Marchio riconosciuto dall’UE a San Vincenzo da oggi certificata ISO 14001.
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Da oggi l’inquinamento acustico fa meno rumore, il puzzo di merda dei cosiddetti “ripascimenti” profuma di violette e il divieto di balneazione ad Botro ai Marmi… No quello rimane.
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Siamo EMAS ma lo scarico del Botro ai Marmi non l’abbiamo risolto. Il problema è capire che cosa davvero abbiamo migliorato della tanto decantata qualità nel nostro Comune per ottenere quest’importante riconoscimento.
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Viene da pensare che la certificazione della qualità sia una di quelle cose che viene ricercata da chi la qualità l’ha perduta o, nel migliore dei casi, teme di averla perduta. Perché infatti ci sarebbe bisogno di tutte queste etichette, bandierine, nomignoli per un Comune? Città slow, bandiera blu, certificata EMAS ISO 14001…
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Enti certificatori di sfiducia. Ecco di che cosa stiamo parlando. Per far fronte ad una assenza o ad un deterioramento del rapporto fiduciario tra un Territorio e la sua “clientela” (o meglio utenza, o meglio ancora cittadinanza) alcuni enti si propongono di certificare che vi state sbagliando a non avere fiducia. Fidatevi, non è più il Comune ma l’EMAS o la FEE (quella della bandiera blu) che garantiscono per la qualità del servizio erogato.
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Una stranezza sociologica che evidentemente non può durare a lungo. Già molte sono le polemiche attorno alla bandiera blu, data a Marina di Pisa e a San Vincenzo ma ad un solo comune in Sardegna. E presto la crisi di credibilità investirà anche ISO 14001. Come dare torto a chi abita a sud del porto, e respira l’aroma del ripascimento, se pensa che quella non è e non può essere qualità e che dunque chiunque lo affermi non è soggetto credibile?
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Tutti i rapporti fiduciari rischiano di disfarsi e né l’EMAS né la bandiera blu fanno eccezione. Questi enti cantando qualità ovunque gli venga richiesto di farlo sono come banche della fiducia che, avendo concesso credito a chiunque, sono destinate al fallimento. Decidete voi se sia un bene o un male.
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Nel frattempo siamo certi che se un decimo delle energie spese dall’Amministrazione per raggiungere queste foglie di fico fosse stato speso per la risoluzione di uno dei numerosi problemi del territorio, oggi non saremmo ISO 14001 ma avremmo un problema in meno.
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Da oggi l’inquinamento acustico fa meno rumore, il puzzo di merda dei cosiddetti “ripascimenti” profuma di violette e il divieto di balneazione ad Botro ai Marmi… No quello rimane.
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Siamo EMAS ma lo scarico del Botro ai Marmi non l’abbiamo risolto. Il problema è capire che cosa davvero abbiamo migliorato della tanto decantata qualità nel nostro Comune per ottenere quest’importante riconoscimento.
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Viene da pensare che la certificazione della qualità sia una di quelle cose che viene ricercata da chi la qualità l’ha perduta o, nel migliore dei casi, teme di averla perduta. Perché infatti ci sarebbe bisogno di tutte queste etichette, bandierine, nomignoli per un Comune? Città slow, bandiera blu, certificata EMAS ISO 14001…
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Enti certificatori di sfiducia. Ecco di che cosa stiamo parlando. Per far fronte ad una assenza o ad un deterioramento del rapporto fiduciario tra un Territorio e la sua “clientela” (o meglio utenza, o meglio ancora cittadinanza) alcuni enti si propongono di certificare che vi state sbagliando a non avere fiducia. Fidatevi, non è più il Comune ma l’EMAS o la FEE (quella della bandiera blu) che garantiscono per la qualità del servizio erogato.
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Una stranezza sociologica che evidentemente non può durare a lungo. Già molte sono le polemiche attorno alla bandiera blu, data a Marina di Pisa e a San Vincenzo ma ad un solo comune in Sardegna. E presto la crisi di credibilità investirà anche ISO 14001. Come dare torto a chi abita a sud del porto, e respira l’aroma del ripascimento, se pensa che quella non è e non può essere qualità e che dunque chiunque lo affermi non è soggetto credibile?
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Tutti i rapporti fiduciari rischiano di disfarsi e né l’EMAS né la bandiera blu fanno eccezione. Questi enti cantando qualità ovunque gli venga richiesto di farlo sono come banche della fiducia che, avendo concesso credito a chiunque, sono destinate al fallimento. Decidete voi se sia un bene o un male.
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Nel frattempo siamo certi che se un decimo delle energie spese dall’Amministrazione per raggiungere queste foglie di fico fosse stato speso per la risoluzione di uno dei numerosi problemi del territorio, oggi non saremmo ISO 14001 ma avremmo un problema in meno.
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BerN




