domenica 1 giugno 2008

ALTRI

Mi si dirà che quanto riporterò qui sotto non c’entra nulla con San Vincenzo. È vero solo in parte.
La cultura o subcultura o a-cultura, ciascuno si senta libero di chiamarla come vuole, dominante e diffusa, o forse semplicemente il “senso comune” che impera in tutt’Italia, non fa bene neppure a chi cerca di fare politica, seppure a livello locale, ispirandosi a determinati valori.
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Se non prestiamo attenzione alle metamorfosi della società e guardiamo soltanto alle inqualificabili azioni dell’Amministrazione Biagi diamo – innanzi tutto – troppa importanza a Biagi e i suoi, e rischiamo l’incomunicabilità con la cittadinanza.
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Ieri il giornalista (uomo) che ha condotto il TG5 delle 13:00, introducendo la notizia della scoperta di una tribù in Amazzonia, ha spiegato che questi indios non hanno mai visto un uomo”.
Avete letto bene. Quegli indios non hanno mai visto l’uomo… saranno tutte donne... e come hanno fatto a…
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Queste circostanze sono preziose perché permettono a noi, uomini, di capire quale proiezione culturale abbiamo della nostra cultura e società. In questi lapsus emerge chiaramente entro quali confini ricada la dialettica del confronto fra civiltà (e fra generi).
Penserete che questo indecoroso scivolone sia isolato. Errore.
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Ecco cosa si scrive nell’articolo dell’ANSA che potete leggere sullo stesso sito: “Si calcola che alle sorgenti del fiume Envira, nello stato brasiliano dell'Acre, vivano circa 250 indios che mai hanno avuto contatti con l'uomo bianco”.
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Per l’ANSA dunque questi indios avrebbero sì visto degli uomini ma mai bianchi. E neri? E gialli? È significativo che l’ANSA non pensi al fatto che una tribù che vive nell’Amazzonia non abbia mai visto un nigeriano piuttosto che un cinese o un guatemalteca. Si fa presente che non ha mai visto l’uomo bianco. Su cosa sia l’uomo bianco c’è e ci sarà ampio dibattito. Gioverà ricordare che, nella seconda metà dell’ottocento, negli USA, i migranti italiani non erano affatto considerati bianchi. Bianco non è un colore ma una definizione culturale in evoluzione che ha un radicamento ed una ragion d’essere solo in un modo razzista di spiegare la realtà e la diversità (razza bianca, razza rossa, razza nera…).
Insomma, se credere che gli indios non abbiano mai visto l’uomo è un buco, precisare che non hanno mai visto l’uomo bianco è una toppa peggiore del buco.
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Ma c’è di peggio. TGCOM titola senza pudore: “tribù lancia frecce ad un aereo”. Ecco spiattellato il mito, che si riteneva desueto, del selvaggio ingenuo (sorvoliamo sull’ingenuità di chi si ritrova Bondi Ministro della cultura o di chi ha creduto che il porto di San Vincenzo non avrebbe provocato erosione). Nell’articolo si ha poi la cortesia di precisare che “queste tribù vivono nei luoghi più remoti della terra, in regioni inesplorate, in cui la civiltà non è riuscita ad arrivare”.
Tribù e luoghi incivili dunque. Luoghi da rifuggire o, molto meglio, da INCIVILIRE.
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Infine in questa rassegna che mi sono sentito in dovere di offrirvi, non può mancare il magistrale pezzo di Repubblica.it.
Vediamo chi sono “loro” e chi siamo “noi” secondo un giornale di “sinistra”.
Noi saremmo gli “uomini industrializzati” (qualcuno mi spieghi cos'è un uomo industrializzato, per favore). Certamente mentre noi abbiamo bisogno di bravi psicoanalisti, la “tribù degli uomini rossi”, come la definisce il giornalista Bignami, può farne a meno.
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Loro sono… INDIANI. Indiani? Siamo sicuri? Di Calcutta? Di Bombay? Indiani di dove? Repubblica.it tuttavia ci tiene ad essere precisa e, dopo aver riportato la relazione della fondazione che ha fotografato la tribù che nota come gli "abitanti sono guerrieri forti e in buona salute” aggiunge quanto segue: In realtà in un'immagine si vedono dei giovani uomini completamente dipinti di rosso che lanciano frecce con dei grossi archi verso l'aereo, mentre altri stanno a guardare.”
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Insomma altro che guerrieri forti ed in buona salute! In realtà “loro” sono una tribù di sciocchi arcieri e fannulloni beoti. Invece “noi”, gli uomini bianchi, gli uomini industrializzati, i civili o più semplicemente gli uomini... Ma, a proposito, noi chi?

mercoledì 28 maggio 2008

Vetri tremuli

Torna l’estate, tornano i rumori. Per alcuni fortunati cittadini i vetri delle finestre non si sono mai fermati. Per alcuni privilegiati infatti i rumori non vanno in letargo.

Questi fortunati cittadini sicuramente hanno ben presente che l’inquinamento acustico provoca seri danni alla salute e trasforma l’espressione “qualità della vita” in un remoto sogno. Peccato che tale consapevolezza non sia patrimonio della maggioranza. In quattro anni Biagi & Co. non hanno fatto un accidente di niente per migliorare la qualità della vita dei cittadini e a tutela della salute di tutti.

Chi cerca di mettere in contrapposizione il diritto alla salute pubblica con il divertimento e lo svago, è uno sciocco che tenta di strumentalizzare le rivendicazioni sacrosante dei cittadini per non fare nulla. È un dato di fatto che San Vincenzo ha un territorio difficile e problematico per le immissioni acustiche in atmosfera. Le infrastrutture viarie e ferroviarie e la vocazione turistica sono elementi che creano problemi e disagi.

Stiamo quindi suggerendo la chiusura della ferrovia o della superstrada? Stiamo dunque proponendo l’espulsione dei turisti dal Comune? Che qualche cretino ci attribuisca queste avanzate rivendicazioni non ci spaventa. Ma il dato è che oggi, per fortuna, ci sono tutti gli strumenti tecnici per far convivere lo svago con il diritto alla quiete, la necessità dei trasporti con il diritto al riposo.
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Oltre alle barriere fonoassorbenti, particolarmente adatte per ferrovie e strade ma installabili anche in zone aperte molto usate per le manifestazioni (area per feste), oltre alle cosiddette “barriere verdi”, siepi in grado di mitigare le onde acustiche, ci sono strumenti che agiscono sulla fonte del rumore. Esistono impianti per la diffusione della musica che indirizzano il suono in modo tale che la dispersione dello stesso è estremamente limitata. Inoltre è necessario prevedere un buon isolamento acustico dei locali che diffondono musica.
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Con questi semplici provvedimenti l’inquinamento acustico non sarebbe il problema drammatico che oggi è. Con questi semplici provvedimenti l’attività di molti locali sarebbe conciliabile con la residenza e con il diritto a dormire.
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Al contrario oggi, dopo quattro anni di amministrazione Biagi, siamo messi peggio dell’era Roventini. D’altronde non c’è neppure una seria attività di controllo di queste criticità e ognuno fa un po’ quello che gli pare.
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Per cambiare musica occorrerebbe cambiare i suonatori.
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BerN
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PS: per la cronaca già due anni or sono il Gruppo del Forum aveva presentato un ordine del giorno sull’inquinamento acustico. La risposta della maggioranza fu che si poteva far qualcosa. Ritirammo l’odg nel tentativo di costruire un percorso condiviso nella Commissione consiliare preposta.
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In modo indecoroso e ridicolo la maggioranza si mise a fare ostruzionismo al lavoro della commissione. Dopo molti mesi di inutili e sfiancanti tentativi abbiamo riproposto la mozione in Consiglio Comunale e ci è stata bocciata senza tanti complimenti.
Ritenteremo a breve, con chi lo merita, occorre essere testardi.

giovedì 22 maggio 2008

Quaderni dal Consiglio I - Sorpresa (?)



Ancora una volta a mancare in Consiglio Comunale è stato il pubblico (non solo nel senso che si amministra nell’esclusivo interesse privato). Vediamo dunque le sorprese.

Comunicazione Sindaco e Giunta.
Nuntio vobis gaudium magnum “ho deciso di formare un gruppo consiliare autonomo che si chiamerà Gruppo laico e riformista.” Ecco come il Consigliere Nannelli ha costituito il gruppo di maggioranza (poi ha votato sempre col Sindaco) venendo meno al proprio mandato elettorale. Quel che stupisce è che Nannelli non abbia sentito la necessità di giustificare le proprie decisioni. Ho fatto il gruppo. Bene e perché? Percome? Pertanto? Già, pertanto, consigliere Nannelli lei è già ufficialmente entrato in maggioranza o fa finta di rimanere “autonomo” per ritagliarsi qualche scampolo nelle commissioni indebolendo così chi l’opposizione la fa per davvero? Per ora, a quanto pare, la seconda che ho detto.

Sempre nelle comunicazioni abbiamo protestato per l’esclusione dall’ordine del giorno di una nostra interrogazione sullo stato delle acque marine e sui lavori del porto. La seconda, dopo che un’interrogazione con richiesta di risposta scritta sul medesimo argomento era stata smarrita nel Palazzo e il Sindaco per, come dire per.. per “giustificarsi”, c’aveva raccontato d’aver strappato la copia in suo possesso.

A tal proposito, non potendo noi fotografare gli odori, abbiamo uno svantaggio, ma chiunque volesse condividere con i sanvincenzini che vivono sul mare a sud del porto l’odore di fossa comune che vi domina in questi giorni, non ha che da fare una bella passeggiata in zona “bagno Nettuno”. L’importante è non scordarsi il naso a casa. Con tutte le balle sulla necessità di allungare la stagione turistica abbiamo evidenziato in Consiglio che si continua a scaricare la melma del fondale del porto sul litorale a sud dove ormai c’è una sorta di doppia trincea di color grigiastro.
Quei materiali dovrebbero essere stoccati analizzati e, forse, smaltiti come rifiuti speciali. Trattasi di sabbie che per trent’anni hanno accolto metalli pesanti, idrocarburi e altre simili amenità. Il Comune buongustaio, quello della festa della Palamita, li fa prendere e buttare sulla spiaggia e sui fondali. Così si fa prima, forse. Forse è l’ambientalismo del fare, forse è la modernizzazione della pubblica amministrazione. Vi posso assicurare che, qualsiasi cosa sia, puzza di merda.

Il Consiglio è purtroppo proseguito senza una risposta sullo stato delle acque e dei lavori al porto e si è passati a Rimigliano.
BerN

Quaderni dal Consiglio II - Sotto osservazione


Tutto confermato per la speculazione edilizia a Rimigliano. Approvate le controdeduzioni degli uffici dove c’è scritto a chiare lettere che:
  • La proprietà del Park Albatros potrà COSTRUIRE UN RISTORANTE NELLA FASCIA A MARE. Si afferma infatti che nel Piano strutturale ieri approvato non c’è nulla che impedisca l’urbanizzazione della fascia a mare. Ecco che le nostre peggiori previsioni sono confermate. Ha un bel da fare il Capogruppo Bandini a ripetere il mantra dell’opposizione che dice sempre no a tutto. Sarà pur vero, pur tuttavia c’azzecchiamo di continuo. Da domani la fascia a mare è EDIFICABILE.
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  • È possibile realizzare una NUOVA STRADA che taglierà il padule a sud della Tenuta. Una grottesca parallela alla via che conduce al Mulinaccio e al Park Albatros. Quindi nell’area di Rimigliano, non solo si possono costruire ristoranti, bar, campeggi, hotel, RTA, seconde case, piccole centrali elettriche e compagnia cantando, si possono anche realizzare nuove strade asfaltate.
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  • Tra i caratteri da salvaguardare c’è “l’arenile pubblico”. Secondo l’Amministraizone questa solenne sciocchezza costituirebbe la garanzia per escludere concessioni di arenili a privati nell’area. Una domanda sorge spontanea: c’ho scritto forse in testa sale e tabacchi?. L’arenile è pubblico. Anche quello in concessione lo è. L’arenile è demaniale e può essere concesso a privati che pagano un affitto per un bene che era, è e rimane pubblico. Salvaguardare l’arenile pubblico come annuncia la norma del Piano strutturale significa solamente salvaguardare il fatto che lì esiste una spiaggia. Per la costa di Rimigliano il Piano spiaggia prevede già la possibilità di affittare ombrelloni e sdraio. Con queste premesse, cosa credete che resterà della spiaggia libera quando nella Tenuta ci saranno 250 appartamentini e un albergo da 6-7.000mq?
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Ecco cosa possiamo attenderci... Però che c’è un però, un grosso però...
L’iter amministrativo di una variante al Piano strutturale è il seguente:
  1. Adozione da parte del Consiglio comunale.
  2. Presentazione delle osservazioni da parte di tutti quei cittadini che abbiano intenzione di presentarle
  3. Controdeduzioni degli Uffici e accoglimento o non delle osservazioni pervenute entro i termini
  4. Approvazione da parte del Consiglio Comunale

Dunque si possono presentare osservazione nei termini previsti. Quali sono questi termini? Solitamente sono 45 giorno a partire dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana che dà notizia dell’adozione dell’atto. Ecco il però.
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Tale notizia riporta che il termine è di 45 giorni di deposito dell’atto + 45 giorni successivi per la presentazione. Ovvero novanta giorni per presentare le osservazioni a partire dalla data del 12 marzo 2008. ERGO i tempi previsti per le osservazioni non sono scaduti: i cittadini che hanno letto sul BURT tale notizia hanno diritto di presentare le osservazioni entro il 10 giugno e il Consiglio Comunale HA APPROVATO UNA DELIBERA SENZA TENER CONTO DI QUESTI CONTRIBUTI PREVISTI PER LEGGE.
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Un errore grave che abbiamo rilevato in Consiglio mettendo in guardia tutti gli amministratori dall’approvare un atto che espone il Comune a numerosi ricorsi al TAR e di tali ricorsi l’Amministrazione ha una certa esperienza. Evidentemente mai abbastanza: la maggioranza ha approvato il tutto, come niente fosse.
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Ber N

Quaderni dal Consiglio III. Statuto Albertino alias Novaja demoKràzia


Altra perla del Consiglio Comunale di ieri la modifica allo STATUTO. Con i voti della sola maggioranza, l’Amministrazione modifica le regole del funzionamento delle istituzioni inserendosi in un filone di ampia e partecipata democrazia che, d’altra parte, contraddistingue sin dall’insediamento Biagi e i suoi.

Sino ad oggi il Sindaco doveva necessariamente scegliere non più di due assessori tra persone esterne al Consiglio Comunale. Da domani potrà fare quel che diavolo vuole, così come annunciato su questo blog appena una settimana fa.

Il dibattito è stato degno del Consiglio comunale di San Vincenzo con Bandini che ritiene (spero per lui non lo pensi davvero) che tale provvedimento rafforzerà il Consiglio Comunale. L’argomento più convincente e responsabile avanzato dalla maggioranza è che la legge nazionale prevede tale possibilità e quindi, così facendo, non si viola nessuna legge.

Stupendo.

Rincuorati da una simile rassicurazione, possiamo già cominciare a fare previsioni. La prossima amministrazione, se dovesse vincere di nuovo Biagi, che ovviamente sarà ripresentato (un ggiovane che ha lavorato così bene…) la prossima Giunta sarà scelta dal Sindaco a suo piacimento e saranno tutti esterni (gente che nessuno ha mai votato) oppure consiglieri eletti a cui però, contestualmente alla nomina, verranno imposte le dimissioni dal Consiglio Comunale. Il perché è facile da comprendere: se dovessero dimettersi dalla Giunta, non avrebbero la possibilità di “infastidire” il Sindaco con la loro presenza in Consiglio Comunale. Dunque una Giunta meramente esecutrice della volontà del Sindaco e un Consiglio (presieduto dal Sindaco) sempre più inutile strumento di ratifica delle scelte prese non più dalla Giunta (6 persone) ma dal Primo (e unico) cittadino.

L’unica speranza è che non vinca Biagi.
Ber N

giovedì 15 maggio 2008

MANCA


Pensate a voi. Pensate intensamente a voi, alle vostre vite. Concentratevi sulla qualità delle vostre giornate, in particolare quelle estive, quando San Vincenzo straripa di turisti e sembra spaccarsi come una melagrana matura. Sicuri che non manchi niente?

Immaginate di voler andare al mare con l’aggravante di volerlo fare col vostro ombrellone. È rimasta solo la spiaggia di Rimigliano nel comune di San Vincenzo, così ci andate col mezzo che più vi si confà, ammettiamo l’automobile visto che d’estate, e solo d’estate, è consentita la sosta in Via della Principessa.

Molte sono le auto parcheggiate, proseguite in direzione Piombino. Passate l’incrocio con via del Lago e costeggiate la Tenuta di Rimigliano: campi e pinete.

Manca qualcosa, lo avvertite distintamente. Mancano circa duecentocinquanta miniappartamenti usati come seconde case, manca un’albergo di circa 7.000 metri quadrati. Comunque c’è tempo e sarà cura dell’Amministrazione Biagi colmare questa lacuna. Proseguite per ora.

Non c’è proprio posto, dovete proseguire ancora ed ancora. Di fronte all’incrocio che porta al Park Albatros vedete nel parco di Rimigliano qualcosa di simile ad un polveroso parcheggio. È abusivo ma su questo l’Amministrazione comunale chiude un occhio e l’altro pure, tappa un orecchio e l’altro lo taglia, si cuce la bocca, si tura il naso ...

Parcheggiate dentro il bosco, quasi sulla duna. Siete incerti se la vostra auto si potrà tirar fuori da lì senza problemi. Comunque scendete e vi guardate attorno. Quello dovrebbe essere il parco di Rimigliano. Ovunque auto parcheggiate, persino il pullman della navetta estiva fa manovra nello spiazzo e solleva tonnellate di polvere.

È evidente: manca qualcosa. Manca un punto bar-ristoro. Veramente è proprio lì accanto. Se volete qualcosa dovete camminare per ben cinquanta metri. Uno sforzo notevole, non lo nego, ma c’è di peggio (ad esempio essere consiglieri d’opposizione a San Vincenzo e mantenere i nervi quasi saldi).

Manca un bar ristoro, magari anche un punto che affitti ombrelloni. Manca ma è solo un’istante: quest’attenta Amministrazione vuole colmare la lacuna. La proprietà del Park Albatros ha presentato un’osservazione con cui si richiede la realizzazione di un punto bar. Risponde l’Amministrazione che questa possibilità nella fascia a mare c’è, accomodatevi. In sintesi la FASCIA A MARE è EDIFICABILE.

Non eravamo poi così folli quando mettevamo in guardia, piuttosto inascoltati tanto per cambiare, dal rischio del dilagare dei “servizi” e del cemento nella fascia a mare e dalla trasformazione di un parco naturale in giardinetto pubblico.

Si può fare di più. Manca altro. MANCANO ALTRE STRADE. Non è una metafora. Ancora la proprietà del Park Albatros fa una richiesta semplice: un'altra strada che colleghi il campeggio a Via della Principessa. Citando il leader del governo ombra, l'Amministrazione risponde SE POR FA'.


MERCOLEDì 21 MAGGIO ore 17:00 CONSIGLIO COMUNALE. Sarà discusso anche tutto ciò. Venite ad assistere: sono dell’opinione che una delle cose che manca (per davvero) a San Vincenzo sia la presenza della cittadinanza alle sedute del Consiglio Comunale.

BerN

martedì 13 maggio 2008

Novità: finalmente LIBERO!


Rompo il silenzio (nel Palazzo si dice che rompo ben altro) per darVi la lieta notizia: il nostro Sindaco sarà finalmente libero.

Non mi si fraintenda, non che l’abbiano rapito. Semplicemente per ora è stato “costretto” in una gabbia infernale: poteva nominare solo due assessori esterni, ovvero non facenti parte del Consiglio Comunale.

Da domani, se la maggioranza approverà la modifica dello Statuto attualmente in discussione, potrà finalmente fare quel che diavolo vuole.

Abbiamo chiesto perché la maggioranza senta la necessità di modificare lo Statuto in tale direzione. La risposta è stata: è una decisione politica. Ottimo, una decisione politica che mira a risolvere quale problema? L’obiettivo, c’è stato risposto, è quello di lasciare libero il Sindaco.

Discettare sulla parola "libertà" è un po’ troppo in questa sede. Mi limito dunque ad illustrare il “contesto ambientale” in cui matura tale decisione.

La maggioranza Biagi ha avuto ben 12 rimpasti. Ci sono stati (e ci sono) Assessori che si sono dimessi (o sono stati dimessi) dalla Giunta e che, come Consiglieri Comunali, fanno oggi opposizione alla loro ex maggioranza. Pensate che sollievo, che “libertà”, per il Sindaco non averli più tra…

Visto il contesto in cui matura la proposta possiamo concludere che il termine libertà è usato in un’accezione simile a quella degli spot per gli assorbenti.

Anche volendo dimenticare gli ultimi quattro anni di storia sanvincenzina, gioverà evidenziare che:

  • Il Sindaco è un rappresentante, non parliamo della sua libertà personale quindi meno è “libero” dal suo dovere di rappresentanza, meglio è.
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  • Prevedere che tutti gli assessori possano essere "esterni" significa, tra le altre cose, avere un Vicesindaco che nessuno mai ha votato. Infatti mentre i Consiglieri, bene o male, sono votati dai cittadini, gli assessori esterni sono persone pescate a piacere dal Sindaco che li ritiene a suo insindacabile (pardon) giudizio, persone “giuste”.
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  • Infine attribuire maggiore arbitrio a una figura rappresentativa che già nomina e revoca i rappresentanti negli enti partecipati, che già di fatto decide autonomamente la linea politica della propria maggioranza e che controlla e presiede il Consiglio Comunale, è un grave danno per la democrazia.
Talvolta non è facile riprendere il filo del discorso interrotto. Per fortuna Biagi, così affezionato al nostro impegno civico, avanzando di queste ipotesi ci costringe a tornare alla ribalta.

In realtà c’è di più. Oltre a questa proposta arriva Rimigliano, atto definitivo. Per chi non avesse niente di meglio da fare, Mercoledì 21 ore 17:00 dovrebbe tenersi il Consiglio Comunale.

BerN

venerdì 11 aprile 2008

PESCAGHIOZZI - ECOBLOG

Aspettando l’estate il Comune migliora. La certificazione EMAS è un traguardo importante che l’Amministrazione può raggiungere. Come?
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Notiziona, tenetevi forte, a San Vincenzo ci saranno le… ecofeste. Siete ancora vivi? Se siete privi di sensi il Blog del Forum del Centrosinistra esprime solidarietà ma niente rimborsi.
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Dunque dopo gli eco-mostri (San Vincenzo è all’avanguardia), le eco-mafie, gli eco-combustibili e le eco-balle, sono arrivate le ecofeste. Pare che alcuni si siano rotti le eco-palle di sentir mettere eco davanti a qualsiasi cosa passi per la testa agli amministratori e ad alcuni stimati opinionisti per rendere nobile e “sostenibile” qualcosa di ordinario (feste) o di indegno (balle di spazzatura campana).
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Ma l’EMAS è una cosa seria se è vero come è vero che l’Amministrazione impiega tempo, soldi e personale per seguirne le pratiche. Detto ciò si può propagandare come grande merito e avanzata politica ambientale tale da meritare un riconoscimento l’impegno di produrre la minor quantità di rifiuti possibile nelle feste? Non è una semplice misura di sobrietà?
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È positivo che ciò finalmente avvenga. Ci auguriamo che, tra un’eco-festa e l’altra, l’Amministrazione ponga rimedio:
  • alle insufficienze dei trattamenti di depurazione (certificate proprio dal percorso EMAS)
  • al disastro delle spiagge erose e ridotte a pietraie
  • alla qualità delle acque marine
  • alla qualità dell’acqua che arriva nelle case dei cittadini
  • ai parcheggi abusivi all’interno della fascia a mare di Rimigliano
  • alla dilagante speculazione edilizia
  • al peggioramento della qualità della vita
  • all’inquinamento acustico molto presente d’estate e, in alcune zone anche d’inverno (Via Sicilia)
  • al disboscamento della Valle delle Rozze (a cui è seguito un grave dissesto idrogeologico)
ECCETERA, ECCETERA, ECCETERA.
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Per il raggiungimento della certificazione EMAS un suggerimento lo possiamo dare. Basta cambiare i nomi:
ECO-Erosione
ECO-Inquinamento delle acque
ECO-Inquinamento acustico (o, al bar, ecocasino)
ECO-Abusivismo
ECO-Speculazioni
ECO-disboscamento
ECOECCETERA, ECOECCETERA, ECOECCETERA.
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Successo garantito, anzi certificato.
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Ber N

venerdì 4 aprile 2008

Glasnost


Non ci sono nuove concessioni. Il nuovo piano spiaggia è in “riduzione”. Abbiamo difeso la spiaggia libera.
Q
Quando, in ogni sede, il Forum del Centrosinistra provava ad obiettare che non era vero niente, le reazioni erano persino indignata, del tipo: “ma dico io, come vi viene in mente che un’Amministrazione responsabile decida di concedere ancora arenile quando già così poca spiaggia è rimasta per la libera fruizione!”

Visto che un anno e mezzo fa, quando il Piano spiaggia fu approvato, le nostre considerazioni non ebbero grande successo di pubblico, vediamo se oggi, con i piloni affioranti sulla spiaggia, qualcuno in più ci sta a sentire.

Rispetto a quanto vedete oggi sulla spiaggia, il nuovo piano prevede un nuovo stabilimento balneare in corrispondenza di Via dell’Orata, un altro (quello in costruzione) in via del Tirreno, e lo spostamento anziché la semplice demolizione del Bucaniere che, secondo i piani precedenti non sarebbe esistito più mentre ora dovrà essere ricollocato su quel che resta di lungomare Marconi. Per quest’ultimo intervento, oltre alla riconosciuta abilità di Fuksas per il progetto, servirà un autentico miracolo che riporti la sabbia a nord del porto altrimenti gli ombrelloni dovranno essere piantati con la trivella.

Considerate che dall’anno scorso ci sono 700 metri di spiaggia in meno grazie allo sviluppo del porto. Considerate che grazie al conseguente sviluppo dell’erosione un altro chilometro di spiaggia è ridotto e dequalificato.

Ricordiamo inoltre che TUTTA la spiaggia di Rimigliano è stata definita SPIAGGIA LIBERA ATTREZZATA, ovvero una spiaggia dove alcuni soggetti potranno noleggiare ombrelloni e sdraio.

C’è poco da dire o commentare, ci fa piacere che i progetti siano griffati e che si esprimano in forme articolate e fantasiose ma occorre che i cittadini si mobilitino per ottenere uno scopo preciso: l’eliminazione delle nuove concessioni demaniali. Non è tollerabile che venga sottratto un metro quadro in più alla libera fruizione.

La spiaggia è un bene comune, la sua privatizzazione è un danno collettivo.

Ber N

domenica 30 marzo 2008

Dai disfattisti ai salami

PRIMA PARTE

Il Sindaco Biagi, tre anni fa, accompagnato dal tecnico Filippi, andava assicurando che il porto non provocava erosione. Chi osava ricordargli che nei progetti da lui approvati si diceva il contrario era tacciato di DISFATTISMO.

Alla prima mareggiata il mare sbatteva violentemente sul muro di quel che resta di Viale Marconi. Tuttavia l’erosione non esisteva e il Sindaco andò, sempre accompagnato dal tecnico Filippi, a rilasciare un’intervista sul tratto di “spiaggia” interessato.

Si racconta che tornò nel palazzo comunale fradicio e ricoperto di posidonia. Tuttavia l’erosione continuava a non esistere. Esistevano due metri d’acqua sopra la spiaggia ma trattavasi di letargo della rena.

FINE PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

L’erosione forse, e diciamo FORSE, esiste ma non è causata dal porto. Questa l’interessante teoria che si sviluppò subito dopo in Comune. C’era bisogno di scaricare dei materiali sulla costa ma l’erosione esisteva anche altrove (specialmente dove esistevano grandi approdi) dunque non poteva essere colpa del porto.

L’idea era troppo strampalata persino per San Vincenzo. Doveva essere cambiata.

FINE SECONDA PARTE

TERZA PARTE

L’erosione forse c’è ed è colpa del CANTIERE del porto. Quando il porto sarà finito, l’erosione, come per magia, sparirà per sempre.

Questa teoria sopravvive ancora oggi nonostante qualche sfrontato abbia portato molti esempi decisamente contrari. Tra i pregi di quest’idea c’è la versatilità estrema: c’è chi riesce a farla convivere con i massicci e crescenti “ripascimenti” e soprattutto con l’ultima grande teoria…

FINE TERZA PARTE

QUARTA PARTE ovvero SALAMI DI SABBIA SUI FONDALI (hai voglia di be' ova bimbo!)

L’erosione c’è. Si paga un professionista per un bel progetto antierosione perché sono cambiate le correnti in seguito alla costruzione del porto. Il professionista inventa quanto segue: salami di sabbia sui fondali e nuove secche artificiali da creare sversando in mare massi su massi (magari quelli della SALES).

Siamo sconcertati. Allora l’erosione esiste. Allora il Sindaco, accompagnato da Filippi, quando garantiva ai cittadini che la costa non avrebbe risentito del porto stava scherzando. Meno male che arriva a rassicurarci la proposta dei salami di sabbia che è accattivante e aiuterà il made in Italy soprattutto in momenti di crisi delle esportazioni dovute al crollo d’immagine della mozzarella di bufala campana.

Avanti con il salame di sabbia di San Vincenzo! Auguriamoci che alla prossima edizione della Palamita ci sia spazio anche per questa tipicità.

Ber N

venerdì 21 marzo 2008

Quaderni dal Consiglio - Percorsi politici



Fuori Dani dentro Fabbri, Nannelli, assente, si dichiara.

Nel Consiglio c’è stato un bel giro di valzer. Dani si è dimesso ed è subentrata la seconda non eletta Fabbri. La scelta del Consigliere ex SDI rafforza la maggioranza permettendo l’ingresso di un’altra Consigliera del PD della cui fedeltà nessuno dubita.

Fuori Furio.

Non comprendiamo la scelta di Dani di lasciare in un momento così delicato il Consiglio Comunale. Certo la possibilità di mettere in seria difficoltà la maggioranza sui numeri, è sfumata. Sui contenuti la difficoltà è clamorosa ma, purtroppo, il Sindaco continuerà a collezionare figurette facendo alzare la manina ai consiglieri. Obbedite e zitti. Finchè avrà consiglieri disposti…

Eh, eh, eh! Nannelli!

Finalmente, senza neppure presentarsi in aula assumendosi la responsabilità della propria scelta, quella di contravvenire esplicitamente al mandato elettorale ricevuto quattro anni fa, Nannelli ha abbandonato il Gruppo Consiliare di destra e si appresta a navigare verso l’accogliente bacino del PD. Durante la discussione Bandini, nell’ennesima gaffe, anticipa il passaggio di schieramento annunciando che in maggioranza sono rappresentate oggi tutte le forze presenti nel 2004.

Ma gli elettori di Nannelli, del percorso politico del loro rappresentante, che ne pensano? Se hanno un valore le esperienze passate, ce lo ritroveremo vicesindaco della prossima amministrazione. Infatti l’attuale vicesindaco Camerini, già Forza Italia, nell’amministrazione 1999-2004 formò un gruppo consiliare autonomo per poi approdare nelle liste di Biagi.

Inciampi continui.

Oltre alla gaffe sopra citata, la maggioranza si è prodotta in una serie di inciampi abbastanza clamorosi. Nella discussione della scheda Villa Piani, l’Amministrazione afferma candidamente che non farà ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che annulla quella speculazione edilizia perché quella sarebbe una questione privata che non riguarda l’interesse pubblico.

Eccellente. Peccato che una Pubblica amministrazione dovrebbe pensare non al privato ma all’interesse pubblico quando redige un Regolamento Urbanistico. Detto in altri termini, le nuove edificazioni in Villa Piani (e non solo quelle) sono quanto meno una forzatura gravissima delle leggi regionali. Perché accollarsi questo rischio se non nell’interesse pubblico? Chi sceglie e secondo quali criteri gli interessi privati che valgono un grave rischio amministrativo?

Un anno e mezzo fa, quando discutemmo il Regolamento Urbanistico, venne presentato come una grandinata d’interesse pubblico. Villa Piani era allora un’operazione che riqualificava l’intero tessuto edilizio e valorizzava l’offerta turistica del Comune. Oggi no. Oggi quella previsione non è nell’interesse pubblico ma in quello privato. Il problema non è che non si debba dire. Non lo si dovrebbe neppure pensare…

PIANINO STRUTTURALE

Siamo già in campagna elettorale, anche per le amministrative. Ecco che, oltre all’indecorosa deriva autoritaria testimoniata dal soggiogamento delle associazioni, arrivano le promesse di prebende. Prossimamente una variante al Piano Strutturale. Prima del 2009 verrà approvato un “atto di indirizzo” in cui si dirà come sarà il nuovo Piano Strutturale. Che pensiero gentile! Viene da pensare alla necessità di una maggioranza che ha amministrato nel peggiore dei modi di presentarsi con qualche promessa di calcestruzzo ad alcuni “grandi elettori”.

Che senso avrebbe altrimenti annunciare l’approvazione di un avvio del procedimento (un documento privo di valore amministrativo) prima delle elezioni? È naturale che il Piano strutturale sia materia della prossima Amministrazione dunque perché il Sindaco annuncia tale intenzione?

Ber N

sabato 15 marzo 2008

Pianificazione assistita

Crediamo che siano opportune un paio di delucidazioni sulla sentenza del TAR circa le nuove edificazioni a Villa Piani.

Cominciamo con il mettere i puntini sulle i:
  • Il Piano Regolatore è formato da Piano Strutturale (ps) e Regolamento Urbanistico (RU)
  • Il Piano Strutturale è sovraordinato rispetto al Regolamento Urbanistico (ne deriva che il RU non può modificare le norme del PS), fissa i limiti di capacità insediativa in un paese e limita gli interventi ammissibili nelle varie zone del paese.
  • Al RU spetta solo il compito di ATTUARE le previsioni contenute dal Piano Strutturale declinandole nel dettaglio.

Questo a norma delle leggi regionali.
Il PS nella zona del centro prevede la possibilità di restaurare, ristrutturare e ampliare gli edifici, non di costruirne di nuovi né di completare il tessuto edilizio perché l’edificato è assestato cioè non c’è un bel niente da completare.

Il Regolamento Urbanistico invece prevede che a Villa Piani, nel giardino, si possa costruire un nuovo edificio di pari volumetrie rispetto a quello esistente per “completare” il tessuto edilizio. Secondo questa logica chiunque ha un giardino, potrebbe “completare” il tessuto edilizio costruendo una seconda abitazione in giardino. Tralasciando il lessico inappropriato, appare evidente che si tratta di una nuova edificazione in una zona in cui non è possibile, secondo il Piano Strutturale, procedere a nuove edificazioni.

La sentenza del TAR conferma questa ricostruzione e elimina la scheda relativa a Villa Piani dal Regolamento Urbanistico.

C’è di più. Villa Piani non è l’unico caso che ricade, a nostro modesto parere in questa casistica. Le schede che in modo più eclatante ci pare contravvengano al Piano Strutturale sono quelle relative al Chimera, al Campeggio di San Carlo (campeggio nel PS e civili abitazioni per 1.000mq nel RU) e l’area del podere San Giovanni.

Dunque la sentenza invalida gran parte della Variante Gestionale al Regolamento Urbanistico approvata dalla maggioranza nel 2006. Non a casa fu proprio su questa delibera che si consumarono vari strappi all’interno della maggioranza: una seduta del Consiglio Comunale annullata per mancanza del numero legale, l’Assessore Caporioni che si dimette per motivi di lavoro, il Gruppo Consiliare Democrazia è Libertà, la Margherita allora formata da Camerini, attuale vicesindaco, e Giannellini attuale assessore all’urbanistica, che dichiara di avere forti perplessità sulle schede sopra menzionate ma di votare a favore della Variante per disciplina di coalizione.

Chissà come hanno preso quest’ennesima sentenza del TAR avversa all’operato del Comune i componenti di quel che resta della maggioranza.

Ber N

martedì 11 marzo 2008

NEW PARKING PINOLO


A new idea. A very interesting new idea. Il pinolo. La ghianda. Un tempo il pinolo si raccoglieva per i dolci e la ghianda per i porci. Oggi è tutto più new e i più ghiotti mangiatori di pinoli e ghiande sono le automobili.

È una scelta di qualità. Immaginate il turista che vuol scegliere la località più adatta alle sue esigenze. Il turista può avere figli, può avere cani, gatti, ermellini (vivi e o morti) ma quasi di certo il turista ha la macchina.

I bimbi vogliono i giochi, magari anche un po’ di verde. I ragazzi i “divertimenti”, gli adulti un po’ di mare, magari anche su spiagge libere, e un po’ di tempo per rilassarsi. E la macchina? Non mi direte che non avete pensato alle esigenze della macchina.

Fiat park

Fate felice la vostra auto, datele ghianda e pinolo. “Metti un ghianda nel motore” diceva un celebre spot televisivo, o forse… Comunque la macchina vuol sostare nei boschi.

Lo dimostra il parcheggio abusivo nella fascia a mare di Rimigliano in corrispondenza dello svincolo per il Park Albatros. Allora come organizzarci? Non è difficile. Basta costruire parcheggi nelle pinete e nelle leccete.

Problema: se si costruisce un parcheggio in un bosco, sparisce il bosco. Infatti, anche se non si procede ad asfaltare tutto, la compressione del terreno fa seccare entro breve gli alberi. Ma queste sono critiche vecchie, sono le critiche del “non fare” è la logica del no. Ci dev’essere la pineta ma anche il parcheggio.

Così il Comune ha pensato di disfarsi dei parcheggi pubblici usati come se fossero privati presso il Garden Club, e di costruire un bel parcheggio nella pineta subito a nord del Botro ai Marmi.

Giù macchine come… pinoli

Così avremo un parcheggio nel bosco, intanto abbiamo il divieto di sosta lungo Via della Principessa, e non avremo più i parcheggi presso il Garden Club. Questi infatti saranno dati alla proprietà del villaggio turistico che per quindici anni li ha usati come fossero roba sua nell’indifferenza delle Amministrazioni che anziché controllare il rispetto della convenzione, guardavano altrove.

Il bosco diverrà parcheggio e, noi, siamo contenti. Le automobili dei turisti potranno pascolare fresche ghiande e bei pinoli nell’attesa del ritorno dei padroni e della corsa serale verso altri lidi, tristi periferie. È giusto che qualcuno pensi alla qualità della vita delle automobili. Nessuno ci pensa mai.

Sarebbe bello che, facendo uno strappo alle consuetudini, qualcuno pensasse anche a far rispettare le convenzioni, a mantenere qualche metro di spiaggia libera per i cittadini, a preservare la ricchezza delle zone boschive, in una parola a tutelare i beni collettivi. I commentatori non si eccitino: sono sicuro di non essere andato fuori tema.

Ber N

domenica 9 marzo 2008

Fanghi termali

Dopo Bagnoli c'è San Vincenzo a mandare i fanghi nelle vasche di colmata del porto di Piombino.

Dobbiamo smaltire 8.000 metri cubi di rifiuti speciali nelle vasche di colmata di Piombino. I rifiuti in questione sono quelli derivanti dal dragaggio del porto per ottenere un fondale di 80 centimetri più profondo.
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Qualcosa però non quadra nei conti della "perla della Riva degli Etruschi" più volte bandiera blu e in corsa per la prestigiosa certificazione ambientale EMAS. In modo molto distaccato è oggi opportuno porre alcune domande/quesiti all'Amministrazione.

1) I materiali che sono stati usati per i vari "ripascimenti" (escluso il primo realizzato con la sabbia di lungomare Marconi) non erano forse frutto di dragaggi dei fondali? Chi aveva analizzato quei materiali, quali sono state le risultanze?

2) Se i materiali che la Sales tirerà su dal fondale devono essere smaltiti in vasca di colmata, sono evidentemente da classificarsi come "rifiuti speciali". Non fatichiamo a crederlo visto che le sabbie di un porticciolo sono contaminate da metalli pesanti in quantità molto elevate. Dunque le "sabbie" che le benne dragano dal fondale lungo le nuove dighe, sono anch'esse rifiuti speciali? Se sì perchè vengono "liberate" semplicemente fuori dalla diga in modo che si possano depositare da tutte le parti?

3) Nell'estate scorsa, in piena stagione balneare, ci fu un dragaggio di materiali che durò due settimane. In quei giorni i bagnanti sguazzavano nei fanghi sollevati dalle benne. Chi aveva analizzato la congruità di quelle schifezze?

4) Ammesso e non concesso che le analisi in tutte le circostanze sopra richiamate siano state effettuate (naturalmente da soggetti diversi dalla Sales), come si può spiegare logicamente che i materiali di cui sopra fossero "sabbie" utilizzabili per il ripascimento e quelli di cui si parla oggi, uguali sia per collocazione che per esposizioni a fonti di inquinamento, siano così rischiosi da dover essere collocati in vasca di colmata?

5) Il celeberrimo "monte Sales" rimosso nei giorni scorsi e rovesciato nell'arenile sud ha trasformato il litorale in una riva melmosa (per fortuna è arrivata una breve mareggiata qualche giorno fa). I materiali erano di granulometria così diversa dalla spiaggia che hanno formato dei banchi di limo instabili provocando le sabbie mobili in cui sono rimasti intrappolati tre passanti.
Chi aveva analizzato la conformità di quei materiali anche questi frutto di dragaggi nello specchio portuale?

6) Nei progetti della Sales (non nelle nostre catastrofiche previsioni) si prevede da un lato un insabbiamento di circa 3.000 mc annui del porto e dall'altro un'impatto erosivo sull'arenile a sud della struttura (a nord doveva esserci un accumulo) stimato tra i 5 e i 10.000 mc annui. Venne detto che parte delle sabbie dragate potevano essere usate per il ripascimento. Oggi ci accorgiamo che sarà evidentemente impossibile. Dunque da dove saranno presi i materiali per il ripascimento? Dopo trent'anni di gestione Sales, l'approdo torna nelle mani del Comune. Quali costi dovranno essere sostenuti da tutti noi per dragare questa struttura e per reperire contestualente le migliagia di tonnellate di materiali per i ripascimenti?

Risposte attendesi. Nel frattempo ci possiamo godere ancora le parole del Sindaco sul giornalino del Comune: "In particolare mi riferisco a tutte le strumentalizzazioni, gli esposti alla Procura, i ricorsi al TAR, gli attacchi gravissimi ai Sindaci, rappresentati come persone spregiudicate e dominate da comitati d'affari. Tutte azioni volte a rovinare l'immagine della nostra cittadina..."

Ber N

lunedì 3 marzo 2008

Qualità

Chi fa subito chiasso perché al posto della battigia ci sono le sabbie mobili non ha ancora capito niente della lungimiranza dell’Amministrazione.

il Sindaco nel suo articolo sul giornalino del Comune, si chiede (retoricamente) “Quant’è difficile avviare una stagione di cambiamento per un paese”. Verrebbe da dire che dipende dal cambiamento, forse se al posto della spiaggia, una località turistica si ritrova una pietraia costellata di sabbie mobili è naturale, non se ne abbia il Sindaco e la sua lungimiranza politico amministrativa, che qualcuno ci tenga ad esprimere una posizione differenziata.

Tuttavia guardiamo ai fatti, tocchiamo con mano la diversificazione turistica che quest’Amministrazione ha creato: sabbie mobili stile Amazzonia, pietraie sul mare stile Civitavecchia, Palazzine di nuova edificazione stile Torvajanica, impossibilità di tracciare un limite urbano e sostanziale, scomparsa delle campagne stile abusivismo imperante… Questo è un elenco non esaustivo, ci sarebbe molto altro da aggiungere ma non vogliamo annoiarci. Venire a San Vincenzo significa godere del cemento di periferie degradate, potersi tagliare i piedi su sassi affilati per poi rischiare di essere risucchiati dalla battigia.

Una vacanza all’avventura, mancano i coccodrilli per rendere più accattivante la passeggiata lungomare dei turisti. I residenti, con un territorio di tale qualità, non hanno bisogno di vacanze.

Intanto il blog del Forum del Centrosinistra diventa contenitore di suggerimenti COSTRUTTIVI per l’Amministrazione. Suggerite altri modelli da scopiazzare e aiutate un Sindaco che ha così tanta voglia di cambiare il paese che non si è neppure fatto quel paio di domande assolutamente fondamentali: perché cambiare e come cambiare.

Forse però queste sono, sempre come racconta il Sindaco sul giornalino del comune, “attacchi gravissimi ai Sindaaci” oppure “azioni volte a rovinare l’immagine della nostra cittadina e a farle perdere i suoi riconoscimenti positivi, come la bandiera blu” (grassetto nostro). Il buon cittadino moderno deve essere contento delle sabbie mobili, del cemento che consuma il territorio e dell’autoritarismo con cui vengono prese le decisioni.

Ber N