giovedì 18 dicembre 2008

Un Consiglio

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Domani -ore 17:00- va in scena una delle ultime repliche del già visto e rivisto, trito e ritrito spettacolo pop-istituzionale “Consiglio Comunale”.
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Per chi si fosse perso le precedenti repliche, il teatro è la torre Galoppini ma vi dirò, dopo aver assistito a cento e più scissioni, rimpasti, rintrugli e dopo aver udito sfidare la logica e la pazienza con arroganza crescente, lo spettacolo perde d’attrattiva.
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Non credo siano i testi. Di fantasia ce n’è tanta. Probabilmente servirebbero nuovi attori. Pensate come sarebbe bello se nella compagnia Biagi oltre a qualche interessante riconferma ci fossero volti nuovi che so io, un dirigente del PD ex segretario della Margherita, l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia, l’ex candidato Sindaco per Cambiare San Vincenzo.
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Si può fare, direi. Why not? Beh, come innovazioni sarebbero piuttosto modeste. Forse converrebbe cambiare compagnia e copione. Pare però che le repliche delle commediole insulse viste e riviste vadano forte da queste parti.
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La trama si articola in un primo momento (vigilia della campagna elettorale) in cui la maggioranza uscente, con la tuta e le scarpe sporche di cemento, mentre cerca di levarsi almeno dal viso la calcina, geme ed emette alti lai sulla speculazione esondante.
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Secondo momento le elezioni. Anche grazie alle promesse tipo “non più seconde case”, la lista vince le elezioni, indossa di nuovo la tuta e giù a impastare cemento a beneficio dei soliti.
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Terzo momento: il bilancio di metà mandato. “Il paese fa schifo? Per forza siamo in fase di cantiere. Vedrete alla fine come viene bellino!”
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Quarto momento uguale al primo.
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È evidente che sta alla cittadinanza interrompere questa catena. È evidente che sta a noi rappresentare l’alternativa autorevole cui la cittadinanza possa attivamente affidarsi. È infine evidente che sta a noi continuare nell’impegno etico di non fare nostra la trama sopra sviscerata.
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Comunque domani alle cinque non c’è gran ché in TV, andare a teatro fa sempre bene (tra l’altro l’ingresso è gratuito).
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BerN
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sabato 13 dicembre 2008

Questione di mira

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Sono molto dispiaciuto d’esser stato costretto ad eliminare un commento al post di ieri ma invito tutti a riflettere sull’opportunità di occupare venti o trenta commenti con analisi sulla natura arrogante e dispotica della sinistra, della destra, del PD o persino sui Gulag, sul Maresciallo Tito, sui boeri e compagnia cantando.
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Ripeto che a provocazioni così grossolane non dovrebbe seguire un dibattito o una disputa: si faccia una battuta e si chiuda lì, si lasci dire al cordiale visitatore che siamo pericolosi integralisti eredi di Stalin. Poi i commenti tornino ad inquadrare i nostri problemi, le nostre proposte. Altrimenti sbagliamo mira e, spesso ci facciamo molto male.
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Molti, non solo i provocatori, individuano due problemi nella nostra azione politica: primo non abbiamo ancora un programma, secondo è facile dire no.
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Primo non c’è fretta per avere un programma, basta che sia pronto tra un paio di mesi nessuno ci rincorre. I paletti sono già fissati e le indicazioni sono corpose anche solo leggendo alcuni commenti in questo blog. Come si snoderanno il programma di mandato (quel lungo documento da depositare in comune) e la sintesi per la campagna elettorale (quei cinque punti da poter mettere in un volantino) lo decideranno i cittadini attivi che condividano l’analisi di partenza e disposti a riconoscere come valide le rivendicazioni politiche da noi avanzate nell’ultima legislatura.
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Secondo. Sarà anche facile dire “no” ma ad un’osservazione molto rapida di cosa accade a coloro che dicono “no” e coloro che dicono “sì”, salta subito all’occhio un’importante differenza: i primi sono costretti ad un duro lavoro di opposizione, additati a capri espiatori per qualsiasi cosa, devono sforzarsi molto di più degli altri per far circolare le proprie idee mentre i secondi, associati al blocco di potere dominante, hanno la vita molto, molto, moolto più facile.
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Ora si possono fare due teorie sul perché continuiamo a dire no. Una, che va forte tra i commentatori anonimi e provocatori, individua nell’opposizione una malattia mentale. L’altra è che facciamo opposizione a queste scelte perché abbiamo idee IN CUI CREDIAMO da contrapporre e da realizzare (basti dare un’occhiata la programma 2004 – 2009 visionabile sul sito del comune).
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Quanto sarebbe stata più facile la vita di molti del Forum se, infischiandosene dei propri principi, avessero detto di "sì".
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Infine una chiosa al precedente post.
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A dimostrazione della natura fortemente ANTIECONOMICA dell’operazione “ex scuole Fucini” sarà discussa in Consiglio una strana operazione urbanistica consistente nel travaso di volumetrie su un fondo alla zona industriale dove si prevede (sottovoce) di costruire gli archivi (e non gli uffici?).
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BerN
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martedì 9 dicembre 2008

Comune addio.

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Tra feste e comunicati stampa grondanti entusiasmo è stato pubblicato il “programma triennale dei lavori pubblici”. Ci sarebbe molto da dire e molto diremo su questo riassuntino di come verranno spesi i soldi nel Biagi bis (sempre che Biagi bis ci sia) ma intendo mettere a fuoco solo la pag 9: “elenco degli immobili da trasferire”.
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Certo, elenco degli immobili da vendere sarebbe stato di cattivo gusto, sarebbe stato sincero, ma di cattivo gusto. Così è più civile, è più digeribile per tutti. Vendiamo le ex Scuole Fucini potrebbe dar fastidio a qualcuno mentre “trasferiamo le ex Scuole Fucini” è molto meglio.
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Già perché a pagina nove c’è scritta una sola cosa (per fortuna): ex scuole Renato Fucini. Non mi dilungo sul significato dei luoghi hanno avuto una funzione sociale fondamentale in passato per una comunità giovane come quella sanvincenzina. Mi interessano di più le parole: “ex scuole Renato Fucini”.
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C’è un’altra definizione per quell’edificio? Non è forse più logico chiamarlo “attuale palazzo comunale”? Infatti quell’immobile è sede di molti uffici del Comune ed è difficile immaginare un immobile più utilizzato di quello. Chiamandolo ex scuole Renato Fucini sembra quasi che nessuno stia usando il palazzo che invece è un brulicare di persone e di cui sono stati appena rinnovati gli ambienti interni: si sono imbiancati i muri, si sono spostati, riadattati aggiunti e tolti mobili …
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Nel 2009, cioè tra qualche mese, l’Amministrazione vuol “trasferire” l’attuale palazzo comunale e, almeno che non gli vogliano mettere le ruote, vuol dire che lo venderanno. Naturalmente ci sarà da chiedersi dove diavolo mettere gli uffici. Non nel palazzo Alliata, l’altro pezzo della sede comunale che ha particolari architettonici di pregio (pensiamo alla doppia scalinata) che impongono un rigoroso rispetto degli attuali ambienti interni e che pertanto risulta saturo. Forse a piano terra della biblioteca ma come? Con quali rinunce? A che prezzo?
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Si tratterebbe di rinunciare alla sala per riunioni più grande oggi a disposizione nel Comune. Si tratta di sbudellare un’altra volta il “palazzo della cultura”, oggetto di lavori appena due anni fa, si tratta di spenderci altri soldi per qualcosa che potrebbe essere semplicemente evitato.
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Basterebbe tenersi le ex Fucini ovvero l’attuale palazzo comunale. Le esigenze di spazio ci sono e impongono che l’Amministrazione si tenga ben stretto il patrimonio immobiliare che ha.
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Altrimenti qualche sciocco potrebbe pensare che ci sono interessi privati da garantire dietro a queste scelte, ancora una volta a discapito dell’interesse pubblico. E con l’aria che tira da Napoli a Firenze, non sarebbe proprio il caso di far balenare certi sospetti.
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BerN.
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martedì 2 dicembre 2008

A voi la mossa

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Mentre i commenti esondano, dico in breve un paio di cose semplici sull'assemblea di venerdì.
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Innanzi tutto ha partecipato il nucleo che ha permesso a San Vincenzo d'avere una forza d'opposizione, basata su un programma fatto di proposte, per cinque anni. In tal senso di chi aveva titolo di decidere cosa fare del Forum non mancava quasi nessuno.
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L'analisi s'è sviluppata su tutto il percorso amministrativo e, ovviamente, per ogni elemento di criticità individuato è emersa la posizione politica del Forum, il differente approccio al problema e il "come sarebbe stato meglio se ..."
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Qualcuno è rimasto deluso perché non si è costruito un programma pronto per andare alle elezioni e festa finita. Non era questo l'obbiettivo: il Forum ha già un programma e con quello concluderà la legislatura. Il soggetto che dovrà presentarsi alle prossime elezioni il programma lo deve costruire in varie assemblee sui vari argomenti.
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Ecco dunque che appare chiaro come sia un lungo percorso da riempire di contenuti e nuove energie. La partecipazione all'assemblea infatti, se non ampia (poco più di venti persone) non è stata per nulla catastrofica e per l'inizio di un percorso non è affatto male.
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Ricordo che il comitato contro il porto partì con un incontro a cui parteciparono 5 persone e finì coll'organizzare la più grande manifestazione che sia mai stata vista a San Vincenzo.
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L'importante è in realtà non aspettare gennaio come è stato ventialato in assemblea. Occorre ritrovarsi a dicembre ed insistere a parlare di tutto un po'. La strategia, il programma e, in ultima battuta, la lista la dovrete produrre voi.
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In questo senso ci distinguiamo dagli altri: partendo dall'analisi del fallimento delle politiche targate Biagi, realizziamo un nuovo progetto politico in grado di sfidare l'Amministrazione uscente sui programmi a cominciare dai concetti di limite, partecipazione e giustizia sociale.
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Se non sono stato ancora chiaro sintetizzo e schematizzo. Io e Fausto completiamo il mandato con un lavoro di opposizione basato, come è giusto che sia, sul programma del 2004. Voi dovete riprendere il filo della matassa per formare la nuova proposta politica per il 2009.
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Di tempo ce n'è poco, datevi una mossa.
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BerN
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martedì 18 novembre 2008

CONTIAMO

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GRUPPO CONSILIARE DORUM DEL CENTROSINISTRA PER SAN VINCENZO
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Privatizzazioni
Rapporti politica affari
Beni Collettivi
------------------------Vita Associativa
Questione etica
Partecipazione e democrazia
Urbanistica e territorio------
Rimigliano
Porto e opere pubbliche
-------------Diritti dei cittadini
Tutela della salute
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I CONTI DELLA SERVA
NELL'OSTERIA SAN VINCENZO
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Facciamo due conti in tasca all'Amministrazione Biagi e guardiamo in che condizioni ci lascia questa Giunta che aveva promesso cambiamento e rinnovamento "insieme 365 giorni all'anno"
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L'arrosto Biagi c'è costato caro
(e faceva schifo)
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A mandato elettorale quasi scaduto, una serata per fare il riassunto di quello che è successo a San Vincenzo e per capire quali prospettive ci siano per una proposta politica alternativa che garantisca l'interesse collettivo e l'etica nell'azione politica.
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Venerdì 28 novembre ore 21:00
Sala esposizioni (ex biblioteca)
Piazza O Mischi
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Tutti i cittadini sono invitati a partecipare
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mercoledì 12 novembre 2008

La Scuola consiglia

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Affollato il Consiglio Comunale aperto di ieri sulla Scuola.
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Molti i cittadini che hanno preso parte al dibattito con interventi (tutti contrari ai tagli Tremonti Gelmini) che hanno arricchito di contenuti e di esperienza la discussione.
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Occorre però registrare che il fronte dei contrari è tutt'altro che coeso. Se il Sindaco ha aperto il Consiglio dicendo che le proteste di queste settimane hanno già ottenuto alcuni risultati (ma quali?) per poi concludere, dopo le pesanti sollecitazioni sia del gruppo del Forum sia dei cittadini intervenuti, con un sostegno un po’ stentato al referendum abrogativo, l’area socialista, che pure ha basato la campagna elettorale 2008 sulla difesa della scuola pubblica, invita all’ONOREVOLE COMPROMESSO.
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In che cosa possa sostanziarsi “l’onorevole compromesso” nessuno l’ha specificato. L’espressione rimane quindi assai misteriosa: sarà un malizioso riferimento alla quantità di indagati e condannati presenti in Parlamento? Per altri “onorevoli compromessi” in Italia non c’è proprio spazio.
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Mentre una maggioranza schiacciante legifera la cancellazione de facto della scuola pubblica appare incredibile l’idea di scendere a patti. A chi giova una tattica di dialogo e confronto, rilanciata dal PD per bocca di Veltroni e ricordata da Camerini nel suo intervento di ieri? Il Vicesindaco, dopo una lucida analisi dei tagli, si è augurato che l’iniziativa del segretario nazionale PD – che si concretizza nella richiesta del congelamento del provvedimento e riapertura del dialogo con le parti sociali – abbia successo. Da qui le domande: a cosa si mira realmente con questo patteggiamento al ribasso? Cosa si spera d’ottenere?
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È l’impianto della “riforma” che deve essere rigettato nella sua totalità senza esitazioni e tentennamenti perché determina una subalternità della scuola pubblica alla scuola privata, perché favorisce i cittadini abbienti a discapito degli altri, perché ghettizza i figli dei migranti, perché penalizza i diversamente abili, perché si ispira ad un disegno di società classista, razzista e fortemente autoritario, un disegno in sintesi che non può essere emendato.
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L’unica via “onorevole” in questo momento per i partiti che vogliano dimostrare di avere davvero a cuore la Pubblica Istruzione – magari facendo più di un passo indietro dalla riforma Berlinguer – è quella di sostenere la lotta generosa di studenti, insegnati, genitori contro il provvedimento reazionario ed autoritario della Gelmini e viaggiare speditamente verso il referendum abrogativo. Referendum che possiamo e dobbiamo vincere come abbiamo vinto due anni fa quello sulla “riforma” della Costituzione del centrodestra.
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Per indire il referendum bastano le classiche 500.000 firme e/o 5 consigli regionali. Quindi, pur facendo la raccolta di firme anche per motivare e cementare l’opinione pubblica attorno alle ragioni del fronte contrario alla Gelmini, basterebbe che 5 dei 14 Consigli regionali del PD si esprimessero e il referendum sarebbe realtà. Cosa stanno aspettando?
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Allora, ma allora soltanto, con la vittoria del referendum in tasca e la legge 137 abrogata, sarebbe possibile, da una posizione di forza conquistata con la lotta, fare pressione sul governo affinché cessi la scandalosa pratica anticostituzionale dei finanziamenti pubblici alle scuole private e perché nuove risorse vengano investite sulla scuola pubblica di ogni grado per le retribuzioni dei docenti, la stabilizzazione dei precari, l’edilizia scolastica, le attività di laboratorio, la ricerca universitaria …
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Quello diventerebbe un onorevole compromesso o meglio, sarebbe un onorevole modo di fare politica. Il resto è invece uno schifoso tentativo di far sembrare un po’ più dolce l’amaro calice perché, più o meno, pur non potendolo dire apertamente, si condividono molte delle strategie della “riforma”.
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BerN
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A proposito, sarebbe auspicabile che una partecipazione come quella di ieri sera ci fosse, ogni tanto, anche per i Consigli comunali ordinari. Capisco che sia frustrante a seconda di quel che si ascolta, dover mantenere il silenzio, ma gli argomenti in discussione riguardano tutti ed è bene non dare al Consiglio l’impressione che possa deliberare sulle cose di tutti nell’indifferenza generale.
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martedì 4 novembre 2008

IDEE D'A SILO

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Il silo Solvay fa discutere. Finalmente. Oggi una risposta di Guidoni (PD) al dibattito dei giorni scorsi.
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La domanda sintetizzata dal giornale è: dove trovare i soldi? Più che altro, leggendo l’articolo a firma di uno dei massimi esponenti del PD nel nostro comune la domanda sembra: dove trovare le idee?
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Per chi ha fatto dell’era post - ideologica un dogma, è spiegabile che si arrivi al dunque e, senza un privato che abbia intenti speculativi che “suggerisca” l’idea, non si sappia assolutamente dove sbattere la testa. Così può persino sembrare normale che i politici chiedano le idee politiche ai tecnici.
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Pensare che, in questo caso, si tratterebbe semplicemente di osservare la realtà sanvincenzina, registrarne i bisogni, e non chiedersi dove trovare i soldi.
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Il quesito economico è, è stato e temiamo sarà un alibi. L’Amministrazione da anni getta al vento milioni di euro in consulenze e incarichi a professionisti esterni (pensiamo al mezzo miliardo di vecchie lire per la sola Variante di Rimigliano), progetta opere inutili e costose e non si accorge, o fa finta di non accorgersi, delle opportunità di riuso che esistono sul territorio.
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Pur sorvolando sul fatto che un restauro del silo poteva, anzi doveva, essere preteso dalla Solvay in cambio dell’oscena concessione per il prolungamento e l’accrescimento dell’escavazione, pur sorvolando sull’altalena politicamente inqualificabile che ha visto la maggioranza prima considerare il silo una sorta di rottame, poi un monumento, poi ancora un rottame e così via, pur sorvolando su tutto ciò, crediamo che oggi, le possibilità di usare socialmente il silo ci siano tutte e siano da cogliere.
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Se è vero che la soluzione museale appare di difficile realizzazione è altrettanto vero che l’edificio si presta ad essere usato dalla comunità come spazio libero ed aperto per l’uso dei cittadini e delle associazioni. Perché spendere 800.000€ in una cittadella delle associazioni, occupando territorio e mangiando campagna, quando abbiamo una struttura come quella del silo Solvay che con piccoli e “leggeri” accorgimenti potrebbe funzionare benissimo allo scopo?
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Centrale, ben raggiungibile, vicino – quando sarà realizzato – al Cinema Verdi, adatto a collegare e rianimare zone oggi piuttosto isolate dal paese come l’Acquaviva, la Piana e l’Acquedotto, il silo collegato con un paio di percorsi pedonali potrebbe diventare il cuore pulsante della vita associativa e culturale del paese, potrebbe costituire un luogo unico per iniziative artistiche o di valenza didattica.
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E ancora, oltre alle associazioni, è crescente la domanda di spazi da “autogestire”. Perché non investire di questa responsabilità i ragazzi e le ragazze del nostro comune facendo loro gestire uno spazio per scopi sociali? Penso ad esempio ad un vero e proprio cantiere di scambio interculturale. Un centro culturale e sociale insomma di cui una comunità giovane come quella sanvincenzina ha massimamente bisogno e che permetterebbe al Comune di tutelare il patrimonio in questione. Questa è solo un'ipotesi che varrebbe tutavia la pena di considerare e discutere.
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Il fatto che non sia stato ancora progettato nulla di tutto ciò non dipende certamente dai soldi: il Comune chiude i bilanci ogni anno con attivi di oltre un milione di euro ed ha dimostrato grande disinvoltura a spendere. Per fare un solo esempio, ha buttato via l’anno scorso 860.000€ dei sanvincenzini e 500.000€ dei cittadini UE per rifare la staccionata a Rimigliano, mettervi le docce a pagamento, nuovi cessi e illuminazione pubblica con pali di 12 metri neppure a risparmio energetico.
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Dunque, a quanto pare, i soldi sono l’ultimo dei problemi dei nostri amministratori (casomai sono un problema dei sanvincenzini). Come al solito è la volontà politica che è mancata. Anche in questo caso è necessario un cambio politico. Altrimenti, se tutto va bene, il risultato sarà un triste deserto come quello della Torre Galoppini, restaurata senza un progetto preciso e ora scandalosamente sottoutilizzata.
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Giusto per dare concretezza al dibattito ricordiamo che se va male, e vengono realizzate le soluzioni progettuali degli attuali strumenti urbanistici, al posto del silo ci sarà la TESTATA NORD, un’oscena piattaforma di ettari di cemento – munita di torre sulla sommità – con parcheggi interrati, negozi (che non vivono certo un bel momento), ristoranti …
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Un monumento al consumismo anziché alla socialità quello che hanno rivendicato gli amministratori anche quando s’è trattato di stralciare quest’oscenità dal Piano Strutturale, una nostra proposta astutamente e decisamente bocciata dalla Giunta Biagi.
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D’altronde, la maggior parte dei componenti dell’attuale maggioranza ha fatto parte della precedente ed ha partorito la TESTATA NORD. Speriamo che abbiano cambiato idea … come vedete, si tratta di avere idee o di non avere idea di cosa si sta facendo e del perché.
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BerN
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sabato 1 novembre 2008

Quaderni dal Consiglio - Il silenzio dei colpevoli

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Nessuna risposta, neppure una parola, alla valanga di critiche argomentate e circostanziate mosse dalle opposizioni (tutte) al nuovo regolamento del Comitato per la Valorizzazione di San Vincenzo.
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Nessuna risposta. Il Sindaco ha chiamato i suoi consiglieri (Per San Vincenzo + Nannelli) a votare, i Consiglieri hanno alzato la manina ma nessuno si è degnato di spiegare se il Comitato potrà fare fatture, perché il Sindaco lo ha monopolizzato legandolo alla politica ed escludendo qualsiasi rappresentanza delle opposizioni, perché è stato sciolto il Comitato Gemellaggi per poi creare un organismo che ne è la brutta copia ingigantita …
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Avviso ai naviganti.
Muta, la maggioranza s’è avvalsa della facoltà di non rispondere e dell’arroganza di votare senza motivare i propri atti. Veri democratici. Resta a testimonianza delle intenzioni dell’Amministrazione il lavoro svolto negli ultimi mesi in cui è stata strangolata l’Associazione sorta dalle ceneri dell’ex Comitato gemellaggi.
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Guadagni non convenzionali.
Il Gruppo consiliare Per San Vincenzo non se l’è cavata molto meglio sulle discussioni della Convenzionata. Sull’edilizia convenzionata di Via del Giardino la maggioranza fa saltare per aria il limite minimo di 65 mq di superficie lorda per le unità abitative.
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Non lo può fare se non con una Variante al Regolamento Urbanistico, secondo noi. Secondo la maggioranza invece si può fare, parafrasando Veltroni. Motivo? Art 58 della legge 133/2008. Invito i lettori ad andarsela a leggere sulla rete. In quel caso si accorgeranno che per variare le destinazione urbanistica dei suoli ci vuole prima un piano apposito allegato al bilancio di previsione. Naturalmente il Comune di San Vincenzo non ce l’ha.
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Ribatte la maggioranza che per attenuare il fabbisogno abitativo si è proceduto “in anticipo”. Affermazione senza senso che rivela tuttavia l’insipienza di una maggioranza che approvando due anni fa il Regolamento Urbanistico non ha escluso da questo limite di 65 mq gli interventi di edilizia convenzionate. La regolarità degli atti in quel caso sarebbe stata certa.
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La Giunta ha poi rivendicato la bontà dello strumento della convenzionata, rifiutando più o meno con gli argomenti espressi nella discussione sul Comitato, di trasformarla in edilizia popolare.
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Maggioranza impreparata
Alle interrogazioni, come al solito, non ci si prende la briga di rispondere. Il limite di superfici filtranti (30%) minimo da garantire è stato verificato in Via della Principessa 119? Chissà. È stato verificato che i confini dichiarati siano quelli effettivi? Chissà. Quali Uffici avrebbero dovuto effettuare tali controlli? Chissà.
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A voler essere buoni si può dire che la maggioranza ha fatto scena muta. Ad essere realisti si può rilevare il disprezzo per gli strumenti democratici e di controllo rimasti alle opposizioni.
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BerN
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domenica 26 ottobre 2008

ASCIATZIONI ASSOCIATE

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Dunque riassumiamo gli eventi e vediamo se qualcuno sa venire a capo della questione.
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Alcuni mesi or sono l’Amministrazione, per favorire una maggior SINERGIA (parolina magica dell’era Biagi) tra le associazioni, organizza un pachidermico comitato, diretta emanazione del Comune, di cui il Sindaco indica un triumvirato dirigente che può rimuovere a piacimento e che si occuperà un po’ di tutto.
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I contributi il Comune li darà prioritariamente alle associazioni confluite nel Comitato, poi – forse – agli altri. Tale organismo non può avere soci per scelta della stessa amministrazione che prima li prevede nel regolamento poi, all’ultimo tuffo, li fa sparire in commissione.
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Per fare ‘sta cosa qui viene sciolto “manu militari” il vecchio Comitato Gemellaggi che più o meno funzionava così:
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Presidente nominato dal Sindaco
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Gruppi consiliari soci di diritto
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I cittadini possono diventare SOCI del Comitato
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Nel corso della sua breve vita il super Comitato ha collezionato un fallimento dietro l’altro per giungere al coronamento d’avere quattro feste di gemellaggio anziché due. Le Associazioni hanno mantenuto le loro autonomie (legittimamente) e il Comitato Gemellaggi s’è ricostituito in un’Associazione non riconosciuta né accettata dalla maggioranza che ha spinto per un doppione.
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Giovedì in Consiglio ci sarà una modifica al regolamento del Comitato per la valorizzazione di San Vincenzo di questa natura: Comitato che si occuperà di TUTTO, avrà soci, triunviro nominato dal Sindaco che sceglierà altri tre dirigenti, altro dirigente in rappresentanza della Giunta (3+3+1=7) e sei nominati dall’assemblea.
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Democrazia totale, peccato che i soci possano eleggere 6 dirigenti su 13.
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Perché tutto ciò? Perché sciogliere il Comitato gemellaggi sei mesi fa e farne una brutta copia ingigantita oggi?
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Rispondete prego.

BerN
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giovedì 23 ottobre 2008

Est modus in rebus

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Avete presente l'intervento edilizio in Via della Principessa 119? Trattasi, secondo quanto abbiamo verificato, della semplice operazione di rialzare l'abitazione esistente di un piano. Lì era presente una villetta di un piano. Sorge la domanda (innocente): com'è possibile che adesso ci sia una palazzina di dimenzioni planivolumetriche molto più rilevanti? La Sovrintendenza aveva dato parere favorevole all'intervento con la prescrizione del mantenimento di tutti gli alberi. Siamo sicuri che tale prescrizione sia stata osservata?
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In ogni caso, anche se tecnicamente tutto fosse a posto, com'è possibile che nel nostro Comune si possano realizzare interventi edilizi di tale impatto?
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Eppure, volendo credere all'Amministrazione, quando fu variato il Regolamento urbanistico gli esponenti della maggiornanza sostenevano che con tali modifiche era chiusa l'era degli interventi distruttivi del tessuto architettonico esistente (definendo così l'era Roventini), finiva la possibilità di trasformare una minuscola villetta in una palazzina a discapito del verde privato e della qualità paesaggistica.
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Invece ...
Ecco il testo dell'interrogazione
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Premesso che l’intervento edilizio in oggetto rientrerebbe, per quanto abbiamo verificato, nella casistica delle M5 del vigente Regolamento Urbanistico;
Considerato il parere della Sovrintendenza che vincolava l’assenso sul progetto all’obbligo di non abbattere gli alberi presenti;
Considerato invece che già il progetto presentato dalla proprietà, accolto dal Comune, presentava una notevole difformità in tal senso, prevedendo la “rimozione” di tre alberi e il mantenimento di otto (5 lecci, 2 melograni e un olivo);
Verificato che tali previsioni sono dettagliatamente contenute nella tavola integrativa alla Relazione Paesaggistica n 6 allegata al Permesso di Costruire n 20 del 31/1/2008;
Considerato che sulla base di tali previsioni è stata stipulata la convenzione che prevede tra l’altro la decadenza a danno del concessionario nel caso che “l’esecuzione delle opere d’urbanizzazione” siano avvenute “in sostanziale difformità dai progetti approvati, con mancata ottemperanza da quanto richiesto dal Comune per il rispetto del progetto”;
Visto che gli alberi in oggetto paiono essere stati tutti abbattuti e che tale violazione comporterebbe un radicale cambiamento del progetto non solo dal punto di vista del verde pubblico ma più in generale per il valore urbanistico e paesaggistico dello stesso;
Considerata la vistosa crescita plani volumetrica dell’immobile e l’ingombro dello stesso a fronte della ridotta disponibilità di superfici filtranti nell’area;
Considerato che il progetto approvato prevedeva una superficie filtrante appena superiore al 30%, minimo previsto per Legge;
Vista la ridotta distanza tra l’immobile costruito e gli immobili adiacenti;
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SI CHIEDE
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Come sia spiegabile la discordanza da quanto contenuto nel parere della Sovrintendenza e quanto previsto nel progetto approvato;
Se e quando sia stata verificata la conservazione degli alberi secondo quanto disposto dalla Sovrintendenza o quanto meno secondo quanto previsto dal progetto approvato;
Quali iniziative intenda prendere l’Amministrazione Comunale nel caso di abbattimento di alberi al di fuori delle previsioni progettuali;
Se dovessero risultare abbattimenti impropri quali Uffici avrebbero omesso il controllo della corretta realizzazione dei progetti;
Se e quando sia stata verificata nel dettaglio e con precisione la definizione dei confini dell’intervento per stabilire la percentuale di suolo filtrante;
Se e quando sia stato verificato nel dettaglio e con precisione che l’immobile venisse costruito in modo tale da garantire il 30% di superfici filtranti all’interno del perimetro d’intervento;
Se e quando siano state verificate le distanze tra pareti del nuovo edificio realizzato con le pareti degli immobili confinanti;
A quali Uffici spettassero tali incombenze;
Se l’Amministrazione Comunale o gli Uffici competenti abbiano ricevuto segnalazione da parte dei cittadini residenti nella zona affinché venissero effettuati tali controlli;
In caso non siano stati effettuati tutti i controlli sopra richiamati se l’Amministrazione ritiene che si possa procedere anche legalmente per le eventuali gravi negligenze commesse.
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Ber N
(Bertini Nicola).

martedì 21 ottobre 2008

Consiglio di scuola

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Ecco il testo dell'odg sulla riforma Gelmini, depositato già una decina di giorni fa, che verrà discusso nel prossimo Consiglio Comunale.
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Visto il decreto del Ministro Gelmini;
Considerato l'effetto deleterio sulla scuola pubblica;
Date le risorse finanziarie pubbliche destinate alle scuole private;
Cosniderato l'espresso divieto costituzionale (ART 33) di finanziamento alla scuola privata;
Riconosciuta la logica autoritaria della riforma Gelmini come risulta, ad esempio, dalla reitroduzione delle sanzioni punitive della bella scuola prerepubblicana;
Evidenziato che il Governo nazionale tagliado risorse alla scuola pubblica non si pone altri obiettivi che quello di ridurre la spesa senza pensare alle implicazioni di carattere educativo;
Visto l'aumento delle spese militari;
Considerato l'impegno del Governo a soccorrere a suon di miliardi pubblivi i poveri banchieri inciampati nella crisi finanziaria per colpa dei piccoli risparmiatori
Il Consiglio Comunale di San Vincenzo
Riafferma l'importanza primaria del sistema educativo pubblico.
Chiede al Governo che, come previsto dalla Costituzione, l'intero impegno finanziario dello Stato raggiunga la scuola pubblica e non anche gli istituti privati;
Si esprime a favore del reperimento delle risorse necessarie al miglioramento della scuola pubblica sia nella riduzione delle spese militari sia nell'azzeramento del finanziamento, palesemente incostituzionale, della scuola privata.
Promuove e sostiene le iniziative di protesta nei confronti della riforma delineata dal ministro
Invia il presente ordine del giorno al Ministro della Pubblica Istruzione, alle Commissioni parlamentari competenti, al Presidente della REpubblica, al Preseidente el Consiglio dei Ministri.
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Potrete notare che l'odg in questione assume, in alcuni passaggi, le caratteristiche dell'invettiva. Ciò è dovuto all'indignazione che il tema suscita in chi ha scritto il documento.
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Probabilmente l'indignazione (stavolta nei confronti del Forum) ha mosso qualcuno a scrivere il seguente commento che merita di essere portato all'attenzione di tutti
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"E ci sarà anche,purtroppo,chi per altri 5 (V)(cinque)anni si divertirà a scrivere, a scrivere....!!! si fà per dire. Piuttosto a vomitare offese,scempiaggini,stupitaggini,bugie così talmente grosse che addirittura non fanno arrabbiare ma solo ridere.C'è anche chi sostiene che questo vostro blog sia stata unaprecisa terapia del vostro psichiatra. POVEROMO!!!!!!Nonostante gli sforzi enormi non riesce a venire a capo della vostra malattia. Non a ancora capito che per voi c'è solo un posto in manicomio!!! Ce ne fosse uno aperto disposto ad ospitarvi. Ciaoooooooooo. Vi voglio bene perche finche ci sarete voi questa maggioranza può stare tranquilla!!!Farete opposizione a vita. Ciaooooooooooo!"
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Stiino trancuilli i lor signori, che finche ci saremo la maggioranza non a nulla da temere!
Non è che abbiamo trovato un nuovo papabile Ministro dell'istruzione?
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Ber N
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Un ringraziamento sincero a chi commenta. In questo blog è ormai più interessante quello che scrivete voi nei commenti di quello che scrivo io nei post. Sarà un obiettivo da opposizione a vita ma è decisamente un obiettivo raggiunto.
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giovedì 16 ottobre 2008

GHIOZZONEWS

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Reduce
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Reduce della Grande Guerra, soldato francese nelle trincee della Somme, convinto che siano tornati i tempi della giovinezza, si installa in piazza della Chimera. Interpellato dichiara: “Mai visto un casino simile”.
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Exempla …
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Avendo visto i capannoni di lamiera alla diga foranea, Fidia si ricrede e presenta un progetto per modernizzare l’acropoli d’Atene. Via il Partenone e quell’altre scemenze, l’illustre architetto prevede porcilaie di eternit e statue in ondulina verde.

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PD di lotta e di Governo

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Bassanini (PD) è d’accordo su diverse cose della riforma Gelmini. Lo annuncia in un’intervista sul Corriere della sera. Per davvero. Buon 25 ottobre a chi ci va.

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Senso del sacrificio

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Rispondendo ai vertici del Partito (biunico) il Sindaco di San’Incenso dà la propria disponibilità a fare per altri cinque anni il Podestà.
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Senso del sacrificio I
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C’è chi si sacrifica per altri cinque anni a comandare
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Senso del sacrificio II
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C’è chi si sacrifica per altri cinque anni a percepire duemila euro al mese.
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Senso del sacrificio III
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C’è chi si sacrifica per altri cinque anni a decidere chi lavora per il Comune (su mandato fiduciario) e chi rimane a casa a guardare.
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Senso del sacrificio IV
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C’è chi si sacrifica per altri cinque anni a far fare agli altri quello che dice lui.

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Senso del sacrificio V

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C'e chi si sacrifica a nominare chi gli pare e piace nei consigli d'Amministrazione delle municipalizzate.

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Senso del pudore
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Siccome ho fatto un sottopasso completamente inutile perché s’è sbagliato le misure, ho aperto sedici cantieri pubblici contemporaneamente la scorsa estate impallando tutto il paese, siccome ho sbagliato quasi tutti i documenti urbanistici (persi i ricorsi al TAR del Porto, di Villa Piani, dello stabilimento balneare in Via del Tirreno), ho perso completamente il controllo del territorio, ho modificato come m’è parso lo Statuto in modo tale da potermi scegliere come mi pare gl’assessori la prossima volta, ho sciolto associazioni, ho ridotto il Consiglio Comunale a passerella di decisioni prese altrove ecc … mi ricandido volentieri. Faccio bene?

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BerN

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martedì 14 ottobre 2008

GHIOZZONEWS

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RIFORME CONDIVISE
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In un barattolo di olive verdi snocciolate andate a male ricercatore trova l’ART 11 della Costituzione. Pare l’abbia nascosto lì il PD per non dover parlare di Afghanistan o Kosovo.
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PIANIFICAZIONE CONDIVISA
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Il nuovo Piano Strutturale conterrà i principi ispiratori della variante di Rimigliano: solo 40.000 e non di più entro 5 perentori e non rinviabili dalla data di approvazione. Chi ristruttura dovrà presentare domanda entro e non oltre il termine perentorio di sette (7) in quanto sennò. COMUNQUE STATE TRANQUILLI: ci si mette sempre d’accordo.
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ASCIATZIONISMO
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Dopo le note vicende dei gemellaggi l’Asciatzione scacchisti è stata incaricata dal Comitato di curare le cacciate al cinghiale. Il Presidente dell’Asciatzione ha dichiarato: “Molto onorati." Poi ha aggiunto: "Cos’è un cinghiale?”
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ASCIATZIONISMO - ULTIM'ORA
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Sedici scacchisti feriti da fucilate nella prima battuta al cinghiale. Il Sindaco soddisfatto: "grande successo dell’iniziativa." Intanto Federancacciar arriva ultima al torneo nazionale di scacchi.
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BerN
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Si ricorda che tutte le notizie dei post "Ghiozzonews" o "Ghiozzonews quaderni dal consiglio" sono invenzioni scherzose e strampalate. Nessuno può seriamente riconoscervisi ma se la realtà dovesse talvolta aver superato la fantasia, sareste voi pronti ad incolpare quest'ultima anziché la prima? Ricordiamo ad ogni modo che le vicende si riferiscono ad un paese spagnolo immaginario (= invenzione letteraria). Niente a che vedere con realtà vicine e reali.
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lunedì 13 ottobre 2008

Che c'entra?

Sicuramente neppure la stampa ha notizie sufficienti per fare chiarezza sulla vicenda, ma leggendo che l'Assessore provinciale all'Ambiente Rocco Garufo s'è dimesso, si rimane per lo meno perplessi.
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Di motivi per dimettersi dall'assessorato all'ambiente di una provincia come quella di Livorno ce ne sarebbero, di concreti e politici, a decine:
  • la forte erosione sugli arenili tra Rosignano e Cecina (naturalmente accelerata dai progetti umani)
  • la forte erosione a sud di Cecina provocata dalle urbanizzazioni che non verrà migliorata dal nuovo mega porto-canale
  • la contaminazione da CROMO ESAVALENTE dell'acqua usata nelle case di Cecina e Rosignano
  • il dilagare della pianificazione urbanistica affidata ai privati con la crescita esponenziale di urbanizzazioni scriteriate e antiestetiche
  • il consumo di suolo spaventoso in tutta la provincia per le nuove edificazioni
  • l'accordo per l'arrivo a Piombino dei fanghi di Bagnoli
  • la speculazione edilizia prossima ventura a Rimigliano
  • il nuovo porto turistico privato di San Vincenzo
  • la situazione delle spiagge di Salivoli e di tutto il parco della Sterpaia a Piombino
  • il dilagare delle cave soprattutto nei Comuni di Campiglia, dove in un caso non si procede neppure per il ripristino secondo i progetti approvati, e San Vincenzo
  • il metodo usato in più comuni per la cosiddetta pulizia delle spiagge (uso massiccio di trattori che deteriorano l'arenile)
  • la decadenza del trasporto pubblico a favore del privato
  • l'arretratezza nella tutela della salute dei cittadini in quanto a inquinamento acustico e atmosferico
  • la diffusione degli sprechi idrici e i consumi sempre crescenti
  • la diffusione degli sprechi energetici e il crescente problema dell'inquinamento luminoso
  • l'impiego minimo di tecnologie per il risparmio idrico ed energetico

E nonostante ne abbia scritti molti, ci sarebbero altri punti ancora.

Orbene, per cosa s'è dimesso Garufo? Perché gl'hanno rubato il computer. Avete letto bene. Garufo ha denunciato il furto di un computer e il ladro dell'oggetto ha speso (non so bene come) quasi quarantamila euro. Garufo s'è impegnato a pagare la bolletta ma rassegna le dimissioni.

Perché? Mi hanno sempre insegnato che chi viene derubato è una vittima, talvolta anche il ladro è vittima della società ecc, ma di sicuro chi viene derubato è vittima. Perché dunque, avendo denunciato il furto, oltre ad impegnarsi a risarcire il conto salatissimo, Garufo presenta le dimissioni?

Qualcuno nei commenti avanzi delle ipotesi perché io non capisco e quando non capisco sto male.

Grazie.

BerN

domenica 12 ottobre 2008

SONDATI

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Il sondaggio lanciato sulle prospettive delle prossime elezioni amministrative è stato votato da 68 visitatori e questo ci riempie di orgoglio. Il primo dato è quindi la buona diffusione del nostro blog.
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Sull'esito del voto occorre che i visitatori che hanno espresso la loro opinione ora facciano chiarezza. Come in ogni schematizzazione le opzioni sulle quali ci si poteva esprimere possono essere interpretate in modi differenti.
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Soprattutto a proposito della seconda opzione: il Forum del Centrosinistra dovrebbe "creare una nuova lista civica per aggregare forze comunque omogenee" che ha ottenuto il 58% dei consensi, potreste essere più chiari?
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Ovviamente le decisioni sulle prossime elezioni amministrative saranno prese in apposita ASSEMBLEA (non telematica) ad hoc convocata e lì, anche i sessantotto votanti sono invitati ad esprimersi. Tuttavia nella certezza che le discussioni e gli scambi di opinione possano arricchire tutti quanti e rendere più profiquo il lavoro di ciascuno, è necessario chiedere ai visitatori di esprimere in modo più esteso la loro opinione commentando questo post.
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In particolare, cosa intendete per "aggregare forze omogenee"? Quali forze tra loro omogenee sono presenti nel panorama politico sanvincenzino? Si fa riferimento a forze già presenti o a soggetti che si potrebbero palesare?
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A voi la parola.
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BerN
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