Visualizzazione post con etichetta ACQUA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ACQUA. Mostra tutti i post

domenica 27 dicembre 2009

Un mese di arretrati! - N°1

A causa di impedimenti vari, che talvolta uno, talvolta l’altro componente della redazione doveva affrontare, eravamo rimasti indietro con alcuni argomenti. Cominciamo oggi, dunque, questa opera di “messa in pari” .
Partiamo dal punto n°13 del vecchio consiglio comunale: MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE FORUM DEL CENTROSINISTRA PER SAN VINCENZO: AUMENTI DELLE TARIFFEDELL'ACQUA; Qui

Cercando di sintetizzare, ove possibile, il dibattito infuocato avvenuto all’interno del CC... il consigliere BERTINI ha ricordato che sui media avevamo assistito al controbattere tra ASA e il suo controllore AATO5, nonché alle lamentele da parte dei consumatori. Se ne deduceva che ASA non avesse mantenuto gli impegni…invece nella riunione dell’AATO del 09 ottobre scorso abbiamo assistito ad un aumento tariffario per i consumatori dell’ordine del 5/6% l’anno! Si ricorda che ASA comunica una perdita da parte degli acquedotti del 46% e non prevede un piano di eliminazione delle perdite per i prossimi anni. E noi, tramite AATO, cosa facciamo? Gli abboniamo le sanzioni (ad ASA che è l’erogatore del SERVIZIO) non applicandogli il massimo (o comunque una misura congrua ai disservizi) ma limitandoci ad una multa pari al 5% della massima applicabile!
(La sanzione del 5% corrisponde a circa 270.000€. Se fosse stata del 100% o poco meno, fate un po’ voi i calcoli... NDR)
E intanto invece si stabilisce di aumentare l’acqua ai cittadini. Paradossale il fatto che avendo consumato meno acqua, rispetto al bilancio di previsione di questo triennio, i cittadini debbano comunque pagare di più! Previsione dunque non mantenuta perché comunque siamo stati tutti più attenti ai consumi, ma consumi che comunque sono aumentati del 30% sul territorio… eppure si grava sui cittadini, in qualunque caso. Assistiamo invece a situazioni come nel comune di Massa Carrara, dove l’acqua è ancora gestita pubblicamente, in cui la tariffa idrica è UN TERZO della nostra!
Ma l’attenzione è da porre anche e soprattutto sulla parte politica di tutto questo fatto. Chi ha votato questo aumento? L’AATO5. E da chi è composta l’AATO5? Dai sindaci o dai loro delegati. Quindi sono i nostri sindaci che l’hanno votato, il nostro compreso. Ma a cosa assistiamo poi sui giornali, pochi giorni dopo la bufera nata proprio sulla carta stampata? Ad una lettera congiunta dei sindaci, dove dicono che “L’acqua non può essere aumentata proprio in un periodo di crisi….”
O si crede che la gente sia tutta stupida, e si vuole palesemente prendere in giro, oppure… oppure niente. Qualcuno ce lo può spiegare dove vogliono andare a parare facendo una cosa e poi contraddicendosi dicendo di voler fare l'opposto?
Attraverso questa mozione si intendeva quindi chiedere che il delegato AATO per il Comune di San Vincenzo, venisse in Consiglio Comunale (o nelle commissioni) a rendere conto degli atti che doveva andare a discutere nelle assemblee della Autorità di Ambito. Difatti si ricorda che i delegati dovrebbero dibattere nell’espletamento delle loro funzioni sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale.

La risposta della maggioranza, affidata al Capogruppo CORZANI ha scatenato reazioni, anche scomposte, da parte soprattutto del consigliere BERTINI. Reazioni che confermiamo non consone all’ambiente di dibattimento, ma sicuramente suscitate dalle affermazioni inserite nel documento eletto da Corzani, che vi proponiamo QUI per intero onde evitare fraintendimenti.

Come riportato anche dai giornali, il capogruppo di maggioranza Paolo Corzani, nella sua risposta, si è limitato a leggere quel documento (e non è parso un segno di gran considerazione nei confronti delle opposizioni, ma diremmo anche degli stessi rappresentanti di quel gruppo di maggioranza) scritto a quattro mani con il presidente della commissione garanzia di Asa! Insomma, il Comune che doveva essere il controllore, è andato dal controllato (l’Asa) a chiedere cosa pensare a proposito della gestione idrica. Insomma si è permesso ad ASA di venire a dire bene di…ASA in consiglio comunale. Se non bastasse, Corzani ha anche rimproverato il Forum (ed in generale le opposizioni locali) di non parlare della legge nazionale di privatizzazione dell’acqua quando invece proprio il Forum ha presentato negli ultimi cinque anni quattro mozioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Mozioni tutte sistematicamente bocciate dalla maggioranza retta da Michele Biagi. Perché invece non si mettono i puntini sul fatto che proprio queste maggioranze non hanno MAI presentato mozioni a favore dell’acqua pubblica? Gli altri l’hanno fatto, loro no…eppure si permettono di criticare su questo fatto! Davvero incomprensibile.
LERA dal canto suo ha fatto ben notare che “la maggioranza ha voluto distogliere, con questo documento, l’attenzione dal vero motivo di questa mozione. Insomma, non si capisce davvero se siete a favore o contro questo aumento tariffario? Non rispondete nel merito ed andate a cercare altro! Siamo tutti d’accordo con questa mozione, ma per voi è davvero difficile dargli torto e quindi sparate su altro!”. Lo stesso Morandini, ha ricordato che anni fa “quando si è stati sul punto di portare i libri contabili di ASA in tribunale, si è cercato e trovato il modo per non farlo…anche perché si sarebbe fatto perdere la poltrona a quel presidente che ha scritto quel documento!
Il dibattito si è concluso con la replica finale di BERTINI dove si focalizzava l’attenzione anche sulle falsità contenute in quel documento. Ad esempio, se l’aumento fosse del 3% (e non lo è!) come in quel documento ventilato, come farebbe a tornare 1€ a trimestre visto che la bolletta media è di 80€ a trimestre stesso? Non assumiamo tutto quello che ci viene detto dalle istituzioni a da organi paragonabili come vero. Documentiamoci e confrontiamo…magari cambiamo idea. Inoltre è emerso come nessun consigliere di maggioranza si era preso la briga di leggere la delibera dell’assemblea dell’Aato di ottobre che, stando così le cose, provocherà un aumento delle tariffe del 6% all’anno per tre anni. In definitiva, invece “di andare a scomodare quel signore, potevate venire a dirmi che questa vostra scelta, è una scelta politica (come fate del resto spesso a commento di molti vostri atti) , sarebbe stato più corretto.

Successivamente a questo consiglio comunale, come da noi riportato su questo blog, si è tenuta una interessante assemblea promossa dalle liste civiche della Val di Cornia e della Val di Cecina in quel di Donoratico. Un argomento questo al centro di un’ampia discussione nelle ultime settimane in relazione, soprattutto, alle conseguenze del dissesto finanziario dell’azienda per i cittadini e utenti del servizio. All’incontro, oltre ai rappresentanti dell’azienda livornese insieme a quelli dell’Ato 5, c’erano numerosi cittadini. Assenti invece i vari sindaci che, pur invitati, hanno disertato l’assemblea con grande disappunto degli organizzatori. Il quadro che è uscito fuori dalla discussione, come illustrato dal Presidente di Asa Fabio del Nista, che gli organizzatori ringraziano per la disponibilità e la correttezza intellettuale con la quale ha affrontato i vari problemi, è a dir poco preoccupante. Anzitutto perché l’azienda negli ultimi anni non è stata in grado di produrre utili ma solo forti debiti, costretta a cedere il potere decisionale sulle strategie e sugli investimenti alla sua parte privata nonostante formalmente detengono la minoranza azionaria (40%) per evitare la bancarotta. E privati che danno garanzie alle banche che rinnovano i mutui ad Asa per proseguire la sua attività. In questo scenario è evidente «che si sbilancia il rapporto tra Asa e i cittadini - spiega Giuliano Parodi di Uniti per Suvereto - perché la qualità del servizio erogato non è più la MISSION aziendale, la priorità del nuovo rapporto di forza tra Asa e le banche costringe la prima a far quadrare i conti sempre e comunque, trasformando di fatto l’acqua in una merce». Parodi è pessimista in merito alle prospettive della società. «Affrontare il futuro in una situazione del genere - afferma - non credo sia più sostenibile. Dobbiamo liberarci dal concetto di spa per ritornare ad una gestione totalmente pubblica del servizio idrico, dobbiamo riportare in Parlamento la legge di iniziativa popolare sull’acqua». E non si lascia sfuggire l’occasione per una valutazione politica rispetto alla situazione. «Un’azienda come Asa - prosegue il consigliere di Uniti per Suvereto - negli ultimi anni più che dare da bere ha dato da mangiare essendo stata da sempre il poltronificio dove parcheggiare ex-sindaci ed amministratori, dove il fine ultimo non è mai stato migliorare il rapporto con le utenze ed una pianificazione attenta e lungimirante degli interventi ma sopravvivere fino alla legislatura successiva». In quella riunione si è capito in maniera lampante che gli aumenti tariffari non sono minimamente decisi da ASA ma solo da AATO e ASA non fa che applicarli.
A chi dobbiamo, dunque, indirizzare le nostre lamentele per questi atti?

LA REDAZIONE

giovedì 3 dicembre 2009

CHE NE SARA’ DELLA TUA ACQUA ?

Un’Iniziativa Pubblica della Sinistra per Castagneto per Informare i cittadini


Sul perché degli Aumenti delle Tariffe recentemente approvati per
tutti da una sparuta minoranza dei 32 Sindaci dei Comuni serviti da
a.s.a. s.p.a. i cittadini non hanno capito granchè.

Né sono stati aiutati dai loro Sindaci che non hanno aperto bocca, né
preso pubblica posizione su questa spinosa questione.

Nel frattempo il governo nazionale ha approvato una legge che prevede
l’ulteriore privatizzazione delle aziende dell’acqua, per cui
probabilmente l’interesse di tutti conterà sempre meno.

Mentre negli altri paesi industrializzati, ad esempio Parigi, si torna
all’acqua totalmente pubblica, il destino di un Bene sempre più
indispensabile e prezioso come l’acqua, la sua gestione ed il modo con
cui verrà fatta pagare ai cittadini, sembra diventare un mistero
sempre più fitto nel nostro paese.

Nell’intento di fare chiarezza e di Informare concretamente tutti i
cittadini su tutto ciò che riguarda l’acqua, la sua gestione, le sue
tariffe, la Sinistra per Castagneto, propone un’Iniziativa pubblica
aperta a tutti, la sera di Giovedì 3 dicembre, ore 21,00, presso la
sala del distretto a.s.l. in piazza Europa a Donoratico.

All’iniziativa parteciperanno il Presidente di a.s.a. s.p.a., l’organo
di controllo a.a.t.o. 5 toscana costa, il Movimento consumatori, e
sono stati invitati i Sindaci di Rosignano Cecina, Bibbona e
Castagneto c.cci, nonché gli ex difensori civici di Castagneto C.cci.

Dai cittadini viene un forte bisogno di sapere e capire, per
partecipare consapevolmente alle decisioni. Capire gli aumenti
dell’acqua, come si decide la tariffa, cosa ci sta dietro, è lo scopo
principale di questa Iniziativa.

Far conoscere ai cittadini quanta acqua abbiamo, come viene usata,
qual è lo stato delle tubature e degli impianti, cosa c’è bisogno di
fare, come si decide la tariffa, chi e come deve pagare, per decidere
tutti insieme come possiamo e dobbiamo sviluppare questo settore così
essenziale per l’economia e la vita del territorio

Su tutto questo, dato anche il “religioso” silenzio finora mantenuto
dai sindaci, la Sinistra per Castagneto ha deciso di prendere
Iniziativa, perché se l’acqua è un bene e servizio pubblico di tutti,
tutti i cittadini devono conoscere e possono decidere, cosa ne sarà
della loro acqua.

La Sinistra per Castagneto, chiama tutti i cittadini a Partecipare a
questa Iniziativa “per tutti”, perché “Democrazia è Partecipazione”,
non può esser solo una indimenticabile canzone di G. Gaber.


La REDAZIONE

venerdì 9 ottobre 2009

Deleg-AATO sCONSIGLIATO


Il testo unico sugli enti locali (267/2000) dispone che il Sindaco nomini i rappresentanti in enti e società partecipate. È senza alcun dubbio un arbitrio enorme che ha moltiplicato clientelismi ed ha legittimato le spartizioni da manuale Cencelli (QUI) di queste poltrone, spesso molto ben remunerate.
Eppure il testo unico non prevede l’arbitrio assoluto ed incontrastato per il Primo Cittadino. Può infatti nominare Tizio o Caio o Sempronio ma deve attenersi agli indirizzi del Consiglio Comunale. Il fatto che per nominare Piero del Cherico si faccia riferimento ad una delibera del 2006, ovvero del precedente Consiglio Comunale che i Consiglieri in carica non hanno neppure riconfermato (come invece è avvenuto nei Comuni a noi limitrofi), dimostra la considerazione che il Sindaco ha per il Consiglio comunale ed in particolare per i consiglieri della sua maggioranza.
La legge a proposito delle nomine del sindaco nelle società partecipate prevede all’art 50 comma 8 che “Sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio il sindaco e il presidente della provincia provvedono alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune e della provincia presso enti, aziende ed istituzioni.”
Secondo noi è quindi grave che una delle undici attribuzioni che la legge assegna in modo esplicito al Consiglio Comunale venga di fatto poi sottratta al Consiglio in carica.
Innanzi tutto il Sindaco non deve e non può fare, di queste nomine, proprio uso e consumo, perché deve seguire gli indirizzi stabiliti dal Consiglio. In secondo luogo la nomina non deve necessariamente essere fatta su base fiduciaria tra i compagni di partito o di Maggioranza. Infatti niente vieta che il Sindaco, per far svolgere una funzione che richiede anche una competenza tecnica, apra una bella gara ad evidenza pubblica perché siano esaminati i curricula dei cittadini interessati a tale incarico. Così fanno alcuni comuni. È a detta di tutti il metodo più serio per scegliere sulla base delle competenze. Al quale poi, purtroppo, molti non si rifanno…..
Un altro problema riguarda la delibera del 2006 richiamata nella nomina di Del Cherico. Ricordiamo infatti che la delibera stabilisce che i gruppi consiliari possano sottoporre al Sindaco dei curricula per aiutarlo nella scelta. Questa formula venne a suo tempo accettata come compromesso tra la via giusta (quella del concorso) e la via antidemocratica e tremendamente sbagliata (il Sindaco che decide personalmente ed univocamente).
Poniamo dunque, a chi legge, un quesito che ci è saltato subito in testa. Il Sindaco ha informato, durante questa legislatura, del diritto che (come abbiamo appena visto) i gruppi consiliari hanno, permettendo loro di esercitarlo?
No. Pertanto, a voler essere onesti, quella delibera non dovrebbe neppure essere citata. Non è sulla base di quanto deliberato dal Consiglio che il Sindaco ha nominato Del Cherico all’AATO 5 acqua. In quanto questo Consiglio e i suoi consiglieri non hanno mai deliberato in tal senso.
Eppure, sempre per il testo unico, al Consiglio spetta di determinare (art 42 punto g) “indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;”
Nonché, stesso articolo punto m: “definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge.”
Il punto g è ancora più problematico. Sulla base di quali indirizzi per l’AATO 5 acqua Del Cherico svolgerà la propria funzione? Quando dovrà esprimersi su una questione di rilevanza strategica quale sarà la sede della discussione? Cioè, per spiegare ancora meglio, si presenteranno al Consiglio Comunale le linee strategiche per una discussione aperta e solo dopo ci si esprimerà nell’AATO o, come avvenuto sinora il rappresentante farà quel che meglio crede e il Consiglio non ne saprà niente? D’altronde la persona scelta non è né Consigliere, né tantomeno assessore……
Infine, lo vogliamo dire con la sincerità che merita una persona da più parti stimata come Del Chierico, il problema sorge dall’evidenza della natura politica della nomina. Del Cherico è persona degna di stima e rispetto, ma è fin troppo evidente che il Sindaco non lo ha scelto per le sue competenze professionali (se qualcuno sa che ha lavorato per aziende “idrico-idrauliche” lo dica), ma perché è un importante ed influente membro dello stesso partito del primo cittadino, è un dirigente locale del PD a cui, evidentemente, è stato deciso che spettasse la poltrona in AATO.
E questo risulta evidente dal fatto che il Sindaco ha pensato bene di non permettere il dibattito quando ha comunicato al Consiglio Comunale l’avvenuta nomina di Del Cherico.
La sintesi è tutta in questo passaggio. Il Sindaco fa come gli pare e agisce per mantenere gli equilibri tra i partiti della sua coalizione (altro che interesse pubblico) e il Consiglio deve ascoltare quali sono le decisioni prese senza neppure poter intervenire per commentarle. Eppure qualsiasi cosa fosse stata detta in Consiglio, la nomina di Del Cherico sarebbe rimasta. Non si capisce perchè Biagi non lo abbia permesso: temeva forse che qualcuno evidenziasse la natura meramente politica della nomina? I cittadini non sono stupidi e sanno com’è che avvengono certe cose. È una prassi, purtroppo, ormai assodata, non solo a San Vincenzo, della quale non ci si stupisce neanche più, benché sia totalmente sbagliata.
Quindi, secondo noi, quest’atto risulta arrogante e sciocco. Arrogante perché in democrazia chi toglie la parola a chi ha diritto di parlare (anche perché, lo ricordiamo ancora una volta, fa parte dei diritti di quel Consiglio, sulla base dei cui indirizzi si doveva provvedere a nominare Del Cherico), dovrebbe ricevere pubblica sanzione. Quantomeno a livello di giudizio da parte dei suoi concittadini.
Sciocco perché Biagi non ha ancora capito, che è proprio grazie alla denuncia dell’opposizione che il suo potere si corrobora, si rinvigorisce. L’analisi da fare è secondo noi semplice. Èd è anche nostra ferma opinione, che viviamo in un sistema di clientele diffuso e ben radicato che genera consenso per una parte politica (quella al potere). BERLUSCONI insegna da questi punti di vista. Campagne elettorali della sinistra tese a demonizzarlo (o quasi) non lo hanno indebolito, tutt’altro. Se la popolazione inizia a pensare che tale sistema è in crisi e che è anche grazie al merito e non più grazie alla rigida osservanza al volere del capo, che si può ottenere un incarico prestigioso o un posto di lavoro, allora i cittadini torneranno ad esprimere liberamente le loro opinioni senza timori reverenziali.
Sarebbe la fine del “io ti voterei perché dici cose giuste, ma non puoi vincere” ragionamento che implica la convenienza di salire sul carro del vincitore.
Forse però ci sbagliamo. In effetti quando si è trattato di fare così, così si è fatto (basti pensare a Bandini che in consiglio comunale disse candidamente che lo SDI è stato pagato con un posto all’ASIU) emettendo messaggi chiari ed inequivocabili in tal senso.
Oggi non è più necessario. Siamo in un paesino, tutti conosciamo il Sindaco, tutti conosciamo Del Cherico. Il perché della nomina è talmente evidente agli occhi di tutti che non c’è neppure motivo di sottolinearlo. Ma almeno farla secondo le modalità prescritte dagli statuti no?Se sbagliamo interpretazione ci venga pure detto, e magari spiegato convincentemente. Noi cerchiamo solo di capire e di far capire (mettendo chiari riferimenti a Statuti e Atti precedenti) come si è arrivati a certe delibere e certe nomine. Siamo certamente critici su questo punto, ma visti i fatti che abbiamo sopra elencato, e secondo la più semplice logica, come fa a non esserlo un normale cittadino?

.

LA REDAZIONE

mercoledì 23 settembre 2009

L’acqua non è più pubblica…ma è almeno potabile? (Parte 2)


Dunque, come abbiamo visto dal precedente post, la palla riguardo ad eventuali miscelazioni indebite di acqua potabile con acqua irrigua, passava ad ASA. Due giorni dopo, sempre su La Nazione, l’azienda risponde così.
“Innanzi tutto a San Vincenzo vi è un acquedotto denominato AGRICOLO, perché serve zone AGRICOLE, ma la cui acqua è prelevata da pozzi con concessione per uso potabile. Uso che tra l’altro è prevalente a quello agricolo e che ne condiziona la possibilità di distribuzione nei casi in cui necessitino maggiori prelievi per uso potabile.”

Quindi per l’ASA nessun mix illecito. D’altronde dicono che quei pozzi vanno assolutamente bene anche per usi potabili. L’articolo va avanti:
“In momenti di picchi di consumo, come quelli attuali, l’azienda ha prelevato acqua, al fine di evitare razionamenti, da pozzi concessionari per uso potabile. Pozzi che nel periodo invernale vengono esclusi in quanto le loro acque sono più ricche di nitrati”

COME?
Cerchiamo di capire meglio…questi pozzi sono potabili o no?
D’inverno no e d’estate sì?
Un pozzo che è inquinato da nitrati, improvvisamente diventa non inquinato dal 20 MAGGIO e ritorna inquinato dal 20 SETTEMBRE?

Vorremmo ricordare che:
-I nitrati si trasformano in nitriti nella flora batterica e nella saliva, attraverso una serie di reazioni, in ambiente acido, diventano nitrosammine, provatamente cancerogene
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Nitrato

-I nitriti presentano un’alta tossicità per l'uomo, specialmente nei bambini, in quanto provocano metaemoglobinemia e talvolta anche il decesso. Per reazione con ammine secondarie ed ammidi presenti negli alimenti, forma le nitrosammine, N-nitroso composti cancerogeni
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Nitriti

In ogni caso l’ASA precisa che “la falda della fascia costiera è sottoposta a fenomeni di incremento dei nitrati per l’uso di fertilizzanti in agricoltura, che creano non pochi problemi nella gestione dell’acquedotto per questo parametro, SOPRATTUTTO NEI MOMENTI DI MASSIMO CONSUMO”…che non sono forse quelli estivi?
Ma non avevamo detto che questi pozzi diventavano improvvisamente “buoni” d’estate?

Il FORUM ha provato a cercare le risposte a queste domande, inoltrando una interrogazione che richiedeva una risposta scritta (qui trovate il testo integrale).

Nella risposta dell’amministrazione si ribadisce che i “parametri erano nella norma” e che il Sindaco non sa quando e se vengano miscelate le acque.
La miscelazione si esegue immettendo una parte di acque inquinate nell’acquedotto. I valori rimangono nella norma e si può consumare di più senza dover ricorrere a razionamenti.
I pozzi dai quali sono stati fatti i prelievi sono o ai limiti della normativa o della deroga, o in alcune occasioni anche fuori rispetto a tali limiti. Talvolta li superano di 3-5 volte.
Il comune ci dice, inoltre, che i consumi di acqua hanno registrato un incremento di oltre il 30% rispetto al 2008: un problema storico che già nei primi anni novanta richiedeva urgenti interventi per evitare strane alchimie e mescoloni (un bicchiere di bottino in una botte d’acqua non si sente ma, sapendolo, voi la berreste?) per distribuire acqua che alla fine risulta potabile, ma solo in virtù di limiti superiori a quelli raccomandati dall’OMS (boro) e ad un MIX con acque effettivamente bevibili.

Ovviamente gli interventi che garantirebbero una migliore gestione della risorsa sono necessari ed urgenti e di questi deve farsi carico l’ASA, ma il primo e più importante passo da compiere è quello di avere una politica di contenimento dei consumi degna di questo nome.

Invece l’amministrazione pianifica interventi sul territorio che moltiplicano i consumi. E di contraltare non pianifica interventi per una maggior risorsa idrica o per sfruttare meglio quella attuale. Ne è un esempio l’impatto di richiesta idrica che hanno insediamenti ricettivi quali il Park Albatros, che quest’anno ha registrato il tutto esaurito (6000 persone) in molti periodi della stagione estiva. Se non si hanno in mente questi dati non si può programmare una politica idrogeologica adatta.
In tal senso la risposta dell’Amministrazione è davvero allarmante e la potete scaricare più sotto per consultarla in forma integrale.
Sempre per completa e corretta informazione mettiamo online per la consultazione di tutti i cittadini anche i dati sulle analisi effettuate recentemente sulle acque dei pozzi. Dati forniti dall’Amministrazione Comunale ad integrazione della risposta data

- Risposta Amministrazione
- File excel con dati dei prelievi ai Pozzi

Tirando le somme:
-Il Sindaco dice di non sapere quando vengono fatte le miscelazioni ma sa che tale pratica esiste.
-Pozzi che non sono potabili per legge, lo diventano grazie ai limiti permissivi e al mix con acque “buone”. Anche se la media finale torna, è eticamente accettabile far bere alla cittadinanza anche l’acqua di pozzi con concentrazioni di ben 3-5 volte oltre la norma di Cloruri, Nitrati, Boro e quant’altro ?
-Si è presa 1 parte di "bottino" e si è mescolata con 10 parti di acqua per fare una media che potesse rientrare nei parametri, non si è cercato di dare soluzioni strutturali ai problemi di crescente richiesta idrica, assolutamente preventivabili.

Sinceramente chi sta a guardare e a leggere, crediamo non possa che rimanere sconcertato e smarrito dal casino che ne viene fuori.
BERTINI aveva pienamente ragione sui nitrati e sul cuneo salino, e a preoccuparsi per l’acqua che ci sgorga dai rubinetti.
Come fidarsi di chi mescola le acque a comodo proprio anche se le concentrazioni di nitrati sono alte infischiandosene della qualità? Che poi i parametri complessivamente non vengano superati è il minimo che si possa sperare ma quale fiducia può esserci nei confronti di chi gestisce con tale leggerezza una risorsa così importante?

Per chi volesse leggere in versione integrale gli articoli del botta e risposta BERTINI-ASA, li abbiamo uploadati e sono scaricabili e consultabili a questi indirizzi:

Acqua, un curioso MIX ?

ASA, nessun MIX illecito

.

LA REDAZIONE

domenica 20 settembre 2009

L’acqua non è più pubblica…ma è almeno potabile? (Parte 1)


Non più tardi di un mese fa, su La Nazione, c’è stato un botta e risposta tra NICOLA BERTINI e l’ASA, riguardo ad una possibile miscelazione tra acqua potabile e acqua agricola (destinata all’irrigazione dei campi), con conseguente inquinamento di quella potabile.
Sono di questi giorni invece, sempre a mezzo stampa, annunci della bontà dell’acqua comprensoriale da parte del sindaco di Piombino. Salvo poi raccomandarne il NON uso per i bambini sotto i 14 anni. (QUI trovate l’articolo)
Ci preme quindi, a mente fredda, con tutti i dati a nostra disposizione riprendere in mano quella problematica e riportarla all’attenzione di tutti. Una problematica che, come vedremo poco più sotto, non è assolutamente campata in aria, e che può anche rappresentare un problema serio per i cittadini. Ma andiamo per ordine cronologico.

Nicola, che ha una fornitura di acqua per uso agricolo, telefona una mattina della settimana di Ferragosto all’ASA, perché l’acqua ad uso irriguo è stata tolta improvvisamente.
Un gentile impiegato dell’Azienda lo informa che sì, l’acqua è stata tolta e che “cercheremo di ridarvela nel tardo pomeriggio”.
Fin qui tutto fila liscio. È piuttosto la risposta alla spontanea domanda “Ma... ci sono guasti?” che stupisce.
Infatti dall’ASA, l’impiegato informa che “no, non c’è nessun guasto ma sa, c’è molta richiesta in questi giorni e per sostenerla stiamo mischiando l’acqua agricola (non potabile, ndr) all’acqua potabile per rifornire la case”.
Pensando di non aver capito bene, il cittadino azzarda un “Come? Mischiate l’acqua agricola a quella potabile?”
E l’impiegato, per rassicurare il cittadino, dà una garanzia rocciosa: “Sì. Ma è tutto a posto. Abbiamo informato il Sindaco.”

Sarà vero che il Sindaco, garante della salute dei cittadini, ha permesso all’ASA di mischiare l’acqua irrigua con quella potabile senza neppure avvertire la cittadinanza degli eventuali rischi e di non berla?

Nel corso degli anni, grazie ad uno sfruttamento irrazionale della risorsa idrica e ad una riduzione delle superfici filtranti, il fenomeno del cuneo salino ( http://it.wikipedia.org/wiki/Cuneo_salino ) ha reso molti pozzi vicini al mare, inservibili per fini potabili. Pertanto si è deciso di metterli in rete tra loro per fini irrigui.
Oltre ad un contenuto di sale eccessivo, questi pozzi risultano spesso inquinati da nitrati (per la pericolosità di tale sostanza ecco un link utile http://www.scuolainpiazza.it/acqua/acqua/inquinit.htm) e non pare proprio il caso di mischiarla a quella potabile.

Eppure così rispondevano gli impiegati alle molte persone che li chiamavano. Risposta logica: i consumi di acqua potabile a San Vincenzo si sono moltiplicati per effetto di un’urbanizzazione che non ha mai tenuto conto del concetto di limite. San Vincenzo e la Val Di Cornia in generale, si sono notevolmente espansi in questi decenni e serve troppa acqua. Il Tirreno a metà agosto (qui trovate l’articolo ripreso dal sito del Tirreno) aveva lanciato l’allarme siccità a causa dell’eccessivo emungimento, e non certo a causa delle scarse precipitazioni .
Eppure… l’acqua si è trovata senza nessuna limitazione e senza grandi problemi, vedremo come.

...to be continued...


.
LA REDAZIONE

sabato 24 gennaio 2009

Acqua ATOOmica

.
Molto opportunamente l’Asa ha precisato sulla stampa che è l’Atoo a determinare le tariffe e a controllare la qualità del servizio.

Ottimo, l’ATOO cos’è? Trattasi di organismo in cui siedono tutti i Sindaci (o loro delegati nel caso nostro il rappresentante è Bandini) dei comuni che, appunto, deve controllare il servizio gestito da ASA.
.
Allora quando i nostri Sindaci, non solo Biagi ma anche i suoi colleghi di zona, accusano l’ASA di gestire male il servizio e di praticare prezzi eccessivi a che gioco giocano?
.
Noi sappiamo che ultimamente alcuni cittadini si sono visti staccare l’acqua per bollette non pagate perché viziate da errori e contestate, abbiamo assistito alla chiusura dello sportello clienti, abbiamo constatato come per chiudere una perdita ci vogliano tre settimane, abbiamo gustato gli errori di fatturazione più fantasiosi ed improbabili.
.
Con autentica gioia pensionati al minimo si sono visti arrivare bollette da 2.000 € per consumi comparsi dal nulla e con autentica gioia i cittadini ricevono conguagli pluriennali, persino quinquennali in alcuni casi.
.
Tutto ciò saputo, e saputo altrettanto bene come siano i Sindaci o loro delegati a controllare il servizio e a determinarne i costi, qualcuno ci spieghi quali sono le cause che spingono i Sindaci di zona a scandalizzarsi per la gestione del servizio sulla stampa locale? Alcune ipotesi:

  • Amnesia
  • Allucinazioni competitive
  • Disidratazione
  • Shock da plurifallimento nel risolvere un problema attraverso call center
  • Campagna elettorale.

.
Per complicare le cose c’è l’inspiegabile divisione dei pani e dei pesci. Quando i comuni gestivano direttamente il servizio, c’era maggior efficienza, un rapporto diretto tra UTENTE e “fornitore”, c’erano livelli occupazionali più elevati e L’ACQUA COSTAVA UN TERZO.
.
Ora che c’è il “partenariato” pubblico-privato con il primo a “controllare” il secondo, il servizio è peggiorato, si è tagliato su personale, manutenzione, investimenti, l’acqua costa il triplo MA l’ASA dice d’essere in condizioni finanziarie pessime.
.
Dove diamine vanno a finire i soldi delle bollette dell’acqua?
.
Ora il Sindaco di Piombino vuole una nuova “governance” sull’acqua, peccato che per un lustro abbia ritenuto che tutto fosse ottimo e non ci fosse bisogno di nessun cambiamento. Inoltre cosa vorrebbe dire più pubblico? Un partenariato con il Pubblico che detiene il 70% anziché il 60%? Cosa cambierebbe?
.
È evidente che con questi amministratori, che in piena continuità politica con i loro predecessori detengono l’intera responsabilità dell’operazione ASA, non c’è da sperare in un miglioramento né con il 70% né con l’85%. Con loro, per garantire un servizio decente non basta neppure il 200%.
.
È un problema lessicale: cos’è il pubblico? Chi scrive, quando pronuncia la parola pubblico l’abbina a “interesse”, “patrimonio”, “bene”, “salute” ... I Sindaci pensano invece al Cinema. E che fa il pubblico al cinema? Molto ben rilassato, mangia e sta a guardare.
.
BerN
.
Cerchiamo, “okkio” permettendo, di riportare il dibattito nei commenti su livelli più decenti. Con l’avvicinarsi delle elezioni dobbiamo abituarci a certe azioni di disturbo tanto tristi quanto inoffensive. Facciamoci una cortesia: lasciamo correre.
.

sabato 3 novembre 2007

Ser vizietto


Il servizio offerto dall’ASA non vi soddisfa? Avete ricevuto fatture da 2000€ ma non avete nemmeno aperto il rubinetto? Andete a dirlo allo “sportello ASA”. Affrettatevi finché esiste. Tra poco infatti, per “migliorare il servizio”, ci toglieranno pure quello.

La notizia, data dalla stampa, è stata confermata dal Sindaco in Consiglio Comunale. Dunque nonostante paghiamo la bolletta più salata della Toscana (probabilmente ricevendo anche l’acqua più salata) l’ASA taglia i costi del personale e lascia l’utenza orfana dello sportello.

Un luogo che ormai stava diventando centro d’aggregazione sociale a causa della mole incredibile di errori in fatturazione e di disservizi vari. La coda davanti all’ufficio di Corso Italia occupava tutto il marciapiede formando un drappello di cittadini che, oltre a dover pagare cifre esose, dovevano pure perdere una mattinata per cercare di dimostrare le proprie ragioni.

Entro breve potrete perdere una mattinata al telefono cercando qualcuno nel Call center che sappia dirvi qualcosa sulla bolletta dell’acqua. Buona fortuna.

Il solito vizietto di ridurre i costi a discapito del servizio rendendo impossibile per i cittadini esprimersi direttamente con qualcuno spiegandogli, guardandolo nelle palle degli occhi, i problemi. Il solito vizietto di dire che tutto ciò viene fatto per “migliorare il servizio”.
Infine c’è il solito vizietto da parte del Sindaco di correre a rattoppare le voragini dell’Asa. Infatti nel dare notizia, Biagi ha ipotizzato l’apertura di uno sportello (a spese e cura del Comune) in cui raccogliere le istanza dei cittadini relative a Gas e acqua. Tradotto l’Asa risparmia e il Comune organizza un ufficio (che non può intervenire nelle questioni perché non è più, purtroppo, il Comune a emettere le fatture ma l’ASA) per dare l’impressione ai cittadini che esiste ancora un “servizio clienti”.

Dunque soldi pubblici impiegati per farne risparmiare ad Asa. Senza ribadire le posizioni del Forum sulla scelta della privatizzazione dell’acqua, basterà dire in questa circostanza che qualcuno si meriterebbe il titolo di "Ser Vizietto".

Organizziamo le Primarie?

Ber N