martedì 24 marzo 2009
Chiamiamo le cose con il loro nome.
mercoledì 18 marzo 2009
No Biagi, No party
- Il nome rimane Forum del Centrosinistra per San Vincenzo
- Il Simbolo rimane invariato salvo piccoli ritocchi grafici che ne migliorino la riuscita in bianco e nero
- Il candidato sindaco per le prossime elezioni è Nicola Bertini
- Il programma sarà affrontato sia dall'assemblea, che resta sovrana, sia da gruppi di lavoro operanti su singoli argomenti.
Per quanto riguarda le liste, sono ancora aperte ad ogni contributo, ma si registra un ottimo riscontro da parte della cittadinanza. Ci sono dunque le premesse per fare una lista molto qualificata e competitiva in grado di far tremare i polsi agli altri contendenti.
Ora più che mai l'impegno di tutti è necessario a partire dalla prossima assemblea di Mercoledì pomeriggio che deve essere partecipata e ha bisogno di qualche volantinaggio nei giorni precedenti.
Volantinaggi, assemblee, occasioni di discussione con la cittadinanza. Questi sono gli strumenti per la campagna elettorale di un soggetto politico a cui non piacciono le "convention" come strumento di partecipazione. Con le lucette colorate, la musica, i salatini, la convention ha il valore politico della gara di rutti: ci si diverte, si sta insieme ma alla fine chi è che sa cosa propone il candidato? Questi festeggiamenti deviano la partecipazione della cittadinanza dal programma, dai valori alla base di una proposta politica e puntano tutto sulle canzonette e sulla personalizzazione della politica.
A livello nazionale questa pratica ha orami un nome preciso: "berlusconismo". Ecco perché noi rivendichiamo con forza la nostra natura di forza politica di centrosinistra. Perché i nostri avversari, che fino ad oggi hanno amministrato il comune, hanno mostrato metodi e scelte programmatiche completamente estranee al centrosinistra.
I soggetti politici che organizzano queste americanate de noartri ci paiono distanti dalle richieste di sobrietà e parsimonia che una gran parte della società avanza alla politica. Peccato far scadere un momento potenzialmente importante per la partecipazione attiva dei cittadini, nella parodia d'un varietà trito e ritrito.
BerN
sabato 14 marzo 2009
GHIOZZONEWS - Sabbia grossolana e polvere di stelle
Qualche giorno fa, l’Assessore ai lavori pubblici ha rilasciato alcune dichiarazioni sui lavori del porto. A parte gli errori grossolani sull’inizio dei lavori (febbraio 2006 mentre per l’assessore si è iniziato in autunno), a parte la grossolana dimenticanza delle pause estive a cui l’assessore attribuisce i ritardi (in realtà le pause estive erano calcolate nei tre anni previsti e non sono neppure state rispettate), colpisce l’affermazione di alto valore tecnico e scientifico a proposito della sabbia grossolana.
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A nord del porto ci sarebbe ancora la "sabbia grossolana", e non i sassi come aveva affermato la giornalista. Bisognerà mettere dei cartelli ben visibili ed in diverse lingue. Immaginate che un bambino chieda ai genitori: «Posso giocare con la sabbia?» e i genitori sprovveduti non siano a conoscenza della differenza scientifica tra sabbia e sabbia grossolana.
Il titolo della stampa il giorno dopo sarebbe:
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Bambini giocano con “sabbia grossolana” a nord del porto.
Due costole e tre falangi fratturate. Al pronto soccorso affermano "mai vista sabbia simile"
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Immaginate ancora che un bambino chieda di costruire un castello di sabbia (grossolana). Beh, organizziamoci, ci vorrà una valutazione d’impatto ambientale perché se il bambino è, come molti, bravo, ci ritroviamo un’altra torre Galoppini in lungomare Marconi.
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In fondo se l’Assessore ai lavori pubblici parlasse con Berlusconi potrebbe dargli un prezioso consiglio su come “rilanciare” l’edilizia senza correre il rischio di passare per cementificatore: sabbia grossolana e polvere di stelle armata.
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È bello assai avere il dono dell’eufemismo.
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BerN
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venerdì 6 marzo 2009
QUADERNI DAL CONSIGLIO - labirintici compagni e liberal-ufo-socialforzisti in brodo di UFO.
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La prima discussione lunedì pomeriggio è stata quella sul bilancio. Discussione che sarebbe stata forse noiosa se stavolta l’Amministrazione non “c’avesse provato”. Infatti il 3 febbraio il Forum presentò un odg sul sostegno a disoccupati e cassintegrati chiedendo un piano comunale di ammortizzatori sociali nel bilancio di previsione.
Il Consiglio Comunale non è stato più convocato ma sappiamo che il 5 febbraio l’Amministrazione aveva contattato (invano) l’INPS, come da noi richiesto, per determinare la base interessata ad interventi di questa natura così da quantificare le risorse da destinare al capitolo di bilancio.
Naturalmente non ci saremmo mai aspettati che la conclusione fosse un misero fondo di 10.000€ per fare un po’ di sconto a pochi soggetti sulle rette di asili e mense e sulle attività sportive o culturali. Pensavamo a qualcosa di più ampio in cui ricadesse il problema dell’acqua, della TIA (anche per le imprese), degli affitti e molto altro ancora.
Insomma la montagna partorisce il topolino e lo vuol spacciare per elefante all’opinione pubblica con tanto di comunicati stampa e roboanti proclami. Far notare che per la sola progettazione del Piano Strutturale esiste una previsione di 290.000€, ventinove volte il “fondo crisi”, che il piano del personale ha istituito quattro dirigenti e cinque posizioni organizzative e amenità simili è ovviamente demagogico, secondo la maggioranza.
Due talenti, molto peculiari
Diamo a Cesare quel che è di Cesare, non sono i nostri interventi i più interessanti. Equipe di antropologi, squadre di etnologi e parecchi esperti di UFO sono rimasti impressionati e disorientati per i concetti espressi dal SocialForzista e dal Compagnoliberista.
Socialforzisti e Compagniliberisti provengono da due galassie molto lontane ma, incredibilmente, si ritrovano perfettamente a loro agio nella maggioranza PD di Biagi. Ascoltare i loro interventi ed avere il raro privilegio di osservarli da vicino mentre si stracciano le vesti in difesa di un'Amministrazione Comunale in cui si riconoscono -e che dunque è al contempo forzista, socialista, liberista e comunista- è affascinante ed istruttivo.
Effetto collaterale, dopo aver udito gli interventi di questi due rappresentanti, molti ufologi si sono tesserati al PdCI mentre gli antropologi, storditi da una labirintite acuta, si sono ritrovati a sguazzare nel fango del cantiere del porto.
Di che porto?
Un cantiere ancora incerto, cosa costruisca nessun lo sa ma che sia buona cosa ciascun lo dice. Siamo di fronte all’ennesima variante sostanziale alle opere del porto, operata al di fuori della VIA, operata al di fuori della Gara d’appalto, operata al di fuori della politica e del raziocinio.
Ora si annuncia che verrà chiesto alla Regione, i cui studi avevano determinato in 350 posti barca (più piccoli di quelli ora previsti) la capienza del porto, di condurre nuovi studi per dire quante barche in più ci possiamo mettere.
L’Amministrazione non ha una sua proposta sul numero. Non chiede cioè alla Regione cinquanta, settanta o quattrocento posti barca, chiede invece uno studio d’impatto che smentisca il precedente e che dia un numero. E che si diano i numeri ce ne accorgiamo subito: perché le associazioni? Detto altrimenti se quest’intervento è per la cosiddetta “nautica sociale”, perché escludere i cittadini che non sono iscritti ad associazioni ma che per una vita hanno avuto la barca nel porto?
Inoltre essendo questa la stessa Amministrazione che ha avviato le opere, perché accorgersi ora, a tre mesi dalle elezioni, che i vecchi utenti (270) sono stati sfrattati dal porto? Non era prevedibile visti i prezzi annunciati dalla SALES? Nessuna risposta. Speriamo che sulla vicenda si esprima la sempre valida Commissione Temporanea di Controllo sui Lavori del Porto Turistico, presieduta dal rappresentante in ATOO (acqua), Segretario del PD e Capogruppo di maggioranza Bandini (una figura di garanzia).
Proponiamo che per l’occasione la commissione usufruisca della consulenza decisiva degli antropologi affetti da labirintite e degli ufologi Comunistiliberisti.
Chissà che loro non aiutino a svelare questo misterioso comportamento …
BerN
mercoledì 4 marzo 2009
PROGRAMMA AMMINISTRATIVO 2009 - DATEVI DA FARE
La crisi economica ha colpito pesantemente lavoratori e imprese anche nella nostra zona producendo gravi ripercussioni in termini occupazionali e sociali. Anche le Amministrazioni locali sono chiamate ad uno sforzo straordinario per dare una risposta concreta ed efficace alla situazione attuale.
Il rischio è che il momento di difficoltà venga preso a pretesto per aumentare le differenze economiche e sociali prodotte dallo "sviluppo" liberista. La corsa allo smantellamento dello stato sociale, della scuola ai diritti fondamentali dei lavoratori, non contrastata dalle amministrazioni locali, dimostrano il disegno politico in atto di rendere le fasce sociali più deboli ricattabili e pronte ad ogni compromesso.
Nel nostro territorio le industrie e le altre attività economiche attraversano un periodo di difficoltà inedita e anche il settore turistico risentirà della contrazione del mercato interno. San Vincenzo in questi anni ha perseguito un modello di sviluppo che ha prodotto un sistema economico fragile perché basato sulla speculazione e sulla rendita piuttosto che sul reddito. Di fronte ad una situazione così grave la risposta non può essere la riproposizione stanca ed anacronistica degli schemi e dei modelli che hanno determinato questa crisi.
Ci proponiamo pertanto elaborare nuovi concetti di “progresso” che includano al loro interno capisaldi irrinunciabili quali la conservazione del territorio, la giustizia sociale, la durevolezza del modello economico e la ridistribuzione (verso il basso) delle risorse. Al di fuori di tali confini c’è solo una società basata sulle leggi del più forte.
In tal senso l’Amministrazione Biagi ha responsabilità enormi avendo subordinato alle logiche e alle esigenze di alcuni grandi soggetti privati la pianificazione territoriale e le esigenze della collettività. Rompendo la subalternità dell’Amministrazione ai cosiddetti “poteri forti” si fa il primo e decisivo passo verso una maggior giustizia sociale e un’Amministrazione etica e democratica.
Un’Amministrazione che deve rendere conto del suo operato solo ai cittadini e che prenda le decisioni sulle questioni fondamentali (bilancio, pianificazione urbanistica, lavoro …) attraverso percorsi partecipati che coinvolgano appieno la cittadinanza.
In tal modo è possibile interrompere la svendita di beni collettivi e la privatizzazione dei servizi e di porzioni sempre più rilevanti di territorio date in pasto agli appetiti speculativi a danno della collettività. Eclatante è l’esempio della scomparsa della campagna e della moltiplicazione delle abitazioni che è stata accompagnata, paradossalmente, da una difficoltà crescente a reperire la prima abitazione. Anziché autorizzare nuove edificazioni di seconde case è venuto il momento di concentrare tutte le energie sull’edilizia popolare, settore pressoché fermo negli ultimi cinque anni.
È per rispondere alle esigenze concrete e per tutelare i diritti della cittadinanza che vale la pena di rinnovare l’impegno per una politica diversa e per un diverso futuro per San Vincenzo. Il nostro paese è stato amministrato da una maggioranza trasversale che ha trovato il suo blocco sociale di riferimento nelle grandi imprese della zona. Politicamente questa maggioranza ha coinvolto e coinvolge la destra e il cosiddetto centrosinistra. A testimoniare tale uniformità di idee ed intenti politici c’è il percorso di alcuni rappresentanti delle istituzioni che è superfluo qui ricordare.
Questo progetto politico si propone quindi di governare il paese affrontando i problemi alla loro radice e attuando un nuovo rapporto con la cittadinanza. Il percorso di partecipazione per produrre una concreta e valida alternativa di amministrazione alle politiche sinora espresse dalle Giunte Roventini – Biagi testimonia la diversità di cultura politica da chi ha scelto nelle segreterie di qualche partito il candidato, le liste e i programmi.
DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE, STRUTTURA COMUNALE
1. UN’AMMINISTRAZIONE FATTA DI DIBATTITO
b. Centralità del Consiglio Comunale
b. Tetto per le spese relative all’acquisizione di beni e servizi in economia.
b. Forum periodici aperti alle domande e alle istanze dei cittadini.
b. Assessori esterni? No, grazie.
b. Spese per incarichi a professionisti esterni
6. NETTA SEPARAZIONE TRA MONDO DELLA POLITICA E MONDO DEGLI AFFARI.
7. RIVOLUZIONE NELLA GESTIONE DEL PERSONALE.
LAVORO, SERVIZI, ATTIVITA' ECONOMICHE E PRODUTTIVE
1. UN RITORNO DELL’INTERVENTO PUBBLICO IN CAMPO ECONOMICO
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2. SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
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3. FAVORIRE IL REDDITO NON LA RENDITA
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4. GOVERNARE I PROCESSI ECONOMICI NON SUBIRLI, NON ASSECONDARLI
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5. TURISMO
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6. COMMERCIO
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7. ATTIVITA' ARTIGIANALI - PIP
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8. AGRICOLTURA
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9. PRECARIETA'
BENI COLLETTIVI, SALUTE DEI CITTADINI
Per una politica di conservazione e valorizzazione delle risorse collettive, contro ogni tipo di privatizzazione e vendita dei beni comunali.
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1. CASA
a. Basta speculazione. C’è bisogno dell’edilizia popolare.
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2. ACQUA
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3. SPIAGGIA
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4. PATRIMONIO IMMOBILIARE COMUNALE
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5. RISORSE PAESAGGISTICHE
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6. IMPIANTI DI DEPURAZIONE
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7. MESSA IN SICUREZZA ACUSTICA DEL TERRITORIO
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8. INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
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9. INQUINAMENTO ATMOSFERICO
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ASSETTO DEL TERRITORIO, URBANISTICA, AMBIENTE.
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1. PIANIFICAZIONE URBANISTICA
. Piano Strutturale
. Colline e San Carlo
. Rimigliano e Parchi
. Paradisino
. Masseto e Ginepraie
. Spiaggia
. Edilizia Popolare
. Piste Ciclabili, Percorsi Pedonali
. Reti Escursionistiche
. Illuminazione Pubblica
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2. VIABILITà
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3. CAVE
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UNA NUOVA ATTENZIONE PER SAN CARLO
Questo capitolo verrà affrontato nell'iniziativa pubblica che sarà organizzata prossimamente a San Carlo
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CULTURA, SCUOLA, TEMPO LIBERO E SPORT.
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1. CULTURA
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2. SPETTACOLI
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3. SCUOLA
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4. SPORT
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5. IMPIANTI SPORTIVI
. Difesa di un’area che fa gola alla speculazione
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6. USO SOCIALE E SPORTIVO DEL VELODROMO
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7. ATTIVITA' VENATORIE
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SOCIALE
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1. EDILIZIA POPOLARE
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2. PROSPETTIVE PER IL SILO SOLVAY
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3. ASSOCIAZIONISMO
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4. AREA FESTE
. Una gestione pubblica che garantisca l’eguaglianza nel trattamento.
5. SOCIETA' SOLIDALE, SOCIETà SICURA
. Garantire una vita dignitosa a ciascuno rende la società più solidale e sicura.
6. I NOSTRI AMICI ANIMALI
. Un impegno serio per la cura degli animali
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BerN
sabato 28 febbraio 2009
SINISTRI PRESAGI?
lunedì 23 febbraio 2009
La notte dei morti riviventi
La vostra esistenza è un po’ vuota? Non vi pare che il mondo sia grigio, triste, noioso? L’Amministrazione pensa alla qualità della vita dei cittadini ed ecco subito il rimedio: ripassa in Consiglio comunale il documento degli indirizzi politici programmatici per la formazione del nuovo piano strutturale.
Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?
Evidentemente è talmente gustoso da richiedere una seconda discussione pubblica. Un po’ come succede per il bis richiesto ad un artista. In questo caso però, noi eravamo abbastanza soddisfatti col primo passaggio e non avevamo invocato il bis. I consiglieri di maggioranza non hanno chiesto nulla e … sarete mica stati voi, stimati lettori, a volerci infliggere questo flagello?
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La ridiscussione di un documento come quello degli indirizzi politici per il piano strutturale è un’occasione di intrattenimento più unica che rara e un “ultimo appello” per chi si fosse lasciato sfuggire la prima.
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Ecco che a tre mesi dalle elezioni l’Amministrazione ribadisce che, se avrete la cortesia di riconfermarla, ci sarà un’altra ondata di cemento degna del predecessore Roventini.
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Rimane poco da dire: il documento sarà discusso e votato ma è solo una bozza senza alcun valore amministrativo. In realtà nella gran parte della cittadinanza, se conosciuto, questo imperdibile documento avrà l’effetto d’un boomerang perché -esclusi quei soggetti legati direttamente ai “poteri forti” che saranno tentati dall’offerta- la stragrande maggioranza dei cittadini avrà la prova scritta e controfirmata delle intenzioni calcinaie della prossima eventuale amministrazione
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Già per le prossime amministrative non è ancora pronto il programma né tantomeno la lista. È dunque necessario continuare a lavorare e farlo, tanto per cambiare, in pubblica assemblea: VENERDì 27 ORE 21:00 sala multimediale.
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giovedì 12 febbraio 2009
Una modesta commissione per risolvere la crisi in atto
Sul come chi scrive abbia preso parte al gran galà della barzelletta
Come capogruppo, sono invitato a tutte le commissioni consiliari ed è stato per me sommo diletto e piacere partecipare alla commissione bilancio di lunedì. Peccato che nell’aula multimediale, nonostante la commissione si riunisca in sedute pubbliche, non ci fossero nessuno ad assaporare i passaggi salienti. Con i nostri modesti mezzi cerchiamo di riassumerla.
Essendoci la crisi economica l’Amministrazione non ha chiuso il bilancio che è stato lasciato in sospeso in attesa di precisare le misure anticrisi su cui, si è detto, si ascolteranno le istanze delle minoranze. Le minoranze presenti ero io: presenti Bandini, Corzani, Nannelli e me. Dunque le minoranze c’est moi nel caso in questione. Ma la maggioranza non aspetta le proposte dell’opposizione, ha la sua linea.
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Sul come la maggioranza abbia lo intendimento di sensibilizzare …
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10.000€, per chi si fosse distratto, sono un ventiseiesimo di quanto il comune ha pagato la variante al Piano Strutturale per Rimigliano, sono un ottantesimo di quanto il comune ha speso per rifare i bagni e le staccionate nella fascia a mare di Rimigliano e gli esempi si sprecherebbero.
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Sul come la minoranza (me) abbia speso, anzi investito, lo proprio fiato per sensibilizzare la maggioranza.
È stato inutile tentare di proporre che il comune agisse anziché (o almeno oltre che) per “sensibilizzare” le banche, per aiutare cittadini e imprese sulle leve che gli competono a partire da acqua e TIA. Ho ricordato la richiesta di cinque anni di arretrati della TARSU-TIA alle attività artigianali e il pagamento dello smaltimento dei rifiuti esteso sui veri annessi agricoli. Lì il Comune può intervenire – tramite l’ASIU. M’è stato risposto che molti annessi agricoli sono villette (e chi doveva controllare? E perché far pagare chi fa agricoltura davvero?) e che le attività artigianali possono chiedere la rateizzazione.
Entusiasta per tanta sensibilità, ho proseguito nel tentativo di “sensibilizzare” l’Amministrazione. Cosa più ardua assai che non sensibilizzare le banche: alla seconda proposta che era la semplice riproposizione di un fondo per l’acqua in modo da poter intervenire come Comune sulle bollette degli utenti in difficoltà, la risposta è stata di quelle sensazionali: non si può fare. Con tanti saluti a Obama e all’Obama de noartri.
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CAPITOLO IV
Sul come la minoranza abbia deciso che era stata presa in giro più che abbastanza ed abbia approfittato dell’unico reale spiraglio lasciato dalla maggioranza.
La successiva proposta è un nostro cavallo di battaglia che riproponiamo ad ogni bilancio. L’aumento della fascia di esenzione per l’asilo è una misura importante ma sarebbe il caso, finalmente, che chi ha di più pagasse di più l’asilo e chi ha di meno pagasse di meno. Demagogia?
Esistono le fasce di isee sulla base delle quali si determina la tariffa da corrispondere al comune che copre direttamente più del 70% dei costi. Quel neppure 30% è distribuito sulle varie fasce di isee in modo tale che fino a 27.000 circa (il dato non è di quest’anno) si ha uno sconto, poi si paga tariffa intera. Perché chi ha un isee di 27.000 deve pagare quanto chi ha un isee di 70.000?
Proposta (alla faccia di chi non fa proposte!): rimodulare le fasce isee in modo tale da ridistribuire il peso del costo del servizio penalizzando gli alti redditi a vantaggio dei redditi medi e bassi. Dopo aver tentato un ridicolo “non si può fare” caduto dopo una seconda spiegazione, la maggioranza ha cominciato a cantilenare uno sfottò secondo cui io avrei voluto aumentare le tariffe a danno dei cittadini.
Impossibile. Unica via, unico spiraglio lasciato dalla maggioranza, la porta d’uscita nel parcheggio O. Mischi. Quando la maggioranza chiude una finestra alla minoranza non rimane che imboccare il portone.
BerN
martedì 3 febbraio 2009
Errata Corrige
Secondo: il pezzo in questione ha una struttura e una “gerarchia” formale. Il problema che si solleva è l’uso e abuso della pratica di affidare a professionisti esterni incarichi e progettazioni che potrebbero essere tranquillamente svolte dal personale dell’ente.
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lunedì 26 gennaio 2009
Manifesto Etico-Politico per l’Amministrazione 2009-2014
Dopo l’esperienza dell’Amministrazione Biagi è urgente un radicale cambiamento per garantire che il nostro Comune sia amministrato secondo i principi dell’etica, della partecipazione e della preminenza dell’interesse pubblico sul privato.
Il rapporto tra interesse pubblico e privato è stato sovvertito a favore della speculazione e della rendita penalizzando lavoro e reddito. Vogliamo un’amministrazione che tuteli il patrimonio pubblico, che non disegni il futuro del territorio a seconda delle esigenze di alcuni grandi soggetti privati, che tuteli le risorse di tutti garantendo un sistema economico e sociale stabile e sicuro.
San Vincenzo non può sostenere altri cinque anni di speculazione edilizia e svendita dei beni collettivi. L’amministrazione 2009/2014 dovrà recuperare alla pubblica fruizione gli spazi privatizzati dalla Giunta Biagi, con particolare riferimento alle spiagge e al porto, e la salvaguardia dell’intero patrimonio immobiliare del Comune a cominciare dal palazzo comunale.
Occorrerà inoltre eliminare qualsiasi progetto di nuova espansione urbana, salvaguardare la collina, quello che rimane della duna e degli spazi verdi urbani, e convertire i volumi attualmente previsti di edilizia convenzionata (un inganno) in edilizia popolare, quella vera.
Nella tutela territoriale giocherà un ruolo decisivo la salvaguardia di Rimigliano dove si deve prevedere il solo recupero del patrimonio edilizio esistente ovvero 12.500mq e che deve diventare, finalmente, un vero parco naturale.
Le più importanti decisioni amministrative sono state prese senza il necessario coinvolgimento della cittadinanza che è stata chiamata talvolta ad assistere ma mai a partecipare. Altrettanto grave l’atteggiamento della Giunta a proposito delle associazioni, commissariate con un supercomitato controllato dai partiti. Questo metodo amministrativo, anacronistico e profondamente iniquo, deve essere superato perché la parola cittadinanza riacquisti un significato reale e perché tutti siano coinvolti nelle scelte da prendere nella congiuntura difficile che stiamo attraversando.
Il modello economico su cui l’Amministrazione ha scommesso tutto sta entrando in crisi, ma da parte della maggioranza si prosegue acriticamente per la stessa via. È ora di dare alla giustizia sociale, ai servizi per i cittadini, all’intervento pubblico nel mondo del lavoro, un nuovo rilievo dopo l’ondata di privatizzazioni e di politiche ultraliberiste promosse dall’Amministrazione Biagi.
In tal senso il Comune deve essere il primo soggetto a ridistribuire le risorse con l’approvazione di una serie di misure sociali per fronteggiare adeguatamente la crisi in atto. Pensiamo alle rette dell’asilo e delle mense, alla TIA, alle politiche degli affitti e della casa. Occorre istituire prontamente un fondo straordinario per far fronte alle esigenze di carattere sociale più sentite.
Inoltre è ineludibile il tema della riappropriazione da parte del Comune della gestione diretta dei servizi, a cominciare dall’acqua sempre più cara e mal gestita.
Sarebbe infine ora di realizzare una politica culturale degna di questo nome nel nostro Comune ribaltando completamente gli indirizzi perseguiti che si sono dimostrati succubi di una logica commerciale che consuma le risorse per pochi appuntamenti privi di ricaduta stabile sulla comunità. In tal senso sarà strategico garantire una gestione aperta alla società del Cinema Verdi, quando sarà finalmente realizzato.
Nulla di tutto ciò può essere realizzato dall’Amministrazione uscente che ha aggravato i problemi esistenti e ha precipitato il paese in uno stato di emergenza etica e democratica.
Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro di San Vincenzo a partecipare a questo progetto politico aperto per garantire un futuro migliore al nostro Comune.
sabato 24 gennaio 2009
Acqua ATOOmica
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Molto opportunamente l’Asa ha precisato sulla stampa che è l’Atoo a determinare le tariffe e a controllare la qualità del servizio.
Ottimo, l’ATOO cos’è? Trattasi di organismo in cui siedono tutti i Sindaci (o loro delegati nel caso nostro il rappresentante è Bandini) dei comuni che, appunto, deve controllare il servizio gestito da ASA.
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Allora quando i nostri Sindaci, non solo Biagi ma anche i suoi colleghi di zona, accusano l’ASA di gestire male il servizio e di praticare prezzi eccessivi a che gioco giocano?
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Noi sappiamo che ultimamente alcuni cittadini si sono visti staccare l’acqua per bollette non pagate perché viziate da errori e contestate, abbiamo assistito alla chiusura dello sportello clienti, abbiamo constatato come per chiudere una perdita ci vogliano tre settimane, abbiamo gustato gli errori di fatturazione più fantasiosi ed improbabili.
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Con autentica gioia pensionati al minimo si sono visti arrivare bollette da 2.000 € per consumi comparsi dal nulla e con autentica gioia i cittadini ricevono conguagli pluriennali, persino quinquennali in alcuni casi.
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Tutto ciò saputo, e saputo altrettanto bene come siano i Sindaci o loro delegati a controllare il servizio e a determinarne i costi, qualcuno ci spieghi quali sono le cause che spingono i Sindaci di zona a scandalizzarsi per la gestione del servizio sulla stampa locale? Alcune ipotesi:
- Amnesia
- Allucinazioni competitive
- Disidratazione
- Shock da plurifallimento nel risolvere un problema attraverso call center
- Campagna elettorale.
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Per complicare le cose c’è l’inspiegabile divisione dei pani e dei pesci. Quando i comuni gestivano direttamente il servizio, c’era maggior efficienza, un rapporto diretto tra UTENTE e “fornitore”, c’erano livelli occupazionali più elevati e L’ACQUA COSTAVA UN TERZO.
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Ora che c’è il “partenariato” pubblico-privato con il primo a “controllare” il secondo, il servizio è peggiorato, si è tagliato su personale, manutenzione, investimenti, l’acqua costa il triplo MA l’ASA dice d’essere in condizioni finanziarie pessime.
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Dove diamine vanno a finire i soldi delle bollette dell’acqua?
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Ora il Sindaco di Piombino vuole una nuova “governance” sull’acqua, peccato che per un lustro abbia ritenuto che tutto fosse ottimo e non ci fosse bisogno di nessun cambiamento. Inoltre cosa vorrebbe dire più pubblico? Un partenariato con il Pubblico che detiene il 70% anziché il 60%? Cosa cambierebbe?
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È evidente che con questi amministratori, che in piena continuità politica con i loro predecessori detengono l’intera responsabilità dell’operazione ASA, non c’è da sperare in un miglioramento né con il 70% né con l’85%. Con loro, per garantire un servizio decente non basta neppure il 200%.
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È un problema lessicale: cos’è il pubblico? Chi scrive, quando pronuncia la parola pubblico l’abbina a “interesse”, “patrimonio”, “bene”, “salute” ... I Sindaci pensano invece al Cinema. E che fa il pubblico al cinema? Molto ben rilassato, mangia e sta a guardare.
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BerN
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Cerchiamo, “okkio” permettendo, di riportare il dibattito nei commenti su livelli più decenti. Con l’avvicinarsi delle elezioni dobbiamo abituarci a certe azioni di disturbo tanto tristi quanto inoffensive. Facciamoci una cortesia: lasciamo correre.
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martedì 20 gennaio 2009
Progetti in crisi
Sta di fatto che, se c’è da progettare la variante al piano strutturale per Rimigliano (prescindendo per un attimo dal merito della stessa), o il piano particolareggiato della spiaggia, oppure il semplice rifacimento di Via del Castelluccio, occorre affidare ad un professionista esterno il lavoro in questione.
Ovviamente quando poi l’Amministrazione dichiara in Consiglio Comunale che tenere le scuole Fucini espone a forti spese di riscaldamento, si dimentica di dire che tenere inattivi dieci geometri e un architetto espone a spese milionarie (purtroppo in euro) nel corso di un mandato elettorale.
Sapere che con i soldi dei cittadini si realizza un tale spreco fa venire freddo. Sarà per questo che il riscaldamento delle Fucini ha costi così insostenibili?
Eppure dal 2000, anno di entrata in vigore del nuovo Regolamento Urbanistico che ha causato l’ondata di cemento che conosciamo, le Concessioni ediliezie, i permessi di costruire, i piani attuativi, sono sicuramente diminuiti drasticamente di numero (a memoria mi pare che il picco fosse attorno al 2002) e con queste è diminuito il lavoro degli Uffici.
Visto che il vecchio Piano Strutturale ha già esaurito i suoi 500.000 e rotti metri cubi, per tornare a vomitare cemento sul territorio, l’Amministrazione ha già predisposto una sottospecie di documento per il prossimo PS.
Nuovo Piano Strutturale che, siamo pronti a scommetterci, verrà realizzato col massimo apporto del lavoro di professionisti esterni e con il minimo contributo degli Uffici, dunque col massimo sperpero di denaro pubblico. Sempre, ovvio, che non cambi maggioranza.
A tal proposito ecco pronta un’interrogazione – breve, breve – per il prossimo Consiglio Comunale:
In relazione al lavoro svolto dall’Area 1 – Servizi per il Territorio negli ultimi anni;
Le somme spese per consulenze esterne e incarichi a professionisti esterni (e comunque tutte le spese per incarichi a professionisti esterni per progetti, collaudi e quant’altro), con dettaglio annuale a partire dal 2000;
Sarà mica che pensionati cassintegrati, operai, precari devono tutti insieme sacrificarsi per garantire un reddito, in questo drammatico momento di crisi ai liberi professionisti?
BerN
giovedì 15 gennaio 2009
SANCARLINI DEPURATI
A San Carlo ci si arriva male e, nonostante ci fosse l’impegno elettorale di mettere in sicurezza Via del Castelluccio e Strada San Bartolo, alla fine del mandato Biagi, avremo, se tutto andrà nel verso giusto, Via del Castelluccio sicura e Strada San Bartolo no.
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Ma è altro, nell’intervento del Presidente del Consiglio di Frazione Dell’Agnello comparso sul Tirreno del 12 gennaio, che fa rimanere di stucco.
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Cosa vorrebbe dire che il Sindaco ha illustrato che il problema del depuratore lo risolverà il privato interessato alla lottizzazione di fronte alla chiesa di Santa Barbara? Saremmo molto lieti se il Sindaco ce lo illustrasse anche a noi, in Consiglio Comunale e questo per due ordini di motivi:
- Innanzitutto perché Biagi dovrà spiegare ai residenti di San Carlo perché, se non ci fosse la lottizzazione, non avrebbero diritto ad un depuratore decente.
- In secondo luogo perché vorremmo sapere chi risolverebbe il problema del depuratore se la lottizzazione dovesse partire tra quindici anni, come talvolta avviene.
Ricordiamo che il problema della depurazione delle acque a San Carlo è un problema “storico” e che puntualmente ad ogni scadenza elettorale viene riproposto, magari in termini diversi, per poi cadere nell’oblio per cinque anni.
Che il Sindaco, in carica da cinque anni, scarichi, in modo confuso e indefinito, in un futuro imprecisato e sulle spalle di un eventuale privato che eventualmente realizzerà una lottizzazione, il problema del depuratore, che peraltro non riguarda solo San Carlo, dà la misura dell’irresponsabilità dell’Amministrazione.
Tra le altre cose la lottizzazione davanti alla chiesa cui si fa riferimento era individuata nel Piano Strutturale come “campeggio” e la variante del Regolamento Urbanistico da sola non avrebbe potuto trasformarla in “residenza”.
Ma la Giunta Biagi si è contraddistinta per approssimazione sia negli atti che nei lavori. In questo senso riceviamo solo l’ennesima conferma.
BerN
domenica 11 gennaio 2009
Mimesi?
Infatti il Nostro si è dilungato sulla storia dei suoi rapporti con l’azienda per la quale lavora, ha evocato creature mitologiche come il diavolo, figure fantastiche e spettrali come quei corvi che per una geniale figura retorica, quasi dantesca, “gracchiano veleno”, il tutto in un’atmosfera mefitica di fumi e di arrosti.
Non si stava parlando della sentenza del Consiglio di Stato sul progetto di ampliamento del porto? A voler entrare nel merito dell’argomento, per uno tra i pochissimi, fra amministratori ed ex, a conoscere il progetto, l’iter e la sostanza dei ricorsi ci sarebbero stati sicuramente spunti interessanti. Uno scherzo per chi, come il Nostro, ama ed ha amato il confronto pubblico. Invece non è stato così, uno sfogo e basta.
Colpisce inoltre in un personaggio di così elevato rango politico che l’Istituzione, la Provincia nel caso specifico, venga assimilata ad un cimitero degli elefanti quasi che non si trattasse di un’assemblea elettiva che concorre ad amministrare il territorio secondo il dettato costituzionale.
Non mi pare probabile che questa sia l’opinione di Carlo Alberto Roventini, uomo delle Istituzioni per tanto tempo, sindaco di San Vincenzo per sedici lunghi anni.
Non mi pare verosimile che un militante democratico come Carlo Alberto Roventini inveisca contro un presunto eccessivo ricorso agli organi sovraordinati di controllo dell’azione amministrativa da parte di un gruppo consiliare di opposizione. A sostegno dei miei dubbi viene la ormai memorabile dichiarazione di Piero Fassino, allora segretario del partito di Carlo Alberto, che inneggiava al sacrosanto diritto-dovere dei cittadini di avvalersi della “ terzietà della Magistratura” per l’affermazione dei loro diritti tra cui, ovviamente, quello del controllo. Carlo Alberto, sicuramente, non la ignora.
Inoltre un uomo politico della schiettezza di Roventini avrebbe sicuramente spiegato dettagliatamente le ragioni precise delle difficoltà che, onestamente come afferma lui stesso, aveva incontrato durante i 5/6 mesi all’ASA invece di un semplice e generico riferimento.
C’è ancora un motivo che mi spinge ad escludere che sia veramente Roventini l’autore del messaggio: quelle parole e quel tono non gli appartengono, egli ha uno stile diverso, uno stile leggero, soft, una dialettica fatta sempre di garbo ed eleganza sia pure caratterizzata dal robusto pragmatismo che lo ha contraddistinto anche verso i compagni di partito. Vi ricordate quando il porto da pubblico, poi pubblico-privato, diventò improvvisamente privato?
Infine mi pare impossibile che un uomo politico a cui non hanno mai difettato fiuto, prontezza e colpo d’occhio non abbia colto l’evidente contraddizione tra il dichiarare di dormire sonni tranquilli e l’inviare il contributo al blog alle 3:18 della mattina.
Per tutto ciò c’è da credere che Carlo Alberto Roventini sia vittima di qualche malintenzionato provocatore che ne vuole appannare l’immagine, con l’uso improprio di un testo assolutamente innaturale per un militante democratico che ha sempre accettato il confronto e come sindaco lo ha sempre promosso; basta contare le innumerevoli iniziative pubbliche che ha realizzato, se non vi addormentate prima come succede con il conteggio delle pecore.
Chi potrebbe essere a volere tanto?
Se, invece si trattasse proprio di Carlo Alberto Roventini autore, beh allora dovremmo pensare che una giornataccia, mi correggo, una nottataccia può capitare anche a chi, di solito, dorme tranquillo.
Fausto Bersotti
sabato 3 gennaio 2009
Tutto a posto
Il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del TAR, dà ragione al Comune di San Vincenzo e alla Regione Toscana. I cittadini che avevano promosso il ricorso non ce l’hanno fatta a dimostrare le proprie tesi al Consiglio di Stato cosa che era riuscita loro più che bene al TAR. Evidentemente non sempre Davide prevale su Golia.
Non è il Forum a dover entrare nel dettaglio del merito del dispositivo. Ora l’Amministrazione sbraiterà offese tanto gratuite quanto arroganti nei confronti dei cittadini ricorrenti, di chiunque si sia opposto alla realizzazione dell’infrastruttura portuale e rivendicherà per sé la correttezza formale, l’azione perfettamente legale e la correttezza politica strumentalizzando una sentenza -estremamente tecnica- per finalità politiche. Cercherà insomma, servendosi di un dispositivo che riguarda la legittimità della conferenza dei servizi, di dimostrare la correttezza politica e formale dell’opera.
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Il nuovo porto era stato annunciato come infrastruttura pubblica, poi si è ripiegato sul pubblico - privato infine si è preferita la privatizzazione. Il Sindaco che ha fatto tutto ciò, scaduto il terzo mandato s’è ritrovato Presidente della società che gestisce il porto prima e consulente della stessa poi.
L’opera, nonostante sia stata aggiudicata con una gara d’appalto, ha subito un anno fa, a lavori in corso, modifiche sostanziali in termini tecnici, ambientali ed economici. Ricordiamo l’ettaro di specchio acqueo in più per consentire alla società privata di ospitare barche più grandi e guadagnare più soldi.
L’azione perfettamente legale
Oltre al ricorso conclusosi a favore dell’Amministrazione in Consiglio di Stato (diversa fu l’opinione del TAR) promosso da alcuni cittadini che hanno l’abitazione nei pressi del nuovo porto, ci sono gli esposti alla Procura della Repubblica del Forum del Centrosinistra e c’è la Procura della Repubblica che acquisisce tutti gli atti che l’Amministrazione produce relativi al porto stesso dopo che ne sequestrò i progetti più di un anno fa.
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Se i passaggi esposti al paragrafo “correttezza formale” implicano reati lo stabilirà la Procura della Repubblica ma l’iter che ha portato alla realizzazione del porto è eticamente inaccettabile e politicamente vergognoso.
È possibile che sia un caso fortuito che l’infrastruttura sia stata promessa come pubblica e realizzata come privata, è possibile che in buonafede e pensando al bene collettivo l’Amministrazione abbia deciso di ricorrere al fianco della Sales contro la ricorrente Coseam (le cui offerte economiche erano molto più vantaggiose per la collettività di quelle della Sales); è possibile che dietro alla nomina dell’ex Sindaco Roventini a presidente della Marina di San Vincenzo e poi al suo ruolo di consulente non ci sia nulla di precedentemente stabilito e che il privato abbia voluto fare questa sorpresa all’ex Sindaco.
È possibile che le modifiche al progetto definitivo approvate in corso d’opera infischiandosene della Valutazione d’impatto ambientale e della gara d’appalto pubblica, siano modifiche apportate per il bene collettivo e che il privato ci perda molti soldi (nonostante le modifiche le abbia richieste proprio il gestore privato).
Tutto ciò è possibile. Valutate voi se è politicamente sostenibile ed eticamente corretto. Perché vedete, lettori affezionati, se un’Amministrazione agisce infischiandosene dell’etica, la cittadinanza non ha garanzie sufficienti che la sua azione sia completamente legittima. Se un’Amministrazione percorre un iter come quello sopra ricordato ha perduto la percezione del confine tra interesse pubblico e privato e la sua azione, è pericolosa per entrambe le parti (se c’è malafede solo per una).
Tutti questi fatti non possono purtroppo essere cancellati né modificati da una, dieci o cento sentenze. Questa è la storia recente di un paese in cui parlare di etica è diventato impossibile e che mostra le ferite del connubio tra affari e politica ai danni del tessuto sociale prima ancora che del territorio.
Queste sono le considerazioni politiche che non possono essere modificate dalla sentenza e visto che è doveroso avere una prospettiva futura nell’esprimere un’opinione politica ed etica sulla condotta della maggioranza sanvincenzina, è proprio l’esame di questi fatti che ci fa chiedere: come può una tale maggioranza gestire con un’azione eticamente, politicamente e formalmente corretta le pesantissime conseguenze che l’infrastruttura ha ed avrà?
BerN