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lunedì 18 gennaio 2010

Una iniziativa di Libertà e Giustizia






Siamo lieti di anticipare, per chi non ne fosse già al corrente, una iniziativa che il Circolo ValdiCornia di Libertà e Giustizia ha organizzato per il giorno 12 FEBBRAIO 2010 .
L’iniziativa prenderà il nome di " LIBERI DI SCEGLIERE IN UNO STATO LAICO"
E vedrà la partecipazione di PEPPINO ENGLARO (padre di Eluana) e IGNAZIO MARINO recentemente candidato alle primarie del PD.
Coordinerà il dibattito, SANDRA BONSANTI , Presidente Nazionale di Libertà e Giustizia
Nell'occasione saranno presentati anche i libri " La vita senza limiti" di Peppino Englaro, Ed. Rizzoli e " Nelle tue mani" di Ignazio Marino, Ed. Einaudi.
Tale evento avverrà in due momenti,il primo a PIOMBINO ORE 17 AL TEATRO METROPOLITAN e il secondo a SAN VINCENZO ORE 21,30 AL TEATRO VERDI
Vogliamo pubblicizzare questo evento per vari motivi.
Uno è perché, al di là delle critiche che abbiamo fatto nell’iter della ristrutturazione del Verdi (critiche fondate come abbiamo visto), ora il Cinema finalmente c’è, è un bene che ci sia, e sarà un bene soprattutto se funzionerà. Quindi perché non aiutare a portarci gente?
Due, perché abbiamo dimostrato di avere una spiccata sensibilità sui temi della "bioetica", visti l’OdG sul Testamento Biologico portato in questa legislatura e la campagna sul referendum abrogativo della legge 40 fatta nella precedente amministrazione, con gli allora DS.
Tre perché crediamo che i personaggi che interverranno siano veramente degni di essere ripagati da un folto e interessato pubblico.
Quattro, perché siamo ben lieti di aiutare una associazione come Libertà e Giustizia che si rende spesso protagonista nell’organizzazione di eventi e manifestazioni a scopo socio-culturale di un certo rilievo: ricordiamo volentieri, tra le tante, l’intervento di Marco Travaglio a Piombino, completamente finanziato dalla stessa associazione, oppure la Presentazione del libro di Bruno Tinti " La Questione immorale" con intervento dello stesso (Bruno Tinti è collaboratore del Fatto quotidiano).

Sappiamo che nel corso della settimana (o quanto prima) il Comune di San Vincenzo, che deve decidere per il patrocinio dell'iniziativa, farà conoscere l'ufficio per prenotare. Con tutta probabilità, pensiamo, sarà la biblioteca a dare questa possibilità ai cittadini. Appena avremo ulteriori informazioni al riguardo ve le faremo certamente sapere.


LA REDAZIONE

giovedì 7 gennaio 2010

Un mese di arretrati! - N°3 - La nostra zona e le energie alternative


Un utente firmatosi ADDIOPALMETI circa 2 mesi fa chiedeva “Cosa ne pensate della centrale a biomasse alimentata con Olio di PALMA da 20 megawatt entrata in funzione a non piu di 15 KM da San Vincenzo? E' possibile avere informazioni dal Circondario sulle emissioni ,come comune di San Vincenzo? Perchè nessuno ne ha parlato? Dove è Legambiente? Dove sono gli ecologisti?”.

Come promesso abbiamo voluto affrontare l’argomento, che di per se è davvero molto difficile, e richiede conoscenze in materia energetica che probabilmente pochi hanno. Ci siamo dati un po’ da fare per reperire informazioni e apprendere nozioni che noi stessi in parte ignoravamo: perché come ebbe a dire l’utente sopra citato,l’argomento è importante e merita serie riflessioni. Tra l’altro, come risulta da indiscrezioni pubblicate sulla carta stampata e da alcuni siti (quale ad esempio quello di LEGA-AMBIENTE Toscana), pare sia o sia stata allo studio la progettazione di un impianto anche a San Vincenzo. Il post si compone di una prima parte, un po’ lunga in effetti, di sola informazione riguardo all’argomento, e di una seconda più propositiva e di commento. Ci scusiamo quindi per la lunghezza, secondo noi comunque necessaria, ma speriamo che apprezzerete lo sforzo.

Ma vediamo meglio cos’è una centrale a biomasse.
Non vogliamo dilungarci su cosa siano le biomasse, le cui tipologie possono ben essere comprese da tutti: in ogni caso lasciamo questo piccolo documento conoscitivo al riguardo QUI.
Una centrale elettrica a biomasse, è in sintesi un impianto per produrre energia elettrica alimentato con combustibili derivati da prodotti agricoli o forestali. Tali prodotti, spesso vengono trasportati sul luogo dove è sita la centrale, attraverso un processo a filiera lunga: è il caso appunto di quella di Montegemoli, che sfrutta olio di palma importato dal sudamerica con navi cisterna che partono da lontano per portarlo a Piombino.
Altre volte è possibile dislocare sul posto la produzione delle colture per la produzione di questi olii o biomasse in generale. Ma anche il totale approvvigionamento locale pone limiti di sostenibilità. In una zona come la Val di Cornia potrebbero andar bene colture estese di girasole; ma basterebbero a produrre l’olio necessario? Ne dubitiamo a meno che non si coltivi solamente quello, da Castagneto a Riotorto!

Quale impatto ambientale? Secondo il decreto MARZANO (23 AGOSTO 2004 N. 239) "..al fine di evitare l'imminente pericolo di interruzione di fornitura di energia elettrica su tutto il territorio nazionale e di garantire la necessaria copertura del fabbisogno nazionale..." venivano a cadere molte delle pregiudiziali alla costruzione di centrali turbogas nel nostro paese. Infatti l'obiettivo dichiarato era di semplificare il procedimento autorizzatorio per la “.....costruzione e l'esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici, gli interventi di modifica e ripotenziamento, nonché le opere connesse e le infra-strutture indispensabili all'esercizio degli stessi..”.
Una ulteriore spinta alla costruzione a tappeto di centrali per la produzione di energia era già stato dato dalla legge 21\2001 di LUNARDI, con la quale si prevede la revisione della normativa in materia di V.I.A., valutazione di impatto ambientale, quando si tratti di "insediamenti strategici" ai quali le centrali elettriche sono per l'appunto state equiparate.
Il tutto si apre con la richiesta del proponente(colui che vuol costruire l’impianto), comprensiva del progetto preliminare e dello studio di impatto ambientale. Al procedimento sono ammesse le amministrazioni interessate e dalla regione coinvolta, che pure detiene una competenza "concorrente" sulle politiche energetiche, si acquisirà l'intesa. L'ente locale, il Comune, sarà solo sentito. L'autorizzazione costituirà poi, variante urbanistica. Manca solo un tappeto di rose e fiori!

Molti studi fatti a livello mondiale, per lo più in SVEZIA vista la grande produzione di legname e del diffuso uso a scopi energetici degli scarti di questa attività, hanno dimostrato che la combustione di legna e altre biomasse solide in impianti industriali ad alta efficienza termica e con adeguati trattamenti dei fumi, riduce le emissioni, rispetto a quelle misurate su impianti di riscaldamento a legna ad uso domestico, ma non le annulla. Ma nel bilancio ambientale, occorre sommare anche le emissioni prodotte dal traffico pesante indotto dall’entrata in funzione dell’impianto, ovvero tutti gli automezzi necessari per i conferimenti di biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri.

Delle emissioni di polveri fini ed ultrafini di diverse decine di mezzi pesanti al giorno, lungo tutto il percorso che giornalmente dovranno coprire, spesso non si trova traccia nei documenti autorizzativi.E spesso nulla si dice sul ruolo di queste emissioni prodotte dal traffico e di quelle della centrale, nella formazione di ozono e di polveri fini ed ultrafini di origine secondaria , ovvero inquinanti pericolosi che si formano in atmosfera, a distanza dalla fonte, per reazione chimica.In questo caso, riteniamo sia doveroso dare il giusto peso alla salute umana, rispetto alla salute dell’atmosfera del Pianeta e, secondo il nostro parere, non si può privilegiare (economicamente) un discutibile contenimento delle emissioni di gas serra, e un sicuro guadagno dell’impresa, se questa scelta aumenta i rischi sanitari della popolazione esposta.

E per quanto riguarda la compatibilità di tali impianti con l’attività agricola locale?

Dobbiamo, prima di trarre conclusioni, fare un cappello esplicativo su un qualcosa di alternativo e già sperimentato. L’uso energetico del metano e del compost, nelle attività agro-alimentari, ridurrebbero i costi aziendali ma, fatto ancora più importante, tale scelta sarebbe assolutamente compatibile con auspicabili scelte di agricoltura biologica e di produzioni di prodotti DOC. Infatti la combustione di un combustibile gassoso come il metano, a parità di energia elettrica e calore prodotto, produce molto meno inquinanti primari e secondari, rispetto alle biomasse solide; questo combustibile è esente da ceneri, non necessita di trasporto e quindi non induce inquinamento e possibili incidenti stradali, legati alla movimentazione di veicoli. Il metano derivante da fermentazione anaerobica di biomasse di scarto, comprese parte di quelle che si vogliono termovalorizzare nelle centrali a biomasse, potrebbe permettere un’efficace contenimento delle emissioni di gas serra, con un’impatto ambientale nettamente inferiore a quello indotto dall’uso come combustibile di gran parte delle biomasse solide che si vogliono bruciare nelle centrali termoelettriche. Molto interessante, da questo punto di vista, sarebbe la realizzazione di un impianto di fermentazione anaerobica, progettato secondo le migliori tecnologie disponibili, dimensionato al trattamento degli scarti agricoli e degli allevamenti di bestiame operanti in zona e se necessario anche al trattamento della frazione umida dei rifiuti urbani raccolti con sistemi Porta a Porta.

Un impianto di questo tipo, finalizzato alla produzione di metano e alla conversione energetica di questo gas sia per gli autoconsumi dell’impianto, che per usi esterni (riscaldamento-raffreddamento, autotrazione, cogenerazione di elettricità e calore), potrebbe rendere energeticamente autosufficienti le aziende agricole che operano nell’area!

La realizzazione di un sistema integrato, in grado quindi di gestire con equilibrio, con un ridotto impatto ambientale, le risorse naturali del territorio potrebbe essere un efficace volano, anche promozionale, al nuovo modello di sviluppo agricolo che si sta realizzando in molte aree italiane.

Nella progettazione spesso si ignora il fatto che gli inquinanti, immessi direttamente e indirettamente nell’ambiente dall’attività della centrale (in particolare ossidi di azoto e ozono) possono, in modo rilevante, ridurre la produzione agricola e ovviamente favorire anche un decremento della qualità dei prodotti coltivati. Anche i consumi di acqua per il raffreddamento dell’impianto termoelettrico si metterebbero in concorrenza con l’uso agricolo di questa risorsa.
Vogliamo anche rimarcare che per l’approvazione di una centrale a biomasse a nostro parere sembra insufficiente il riferimento all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, che è un obbligatorio requisito di legge, ma che da solo non garantisce la salute dei cittadini esposti agli inquinanti, comunque prodotti ed immessi nell’ambiente. Un più corretto termine di riferimento per giustificare questa scelta, dovrebbe essere il confronto della qualità dell’aria, del suolo e delle acque, prima dell’entrata in funzione dell’impianto a biomasse, con stime della qualità delle stesse matrici ambientali, una volta che l’impianto proposto fosse realizzato.

Quindi, alla luce di questo insieme di notizie prese e messe insieme dai vari siti e documenti reperiti, ci fa dire che per le condizioni spesso agricole delle nostre zone, ma con scarsa reperibilità sul posto di materiale utile all’alimentazione di una centrale a biomasse, è meglio se non si guarda in quella direzione per la produzione di energia elettrica. Fra l’altro è di questi giorni la notizia della sospensiva per la centrale a biomasse di Amatello: sospensiva avvenuta addirittura su richiesta di chi voleva costruire la centrale…….! Sappiamo che i comuni di Campiglia e Suvereto si erano già comunque opposti all’insediamento di questo tipo di impianto. Abbiamo però delle voci al riguardo: la ditta che voleva costruire la centrale a biomasse rileverà il terreno e i capannoni di un’azienda fallita e ci installerà uno stabilimento per la costruzione di pannelli fotovoltaici.
E fin qui niente da obiettare, anzi magari è positivo per un discorso meramente occupazionale.
Però…..se a questa azienda verrà data la possibilità di installare “campi solari” in ogni-dove e di qualsiasi dimensione allora…..

Noi siamo assolutamente favorevoli all’installazione di pannelli solari atti alla produzione di energia elettrica pulita, ma tutto deve essere affrontato con una programmazione ed una progettazione accurata: non possiamo, ad esempio, mettere 20 ettari di pannelli solari a RIMIGLIANO (il nome del luogo è casuale, ma va tanto per dire “in luoghi con caratteristiche agro-paesaggistiche” consolidate)!

Siamo, o almeno noi crediamo così, tutti concordi che le fonti di energia derivanti dal petrolio sono in via di esaurimento e si deve cominciare una programmazione di una loro futura sostituzione con energie pulite. Gli enti locali, ed i comuni in particolare, sono il livello amministrativo ideale per orientare la comunità verso comportamenti sostenibili, attraverso la diffusione delle informazioni, ma soprattutto dando il buon esempio attraverso gli atti amministrativi. Non si può predicare il risparmio energetico quando l’edificio del Comune è un colabrodo dal punto di vista dell’isolamento termico. Al contrario, evidenziare con esempi concreti che le energie alternative sono efficienti e vantaggiose economicamente, rappresenterebbe uno straordinario volano per la loro diffusione e anche delle opportunità a livello occupazionale. È necessario che l’intera comunità sia coinvolta e responsabilizzata da questo punto di vista.
Pensiamo, ad esempio, al coinvolgimento di ingegneri od architetti del luogo con provate capacità di progettazione e ristrutturazione di edifici verso l’alta efficienza energetica, al coinvolgimento di università vicine quali Pisa e Firenze per istituire sia gruppi a livello progettuale, sia di supporto ad una creazione di uno Sportello Energia comunale in grado di orientare i cittadini tra le diverse tecnologie presenti sul mercato e gli incentivi pubblici a disposizione.
Promuovere l’efficienza energetica degli edifici pubblici esistenti, attraverso l’attuazione di progetti di miglioramento degli involucri (e qui ripetiamo una cosa che in Campagna elettorale ci fu cara, ma rimase, allora, inascoltata) e l’installazione di impianti fotovoltaici e solari termici, e di impegnarsi a realizzare esclusivamente nuovi edifici pubblici ad alta efficienza energetica.
Partiamo pure dagli edifici pubblici, poi vediamo anche di fornire alla gente altri strumenti oltre lo Sportello Energia che abbiamo proposto sopra: per esempio potremmo cercare di istituire, sempre grazie a professionisti e studiosi,un progetto di mappatura dell’efficienza energetica degli edifici privati sia attraverso l’uso di Sistemi Informatici sia attraverso un eventuale gruppo di tecnici a livello locale che casa per casa, ne stabiliscano le rispettive qualità e deficienze energetiche. Crediamo che anche e soprattutto le università sarebbero ben liete di entrare a far parte di un qualcosa del genere. Questo tipo di lavoro servirebbe anche come strumento di crescita della consapevolezza e della diffusione delle energie alternative tra la popolazione, crediamo.
E sicuramente porrebbe San Vincenzo all’attenzione dell’opinione pubblica, non solo prettamente locale, per modernità, innovamento e sostenibilità.
A nostro avviso ci si deve muovere, comunque e senza indugio, verso la promozione, presso la cittadinanza, di questi importanti punti
· la consapevolezza dei limiti di un’idea di sviluppo basata su risorse illimitate: il modello di sviluppo capitalistico (la crescita continua dei consumi) che ci ha portato in poco più di cent'anni a questo disastro planetario.
· la consapevolezza della necessità di riconvertire un’economia basata sui combustibili fossili e ad alto consumo di risorse non rinnovabili
· l’adozione di stili di vita sobri e sostenibili
· e perché no, incentivare politiche di riforestazione sul territorio come strumento di compensazione delle emissioni di CO2



P.S. Alcune notizie e spunti sono stati presi da siti quali
http://federicovalerio.splinder.com/ e http://www.comunivirtuosi.org/

LA REDAZIONE

venerdì 19 giugno 2009

La politica del fare (come ci pare)

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In un lungo articolo del Tirreno Biagi ritorna a polemizzare con Settis che aveva osato sollevare (in modo elegante) il problema della cementificazione della costa ed in particolare di San Vincenzo.
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Non potendo rispondere sui dati, che sono impressionanti e confermano l’enorme consumo di suolo, risponde con LA POLITICA DEL FARE. Ma che cos’è la politica del fare?
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Non lo saprei dire e temo che neppure chi la rivendica a sé ne abbia idea. O meglio è un concetto astratto sufficientemente ampio da potersi dimostrare permissivo nei confronti di qualsiasi piano presentato al Comune.
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Per politica del fare si intende quel preciso filone politico che intende la trasformazione come il bene a prescindere dal giudizio di merito da dare alla stessa trasformazione. Non importa se una speculazione edilizia in una Tenuta agricola che dovrebbe essere parco naturale sia un danno per il territorio, il paesaggio, la collettività o un bene. L’importante è fare … poi si vedrà.
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Riportato ad un contesto domestico è come se il vostro/la vostra convivente vi proponesse di mettere un bidet in cucina. Ma che ci fate col bidet in cucina? Se vi ponete questa domanda siete antichi, comunisti e volete affamare i vostri cittadini. Avanti la politica del fare! E avanti la retorica del fare (discorsi).
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Ovviamente parliamo di un preciso pensiero FUNZIONALE ad esigenze amministrative molto particolari. Ovviamente parliamo di percorsi amministrativi che GENERANO CONSENSO.
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Ma chi ce l’ha il copyright della politica del fare? Leggete una delle tante citazioni che ho trovato:
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"... Ripulire Napoli dai rifiuti, salvare la nostra compagnia di bandiera, assicurare la sicurezza dei cittadini, regolare l' immigrazione, ridurre la spesa pubblica e gli sprechi, premiare il merito nella pubblica amministrazione, tornare al rigore negli studi, non è un format fondato sulla semplificazione. è semplicemente una politica del fare, che risponde alle esigenze e alle preoccupazioni della stragrande maggioranza dei cittadini: di destra e di sinistra. Quando lo capiranno non soltanto gli intellettuali o i brillanti editorialisti di Repubblica, ma soprattutto gli esponenti politici della sinistra, avremo sbarazzato il terreno da pericolosi equivoci e facili illusioni, e fatto un passo avanti sul terreno del confronto utile."
-->SANDRO BONDI
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Sandro Bondi ringrazia Michele Biagi per aver accettato supinamente di attribuire alle ideologie della destra l’egemonia culturale anche nelle amministrazioni cosiddette di centrosinistra (continuiamo così, facciamoci del male).
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La politica del fare è stato da sempre il cavallo di battaglia del Presidente del Consiglio. C’è chi afferma sulla stampa che se invece di Biagi fosse stato Sindaco il Prof Settis, San Vincenzo avrebbe rischiato di passare al centrodestra. Questo non è dimostrabile, inutile soffermarcisi.
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Il dato che emerge è però che, come sempre, nonostante la crescita nazionale e la campagna elettorale aggressiva del centrodestra di Lera, Biagi ha vinto con tanti voti di destra. Tanti davvero.
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Questo perché le politiche del fare che persegue Biagi sono politiche di destra. C’è chi pensa che le etichette destra – sinistra siano superate. Oramai si deve guardare solo al bene dei cittadini. Questa ovvietà glissa sul fatto che ci siano vari modi di interpretare il bene della società.
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Comunque se vogliamo evitare l’etichetta di destra, fermiamoci a dire che questa politica del fare (condivisa, propugnata ed esaltata da Silvio Berlusconi e dal Sindaco Michele Biagi) intercetta, non a caso, molti voti di cittadini che alle europee hanno messo la croce sul PDL e sulla Lega. Insomma San Vincenzo non può rischiare di avere una amministrazione di centrodestra. San Vincenzo ce l’ha un’Amministrazione di centrodestra, da diversi anni. Un'Amministrazione che nel pianificare le scelte territoriali fa fare un po' quel che capita.
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Come si possa poi tenere insieme senza scivolare nel ridicolo, ulteriori espansioni delle urbanizzazioni a San Vincenzo con la tutela dell’ambiente e del paesaggio come dichiara di voler fare il rieletto Sindaco è mistero che sfida le leggi della fisica. Biagi sa bene che per tutelare l’ambiente la prima cosa da fare è quella di eliminare l’avvio di Piano regolatore approvato dalla sua stessa maggioranza alcuni mesi fa e di formularne un altro improntato al consumo di suolo zero.
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Conoscendo tuttavia la composizione della giunta, possiamo legittimamente disperare in cambiamenti di tale natura. Continuerà la politica del fare (come ci pare) e la retorica del fare (chiacchiere fumose).

BerN

Alla citazione di Sandro Bondi, si potrebbe contrapporre un altro testo, ci perdoni il Ministro poeta, di maggior eleganza:
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« ... lo conosciamo bene il vostro finto progresso, il vostro comandamento "ama il consumo come te stesso"..e se voi lo avete osservato fino ad assolvere chi ci ha sparato verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte: voi non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo.»
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mercoledì 3 giugno 2009

MANTENERE LA CALMA

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Non diffondiamo più il volantino con il grafico che rendeva ai cittadini comprensibile e subito visibile, lo spostamento da una coalizione all'altra di personaggi pubblici che hanno rappresentato le istituzioni in un recente passato o che le rappresentano oggi.
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Ci è stato espressamente e calorosamente richiesto dalla lista civica, al punto che un sostenitore della stessa ha inveito in mezzo alla zona blu contro alcuni attivisti del Forum del Centrosinistra minacciandoli di querela.
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Episodi inqualificabili che non devono ripetersi. Noi ci chiediamo che cosa di nuovo o di sconosciuto ai più ci fosse scritto su quel volantino, ci chiediamo se sia ancora possibile e permesso fare un po' di informazione in questo paese senza essere minacciati di querela con conseguente trafila giudiziaria pluriennale, ci chiediamo come mai, se davvero non si voleva essere in vista, si sia partecipato al lancio della Lista stessa in alcuni casi con tanto di nomi e foto sui giornali locali, ci chiediamo che cosa ci sia scritto di diverso nel volantino da quanto comparso sulla stampa un paio di settimane fa (tutte cose mai smentite), ci chiediamo se sia possibile dire chiaramente ai cittadini quali personaggi pubblici, ex amministratori, sostengono le varie liste o meglio da chi sono sostenute le liste in campo, ci chiediamo molto e molto altro.
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Naturalmente, visto che questo è stato uno degli argomenti sostenuti, ci rammarichiamo se le sensibilità individuali di alcuni sono state turbate dal volantino in questione. Credevamo di non offendere assolutamente nessuno ed è del tutto evidente che l'affermazione per cui noi del Forum del Centrosinistra ci impegniamo in una politica libera da traformismi e voltafaccia è un'affermazione di principio che rivendichiamo e che non si riferisce a nessuno in particolare ma ad un contesto politico che vede spostamenti frequenti e repentini di importanti personaggi pubblici. Se qualcuno poi se la sente cucita addosso, significa che ha maturato alcuni dubbi sul suo percorso politico.
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Precisiamo infine che tutto è legittimo e tutto è rispettabile. Voglio però dire che in quest'epoca di grande confusione e spaesamento ciò che più è rispettabile è la trasparenza nei confronti degli elettori.
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BerN
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mercoledì 1 aprile 2009

Sospetto diffuso

Saremo dei professionisti della demagogia, diremo sempre "no" a tutto, non proporremo mai niente, ma una piccola proposta la lanciamo con tutte le nostre energie.
Dopo che, nell'ultimo consiglio comunale è stato approvato il bilancio di previsione con 10.000€ per disoccupati e cassintegrati e 290.000 per la progettazione del Piano Strutturale e soprattutto
DOPO CHE IL SINDACO C'HA CANDIDAMENTE SPIEGATO COME ANCHE I SOLDI PER INCARICHI A PROFESSIONISTI ESTERNI SIANO CONTRO LA CRISI: SONO PUR SEMPRE SOLDI CHE RILANCIANO L'ECONOMIA FINENDO NELLE TASCHE DI QUALCUNO ...

... ci siamo sentiti in dovere di proporre questo ordine del giorno:

Oggetto: implementazione fondo di sostegno a cassintegrati e disoccupati.

Visto il bilancio di previsione 2009;

Considerata l’esiguità del fondo destinato al sostegno a cassintegrati e disoccupati che ammonta solo a 10.000 €;

Visto che le risorse disponibili nel bilancio permettono all’Amministrazione di prevedere 290.000 € per la progettazione del nuovo piano strutturale;

Viste le risorse disponibili per gli incarichi relativi alla certificazione EMAS;

Viste le risorse disponibili per mantenere all’interno della struttura comunale quattro dirigenti e cinque posizioni organizzative;

Il Consiglio Comunale

Impegna l’Amministrazione ad incrementare seriamente i fondi a sostegno di cassintegrati e disoccupati tagliando anche sui capitoli sopra richiamati;

Impegna l’Amministrazione Comunale ad attivare le procedure necessarie per creare prospettive lavorative temporanee per i disoccupati.

E mi viene il sospetto che non siamo noi ad essere quelli poco seri, quelli del no, quelli lontani dalle esigenze della cittadinanza, i demagoghi, gli ideologizzati. Se questo sospetto si diffondesse?

BerN

giovedì 12 febbraio 2009

Una modesta commissione per risolvere la crisi in atto

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Capitolo I
Sul come chi scrive abbia preso parte al gran galà della barzelletta
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Come capogruppo, sono invitato a tutte le commissioni consiliari ed è stato per me sommo diletto e piacere partecipare alla commissione bilancio di lunedì. Peccato che nell’aula multimediale, nonostante la commissione si riunisca in sedute pubbliche, non ci fossero nessuno ad assaporare i passaggi salienti. Con i nostri modesti mezzi cerchiamo di riassumerla.
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Essendoci la crisi economica l’Amministrazione non ha chiuso il bilancio che è stato lasciato in sospeso in attesa di precisare le misure anticrisi su cui, si è detto, si ascolteranno le istanze delle minoranze. Le minoranze presenti ero io: presenti Bandini, Corzani, Nannelli e me. Dunque le minoranze c’est moi nel caso in questione. Ma la maggioranza non aspetta le proposte dell’opposizione, ha la sua linea.
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Capitolo II
Sul come la maggioranza abbia lo intendimento di sensibilizzare …
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Innanzi tutto, per facilitare le imprese che si sentono richiedere indietro i soldi dei finanziamenti dalle banche ossessionate dal rischio insolvenza, la maggioranza pensa di fare un’assemblea pubblica. Una bella assemblea in cui convengano imprenditori in difficoltà e banche per, cito a memoria, sensibilizzare le banche affinché non chiedano i soldi indietro.
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Per quanto riguarda le famiglie c’è l’aumento della fascia d’esenzione dal pagamento dell’asilo da 7.500 a 8.000 di ISEE. Più un adeguamento all’inflazione che non una misura anticrisi. Ma non temete e reggetevi forte. Ci sarà un fondo straordinario per la crisi di ben … 10.000€.
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10.000€, per chi si fosse distratto, sono un ventiseiesimo di quanto il comune ha pagato la variante al Piano Strutturale per Rimigliano, sono un ottantesimo di quanto il comune ha speso per rifare i bagni e le staccionate nella fascia a mare di Rimigliano e gli esempi si sprecherebbero.
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Capitolo III
Sul come la minoranza (me) abbia speso, anzi investito, lo proprio fiato per sensibilizzare la maggioranza.
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È stato inutile tentare di proporre che il comune agisse anziché (o almeno oltre che) per “sensibilizzare” le banche, per aiutare cittadini e imprese sulle leve che gli competono a partire da acqua e TIA. Ho ricordato la richiesta di cinque anni di arretrati della TARSU-TIA alle attività artigianali e il pagamento dello smaltimento dei rifiuti esteso sui veri annessi agricoli. Lì il Comune può intervenire – tramite l’ASIU. M’è stato risposto che molti annessi agricoli sono villette (e chi doveva controllare? E perché far pagare chi fa agricoltura davvero?) e che le attività artigianali possono chiedere la rateizzazione.
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Entusiasta per tanta sensibilità, ho proseguito nel tentativo di “sensibilizzare” l’Amministrazione. Cosa più ardua assai che non sensibilizzare le banche: alla seconda proposta che era la semplice riproposizione di un fondo per l’acqua in modo da poter intervenire come Comune sulle bollette degli utenti in difficoltà, la risposta è stata di quelle sensazionali: non si può fare. Con tanti saluti a Obama e all’Obama de noartri.
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Eppure dopo breve discussione è emerso che per farlo basta volerlo ma per volerlo, cittadini, occorre sensibilizzare l’Amministrazione altro che le banche! Infine l’ultima parte.
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CAPITOLO IV
Sul come la minoranza abbia deciso che era stata presa in giro più che abbastanza ed abbia approfittato dell’unico reale spiraglio lasciato dalla maggioranza.
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La successiva proposta è un nostro cavallo di battaglia che riproponiamo ad ogni bilancio. L’aumento della fascia di esenzione per l’asilo è una misura importante ma sarebbe il caso, finalmente, che chi ha di più pagasse di più l’asilo e chi ha di meno pagasse di meno. Demagogia?
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Esistono le fasce di isee sulla base delle quali si determina la tariffa da corrispondere al comune che copre direttamente più del 70% dei costi. Quel neppure 30% è distribuito sulle varie fasce di isee in modo tale che fino a 27.000 circa (il dato non è di quest’anno) si ha uno sconto, poi si paga tariffa intera. Perché chi ha un isee di 27.000 deve pagare quanto chi ha un isee di 70.000?
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Proposta (alla faccia di chi non fa proposte!): rimodulare le fasce isee in modo tale da ridistribuire il peso del costo del servizio penalizzando gli alti redditi a vantaggio dei redditi medi e bassi. Dopo aver tentato un ridicolo “non si può fare” caduto dopo una seconda spiegazione, la maggioranza ha cominciato a cantilenare uno sfottò secondo cui io avrei voluto aumentare le tariffe a danno dei cittadini.
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Chiaro le vorrei aumentare le tariffe per chi ha un isee di 70.000 perché solo così si potranno ridurre notevolmente le rette a chi ha un isee di 15.000 o 20.000 (accompagnando il tutto da controlli antievasione)… ma provate a spiegarlo in commissione alla sensibile maggioranza sensibilizzatrice.
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Impossibile. Unica via, unico spiraglio lasciato dalla maggioranza, la porta d’uscita nel parcheggio O. Mischi. Quando la maggioranza chiude una finestra alla minoranza non rimane che imboccare il portone.

BerN

martedì 20 gennaio 2009

Progetti in crisi

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Non è facile capire perché il Comune di San Vincenzo affidi valanghe di incarichi a professionisti esterni (soprattutto architetti e geometri) quando ha personale in abbondanza negli uffici del, tra poco ex, palazzo comunale.
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Sta di fatto che, se c’è da progettare la variante al piano strutturale per Rimigliano (prescindendo per un attimo dal merito della stessa), o il piano particolareggiato della spiaggia, oppure il semplice rifacimento di Via del Castelluccio, occorre affidare ad un professionista esterno il lavoro in questione.
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Ovviamente quando poi l’Amministrazione dichiara in Consiglio Comunale che tenere le scuole Fucini espone a forti spese di riscaldamento, si dimentica di dire che tenere inattivi dieci geometri e un architetto espone a spese milionarie (purtroppo in euro) nel corso di un mandato elettorale.
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Sapere che con i soldi dei cittadini si realizza un tale spreco fa venire freddo. Sarà per questo che il riscaldamento delle Fucini ha costi così insostenibili?
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Eppure dal 2000, anno di entrata in vigore del nuovo Regolamento Urbanistico che ha causato l’ondata di cemento che conosciamo, le Concessioni ediliezie, i permessi di costruire, i piani attuativi, sono sicuramente diminuiti drasticamente di numero (a memoria mi pare che il picco fosse attorno al 2002) e con queste è diminuito il lavoro degli Uffici.
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Visto che il vecchio Piano Strutturale ha già esaurito i suoi 500.000 e rotti metri cubi, per tornare a vomitare cemento sul territorio, l’Amministrazione ha già predisposto una sottospecie di documento per il prossimo PS.
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Nuovo Piano Strutturale che, siamo pronti a scommetterci, verrà realizzato col massimo apporto del lavoro di professionisti esterni e con il minimo contributo degli Uffici, dunque col massimo sperpero di denaro pubblico. Sempre, ovvio, che non cambi maggioranza.
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A tal proposito ecco pronta un’interrogazione – breve, breve – per il prossimo Consiglio Comunale:

In relazione al lavoro svolto dall’Area 1 – Servizi per il Territorio negli ultimi anni;

Si chiede
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Il numero di concessioni edilizie, permessi di costruire e DIA, rilasciate, ogni anno a partire dal 2000;
Le somme spese per consulenze esterne e incarichi a professionisti esterni (e comunque tutte le spese per incarichi a professionisti esterni per progetti, collaudi e quant’altro), con dettaglio annuale a partire dal 2000;

Sarà mica che pensionati cassintegrati, operai, precari devono tutti insieme sacrificarsi per garantire un reddito, in questo drammatico momento di crisi ai liberi professionisti?
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BerN
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martedì 9 dicembre 2008

Comune addio.

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Tra feste e comunicati stampa grondanti entusiasmo è stato pubblicato il “programma triennale dei lavori pubblici”. Ci sarebbe molto da dire e molto diremo su questo riassuntino di come verranno spesi i soldi nel Biagi bis (sempre che Biagi bis ci sia) ma intendo mettere a fuoco solo la pag 9: “elenco degli immobili da trasferire”.
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Certo, elenco degli immobili da vendere sarebbe stato di cattivo gusto, sarebbe stato sincero, ma di cattivo gusto. Così è più civile, è più digeribile per tutti. Vendiamo le ex Scuole Fucini potrebbe dar fastidio a qualcuno mentre “trasferiamo le ex Scuole Fucini” è molto meglio.
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Già perché a pagina nove c’è scritta una sola cosa (per fortuna): ex scuole Renato Fucini. Non mi dilungo sul significato dei luoghi hanno avuto una funzione sociale fondamentale in passato per una comunità giovane come quella sanvincenzina. Mi interessano di più le parole: “ex scuole Renato Fucini”.
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C’è un’altra definizione per quell’edificio? Non è forse più logico chiamarlo “attuale palazzo comunale”? Infatti quell’immobile è sede di molti uffici del Comune ed è difficile immaginare un immobile più utilizzato di quello. Chiamandolo ex scuole Renato Fucini sembra quasi che nessuno stia usando il palazzo che invece è un brulicare di persone e di cui sono stati appena rinnovati gli ambienti interni: si sono imbiancati i muri, si sono spostati, riadattati aggiunti e tolti mobili …
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Nel 2009, cioè tra qualche mese, l’Amministrazione vuol “trasferire” l’attuale palazzo comunale e, almeno che non gli vogliano mettere le ruote, vuol dire che lo venderanno. Naturalmente ci sarà da chiedersi dove diavolo mettere gli uffici. Non nel palazzo Alliata, l’altro pezzo della sede comunale che ha particolari architettonici di pregio (pensiamo alla doppia scalinata) che impongono un rigoroso rispetto degli attuali ambienti interni e che pertanto risulta saturo. Forse a piano terra della biblioteca ma come? Con quali rinunce? A che prezzo?
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Si tratterebbe di rinunciare alla sala per riunioni più grande oggi a disposizione nel Comune. Si tratta di sbudellare un’altra volta il “palazzo della cultura”, oggetto di lavori appena due anni fa, si tratta di spenderci altri soldi per qualcosa che potrebbe essere semplicemente evitato.
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Basterebbe tenersi le ex Fucini ovvero l’attuale palazzo comunale. Le esigenze di spazio ci sono e impongono che l’Amministrazione si tenga ben stretto il patrimonio immobiliare che ha.
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Altrimenti qualche sciocco potrebbe pensare che ci sono interessi privati da garantire dietro a queste scelte, ancora una volta a discapito dell’interesse pubblico. E con l’aria che tira da Napoli a Firenze, non sarebbe proprio il caso di far balenare certi sospetti.
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BerN.
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lunedì 13 ottobre 2008

Che c'entra?

Sicuramente neppure la stampa ha notizie sufficienti per fare chiarezza sulla vicenda, ma leggendo che l'Assessore provinciale all'Ambiente Rocco Garufo s'è dimesso, si rimane per lo meno perplessi.
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Di motivi per dimettersi dall'assessorato all'ambiente di una provincia come quella di Livorno ce ne sarebbero, di concreti e politici, a decine:
  • la forte erosione sugli arenili tra Rosignano e Cecina (naturalmente accelerata dai progetti umani)
  • la forte erosione a sud di Cecina provocata dalle urbanizzazioni che non verrà migliorata dal nuovo mega porto-canale
  • la contaminazione da CROMO ESAVALENTE dell'acqua usata nelle case di Cecina e Rosignano
  • il dilagare della pianificazione urbanistica affidata ai privati con la crescita esponenziale di urbanizzazioni scriteriate e antiestetiche
  • il consumo di suolo spaventoso in tutta la provincia per le nuove edificazioni
  • l'accordo per l'arrivo a Piombino dei fanghi di Bagnoli
  • la speculazione edilizia prossima ventura a Rimigliano
  • il nuovo porto turistico privato di San Vincenzo
  • la situazione delle spiagge di Salivoli e di tutto il parco della Sterpaia a Piombino
  • il dilagare delle cave soprattutto nei Comuni di Campiglia, dove in un caso non si procede neppure per il ripristino secondo i progetti approvati, e San Vincenzo
  • il metodo usato in più comuni per la cosiddetta pulizia delle spiagge (uso massiccio di trattori che deteriorano l'arenile)
  • la decadenza del trasporto pubblico a favore del privato
  • l'arretratezza nella tutela della salute dei cittadini in quanto a inquinamento acustico e atmosferico
  • la diffusione degli sprechi idrici e i consumi sempre crescenti
  • la diffusione degli sprechi energetici e il crescente problema dell'inquinamento luminoso
  • l'impiego minimo di tecnologie per il risparmio idrico ed energetico

E nonostante ne abbia scritti molti, ci sarebbero altri punti ancora.

Orbene, per cosa s'è dimesso Garufo? Perché gl'hanno rubato il computer. Avete letto bene. Garufo ha denunciato il furto di un computer e il ladro dell'oggetto ha speso (non so bene come) quasi quarantamila euro. Garufo s'è impegnato a pagare la bolletta ma rassegna le dimissioni.

Perché? Mi hanno sempre insegnato che chi viene derubato è una vittima, talvolta anche il ladro è vittima della società ecc, ma di sicuro chi viene derubato è vittima. Perché dunque, avendo denunciato il furto, oltre ad impegnarsi a risarcire il conto salatissimo, Garufo presenta le dimissioni?

Qualcuno nei commenti avanzi delle ipotesi perché io non capisco e quando non capisco sto male.

Grazie.

BerN

martedì 5 agosto 2008

Contadi in contanti


Sono in debito con i gentili lettori del seguito del “documento preliminare per gli indirizzi politici per la formazione del piano strutturale”.
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Quella specie di preliminare per la grande orgia del nuovo piano strutturale che la maggioranza vuol approvare a fine mandato per ragioni ignote (alcuni possono ipotizzare che si debba accontentare qualcuno).

Dopo il “potenziamento degli assi trasversali” e la valorizzazione del “villaggio industriale di San Carlo”, il documento prende in esame un “fenomeno” sanvincenzino: la “città diffusa”.

Dicesi città diffusa il fenomeno di trasformazione dei suoli agricoli immediatamente posti a ridosso della città che ne ha snaturato i caratteri propri della ruralità”. Infatti “abbiamo assistito al proliferare di fenomeni edificatori che sempre più hanno prodotto la dilatazione del costruito, senza regole precise e programmate, nella campagna”.

È il caso di dire: Fenomenali! Questi fenomeni come li chiama ora la maggioranza, che da quattro anni rilascia centinaia di permessi di contruire nelle campagne che perdono “i caratteri propri della ruralità”, si chiamano DIA, Permessi di costruire, Concessioni edilizie, insomma si chiamano l’Amministrazione Biagi.

A fine mandato Biagi scopre che l’attività edilizia a San Vincenzo è del tutto fuori controllo tanto che si ammette candidamente che si è “costruito senza regole precise e programmate nella campagna". Quello che noi poveri tapini diciamo da anni sempre scherniti, spesso con poco stile, in Consiglio Comunale dai vari assessori succedutisi all’urbanistica che rivendicavano fieramente l’attività di controllo e pianificazione poste in essere dal Comune.

Ma di chi diamine è la responsabilità se si è completamente perso il controllo dell’attività edilizia? La risposta è lapalissiana ma che i controllori di oggi e di ieri alzino al cielo le manine ancora impastate di calcina dicendo “mammina aiuto mi sono cementato i piedi” è decisamente squallido.

L’amministrazione che ha provocato il disastro ed ora lo denuncia indignata come pensa di rimediare? Ora cari lettori potreste non credere ai vostri occhi. Ricordatevi da chi siamo Amministrati e, se non ci credete ancora potete trovare l’intero documento nella ricerca atti del sito del Comune (delibera Consiglio Comunale n 55 del 23/6/2008).

Come rimediare, dicevamo. Oltre alle solite sciocchezze sulla ricompattazione e riconnessione (in questo caso dei “tessuti di margine attraverso una specifica gerarchia formale e funzionale di valori urbani”) l’idea è la seguente:

“Nel modello storico erano le mura di difesa dell’abitato e le porte di ingresso allo stesso che costituivano il limite fisico tra la città e la campagna.
Con il nuovo Piano Strutturale ci vogliamo assegnare il compito di progettare il tracciato virtuale delle mura di San Vincenzo affinché si arrivi ad una riorganizzazione del territorio secondo la valorizzazione delle diverse identità urbane e rurali. Senza intrusione di componenti diverse fra loro e senza quella confusione di ruoli, generatrice di degrado e disordine morfologico.
[..]
Nello specifico, insieme alla progettazione del nuovo, invalicabile, perimetro murario della “città” che la distingua e la separi dal “contado”, tra gli indirizzi preliminari da perseguire per la riorganizzazione funzionale dell’intero sistema insediativo pensiamo sia necessario approfondire gli aspetti legati ai seguenti temi:
Il mantenimento, la valorizzazione e la esaltazione dei tessuti e dei luoghi che presentano una specifica identità e che contribuiscono alla connotazione dei caratteri urbani della città. (ecc…)”

Dunque gente, l’idea è questa: mura virtuali che distinguano la città dal “contado”. Avete letto bene, proprio dal “contado”. Non importa se si è arrivati in ritardo di circa cinquecento anni con il lessico, tutto fa brodo in un allegro documento come quello in esame purché sia dimostrato che non serva a niente.

Infatti queste mura virtuali, così poetiche e ridicole al contempo, ci sono già e si chiamano, molto più modestamente, LIMITI URBANI. Il problema della città diffusa s’è verificato nonostante le mura virtuali e nonostante l’Amministrazione proprio non volesse (tant’è che pare esserne vivamente dispiaciuta).

Allora che fare? Basterebbe dichiarare le zone del paese che non si vogliono sottoporre a speculazioni indegne NON edificabili ma questo nel documento manca (sarà un caso?) come manca un preciso impegno per una rigida tutela del verde urbano residuo. Anzi, tra un’invenzione giocosa ed una seria minaccia di speculazione nel documento c’è persino scritto come si vuole valorizzare il tessuto urbano:

“In primo luogo attraverso la valorizzazione anche degli spazi del verde urbano, che in una logica della ricompattazione del tessuto edilizio, non solo non dovranno essere oggetto di indiscriminata occupazione edilizia, ma dovranno, viceversa essere valorizzati con la loro riorganizzazione funzionale in un sistema complessivo di luoghi pubblici e di relazione.”

Dunque nessuna massiccia occupazione edilizia del verde urbano, solo una normale azione di edificazione che li cancelli dal territorio, come avvenuto fino ad oggi come avverrà da domani. Sempre nel segno della qualità, della valorizzazione e della bellezza. L’importante è che tutto rimanga come oggi, che si possa costruire ovunque e che si possa disporre del territorio come si fa con gli zerbini. Se poi qualcuno protesterà si potrà sempre dire che si è trattato di un “fenomeno” che, in buona fede beninteso, non siamo riusciti a contenere.

Fanno meno tristezza i fenomeni da baraccone.

BerN

mercoledì 25 giugno 2008

Quaderni dal Consiglio - Lo Statuto Delle Libertà

Nell’ultimo Consiglio Comunale è mancato, come al solito, soltanto il pubblico. Siete mancati voi, ma vi capiamo. Speriamo che prossimamente possiate venire a spassarvela un po’.

Rimandando a data da definire un riassunto organico del Consiglio, mi soffermerei sulla modifica dello Statuto, di cui abbiamo dato conto con dovizia di particolari un mese fa, che permetterà al Sindaco di formare la Giunta come diavolo vuole e cioè anche con sei assessori esterni scelti, ad esempio, tra i suoi amici personali. La discrezionalità nei rapporti istituzionali si trova esattamente agli antipodi della democrazia ma questo poco importa all’Amministrazione.

Sta di fatto che, non avendo nel precedente Consiglio Comunale ottenuto i due terzi dei voti a causa dell’assenza di alcuni consiglieri di maggioranza, la modifica dello statuto non è stata approvata a maggio ed è stata riportata il 23.
Questi i numeri: Forum del Centrosinistra 2 consiglieri, Cambiare San Vincenzo 2, Gruppo indipendente 1 (Morandini), Gruppo Laico e Riformista 1 (Nannelli), Per San Vincenzo (la maggioranza) 11 Totale 17 Quorum 12.

Tradotto, per passare la modifica allo Statuto necessitava dell’apporto decisivo di almeno un consigliere al di fuori della maggioranza. Il fatto che per toccare lo Statuto sia richiesta una maggioranza qualificata, non è una casualità ma una precisa regola di democrazia. Lo Statuto è quel testo all’interno del quale tutti dovrebbero riconoscersi. Lo Statuto è, nel piccolo di un Comune, come la Costituzione, sancisce i rapporti tra le istituzioni cittadine e dovrebbe garantire lo svolgimento regolare della vita civica. Ecco perché servono i due terzi dei voti per modificarlo.

Per farla breve, indovinate chi è andato in soccorso della maggioranza votando e facendo passare la modifica dello Statuto? Bravi proprio Nannelli, quello stesso Consigliere che quattro anni fa si era candidato Sindaco in opposizione a Biagi e che avrebbe dovuto rappresentare l’opposizione “da destra” alla Giunta.

Bel lavoro. Giova ricordare che Nannelli, continua ad essere Presidente di due Commissioni Consiliari (carica che spetta alle opposizioni) e rappresentante, in qualità di Consigliere di opposizioni, al Circondario. D’altronde non è l’unico, di precedenti ce ne sono molti, ma Il più significativo è forse incarnato dall’attuale Vicesindaco Consigliere Camerini che dopo esser stato eletto con Forza Italia nel 1999 è passato ai Democratici, poi ha cercato un approccio al Forum del Centrosinistra (toccata e fuga), successivamente sostenuto dalla Margherita è diventato Consigliere di maggioranza con delega, poi Consigliere autonomo di fatto contro l’Amministrazione Biagi e, infine Vicesindaco.

E mentre si ballano questi valzer, lo Statuto viene considerevolmente peggiorato per concedere sempre più poteri ad un’unica figura, quella del Sindaco, che ormai è decisamente più potente del Podestà fascista. Viene in mente la gag di una vecchia trasmissione televisiva http://it.youtube.com/watch?v=YfxDpB-RguM.

Ecco a San Vincenzo abbiamo lo Statuto delle libertà. Chi può se lo gode.

BerN

venerdì 13 giugno 2008

giramenti di sole


Una rapida riflessione sui dati pubblicati da il Tirreno circa le denunce dei redditi di alcuni sanvincenzini.
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Il quotidiano registra un’economia in crisi esaminando i dati (frammentari ed insufficienti) dei contribuenti.

Assicuro a tutti i lettori che non c’è volontà polemica in ciò che sto per scrivere. Vorrei solo ricordare che non è sufficiente registrare il dato visibile di un fenomeno. Esempio: il sole tramonta, ergo il sole si muove e la terra sta ferma. Se ci si ferma all’apparenza il ragionamento fila e infatti ha filato per secoli.

Naturalmente c’è una bella differenza nelle considerazioni da fare circa i vari settori di cui sono stati pubblicati i dati. Una cosa è il commercio altra sono le agenzie immobiliari, tanto per fare un esempio.

Tuttavia qualcuno avrà la cortesia di spiegare all’impiegato medio (reddito lordo compreso tra 20 e 27 mila euro l’anno) come mai la media dei redditi pubblicati degli agenti immobiliari è di 16.813€ e 10 centesimi.

Tra l’altro è convincente l’analisi offerta da il Tirreno? I dati si riferiscono al 2005 e tutti sappiamo benissimo che, se il commercio al dettaglio è in crisi da molti anni, il 2005 è stata una delle annate più favorevoli per la compravendita di immobili.

Altro capitolo. Architetti e Geometri. Immediatamente tra i nomi pubblicati ci sono un paio di assenze rumorose, ma volendoci passar sopra, qualcuno mi spieghi, per cortesia, come mai la media dei redditi pubblicati denunciati da Geometri e Architetti nel 2005 è di € 24.397. Addirittura, se si tolgono le quattro anomalie statistiche (i due dati maggiori e i due minori) si ottiene una media di 23.590 €.

Non voglio mettere in dubbio che alcuni settori (NON QUELLI LEGATI DIRETTAMENTE AL MATTONE) siano stati in crisi nell’AD 2005, voglio semplicemente proporre una domanda. Com’è possibile che impiegati e operai denuncino in molti casi più di quanto non facciano molti altri lavoratori e tuttavia i primi viaggino con l’utilitaria e i secondi con un SUV che consuma sei litri di benzina solo per percorrere il vialino della villa?

In paese ci conosciamo più o meno tutti, nonostante l’Amministrazione si ostini a chiamare San Vincenzo una “Città”, e liquidare i dati con una considerazione sui settori in crisi è ingeneroso nei confronti dei lavoratori dipendenti. Il tenore di vita del nostro vicino di casa lo conosciamo sin troppo bene. Giova precisare nel dettaglio quali settori si possono ritenere in crisi.

Ber N

giovedì 22 maggio 2008

Quaderni dal Consiglio I - Sorpresa (?)



Ancora una volta a mancare in Consiglio Comunale è stato il pubblico (non solo nel senso che si amministra nell’esclusivo interesse privato). Vediamo dunque le sorprese.

Comunicazione Sindaco e Giunta.
Nuntio vobis gaudium magnum “ho deciso di formare un gruppo consiliare autonomo che si chiamerà Gruppo laico e riformista.” Ecco come il Consigliere Nannelli ha costituito il gruppo di maggioranza (poi ha votato sempre col Sindaco) venendo meno al proprio mandato elettorale. Quel che stupisce è che Nannelli non abbia sentito la necessità di giustificare le proprie decisioni. Ho fatto il gruppo. Bene e perché? Percome? Pertanto? Già, pertanto, consigliere Nannelli lei è già ufficialmente entrato in maggioranza o fa finta di rimanere “autonomo” per ritagliarsi qualche scampolo nelle commissioni indebolendo così chi l’opposizione la fa per davvero? Per ora, a quanto pare, la seconda che ho detto.

Sempre nelle comunicazioni abbiamo protestato per l’esclusione dall’ordine del giorno di una nostra interrogazione sullo stato delle acque marine e sui lavori del porto. La seconda, dopo che un’interrogazione con richiesta di risposta scritta sul medesimo argomento era stata smarrita nel Palazzo e il Sindaco per, come dire per.. per “giustificarsi”, c’aveva raccontato d’aver strappato la copia in suo possesso.

A tal proposito, non potendo noi fotografare gli odori, abbiamo uno svantaggio, ma chiunque volesse condividere con i sanvincenzini che vivono sul mare a sud del porto l’odore di fossa comune che vi domina in questi giorni, non ha che da fare una bella passeggiata in zona “bagno Nettuno”. L’importante è non scordarsi il naso a casa. Con tutte le balle sulla necessità di allungare la stagione turistica abbiamo evidenziato in Consiglio che si continua a scaricare la melma del fondale del porto sul litorale a sud dove ormai c’è una sorta di doppia trincea di color grigiastro.
Quei materiali dovrebbero essere stoccati analizzati e, forse, smaltiti come rifiuti speciali. Trattasi di sabbie che per trent’anni hanno accolto metalli pesanti, idrocarburi e altre simili amenità. Il Comune buongustaio, quello della festa della Palamita, li fa prendere e buttare sulla spiaggia e sui fondali. Così si fa prima, forse. Forse è l’ambientalismo del fare, forse è la modernizzazione della pubblica amministrazione. Vi posso assicurare che, qualsiasi cosa sia, puzza di merda.

Il Consiglio è purtroppo proseguito senza una risposta sullo stato delle acque e dei lavori al porto e si è passati a Rimigliano.
BerN

venerdì 21 marzo 2008

Quaderni dal Consiglio - Percorsi politici



Fuori Dani dentro Fabbri, Nannelli, assente, si dichiara.

Nel Consiglio c’è stato un bel giro di valzer. Dani si è dimesso ed è subentrata la seconda non eletta Fabbri. La scelta del Consigliere ex SDI rafforza la maggioranza permettendo l’ingresso di un’altra Consigliera del PD della cui fedeltà nessuno dubita.

Fuori Furio.

Non comprendiamo la scelta di Dani di lasciare in un momento così delicato il Consiglio Comunale. Certo la possibilità di mettere in seria difficoltà la maggioranza sui numeri, è sfumata. Sui contenuti la difficoltà è clamorosa ma, purtroppo, il Sindaco continuerà a collezionare figurette facendo alzare la manina ai consiglieri. Obbedite e zitti. Finchè avrà consiglieri disposti…

Eh, eh, eh! Nannelli!

Finalmente, senza neppure presentarsi in aula assumendosi la responsabilità della propria scelta, quella di contravvenire esplicitamente al mandato elettorale ricevuto quattro anni fa, Nannelli ha abbandonato il Gruppo Consiliare di destra e si appresta a navigare verso l’accogliente bacino del PD. Durante la discussione Bandini, nell’ennesima gaffe, anticipa il passaggio di schieramento annunciando che in maggioranza sono rappresentate oggi tutte le forze presenti nel 2004.

Ma gli elettori di Nannelli, del percorso politico del loro rappresentante, che ne pensano? Se hanno un valore le esperienze passate, ce lo ritroveremo vicesindaco della prossima amministrazione. Infatti l’attuale vicesindaco Camerini, già Forza Italia, nell’amministrazione 1999-2004 formò un gruppo consiliare autonomo per poi approdare nelle liste di Biagi.

Inciampi continui.

Oltre alla gaffe sopra citata, la maggioranza si è prodotta in una serie di inciampi abbastanza clamorosi. Nella discussione della scheda Villa Piani, l’Amministrazione afferma candidamente che non farà ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che annulla quella speculazione edilizia perché quella sarebbe una questione privata che non riguarda l’interesse pubblico.

Eccellente. Peccato che una Pubblica amministrazione dovrebbe pensare non al privato ma all’interesse pubblico quando redige un Regolamento Urbanistico. Detto in altri termini, le nuove edificazioni in Villa Piani (e non solo quelle) sono quanto meno una forzatura gravissima delle leggi regionali. Perché accollarsi questo rischio se non nell’interesse pubblico? Chi sceglie e secondo quali criteri gli interessi privati che valgono un grave rischio amministrativo?

Un anno e mezzo fa, quando discutemmo il Regolamento Urbanistico, venne presentato come una grandinata d’interesse pubblico. Villa Piani era allora un’operazione che riqualificava l’intero tessuto edilizio e valorizzava l’offerta turistica del Comune. Oggi no. Oggi quella previsione non è nell’interesse pubblico ma in quello privato. Il problema non è che non si debba dire. Non lo si dovrebbe neppure pensare…

PIANINO STRUTTURALE

Siamo già in campagna elettorale, anche per le amministrative. Ecco che, oltre all’indecorosa deriva autoritaria testimoniata dal soggiogamento delle associazioni, arrivano le promesse di prebende. Prossimamente una variante al Piano Strutturale. Prima del 2009 verrà approvato un “atto di indirizzo” in cui si dirà come sarà il nuovo Piano Strutturale. Che pensiero gentile! Viene da pensare alla necessità di una maggioranza che ha amministrato nel peggiore dei modi di presentarsi con qualche promessa di calcestruzzo ad alcuni “grandi elettori”.

Che senso avrebbe altrimenti annunciare l’approvazione di un avvio del procedimento (un documento privo di valore amministrativo) prima delle elezioni? È naturale che il Piano strutturale sia materia della prossima Amministrazione dunque perché il Sindaco annuncia tale intenzione?

Ber N

venerdì 29 febbraio 2008

non MI FIDO DI TE


Ora basta. Spesso pur di non rispondere a domande circostanziate, i Consiglieri Comunali affermano (con pathos) "io mi fido del mio Sindaco". Una direttiva di partito, non mi dimentico del "mi fido di te" che ha sostituito l'internazionale al congresso del PD.

C'è anche qualcuno che vuol vederci chiaro e che non si fida.
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Con le dichiarazioni del Capogruppo sul pagamento dello SDI con un posto in Consiglio d'Amministrazione in ASIU, con lo scioglimento coatto del Comitato Gemellaggi e con l'approvazione della Variante di Rimigliano, l'Amministrazione ha toccato il punto eticamente e politicamente più basso che ci si potesse immaginare.
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Siamo convinti che sia giunto il momento di Istituzionalizzare questa deriva presentando, all'approvazione del Consiglio Comunale una MOZIONE DI SFIDUCIA COSTRUTTIVA. Ecco il testo integrale.
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"Premesso che nella seduta del Consiglio Comunale del 7 febbraio scorso il Capogruppo di Per San Vincenzo Bandini ha affermato che lo SDI è stato pagato con un posto in Consiglio d’amministrazione in ASIU;

Considerato che le nomine dei rappresentanti del Comune nelle società partecipate attiene al Sindaco che esercita tale prerogativa nei limiti e negli indirizzi fissati dal Consiglio Comunale;

Considerato che la nomina del rappresentante in ASIU, per stessa ammissione della maggioranza ha manifestamente risposto a logiche di equilibrio tra partiti politici e non all’interesse pubblico;

Dato che il Sindaco non ha smentito le affermazioni del Capogruppo di maggioranza;

Considerato pertanto che il Sindaco ha usato la prerogativa di un amministratore della cosa pubblica per il raggiungimento di un obiettivo estraneo all’interesse collettivo;

Premesso che questo è solo l’ultimo episodio che qualifica l’azione della Giunta;

Ricordato che nel programma di mandato era precisato che obiettivo dell’Amministrazione era quello di “perseguire serie politiche per il contenimento delle seconde case e delle strutture extra- alberghiere”;

Considerato che con l’approvazione della Variante al Piano Strutturale su Rimigliano è stata prevista l’edificazione di 17.000 mq a fini residenziali che diverranno seconde case;

Considerato che in quattro anni di amministrazione ancora non è stata attuata la previsione di ANPIL (risalente al 1997) per il parco di Rimigliano;

Considerato che con il Piano Particolareggiato della Spiaggia sono stati previsti tre nuovi stabilimenti balneari ed è divenuto “libero attrezzato” l’intero arenile di Rimigliano;

Visto che la costituzione del nuovo “Comitato per la promozione e la valorizzazione di San Vincenzo” e il contestuale scioglimento del Comitato Gemellaggi rappresenta una deriva autoritaria dell’Amministrazione;

Ricordato che durante il dibattito la discussione è stata fortemente condizionata dal comportamento censorio usato dal Capogruppo di maggioranza che ha di fatto impedito la libera espressione del proprio punto di vista da parte di assessori e consiglieri della sua stessa maggioranza;

Visto che l’Amministrazione ha realizzato la nuova viabilità nel centro urbano introducendo elementi di rischio per l’incolumità dei cittadini, senza il minimo coinvolgimento della cittadinanza e senza tenere in considerazione le esigenze del tessuto economico operante nel centro urbano;

Considerato che l’Amministrazione ha proceduto, con grande danno per il patrimonio pubblico, all’alienazione di aree di pregio come quelle adibite a parcheggio pubblico, presso il Garden Club;

Vista l’inadempienza dell’Amministrazione rispetto ai tempi previsti per la realizzazione di numerose opere pubbliche tra cui l’ampliamento della Zona Artigianale che determina gravi danni per gli imprenditori interessati e per l’economia cittadina;

Il Consiglio Comunale

Ai sensi degli artt. 61 e 62 del “Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale”, sfiducia il Sindaco e la Giunta per:

aver esercitato la propria prerogativa discrezionale in contrasto con le finalità sociali di una pubblica amministrazione;

aver escluso la cittadinanza dai processi decisionali;

aver subordinato alle pulsioni speculative la pianificazione del territorio;

aver alienato il patrimonio pubblico con grave danno per la collettività.

giovedì 28 febbraio 2008

Ma dove sta la novità?

Il P.S. è nuovo. Il PD addirittura è “il nuovo” modo di governare che avanza. Tra tutte queste novità assistiamo alle polemiche di questi giorni sull’”infortunio di percorso”, così definito dal P.S., occorso al capogruppo della maggioranza al Consiglio comunale di San Vincenzo al quale ero presente.
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Come amministrato non trovo l’episodio preoccupante dal punto di vista della saldezza della coalizione o della “visibilità” di questo o quel partito. Lo trovo preoccupante in quanto conferma, se ce ne fosse bisogno, il senso dell’etica amministrativa di un intero gruppo dirigente.
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A noi che vorremmo dignità di Cittadini, non importa molto della “stabilizzazione del quadro politico”, anzi, nella situazione che ben conosciamo, questa è sinonimo di blindatura del potere e delle scelte politiche.
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A noi che siamo stufi della politica delle pacche sulle spalle, premerebbe molto di più essere rispettati, informati correttamente, invitati con costanza a percorsi partecipativi trasparenti.
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Per noi non c’è differenza nel linguaggio arrogante, da qualunque parte arrivi; siamo stufi di assistere inermi alla “spartizione degli incarichi”. Questo il messaggio che vorrei dare e spero daranno molti cittadini nelle prossime tornate elettorali.
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Francesco Morra

sabato 19 gennaio 2008

Il sacro e il profanato


La Giunta Biagi VENDE ANCHE IL CIMITERO. Basta con i morti pubblici, si passa alla gestione privata.

Andare a inumare il proprio caro sarà esattamente come acquistare un qualsiasi altro servizio e, naturalmente sarà chiesto il pagamento per la prestazione.

L’ennesima privatizzazione di quest’Amministrazione. Manca il personale! Per garantire una gestione decente del cimitero non ci si può che rivolgere al privato, impossibile assumere un dipendente.

Amministrire è un po’ morire (mannaggia alla rima con amministrare)

Come un rullo compressore l’Amministrazione non si ferma davanti a niente e, come al solito, ci tocca sentire la storia che non è possibile assumere. Ma se in un comunicato dello scorso settembre, sul riassetto del personale si dichiarava, con toni trionfali, che erano previste tredici nuove assunzioni!

Effettivamente non era vero, andando a leggere bene i documenti si scopriva che di nuove assunzioni si poteva parlare forse in due casi. Tuttavia le risorse finanziarie per il nuovo dirigente (il QUARTO) e la nuova posizione organizzativa (la QUINTA) sono state trovate. Per un lavoratore al cimitero invece no.

Significa che, anche stavolta, la faccenda è squisitamente politica.

Muto come una tomba

Naturalmente siamo venuti a conoscenza di quest’intenzione dell’Amministrazione attraverso le voci di paese confermate in Comune. Nessuno aveva impostato uno straccio di discussione politica per verificare con le minoranze i progetti tombali.

Naturalmente non c’è nessuna plausibile motivazione da addurre a tale decisione (se si esclude quella pretestuosa della mancanza di personale). Eppure si procede spediti verso l’ennesima esternalizzazione convinti, evidentemente, che il pubblico non funziona e che il privato è bello.

Proprio come per le privatizzazioni di Acqua (giunta Roventini), porto, servizi di pulizia degli edifici comunali, pubblica illuminazione (giunta Biagi) ci racconteranno che il servizio in questione (la custodia e sepoltura dei morti) funziona meglio se sottoposto alle leggi del libero mercato in un contesto di matura concorrenza.

Esternalizziamo la Giunta.

Conviene, prima che ci vendano un omero su e bay al miglior offerente, esternalizzare immediatamente la Giunta. Potremmo esternalizzarli vendendoli a terzi (come la Giunta vuol fare con le ex scuole Fucini), ad esempio potremmo venderli agli Usa che tanto piacciono ai nostri amministratori (sempre che gli USA vogliano comprarli). Siamo anche in tempo di saldi…

Temiamo però che, in quel caso, si solleverebbe un polverone: è l’ora di finirla con la fuga dei cervelli. Così forse conviene cedere in appalto l’amministrazione del Comune ad un soggetto privato, come ad esempio la Sales. Siamo sicuri che qualcuno si accorgerebbe della differenza nelle scelte amministrative?

Ber N

domenica 23 dicembre 2007

SCUOLE FUCINI: L'AMMINISTRAZIONE SI "ESPRIME"


Lo sapete perché l’Amministrazione sta per vendere le ex scuole Fucini? Per due ragioni.

“la prima risiede nell’obiettivo di programma di recuperare gli edifici di valore storico e culturale di San Vincenzo, mantenendoli pubblici sia nella proprietà che nell’utilizzo.” Sì, avete letto bene. Sul Tirreno l’Amminstrazione così si “esprime”. Vendiamo l’edificio perché vogliamo mantenerlo pubblico sia nella proprietà che nell’uso.

C’è altro: “la seconda motivazione consiste nel permettere la realizzazione di una struttura ricettiva direttamente sul porto.” Ecco questa è già più convincente. Ci pareva infatti che si volesse permettere al privato di turno di fare soldi a palate svendendo il patrimonio pubblico.

Chissà, se saremo fortunati, l’acquirente potrebbe persino essere la SALES. A San Vincenzo mai porre limiti alla provvidenza e alla capacità di “esprimersi” dell’Amministrazione. Il Comune ha confermato, con il consueto candore, la subalternità delle scelte di pianificazione urbanistica ad interessi particolari.

L’altro argomento espresso dall’Amministrazione è che, volendo restaurare il palazzo ex Alliata e non volendo accollarsi un mutuo, sarebbe necessario vendere le ex Fucini. Ancora una volta, quando è evidente a cani e porci che il re è nudo, si tirano fuori improbabili problemi economici.

È bene allora che tutti sappiano che il bilancio previsionale del 2008 prevede oltre 900.000€ per incarichi e consulenze affidati a professionisti esterni e introiti con le sole multe per ben 850.000€. Grandi entrate e pessime spese. I soldi ci sono e ogni anno avanzano (l’anno scorso 1,4 milioni di euro di attivo nel bilancio) eppure ci si inventa la storiella dei problemi economici per giustificare l’alienazione di un pezzo così importante del patrimonio pubblico.

Specchietti per le allodole. La realtà è che la vendita dell’edificio comporterà non un entrata ma una perdita secca per la collettività che dovrà accollarsi, magari svendendo le ex scuole Fucini attualmente sede di molti uffici comunali, le spese per sbudellare l’ex Alliata in modo da reperire tanti stanzini.

La previsione del RU è di poter costruire 1.200 mq di superficie a destinazione alberghiera. Considerata la zona, a quanto potrebbe essere venduto l’edificio delle ex Fucini? Anche contando 4.500€ al mq arriviamo a 5,4 milioni di euro. Siamo pronti a scommettere che l’Amministrazione svenderà tale patrimonio.

E poi, cosa cavolo vuol farci l’Amministrazione con i cinque milioni di euro? Li spenderà per pagarci consulenze a professionisti esterni. Richiamando l’immagine di oggi, li userà per “esprimersi”.

Ber N

venerdì 7 dicembre 2007

Pensatori sinistri



Rifondazione Comunista interviene sulla sentenza del TAR ponendo la questione morale. Le reazioni sono da incorniciare: ve le proponiamo.

Su tutte, non se ne abbiano a male le altre, brilla e primeggia per dimostrazione d’autonomia politica e di libertà di pensiero quella del compagno Bettini in rappresentanza del Partito dei Comunisti Italiani.

«Non vogliamo prendere le distanze dalla responsabilità di guida del territorio. Non credo che sarebbe utile confinarci a un ruolo di semplice testimonianza e di opposizione dura. Il Partito democratico non può essere visto come un nemico ma come un soggetto con cui confrontarsi e non certo con cui porsi in antitesi»

E ancora: «È bene leggere le motivazioni dei giudici amministrativi prima di esprimere un giudizio approfondito. - dice Bettini - La commistione tra politica e affari denunciata da Favilli e Bertini è un’affermazione grave, che dovrebbero chiarire in modo circostanziato. E se hanno le prove che le decisioni in materia di sviluppo economico e di assetto del territorio sono figlie del malaffare è loro dovere denunciarle a chi di competenza» Giova precisare che nel comunicato di Rifondazione si rivendicava con orgoglio di aver esposto la condotta dell’Amministrazione alla Procura della Repubblica. A chi avrebbero dovuto essere esposti i fatti secondo i Comunisti italiani se non alla Procura?

Strano piuttosto che qualche dubbio sull’eventualità che a San Vincenzo possano esistere legami tra il livello politico e il mondo degli affari non sia venuto ai compagni del PdCI saldamente in maggioranza e rappresentati nelle Giunte Roventini e Biagi (addirittura nell’ultimo mandato Roventini il PdCI esprimeva il Vicesindaco con delega al PORTO).

Ma c’è anche qualcosa che secondo i compagni del PdCI va bene a San Vincenzo: il piano di Rimigliano. Infatti la soluzione ventilata dall’Amministrazione, evidentemente proletario-comunista, entusiasma il partito di Diliberto che non vede l’ora di poter costruire questo monumento alla tutela dei beni collettivi che sarà la speculazione edilizia di Rimigliano. "La sinistra o esprime un progetto alternativo di società, oppure non è."

Il democratico PD si esprime in modo piuttosto sgrammaticato (per come riportato sulla stampa, può darsi siano taglia incolla non riusciti) nella forma ma vuoto nei contenuti. Se proprio volete leggere l’invettiva contro Rifondazione che ha usato toni che “oltrepassano la polemica politica e vanno a colpire la rispettabilità ed onorabilità delle persone” leggete il Tirreno di oggi.

Semplice il commento dello SDI. In sostanza il partito ha fiducia nell’operato dell’Amministrazione, rispetta il percorso della giustizia e auspica ,piuttosto paradossalmente, che i lavori non vengano interrotti. Ma se sono illegittimi dato che il TAR ha annullato tutti gli atti, come possono continuare?

Mentre scegliete il miglior commento politico dei partiti, seguite il consiglio di un commentatore anonimo, e fate visita alla pagina di Wikipedia, l’enciclopedia libera, dedicata a San Vincenzo. Cliccate il seguente link http://it.wikipedia.org/wiki/San_Vincenzo_(LI)

Ber N

mercoledì 28 novembre 2007

Libertà di spesa


Che i bravi studenti ricevano un riconoscimento dal Comune va benissimo. Il problema è che, grazie ad una modifica approvata lo scorso mese, i dirigenti del Comune possono spendere fino a 15.000€ con contrattazione diretta senza, in pratica,addurre motivazione plausibile.
Vi state certamente chiedendo cosa c’entri. Fidatevi.

Dunque la maggioranza approva un regolamento in cui si dice che i dirigenti possono acquistare beni o servizi con contrattazione diretta ed in economia fino a somme pari a 15.000€. Tale norma esisteva anche in passato solo che il limite era di 1.500€. Si tratta di una “cassa” a disposizione dei Dirigenti per degli imprevisti tant’è che la legge nazionale ne stabilisce il limite massimo in 20.000€. Dunque in un Comune come Roma il limite è di 20.000€, a San Vincenzo 15.000!

Evidentemente l’arbitrio concesso ai Dirigenti è enorme e le risorse che questi possono distribuire senza ricorrere a gare d’appalto sono molto consistenti in una piccola realtà come la nostra. Tali da condizionare i bilanci di una piccola attività a conduzione familiare piuttosto di un’altra, è stato fatto notare in Consiglio Comunale. Tale anche da spendere i soldi dei cittadini nel peggiore dei modi.

Ecco che, per la festa della Toscana, il Comune sceglie di organizzare la premiazione degli studenti in un luogo accessibile a chiunque: Riva degli Etruschi. Sinceramente, se l’iniziativa è rivolta alla cittadinanza, non poteva esserci scelta peggiore, se invece si tratta di autocelebrazione, va bene così. Ma quanto ci costa farlo laggiù piuttosto che nella sala delle esposizioni, di proprietà comunale?

Il solo affitto del locale ci costa, per un pomeriggio, €3.000 (tartine incluse). Poi metteteci sopra 700€ di medaglie e addirittura 2.400€ di MANIFESTINI per informare la cittadinanza di una iniziativa che viene realizzata a quattro chilometri dal centro!

Francamente, non entrando nei 700€ di medaglie, ci pare che 2.400€ di manifestini e 3.000€ di affitto della sala siano un po’ tanti. Ma il Comune avrà chiesto altri preventivi, no? Molto probabile di no. Infatti, grazie al nuovo regolamento il dirigente ha potuto affidare il lavoro o il servizio a chi desiderava.

Ma siamo sicuri che un’Amministrazione funziona bene quando realizza i desiderata dei dirigenti?

Ber N