uso improprio di beni demaniali, occupazione abusiva di suolo comunale… Tutto bene.

Ma il divieto di sosta signori… Quello sì che è un problema degno di attenzione che rischia di mettere in pericolo la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni. L’Amministrazione Biagi dev’essere inflessibile con chi parcheggia alla Principessa.

Non è solo il solito vizio di fare cassa. Il Comune di San Vincenzo usa l’autovelox per rimpinguare le finanze comunali e pagare inutili quanto costose consulenze esterne. Le multe sono una vera leva fiscale e una vera emergenza visto che al 31 agosto il Comune poteva vantarsi d’aver sanzionato 8.000 infrazioni al codice della strada.

Non è neppure il solito vizio di dimostrarsi forti con i deboli e deboli con i forti come avviene per il parcheggio di proprietà comunale al villaggio turistico di proprietà PROMITAL, conosciuto come Garden Club, usato da quindici anni dal privato come fosse roba sua.

Stavolta c’è un intento malcelato nelle multe affibbiate a chi ha osato parcheggiare al parco di Rimigliano. È legittimo temere che quest’irrigidimento incomprensibile da parte dell’Amministrazione sia parte della strategia che da diversi anni denunciamo.

L’area deve essere libera dai cittadini che sino ad oggi l’hanno frequentata. Gli interessi che si muovono nel lato a monte della Principessa sono forti e non saranno fermati se non con una grande mobilitazione popolare.

Ricordiamo che a monte sta per essere approvato un piano che prevederà la costruzione di un grande albergo e di almeno 260 unità immobiliari. Secondo voi a chi sarà asservita la fascia a mare una volta che quest’intervento sarà realizzato?

Inoltre ricordiamo che l’Amministrazione ha dato il via libera nel piano spiaggia alla possibilità d’affittare ombrelloni anche a Rimigliano, ha approvato un piano per la fascia a mare che incrementa i volumi presenti e prevede aumenti considerevoli dei consumi idrici.

La “soluzione” ventilata da Biagi è inaccettabile. Individuare tre aree per parcheggio (magari a pagamento) una a nord una in mezzo ed una a sud lungo la Via della Principessa rappresenterà di fatto l’estromissione dei sanvincenzini da Rimigliano e la monetizzazione del diritto dei residenti ad usufruire del parco.

In questo modo sarà più facile per i privati che realizzeranno la speculazione edilizia (voluta dall’Amministrazione) nella Tenuta sottrarre in modo definitivo la Fascia a mare alla libera fruizione sia d’estate che d’inverno.

Anche per Rimigliano, dietro le parole sviluppo e valorizzazione si cela l’asservimento di ampie porzioni dell’area ad un privato e la mercificazione del diritto dei cittadini di fruire liberamente di un bene collettivo di inestimabile valore.

Chi legge queste parole comprenderà che ogni piccolo intervento nell’area deve vedere un'opposizione forte e attiva perché necessario alla privatizzazione del parco. Il Forum del Centrosinistra non può bastare a scongiurare un disegno dietro cui si muovono e consolidano interessi economici e politici così forti e arroganti.

Chi legge queste parole, se vuole salvare per sé e per le future generazioni un bene come il parco di Rimigliano ha il dovere civico d'attivarsi coinvolgendo gli ampi settori della cittadinanza non disposti a farsi scippare Rimigliano (a cui il Forum del Centrosinistra non riesce ad arrivare) in una lotta popolare a questo sciagurato progetto.

Occorre rifondare il Comitato per Rimigliano oppure rassegnarsi a vedere il parco spolpato come una povera carcassa. È una battaglia sociale totale. Investe infatti il valore ambientale e paesaggistico dell’area ma anche la sua funzione sociale ed economica. Si tratta di lottare per salvare il significato storico del parco ma anche la valenza turistica che ha. Parliamo di riaffermare la priorità dell'interesse pubblico sul lucro del privato, di riproporre la questione etica di una politica schiacciata sul mondo degli affari ed ormai indistiguibile da esso. Certamente non ultima, si tratta di una questione di dignità. La dignità che viene palmo a palmo sottratta ai sanvincenzini sempre meno in diritto di usare liberamente il bene collettivo. Un territorio sempre più asservito e svenduto a interessi privati.

E visto che nel territorio ci siamo anche noi, siamo noi stessi venduti e asserviti agli interessi dell’imprenditore di turno. È la nostra qualità della vita svenduta assieme alle nostre prospettive, a quelle delle future generazioni.

Con le multe sulla Principessa non si sanziona il divieto di sosta. Si vuol eliminare la consuetudine dei cittadini di considerare Rimigliano un bene di tutti.

Per tutto questo il Forum del Centrosinistra per San Vincenzo richiederà l’annullamento delle sanzioni e la garanzia per i sanvincenzini di poter fruire del parco tutto l’anno e in modo assolutamente gratuito.

Per tutto questo il Forum del Centrosinistra per San Vincenzo continuerà la battaglia per scongiurare la speculazione edilizia sperando di non ritrovarsi da solo a farlo e ben sapendo che, se rimarrà solo, un pezzo fondamentale di San Vincenzo sarà perduto per sempre.

Ber N

martedì 23 ottobre 2007

La fretta e i "cattivi consiglieri"

Non vogliamo mettere fretta a nessuno tuttavia rileviamo come, tra poco, ricorra l’anniversario da quando abbiamo sollevato il problema del parcheggio PUBBLICO impropriamente usato dal complesso turistico denominato Garden Club.

Nel dicembre 2006 sollevammo la questione. L’assessore ci dette ragione e s’impegno per una rapida risoluzione del problema. Oggi nulla è cambiato.

Nel frattempo il Comune ha persino venduto per una miseria (400.000€) due ettari e mezzo con sopra 12.600metri cubi di costruzioni al Villaggio turistico di proprietà PROMITAL denominato Garden Club.

Ripeto ci piace vedere le cose fatte bene e con calma e non vogliamo sollecitare oltre il lecito nessuno, tuttavia, possiamo chiederci come mai i nostri amministratori ci mettano un anno ad affrontare una semplicissima questione?

La situazione è semplice per stessa ammissione del gestore del villaggio. È stato l’Amministratore Delegato della società Garden Club a sollevare il problema rivendicando orgogliosamente l’uso privato fatto del parcheggio pubblico da parte della struttura e, invece di impegnarsi per tornare al più presto al rispetto della convenzione, chiedendo un maggior numero di parcheggi asserviti al complesso turistico.

Ricordiamo infine che anche la lecceta di fronte al Garden Club (proprietà PROMITAL) è PUBBLICA. Possiamo tutti andarci a passeggiare, eppure è recintata (c’è solo un piccolo pertugio in corrispondenza del sottopasso del villaggio turistico) e a nessun sanvincenzino viene in mente di andarci.

Aspettiamo fiduciosi l’azione amministrativa, quella dovuta. Ovvero attendiamo che i nostri rappresentanti, individuata la non applicazione di una convenzione stiupulata con un soggetto privato, intervengano, a tutela dell’interesse pubblico, ingiungendo al privato di adeguarsi a quanto sottoscritto. Ovviamente applicando le dovute sanzioni.
Ovviamente.

Grave sarebbe, come è stato annunciato, se anziché sanzionare l’abuso, si concedesse l’uso privato del parcheggio al villaggio turistico. La fretta è cattiva consigliera ma non è detto che tutti i consiglieri siano saggi se non hanno fretta.

Ber N

giovedì 18 ottobre 2007

Fanghi: il Tortolini "non ci fa paura"


Gravissimi “inviti” rivolto dall’ex segretario dei DS Val di Cornia, Matteo Tortolini, al Comitato. Praticamente si vorrebbe che chi ha chiesto il referendum, in caso di diniego, garantisse di NON ricorrere al TAR.

Con quale diritto e con che percezione del ruolo delle Istituzioni di questa Repubblica Tortolini fa certe affermazioni? Per quale motivo il Comitato dovrebbe garantire di rinunciare a ricorrere alla terzietà del TAR?

In realtà Tortolini esterna e rende chiara a tutti la posizione del Partito Democratico sulla vicenda. Essendo democratico e dunque etimologicamente favorevole al governo di tutti, Tortolini suggerisce alla Commissione che dovrà esprimersi circa l’ammissibilità del quesito referendario che ci sarebbero validi motivi per bocciare il quesito.

Perché? Evidentemente perché sebbene si dichiari che “il Referendum non ci fa paura”, sarebbe preferibile non farlo. Dunque cercasi urgentemente motivazione per bocciare la richiesta senza offuscare l’immagine celestiale del nascente Partito Democratico.

“La materia non è di esclusivo interesse locale” si dice. Ma il Referendum non chiede che da Bagnoli non si spostino i fanghi, chiede che non arrivino a Piombino. Dunque se non del territorio di Piombino, di chi dovrebbe essere la decisione? Se dovessero essere disposti anche i ministri firmatari a prendersi qualche badilata di rifiuti e portarseli in giardino, il discorso cambierebbe. Per ora, i fortunati sono i piombinesi. Possibile non possano esprimersi circa la loro fortuna?

Negare questo diritto, con qualsiasi argomento o cianfrusaglia tecnica, sarà una bella prova di democrazia per il nascente Partito Democratico e crediamo che, persino per un abile oratore come Tortolini, sarà una scelta difficile da motivare dinnanzi ai cittadini.

Ber N

martedì 16 ottobre 2007

PESCAGHIOZZI - ANIZNECNIVNAS ALLA ILLORTNOC

Nell’ultimo Consiglio Comunale, quando abbiamo fatto notare quanto il Comune sia bravo a controllare le velocità delle auto per fare le multe ma sia un po’ meno attento circa la sicurezza nei luoghi di lavoro o l’attività edile, abbiamo ricevuto una risposta piuttosto piccata secondo cui i controlli sono puntuali ed anzi è il caso di dire che è tutto sotto controllo.

Ne deduciamo che è con la consapevole approvazione del Comune che, ad esempio subito a monte di Via del Giardino, sono state edificate le aree esattamente sotto la teleferica (ricordiamo che un paio di settimane fa sono caduti alcuni carrelli).

Ne deduciamo che è grazie ai puntuali e vigili controlli che abbiamo ancora un non quantificabile (certamente alto) numero di residenze fittizie persino nella zona PEEP. Se così è, e non vogliamo dubitarne, l’Amministrazione controlla che tutto avvenga nel peggiore dei modi.

A dimostrazione di quanto sopra, pare che negli ultimi giorni l’Amministrazione comunale di San Vincenzo, dopo accurati controlli, abbia concesso i permessi per costruire un capannone industriale nella zona la Valle. Il problema è sorto quando ci si è resi conto che tale capannone sorgeva proprio sopra la ferrovia Solvay. Dopo studi accurati e minuziosi controlli si è deciso di permettere la costruzione del capannone e si è fatta passare la ferrovia per andare a San Carlo da Siena. Si sono disboscate altre trentacinque valli e i sassi arriveranno a Rosignano in sei giorni.

Mentre controllavano che il sottopasso ferroviario non interessasse falde acquifere, sembra che i funzionari del Comune pensassero alle spiagge delle Fiji. Ora che c’è un lago al posto del sottopasso pare che la soluzione da adottare possa essere la concessione di uno stabilimento balneare lacustre termale. Naturalmente per non interferire con le attività balneari si tornerà al progetto del sovrappasso.

Elaborando nuove strategie sinergiche di area vasta per la tutela e valorizzazione della qualità ambientale delle risorse produttive, pare che l’Amministrazione, che ha già permesso ad alcuni privati di occupare gli accessi a mare, abbia ideato un sistema efficace per controllare le attività svolte sulla spiaggia.

Ci saranno cioè controlli in entrata. In pratica addetti del Comune metteranno un timbro sulla mano e forniranno una bandierina ai primi cento che arriveranno sulla spiaggia che avranno il diritto di occupazione dell’arenile e potranno, di qui in avanti, farci quel che vorranno: palazzi, stabilimenti abusivi, discoteche, guerre… potranno persino sostare sulla battigia senza rischiare di essere multati dalla Polizia Municipale.

Un po’ come si è già sperimentato con la costruzione del nuovo porto ad opera della Sales. Varianti su varianti si fa sempre e solo ciò che vuole la ditta privata, ma nel più stretto, rigido, serio, puntuale e severo sistema di controlli.

Ber N

domenica 14 ottobre 2007

Primati


Oggi ci sono le primarie per la segreteria del Partito Democratico. Cosa gliene viene al Forum del Centrosinistra per San Vincenzo? Niente. Tuttavia una breve analisi del “programma” del futuro segretario regionale Manciulli può giovare molto anche a noi poveri mortali.

È consigliabile, persino terapeutica, una visita attenta del suo sito personale:
http://www.andreamanciulli.it/
alla sezione “le mie idee”.

Dovrebbe interessare anche noi sanvincenzini perché Manciulli è anche Consigliere regionale è quello che ha attraversato un periodo difficile in cui era costretto a lamentarsi sulla stampa dei 3.500 € netti al mese che percepiva. Leggendo attentamente il programma ci convinciamo che Manciulli vale molto di più.

Dovrebbe interessare anche noi sanvincenzini perché ci comunica cose importanti sulla concezione democratica del partito di cui il nostro Sindaco fa parte. Insomma per tenerci informati e non solo, soprattutto per meditare. Alcuni passaggi sono di pura filosofia e mettono in discussione le nostre teorie sullo spazio tempo.

Tutti coloro che lo vorranno potranno passare il pomeriggio a riflettere sul significato profondo della frase: «lavoro per una Toscana che sappia rifuggire l’appagamento di un passato ingombrante e al tempo stesso sappia usarlo come tesoro culturale per costruire un futuro fortemente proiettato nella contemporaneità.»

Oppure possiamo meditare sul punto 6:
«6. COESIONE, GENEROSITA’ E SICUREZZA
Puntare su una Toscana coesa, generosa e sicura. Coesa perché penso che questo nostro livello di coesione debba essere difeso dalle nostre tendenze demografiche. Per questo contano i giovani e le donne e le loro potenzialità.Conta anche un’idea forte di sicurezza: è un elemento fondamentale della coesione e questo tema non può essere lasciato a nessuno.

Cos’è un futuro fortemente proiettato nella contemporaneità?
Cosa sono le nostre tendenze demografiche e perché minacciano il nostre “livello di coesione”?
Voi di che tendenza demografica siete?
Meditate gente, meditate!

Ber N

giovedì 11 ottobre 2007

La "VALORIZZAZIONE" di Rimigliano


Venite a discuterne all'assemblea pubblica di domani sera ore 21:00 alla Sala Multimediale.

Arriverà presto l’accelerazione che tanto temiamo sull’affare Rimigliano. Già nel bilancio sta scritto a chiare lettere che uno degli obiettivi di qui a dicembre è proprio quello di approvare la Variante al Piano Strutturale.

Se così avverrà il lavoro che il Forum del Centrosinistra per San Vincenzo ha fatto contro il progetto sarà messo a dura prova. Non è purtroppo il Consiglio Comunale il luogo in cui si prendono le decisioni e, anche se fosse, non abbiamo una forza sufficiente ad opporci in modo determinante.

Facile prevedere che neppure la maggioranza avrà una posizione “granitica” sulla speculazione edilizia che ci si appresta a varare per la Tenuta. tuttavia, come spesso accade, potrà contare sull’apporto di voti e di argomenti del centrodestra.

Ricordiamo che il progetto che si profila per la Tenuta è il seguente:
  • Completo recupero del patrimonio edilizio esistente –12.500mq – destinazione d’uso SECONDE CASE
  • Nuova edificazione attorno ai poderi –5.000mq- destinazione d’uso SECONDE CASE
  • Nuova edificazione non si sa bene dove –più di 5.000mq- destinazione d’uso ALBERGHIERA.

Rimigliano è l’ultimo pezzo di San Vincenzo ad essersi conservato nei suoi tratti paesaggistici ed ambientali. Immolare questi ultimi 500 ettari sull’altare della speculazione ediliza è una follia che gli attuali amministratori non possono permettersi di perpetrare ai danni delle generazioni future.

È necessario che la cittadinanza si organizzi, magari ri-fondando il Comitato per Rimigliano attivo alcuni anni fa, a difesa di questo patrimonio insostituibile. Infatti ci sono gli strumenti amministrativi e politici per approvare un altro piano che preveda il recupero del solo patrimonio edilizio esistente da destinare anche ad attività alberghiera e la valorizzazione dell’attività agricola nell’area.

La cittadinanza deve pretenderlo dagli amministratori. Cominciamo a farlo da domani partecipando all’assemblea del Forum del Centrosinistra alla sala multimediale in Piazza Osvaldo Mischi alle ore 21:00.

Ber N

lunedì 8 ottobre 2007

Spiaggia estinta

Lo stabilimento "Il Nettuno" all'indomani del ripascimento

Non starebbe a me monitorare il litorale sanvincenzino. C’è la Sales che ci pensa. Tuttavia un’occhiata ogni tanto alla spiaggia la do e non riusco a non vedere. Speriamo non se ne abbia a male l’utilissima “Commissione Consiliare Temporanea sui Lavori d’ampliamento del porto turistico” che vigila sull’intera operazione e dove il Forum non è voluto entrare. Dicemmo allora che non ci interessava controllare che il paese venisse rovinato nei tempi previsti, avevamo altre perversioni. In realtà ora mi dispiaccio di aver perduto un'occasione per andare coi piedi a mollo a constatare l’estinzione della spiaggia.
Bene dunque che persino la Sales riconosca il fenomeno ma cosa si aspetta a dire qual è la soluzione? Infatti se si individua un problema si dovrebbero indicare le soluzioni… Oppure si preferisce aspettare che ghiozzi e cefali raggiungano il secondo piano del Comune per prendere atto della gravità della situazione?

Viene il dubbio che né la Sales né la Commissione Temporanea vogliano dire chiaramente che l’unica soluzione sarebbe la de-costruzione della diga foranea.

L’ampliamento del porto turistico, lo sappiamo, ha provocato un processo erosivo a nord del centro urbano tanto forte quanto inedito ed ha aggravato l’erosione a sud del porto stesso. E la rapidità con cui il mare mangia la spiaggia è quantificabile.

L’arenile sud è stato oggetto, nell’aprile di quest’anno, di un enorme “ripascimento”, operato con mezzi piuttosto grevi invero, che aveva fatto avanzare la linea di costa di qualcosa come 20 metri, in alcuni tratti persino di più.

Fu impressionante vedere come una sola mareggiata portò via tutto quanto i tubi della Sales avevano scaricato sulla costa in settimane. Nello specchio del nuovo porto turistico c’erano qualcosa come 50.000 metri cubi di sabbia che è stata già spalmata a nord (Viale Marconi) e a sud della costa. Oggi di quei 50.000 metri cubi nulla rimane e in molti tratti la costa è persino indietreggiata.

Per capirsi 50.000 metri cubi sono una quantità pari, ad esempio, ai volumi dei casermoni di via Biserno (quelli davanti alla Coop). Ecco sulle nostre spiagge mancano quei volumi e qualcosa di più.

Il tutto in appena sei mesi. A voi i conteggi.

Ber N

sabato 6 ottobre 2007

PASSATO IL LIVELLO


Rumorosità fuori norma? Vibrazioni insostenibili? Salute dei cittadini messa a repentaglio? L’importante è che la Sales possa risparmiare. È così che l’Amministrazione difende l’interesse collettivo. Talvolta però ci sono degli imprevisti.

Di fronte ad un’Amministrazione sorda alle proteste dei cittadini e talmente garantista con la Sales da concedere una deroga ai livelli di rumorosità ammessi senza interpellare l’ASL, il cittadino è costretto, per veder riconosciuti i propri diritti ad accollarsi l’onere del ricorso alla magistratura.

Ma non è solo della solita arroganza dimostrata nel rapporto con i cittadini che stiamo parlando: cos’ha fatto l’Amministrazione dopo aver ricevuto la relazione dell’ARPAT in cui si diceva chiaramente che il cantiere era fuori norma? Niente, il Comune non ha neppure risposto e ha concesso una deroga alla Sales per continuare a sfondare i timpani e crepare le case dei cittadini che abitano nei dintorni.

Dunque si passa persino sopra il parere dell’ARPAT pur di garantire ad un privato di lavorare fuori norma, risparmiando immaginiamo centinaia di migliaia di euro, e a tutto discapito della salute dei cittadini.

Ovviamente con un comportamento così si è messo a rischio l’esecuzione nei tempi previsti delle opere in questione. Col passaggio a livello definitivamente chiuso il ritardo nei lavori che inevitabilmente deriverà da questo stop sarà un grave ulteriore disagio per tutti i cittadini.

Siamo certi che da questa vicenda emergeranno particolari interessanti che aiuteranno a comprendere a quali istanze l’Amministrazione sia più sensibile. Intanto, sebbene non spetti a noi individuare la responsabilità giuridica dell’accaduto, possiamo tranquillamente affermare che la responsabilità politica è da ascriversi per intero ad un’Amministrazione che, pur di non svolgere il proprio ruolo di controllo, arriva ad ignorare il parere degli enti pubblici e le istanze dei propri cittadini. Quando si permette ad un cantiere di lavorare fuori norma, si calpestano i diritti dei cittadini e ci si espone al concreto rischio di ritardi anche rilevanti.

Complimenti all’Amministrazione che, dopo aver rimandato per un decennio il superamento della ferrovia, riesce a realizzare un simile capolavoro sacrificando anche, è bene ricordarlo, la pinetina.

Ber N

giovedì 4 ottobre 2007

Detassiamo le imprese


Perché mai la Sales, la Solvay e la Rimigliano SRL hanno finanziato festestate 2007 con così grande generosità? Ce lo siamo chiesti a lungo e, in ritardo di un mese per aver rinviato tale interrogazione, il Sindaco c’ha spiegato come vanno le cose nel nostro Comune.

L’Amministrazione stabilisce un calendario di iniziative considerando non i soldi che ha in cassa ma aggiungendovi una quota che conta di avere dai privati. I privati vengono contattati dal Sindaco (perché un Sindaco deve fare anche questo ha spiegato Biagi) e viene loro rivolta una domanda del tipo: “V’avanzerebbero mica 20, 30 o 40.000€ per far venire Bennato sul porto?”

Tra parentesi, uno dei grandi problemi del nostro paese, secondo Sindaci come Domenica, Cofferati ecc… non erano i mendicanti? Faranno eccezione quelli eleganti che hanno il Suv?

Comunque, di fronte ad una simile richiesta, il privato decide che sì, magari risparmiando un po’ sui manutenzione degli impianti o sulla retribuzione dei lavoratori, qualche decina di migliaia di euro a diposizione ce l’ha. Lo farà per filantropia? Direte voi, lo fa per pubblicità. Sempre meno comprensibile: la Sales lavora su grandi appalti, e la Solvay nel nostro Comune che cosa sponsorizza, la cava? Oppure voleva sponsorizzare il bicarbonato al concerto dei Tiromancino? Infine la Rimigliano SRL ha richiesto espressamente di non comparire tra gli sponsor, perché?

Allora si ripropone la domanda: perché dare decine di migliaia di euro per una manifestazione estiva senza che vi sia il benché minimo tornaconto? È una sorta di donazione gratuita? Secondo Biagi questo non solo è normale ma è persino inevitabile perché, ci ha spiegato che le aziende che operano sul territorio sono tenute a contribuire a manifestazioni o iniziative simili.

Una sorta di imposta sugli spettacoli o meglio una tassa d’esistenza in attività per avanspettacoli. Ci tocca credere ciecamente a ciò che c’ha raccontato il Sindaco sebbene il tutto sia ben poco logico e molto strano, altrimenti dovremo pensare che, per far mantenere il consenso alla classe dirigente che garantisce buoni affari, le aziende siano disposte a implementare le voci di bilancio del comune destinate al “panem et circenses”.

Ma quando il Sindaco ci dice che non è così, ve la sentite di non crederci?

P. S. in un momento in cui in Italia pare che la ricetta per garantire un roseo futuro a tutti sia quella di abbattere la tassazione alle imprese, gravando ovviamente sulla fiscalità generale o producendo tagli a scuola, sanità e servizi in genere, non sarebbe forse il caso di tagliare queste tasse alle imprese e lasciare le altre? O se lo si vuol considerare da una prospettiva diversa, perché se le imprese sono oberate dalle tasse trovano i soldi per far cantare Bennato sul porto e non per aumentare gli stipendi ai dipendenti? Cercasi risposte disperatamente

Ber N