domenica 21 marzo 2010

L’acqua è una merce… e a noi pare vada bene così… (ma non solo)




“In Italia l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il termine di paragone di un altro modello di società.
Da diversi anni, infatti, sono attive nei territori decine di vertenze aperte da cittadini, lavoratori ed anche Amministratori Locali che sono portatrici di un’esigenza comune e condivisa, cioè la necessità di una svolta radicale rispetto alle politiche liberiste che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione, provocando dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia.”

Abbiamo riportato testualmente come inizia la descrizione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, per introdurre ancora una volta questo importante argomento. Problema più che mai attuale, anche alla luce del risalto che sta avendo a livello nazionale, sia sulla stampa, sia per merito di alcune formazioni politiche. Ma anche per quanto riguarda la realtà Sanvincenzina. Infatti il FORUM aveva presentato nell’ultimo consiglio comunale, una proposta di modifica allo statuto comunale per sancire, in esso, il diritto all’acqua. La proposta, nella sua interezza, la potete scaricare qui.
Proposta, che non fa altro che ricalcare il testo proposto dal sopra menzionato Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua: testo già approvato in moltissimi comuni, anche a noi vicini, e spessissimo a Maggioranza PD.
Come detto BERTINI nella seduta consiliare del 09 Marzo scorso, il Forum sostiene da sempre che la gestione di tale risorsa debba venire svolta da enti pubblici. Mentre a livello nazionale, con la legge numero 166 del novembre 2009, si prende sempre più la strada della privatizzazione, di fatto obbligandola nella mera gestione (togliendola agli enti locali), con questo documento si intendeva dare un segnale politico forte: siamo per la gestione affidata al “pubblico” e lo dichiariamo con forza. Che poi uno statuto non possa andare contro una legge Nazionale, è una cosa che va da se, che non ha bisogno di alcuna spiegazione. Ma pensiamo che appunto attraverso segnali forti e da parte di tutti, si possa pian piano sovvertire questa “deriva”. Prima del CC era stato ricevuto, da parte del Forum, il parere tecnico del Dottor GHERARDINI, dove si dichiarava l'inefficacità di tale “voce” qualora fosse stata inserita in statuto, proprio perchè in controtendenza rispetto alla legge Nazionale. Non certo un parere nel merito della cosa, ma nella possibile o non, applicazione di tale raccomandazione statutaria. Un parere, ritenuto profondamente corretto anche da parte di Bertini, che peraltro ha voluto ribadire che il Forum voleva cercare, appunto, un segnale politico e non attuativo della cosa: come per altro , appunto, già ratificato da tanti altri comuni.
Perché, di fatto cedere il controllo della distribuzione dell’acqua, equivale a privatizzare l’acqua.
Del resto la legge nazionale che sancisce l'obbligatorietà della parte privata nella gestione dell'acqua pubblica, non fa altro che, per il Forum, acuire quelle problematiche che sono sotto gli occhi di tutti, tutti i santi giorni dell'anno. ASA, che gestisce in delega l'acqua pubblica dichiara attraverso il proprio presidente, che l'acqua (in generale) “è un bene pubblico, ma l'acqua del rubinetto è una MERCE”.
Per sottrarre l’acqua al mercato, la rete dei comitati pro-acqua pubblica è arrivata a produrre una legge di iniziativa popolare,sottoscritta da oltre 400mila cittadini.Il testo è ancora nel cassetto della Commissione ambiente della Camera dei Deputati. È una riforma della legge “Galli”, in cui è scritto a chiare lettere che l’acqua è un bene comune, e che il servizio idrico non può essere gestito in una logica di profitto.
E invece ci troviamo di fronte a casi angoscianti: “rubinetti chiusi” per, solamente, bollette contestate. Contestate, non inevase! E a quel punto il privato è costretto a contattare il Sindaco perchè interceda e attraverso una forzatura faccia riaprire quei rubinetti. Bisogna rendersi un attimino conto di dove siamo arrivati. (Curioso l'episodio che mentre veniva discusso questo punto, il Sindaco è intervenuto per dire che proprio in quel momento era stato al telefono per risolvere una questione di questo tipo ndr)
Per la Maggioranza è intervenuta, il consigliere ROSARIA LOMBARDO, dicendo che l'intervento fatto dal Forum per la tutela dell'acqua come bene pubblico e il diritto ad essa era fortemente condiviso e sentito anche dalla compagine di maggioranza. Ribadendo che il documento presentato fosse efficacemente stato illustrato da BERTINI, ha però voluto ricordare che il governo centrale, con le recenti leggi approvate, ha purtroppo reso obbligatoria la strada della privatizzazione dell'acqua. E ha, dunque , proposto degli emendamenti affinchè anche il proprio gruppo di appartenenza potesse andare verso una approvazione del documento:
- al punto 02 “confermare il principio della proprietà pubblica di tutte le acque, da applicare con criteri di solidarietà”
- al punto 03 “la cui gestione va applicata con i criteri sopra espressi”
Oltre a questi emendamenti, qualora non fossero stati ammessi dal relatore, il gruppo di maggioranza si è comunque dichiarata disponibile ad altre forme, ma non a modifiche dello Statuto comunale, visto che come detto nel parere Tecnico, tali modifiche risulterebbero inefficaci in quanto la legge va in altra direzione.
BERTINI ha replicato che gli emendamenti non potevano essere accolti, in quanto erano un modo per glissare sull'argomento, mentre il Forum si dichiarava totalmente a favore della GESTIONE PUBBLICA dell'acqua. Negli emendamenti della Maggioranza, il Forum trovava solo voci che andavano a dichiarare l'acqua come bene pubblico (cosa già fatta notare in sede di Commissione ndr) mentre BERTINI e BERSOTTI volevano qualcosa di ufficiale nello Statuto comunale , per cui San Vincenzo si dichiarasse a favore della GESTIONE PUBBLICA.
D’altronde quando il ministro Andrea Ronchi dice “Sono risuonate grida, in larga parte strumentali, che hanno tentato di veicolare il falso messaggio della privatizzazione dell’acqua, confondendo il concetto di proprietà con quello di gestione”, forse, verrebbe da dire, che quello “confuso” è lui. Perché la proprietà pubblica salva solo la forma, mentre la gestione -ben più sostanziale- va al privato.

Lo stesso Beppe Grillo ne ha fatto uno dei punti cardine delle sue Liste a 5 Stelle, e lo stesso Fatto Quotidiano (da cui abbiamo preso alcuni brevi passaggi) se ne sta interessando con alcuni articoli pubblicati di recente. Eppure a San Vincenzo per non andare contro ASA e chi ne protegge gli interessi non abbiamo neanche il coraggio di alzare la voce con un semplice testo inserito nello statuto!

Ma l’argomento acqua, non si è limitato, in questo Consiglio Comunale, alla discussione sulla modifica dello statuto. Il FORUM aveva presentato anche una interrogazione (qui) per chiedere i livelli del Boro presente nell’acqua potabile dei nostri rubinetti, e perché l’Amministrazione non abbia informato la cittadinanza degli avvenuti superamenti del livello di boro negli anni 2006, 2007 e 2008, come richiesto dalla legge.
Prima di proseguire nella cronaca, vorremmo farvi vedere, qualora non lo abbiate già visto, un servizio di Striscia la Notizia (consultabile qui) dello scorso 16 Marzo 2010. Un servizio che spiega già molto bene cosa si dovrebbe fare al superamento di certi limiti (quelli stabiliti in deroga dalla Regione Toscana, rispetto ai limiti stabiliti dal Decreto Legislativo 31/2001).
Nel ribadire ciò che è scritto nell’interrogazione, sul quale non torniamo, BERTINI ha voluto puntualizzare che le deroghe che la Regione di volta in volta accorda, sono quantomeno curiose, perché troviamo tale livello (da non superare) aumentato da 2,5 fino a 3,5 mg/l quando proprio per il decreto 31/2001 dovrebbero essere par a 1 mg/l. Parametro questo che già di per se è il doppio di quello consigliato dall’OMS: infatti l'OMS consiglia un valore di 0,5 mg/l !!!!
Non vogliamo andare oltre: il servizio di Striscia e queste altre informazioni dovrebbero consentire a tutti di farsi una idea della cosa.
Il Sindaco BIAGI, chiamato dunque in causa da questa interrogazione, ha risposto scusandosi per l’inadempienza dovuta, a suo dire, a dimenticanze degli uffici comunali competenti, e che si sarebbe comunque provveduto alla pubblicazione dei dati e delle comunicazioni richieste verso la cittadinanza , a mezzo stampa e sul sito comunale, il lunedì seguente al Consiglio Comunale (ovvero il 15 Marzo 2010 ndr).
Sul sito comunale ad oggi non ci risulta essere passata nessuna informativa. E neanche sulla stampa...
Evidentemente, le dimenticanze, sono un PLUS di questo comune…

LA REDAZIONE

giovedì 11 marzo 2010

Consiglio 09-03-2010 - Parte 1




1) COMUNICAZIONI DEL SINDACO E DELLA GIUNTA COMUNALE


Nelle comunicazioni iniziali il Sindaco Biagi ha da subito reso nota la modifica del Consiglio Comunale per quanto riguardava gli OdG in discussione: nella giornata di martedì sarebbe stato discusso solamente il bilancio (con i vari punti ad elenco) mentre tutte le altre interrogazioni saranno discusse in una ulteriore sessione del CC convocata per giovedì 11 alle ore 15.
I motivi di questa decisione sono vari e concertati con i capigruppo: la mole dei punti in discussione, atti riguardanti il punto (12 ???) non ancora (erroneamente) depositati in Comune, emendamenti (da discutere) del Forum al Bilancio preventivo.
Al riguardo è doveroso far notare due bei gesti da parte sia dell'amministrazione che da parte delle opposizioni. Il consigliere Bertini è colui che si è accorto (lunedì 08) della mancanza di alcuni atti (mancato deposito della documentazione tecnica) di cui al punto 12, e invece di portare il tutto in CC con le conseguenti polemiche (visto che poi era solo una dimenticanza, formale, ma di una dimenticanza si trattava) , si è recato ad avvertire il Sindaco e l'assessore competente che dunque hanno deciso di posticiparne la discussione a dopo il deposito dei documenti necessari. D'altro canto, alcuni emendamenti presentati dal Forum dello stesso Bertini erano stati presentati in ritardo rispetto ai tempi previsti, e nonostante la bocciatura della Giunta, il sindaco e la maggioranza hanno molto più democraticamente, deciso di portarli comunque in discussione nel Consiglio Comunale. Un bel gesto sottolineato da tutti i presenti.

Nelle comunicazioni, il Sindaco, vista la decisione di dividere il CC in due parti, ha chiesto ai consiglieri se poteva far intervenire il presidente di ASIU per illustrare le problematiche inerenti la discarica di San Vincenzo e le iniziative che la stessa ASIU sta intraprendendo nella zona, pubblicizzate anche dalla stampa.
MURZI ha iniziato dicendo che l'attuale discarica non è da considerarsi in via di esaurimento ma del tutto esaurita, anche prima delle previsioni fatte negli anni passati: questo perchè c'è stato un aumento sia del rifiuto solido urbano, sia di rifiuto speciale (derivato da scarti degli stabilimenti vicini a noi). E' stato richiesto alla Provincia un “livellamento verso l'alto”, che essendo stato concesso, ha permesso di liberare alcuni spazi: questo concede ulteriori 2-3 anni di utilizzo dell'attuale sito. C'è da dire che grazie all'approvvigionamento dei rifiuti Speciali (che generano entrate più alte) si è permesso di avere tariffe per i rifiuti tra le più basse nella zona. Ma appunto di contraltare i tempi di esaurimento dei siti di discarica si sono accorciati notevolmente. E' stata quindi identificata una nuova area da destinare a discarica a circa 1km di distanza. Area di proprietà Lucchini, ma che la stessa Lucchini cederà, attraverso vari passaggi, ad ASIU visto che la stessa azienda ne ha necessità per continuare a smaltire la mole di rifiuti speciali che genera. L'area è già stata sottoposta alle verifiche presso il ministero dell'ambiente, e l'ok dovrebbe arrivare in 15-20gg. E' inoltre già stata bandita la gara d'appalto per il progetto nuova discarica, onde poter partire in tempi brevi dall'ok governativo. Ma si differenzierà in qualcosa questo nuovo impianto? Si sono dovute fare delle premesse per far capire certe linee di programma. In primis, attualmente, la raccolta differenziata, benchè in aumento, si scontra con un grosso problema: il consorzio di Pontedera che si occupa del riciclaggio del materiale derivante da differenziata, ha difficoltà a reperire mercato per il medesimo. E in mancanza di possibilità nel venderlo, è ovvio che può assorbire meno rifiuto differenziato per questo tipo di produzione; e quindi la conseguenza è che il rifiuto differenziato, va poi a finire insieme a tutto il resto in una comune discarica, con grosso dispendio di forze e denaro. Dobbiamo quindi forzare amministrazioni e aziende all'uso dei prodotti e delle materie riciclate, ad esempio, ma non solo, per prodotti inerenti l'arredo urbano.
Nel frattempo ASIU ha mandato in giro la propria isola ecologica itinerante che, andando direttamente nei centri città, cerca di sensibilizzare la popolazione su questo problema, che potrà diventare anche una risorsa se l'impegno e la ricerca andranno in quella direzione.
Ma tornando al nuovo impianto, una volta spiegate queste semplici ma doverose cose, è stato illustrato che esso si comporrà di 4 vasche. Ognuna si riempirà in circa 4 anni, e quindi allo scadere di questo lasso di tempo, la vasca piena verrà chiusa e utilizzata per la produzione di biogas ed energia elettrica: energia che è paragonabile a quella ottenibile dallo stesso procedimento messo in pratica su una discarica unica (in valore assoluto di grandezza come la somma delle 4 vasche) che si renderebbe però utilizzabile dopo 30 anni, cioè al suo esaurimento. Per di più, il materiale di risulta, alla fine di questo procedimento “energetico” alla riapertura della vasca, sarà solo il 20% del totale immessovi. Ovvi i vantaggi quindi. Infine questo 20% inutilizzato, qualora si procedesse alla costruzione di un termovalorizzatore in zona, potrebbe appunto essere messo a disposizione di questo tipo d'impianto per la produzione di ulteriore energia elettrica. E finire quindi anche questo residuo rifiuto. Ma è lampante che per arrivare a questi risultati servono i fondi da investire nei progetti descritti, e per trovarli è necessario passare attraverso l'aumento delle tariffe: aumenti che, Murzi promette, saranno transitori e finalizzati solo alla realizzazione del progetto.
Dalle opposizioni sono state fatte delle domande al presidente ASIU, sia per avere chiarimenti su alcuni aspetti non conosciuti, sia per capire meglio e più a fondo dove questo cammino ci poteva portare e soprattutto cosa questo poteva apportare.
Ad esempio, BERTINI ha fatto notare come la Comunità Europea ha indicato (in questo ordine) le priorità per quanto riguarda i rifiuti: RIDURRE, RIUSARE, RICICLARE. Mentre il presidente di ASIU, Fulvio Murzi, aveva appena indicato come Priorità, la RICICLATA. Un po' in controtendenza, o in altra direzione, rispetto alle direttive che il governo europeo ha varato. Comunque pur essendo in accordo sul fatto che l'obiettivo, che si pone ASIU con questo nuovo impianto, sia tra i più meritevoli di attenzione, BERTINI si è dichiarato perplesso riguardo agli aumenti tariffari che in alcuni casi toccano anche il +30%......e in un periodo di crisi per molte famiglie questo potrebbe rappresentare un ulteriore pesante fardello. Essendo comunque, il progetto presentato da ASIU, per certi versi puramente teorico (praticamente si dice che si riuscirà ad eliminare attraverso i processi sopra descritti, il 100% dei rifiuti... saremmo forse i primi nel mondo Ndr) sarebbe meglio, anche parallelamente, perseguire l'obiettivo della riduzione dei rifiuti, perchè alla fine il problema se no si posticipa solamente. Pur con i risultati anche ammirevoli che il progetto può conseguire. E per finire, rimaneva da capire cosa accadeva alle ceneri di risulta dal processo d'incenerimento nel Termovalorizzatore: MURZI ha risposto che per queste ci sono già impianti che riescono a convertirle in materiali utilizzabili nella costruzione di strade e autostrade.





Per quanto riguarda la discussione dei punti sul Bilancio Comunale, l'assessore al Bilancio Guidoni e quello ai Lavori Pubblici Cecchini hanno fatto una carrellata sulle principali voci che lo compongono. I punti all'Odg li elenchiamo qui sotto e pubblichiamo per intero il documento che riassume le voci del Bilancio Preventivo del Comune di San Vincenzo, onde evitare strumentalizzazioni dell'excursus descrittivo fatto da Guidoni. Bilancio (qui) Programma triennale opere pubbliche (qui)

2) APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO AI SENSI DEL D.LGS. N. 22/1997 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI. GESTIONE DEL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA

3) MODIFICAZIONE AL REGOLAMENTO DI APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI ANNO 2010

4) IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI - DETERMINAZIONI ALIQUOTE E DETRAZIONI 2010

5) MODIFICAZIONE AL REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE COMPRENSIVO DELLE REGOLE PER L'ESERCIZIO DELL'AUTOTUTELA, DEGLI ISTITUTI DEFLATIVI E DELLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE

6) MODIFICAZIONE AL REGOLAMENTO DI APPLICAZIONE DELL'ADDIZIONALE COMUNALE ALL'IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE - ANNO 2010

7) MODIFICAZIONE AL REGOLAMENTO DI APPLICAZIONE DELLA TARIFFA IGIENE AMBIENTALE ANNO 2010

8) APPROVAZIONE PROGRAMMA TRIENNALE 2010/2012 ED ELENCO ANNUALE 2010 DEI LAVORI PUBBLICI

9) APPROVAZIONE PIANO ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI

10) VERIFICA QUANTITA' E QUALITA' AREE - P.I.P - E - P.E.E.P.

11) APPROVAZIONE PROGRAMMA INCARICHI ESTERNI DI STUDIO, DI RICERCA, DI CONSULENZA E COLLABORAZIONE ANNO 2010

12) APPROVAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2010, RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA E BILANCIO PLURIENNALE 2010-2012

Solo una piccola nota, riportata da Guidoni all'inizio del suo discorso: da recenti dati si è appreso che San Vincenzo ha raggiunto i 7002 abitanti. Un dato che per Guidoni è lusinghiero perchè le politiche intraprese negli anni da parte delle amministrazioni, stanno dando i suoi frutti; per far si che San Vincenzo non diventi una cittadina solo turistica ma anche di residenza.

La discussione è iniziata con un intervento del consigliere Bersotti che ha fatto notare come sia in Commissione, sia in fase di presentazione che di propaganda del Bilancio stesso, si eran voluti far passare come momenti di partecipazione della popolazione gli incontri tenutisi ad inizio mese per illustrare il bilancio ai cittadini. “Ed infatti proprio di illustrazione si trattava: partecipato significa far partecipare la cittadinanza alle decisioni, non presentargliele già fatte. Il bilancio è pubblico già di per se, ma in questo modo non diventa certo partecipato. Invece in questo Comune si ha una strana concezione della partecipazione. Ci si serve di questa parola, come abbiamo appreso sia dal Bilancio che dalle tante dichiarazioni del Sindaco, per poter giustificare incarichi esterni: paghiamo infatti 60.000€ per delegare una società (Sociolab) ad informare i cittadini. Con un minimo di impegno in più da parte dell'amministrazione probabilmente questi soldi non sarebbe stato necessario spenderli. Sempre per incarichi esterni questo Comune prevede per l'anno in corso di erogare 450.000 € per la progettazione del Piano Strutturale, quando già l'altra volta i 240.000 spesi parevano veramente troppi un po' a tutti. Il totale delle consulenze esterne sfiora i 700.000 €, facendo un conto della serva, e non ci pare esistano eguali in rapporto al bilancio di un Comune di 7000 abitanti. Diamo più di un miliardo delle vecchie lire di soldi pubblici in un modo clientelare, e ci dobbiamo sorbire una serie di discorsi dall'assessore al bilancio improntati al “tutto per il sociale” vista la crisi! Se c'è crisi, e c'è, questi soldi era meglio destinarli davvero a qualcosa di socialmente utile, o in aiuto alle famiglie in difficoltà.”
Bersotti prosegue poi “Alla voce entrate non troviamo nessuna voce che preveda le penali che SALES dovrà pagare per i ritardi del porto, ovviamente una voce previsionale, ma già ora siamo in ritardo sulla data esposta da Bandini in un precedente Consiglio.....e poco fa l'assessore Guidoni ci ha detto che il 13 Giugno il Porto sarà inaugurato probabilmente FINITO PER IL 98%! E per quanto riguarda il ritorno economico per l'uso improprio fatto dal Garden Club del parcheggio pubblico in quell'area? Vediamo i soldi derivanti dalla vendita di quell'area, ma dei 18anni di uso e gestione a sbafo di quel parcheggio a pagamento non ne vediamo alcuno! Siete soliti dire tante cose, qui in Consiglio Comunale e più in generale alla gente, ma poi non risultano quasi mai mantenute.
Ci dite che si fa di tutto per la scuola, beh, ci troviamo 260.000€ per la messa a norma degli edifici quando prima erano 500.000. Cos'è, erano sbagliate le previsioni tecniche della messa a norma degli impianti? Ricordiamo che mettere a norma, significa adeguare agli adempimenti di legge, non è un qualcosa che se voglio la faccio. Va fatta! Proprio riguardo alle scuole, ci dite che si spendono 50.000€ per far fare uno studio di fattibilità del nuovo villaggio scolastico: ma in campagna elettorale pareva fosse già tutto a posto, poi abbiamo assistito a smentite, al “non si sa ancora dove farlo”, e a qualcuno che invece lo sapeva... ora apprendiamo che serve spendere altri 100 milioni di lire di soldi pubblici, in un incarico esterno, per vedere se è fattibile! Va bene che poi qui gli studi a uffici esterni finiscano sempre per dare la fattibilità delle cose, basta spostare una gronda, o pavimentare quel terreno che poi tutto risulta fattibile. Per quanto riguarda le scuole in generale abbiamo notato una diminuzione dei capitoli dedicati all'asilo estivo e all'assistenza scolastica: in un momento dove il governo centrale mette in difficoltà la scuola pubblica, se anche i comuni lo fanno....”
“E poi ancora troviamo ulteriori spese per il VERDI, in adeguamenti e spese per arredi... pian piano è arrivato a costare il doppio del capitolato previsionale. E per finire non può che cadere l'occhio sulla Cittadella delle associazioni, il famoso CUBO. Costata 1.200.000€ risulta che deve ancora essere sistemata... e intanto se andate a vedere dall'interno vedrete che non c'è pavimento e che il primo lotto è pieno di infiltrazioni d'acqua piovana! E metterlo a posto costerà... ai cittadini ovviamente. Ora si vuol fare il II lotto... ci viene da dire: visto che era venuto bene il primo”
MORANDINI invece ha voluto marcare più con un discorso politico la criticabilità di questo Bilancio previsionale.v”E le critiche non vengono solo dall'altro schieramento, per un comprensibile gioco delle parti, qui le critiche vengono fatte a ragion veduta. Un bilancio di stampo ormai vecchio di 20 anni. Che persegue e prosegue la logica del consenso, un bilancio post elettorale. E' un vecchio schema che continua ad essere adottato: sciorinare sempre e comunque un elenco di opere e atti, alla fine pare che si faccia tanto quando invece....”
E' stata poi la volta di Bertini che ha voluto “dare le cifre dell'indennizzo del Parcheggio del Garden Club: per la vendita delle due aree si incassano 320.000€, che sono anche congrui, ma ripetiamo che non vi è nessuna cifra per i 18 anni di gestione di un parcheggio a pagamento, parcheggio pubblico, ma utilizzato privatamente dalla società. Abbiamo fatto una stima, oserei dire prudenziale, aiutandoci con dati ottenuti da precedenti studi sulla rendita di un posto macchina in un parcheggio di quel tipo, calcolandoci gli aumenti per inflazione e tutto il resto...e quindi l'abbiamo abbassata del 30%! Noi pensiamo che non meno di 500.000€ debbano essere richiesti ad indennizzo per l'uso improprio. Ma non troviamo voci al riguardo. Per quanto riguarda il VERDI, ha già enunciato bene Bersotti le nostre critiche ma volevo aggiungere una cosa: quando si fa una gara per un'opera pubblica, si riuscirà finalmente a stabilire esattamente a quanto ammonteranno le spese?
GUIDONI ci dice che questo comune non ha aumentato ad esempio la retta dell'asilo o altro che aumentasse la pressione fiscale. Bene, ma per quanto riguarda i servizi primari di ambito? Intendo spazzatura, acqua, gas? Non dimentichiamoci che le società partecipate devono essere controllate, attraverso le AATO, dai nostri sindaci o loro delegati. Ma noi chiediamo dove sia questo controllo?
Chiediamo qui a tutti i consiglieri: a quante assemblee di bilancio ha partecipato il rappresentante di San Vincenzo? (Nessuna risposta. Ndr) A NESSUNA! Erano solo 4 su 32 i rappresentanti dei comuni partecipanti... così possono fare quello che gli pare, aumentare le tariffe ad esempio. Infatti lo sappiamo anche da recenti consigli comunali, che ASIU e ASA aumenteranno le tariffe... ma noi di fargli pagare le sanzioni per i disservizi non ci pensiamo nemmeno: o non andiamo alle assemblee o votiamo contro queste possibili penali da applicargli! Questo comune come abbiamo visto non è solito far pagare le sanzioni...
Insomma, non controllare e non incidere in queste decisioni di aumento tariffario, non è aumentare le tasse? Anche se in maniera molto subliminale lo è eccome!
Chiediamo dunque che i delegati presso queste partecipate vengano in Consiglio Comunale a dire che succede nelle assemblee e che vengano date ai consiglieri tutti le delibere e i bilanci preventivi e consuntivi.” Continua poi Bertini “La linea delle esternalizzazioni adottata da questo Comune, ha riguardato persino la Partecipazione come detto poc’anzi da Bersotti, ora spendiamo anche per questo. Cioè, l'amministrazione delega (pagando) per il rapporto coi cittadini. La partecipazione deve essere diretta in Democrazia. Non ce lo scordiamo.
Avete preso anche un'altra brutta abitudine: impiegate gli oneri di urbanizzazione per pagare la spesa corrente, quando il vostro partito, a livello Nazionale, si è opposto ad un provvedimento che andava in tal senso. Andate contro anche alla politica del vostro partito... politica in questo caso sicuramente giusta, visto gli oneri di urbanizzazione sono un UNA TANTUM e con i quali si dovrebbero prevedere le varie manutenzioni sulla zona interessata, quali fogne luce ecc... E invece voi ci caricate la spesa corrente...
Il bilancio, visto che siamo in un periodo di crisi economica e sociale, dovrebbe dare risposte ai cittadini, soprattutto quelli in difficoltà, andare quindi nella direzione che è stata presa, ad esempio, per quanto concerne il progetto Sarago, dove si è aumentata la voce a bilancio permettendo, magari, di potervisi impiegare qualche persona in più. Sono piccole risposte, prese singolarmente,ma se ce ne fossero di più, tutte insieme potrebbero fornire qualche aspettativa di maggiore attenzione verso le attuali problematiche sociali, da parte di questa amministrazione.
Per quel che riguarda la crescita demografica di cui ha parlato GUIDONI, l'IRPET fa notare che quando avviene in un periodo di crisi, non è che debba essere considerato un dato positivo, ma semmai di difficile gestione.
Volevo anche sottolineare come risulti a bilancio un introito, da parte di Solvay come contributo ambientale, notevolmente ridotto: infatti passiamo da 360 a 190 mila euro. La Solvay, ci dice lo stesso assessore, lo motiva per la crisi in atto. Quindi, Solvay ci erogherà il 50% in meno di contributo ambientale... ma chi ci dice che la stessa azienda preleverà e preleva il 50% di calcare in meno? E intanto però gli si abbuona, anche qui, la sanzione prevista di 10.000 euro per il danno ambientale della catasta di materiale di scarto già oggetto di interrogazione nell'ultimo consiglio...”
E' poi intervenuto LERA dicendo “Che molti punti erano già stati ampiamente e compiutamente spiegati dai consiglieri di opposizione intervenuti prima di me. Non volendomi quindi dilungare in argomenti già trattati vorrei ribadire il concetto che questo bilancio non presenta praticamente nessun criterio di sviluppo e aiuto sociale. Addirittura si vogliono presentare le spese fatte e che si faranno per la viabilità e le piste ciclabili come qualificanti: ma stiamo scherzando? A giudicare dall'assenza di linearità e quindi di progetto di cui risulta essere deficitaria l'attuale accozzaglia di tratti ciclabili, dubitiamo che questi esempi possano portare una qualcosa di altamente qualificabile per la nostra cittadina. Per non parlare di rotonde tirate su con dei paletti nel mezzo di strada solo per sperimentare; paletti dove poi hanno regolarmente cozzato alcune auto....
E ribadisco con ancora più forza quello detto poco prima da BERTINI: sul cinema Verdi e sul Cubo delle associazioni continuiamo a tornarci sopra: questo sta a significare che si sono sbagliate le progettazioni. Quanto dovranno ancora pagare i cittadini per i ripetuti e continui sbagli dei nostri tecnici? E l'amministrazione è ovviamente responsabile per loro.
Per quanto riguarda le scuole Fucini e la loro presunta vendita, ovviamente siamo concordi con quello detto dall'altra compagine di opposizione anche in una recente interrogazione: sbagliato lo svendere patrimonio pubblico così. Ma vogliamo chiedere anche una delucidazione: troviamo 3 cifre differenti. Sul bilancio dalla vendita paiono derivare 1,5 milioni di euro, sul previsionale delle alienazioni risultano 3 milioni, sul piano triennale 2,5 milioni? Spiegateci quali siano le giuste cifre.
E il Silos SOLVAY, che era stato uno degli argomenti di vanto di questa amministrazione durante la campagna elettorale? Nel bilancio continua a non esserci traccia, nel piano triennale neppure. Dov'è finito? Come detto da Morandini, siete sempre alla ricerca del consenso, che per carità può anche essere legittimo da parte di una forza politica, ma almeno che i fatti corrispondano alle parole...
Infine chiedo ancora una volta, e per riallacciarmi alla richiesta di Bertini sulla trasparenza di ciò che avviene nelle Partecipate, l'istituzione di una Commissione consiliare di controllo sulle partecipate.

Dopo brevi interventi di CORZANI e GIOMMETTI che hanno letto due fogli dove si elencavano ancora una volta i vari progetti “messi in campo” da questa amministrazione, giungendo alla conclusione “per cui, quindi, riteniamo questo bilancio congruo e degno di positiva approvazione da parte di tutti”, si è passati alla lettura degli emendamenti presentati dal Forum di cui vi riportiamo l'elenco. Sono tutti scaricabili e consultabili (poco sotto), e riteniamo quindi sia più facile leggerli direttamente, in quanto in Consiglio comunale è stata fatta la stessa cosa dal relatore Bertini. Vogliamo però dare nota di alcune delle risposte date dagli assessori a questi emendamenti, tutti bocciati, ma che ovviamente necessitavano di risposte motivate.

Questo l’elenco degli emendamenti:
1) qui Spostamento dalla spesa per la formazione del PRG a destinarsi alle scuole e agevolazioni sociali
2) qui Eliminare la vendita Fucini, reintegrare la mancata entrata con la soppressione di varie spese, e destinare il rimanente alla ristrutturazione del’edificio di via Alliata
3) qui Incremento fondi da destinarsi all’associazione che “gestisce” i randagi
4) qui Inserimento Penali per ritardi Porto turistico
5) qui Incremento indennizzo per Parcheggio Garden Club da destinarsi a sicurezza Scuole e ristrutturazione Fucini
6) qui Eliminare spesa per nuova rette per irrigazione pubblica e destinarla a sovvenzioni per installazione pannelli fotovoltaici
7) qui Distogliere la cifra stanziata per la ristrutturazione dell’Area Feste e metterla a disposizione per incentivare ristrutturazioni secondo criteri di bioedilizia e bioarchitettura
8) qui Stornare la cifra stanziata per l’illuminazione della pista ciclabile e destinarla sempre a incentivi per ristrutturazioni secondo criteri di bioedilizia e bioarchitettura
9) qui Distogliere la cifra stanziata per la ristrutturazione dell’Area Feste e metterla a beneficio di una opera pubblica di grande interesse per San Carlo
10) qui Rimandare la costruzione del II lotto della cittadella delle associazioni, e destinare il solito importo per la messa in sicurezza dei plessi scolastici


Per quanto riguarda l'alienazione delle Fucini, rispondendo così anche a LERA, GUIDONI ha detto che “la cifra dei 2,5 milioni è sbagliata.” Un errore ripetuto 5 volte nel documento, magari prendere un pochino alla leggera la stesura di questi documenti ufficiali e importanti.... Per quanto riguarda la discrepanza tra 3 milioni e 1,5 milioni la motivazione è questa: "1,5 milioni sono la cifra che il Comune riceverà immediatamente una volta trovato l'acquirente, mentre il restante 1,5 milioni verrà versato una volta sgomberato l'edificio.”
Per la richiesta di incrementare il contributo per l'associazione che si occupa di prelevare i cani randagi e gestirli presso il canile la risposta di GUIDONI è stata a dir poco sconcertante “Ma mica il Comune può occuparsi in toto di quello che fa una associazione, e accollarsene le spese: il contributo ci pare congruo così” Peccato che, come gli è stato fatto notare, il responsabile per questi animali randagi sia il Sindaco in prima persona. E che soprattutto, se questa associazione di volontari decide di non occuparsene più, cosa accadrebbe? Visto che il Comune non è dotato di nessuna struttura o personale che possa occuparsene.... Migliore è stata la risposta, sempre al solito argomento, da parte di CORZANI: “Avendo seguito la cosa quando ero assessore, posso dire che sicuramente da parte del Comune c'è attenzione verso questo problema, e quando si sono verificate emergenze da dover coprire, abbiamo sempre cercato d'intervenire, anche sforando la spesa previsionale: d'altronde proprio in tal senso, non essendo la cosa gestita direttamente dal Comune, non è che esso può intervenire direttamente,ad esempio sulla qualità e sulla tipologia del cibo dato a questi animali che rimane a discrezione dell'associazione. Come capirete è difficile fare previsioni in tal senso. Ripetere lo stesso capitolo di spesa quindi è quantomeno normale. Poi, ripeto, l'attenzione verso questo problema e verso i volontari che se ne occupano è e sarà sempre massima e improntata alla risoluzione di qualsiasi emergenza.”
Riguardo alle penali per il Porto Turistico la risposta di GUIDONI e CECCHINI è stata in sintesi che “non sapendo preventivamente quanto potranno essere le penali e se ci saranno, in quanto sarà il direttore dei lavori a stabilire se dovranno essere applicate, sarebbe stato impossibile quantificarle.” La risposta da parte di LERA e BERTINI non si è lasciata attendere “Perché, le multe sono differenti? Come fate a sapere, per quelle, preventivamente quante saranno?”
Curiosa anche la risposta di GUIDONI al fatto che la spesa per l’assistenza scolastica fosse sottodimensionata rispetto alla realtà dei fatti (13.000€ contro 31.000€ spesi nello scorso bilancio, ora portati preventivamente a 8.000€) “A parte che si sono eseguite spese per il condizionamento degli uffici scolastici, che ha comportato un discreto esborso, c’è stato anche l’acquisto, ad esempio di un frullatore.” (!)

Una nota a margine: durante il dibattito è venuta nuovamente fuori la questione se Rimigliano è o non è ancora ANPIL(AREE NATURALI PROTETTE DI INTERESSE LOCALE). Bertini ha ribadito che è scorretto mettere nei documenti questa dicitura in quanto dalla Regione ancora non è stata deliberata, pare per mancanza di alcuni documenti che il Comune non ha presentato (o non può o non vuole presentare). E' il Comune che ha iniziato le procedure per la definizione di ANPIL del parco di Rimigliano, ma non ha ancora avuto il Riconoscimento da parte della regione. Anche lERA ha ribattuto su questo tasto. La risposta di CECCHINI è stata "Per noi è giusto inserirla come ANPIL perchè per noi lo dovrà diventare" (!). E se non lo diventa? E poi, come fatto notare dalle opposizioni, se uno si alza la mattina e dice "Il mio giardino è Parco Naturale" gli viene automaticamente data questa "istituzione"? Ma nemmeno per sogno. SI becca un sonoro "ecchissenefrega!" Non è lecito fregiarsi di un qualcosa che si vorrebbe avere, che è nelle nostre intenzioni avere, ma ancora non si ha.

Il Bilancio preventivo è stato poi approvato con i voti favorevoli della sola maggioranza.

LA REDAZIONE

domenica 21 febbraio 2010

Il consiglio comunale del 29 Gennaio 2010



Arriviamo, questa volta, in netto ritardo, ma non vogliamo lo stesso lasciare nulla indietro.

A questo punto non potevamo proporvi la solita dettagliata e prolissa relazione sullo scorso CC: abbiamo optato per un adeguato riassunto. Cercando e sperando di aver colto i fatti fondamentali.


2) Nelle comunicazioni del sindaco troviamo d’importante, l’annuncio apparso anche sui giornali, del ricorso ad una società specializzata in tecniche di progettazione partecipata, per far partecipare la gente alla stesura del nuovo piano strutturale. Una procedura questa già adottata da altre realtà toscane. Verificheremo l’effettivo livello di partecipazione popolare che verrà fuori, visto che è già stato annunciato il “contributo” cercato, nella fase iniziale, di soggetti con forte impatto ed esperienza a livello ECONOMICO nel tessuto sanvincenzino. Vedremo in futuro anche quanta sarà la spesa affrontata per il lavoro di questa società, e l’effettivo utilizzo dei dati derivanti da queste “interviste”. Ognuno faccia le proprie riflessioni su questo.


3) APPROVAZIONE STATUTO E CONVENZIONE SOCIETA’ DELLA SALUTE – L. R. N. 60 DEL 10/11/2008;

Per rendersi bene conto cosa sia la società della salute potete intanto dare una veloce lettura (qui) a quello riportato sul sito della Regione Toscana. Per i più pigri, in poche parole è un consorzio pubblico con il quale si affianca l’ASL nell’erogazione di servizi per la tutela della salute, soprattutto fuori dai luoghi canonici (ospedale, pronto soccorso ecc…) portandoli anche sul territorio. Ma non solo, nella strategia di promozione della salute, si integrano anche quei fattori che determinano la salute della popolazione e la qualità dell'ambiente. Nonostante l’importanza che certamente alcuni servizi rendono al cittadino, le opposizioni si sono chieste se questo appesantimento della struttura ASL e le conseguenti decisioni prettamente politiche che sarebbero prese dai direttivi di questi consorzi, non possano portare a fenomeni che tristemente popolano le cronache nazionali, in ambito di sanità. Infatti ricordiamo che questi consorzi vengono, in poche parole, retti dai sindaci dei comuni consorziati (o loro delegati), nonché dal rappresentante ASL. Gli stessi sindaci che in questi anni si sono spesso resi responsabili di decisioni (o non decisioni) anche gravi dal punto di vista di queste tutele. Ricordiamo ad esempio che a San Vincenzo, al contrario di quanto fatto in altri comuni (ad esempio PIOMBINO) il Sindaco avrebbe dovuto provvedere ad una informazione capillare presso i cittadini sconsigliando l’uso potabile dell’acqua ai minori di 14 anni, in quanto l’acqua da noi è potabile solo in deroga. E che appunto, secondo tale legge, è obbligatorio rendere edotta la popolazione. Non vorremmo che quindi, attraverso questo nobile scopo, si trovasse il modo per nascondere eventuali mancanze………cosa certo non insolita a livello nazionale!

E comunque, la società della salute esisteva già negli anni scorsi, ma in via sperimentale. E in Consiglio, si è quindi pure chiesto come mai, nel voler varare un atto che ufficializzi questo Consorzio, non vengano resi noti i dati di tale sperimentazione. Almeno per valutare il rapporto costi-benefici dell’operazione. Domanda che è stata valuta corretta e giusta dalla responsabile dell’ASL, Neda Caroti, intervenuta al dibattito del Consiglio.
Le opposizioni non hanno votato contrarie a questa convenzione ma hanno deciso di astenersi.


4) INTEGRAZONE REGOLAMENTO GESTIONE IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI
Qui il dibattito è stato certamente più acceso. Il punto focale è stato la gestione della Piscina dell’Albatros, che diventerà fruibile anche dai-non clienti del campeggio. Una piscina che la maggioranza, sia in campagna elettorale sia adesso vuol far passare come pubblica. La struttura in questione è privata, su suolo privato, E SARA’ GESTITA DAL PRIVATO possessore. Ma come sarà gestita? Ad agosto in un precedente consiglio comunale fu approvata una convenzione che specificava, riguardo alla gestione, due possibili alternative: la gestione pubblica (quindi comunale) o affidata ad associazioni regolarmente iscritte all’albo. Ora si è voluto approvare un Regolamento, che necessariamente (ricordiamo) deve recepire la convenzione, in cui si sono previste delle varianti o aggiunte alla gestione della piscina: a privati (!), e in via transitoria anche ad associazioni non iscritte all’albo. Se la dicitura-scappatoia “in via transitoria” è perlomeno ammissibile (non essendoci società di nuoto a San Vincenzo…….ma a Piombino si ad esempio, ed eventualmente si poteva far ricorso ad essa per questo primo periodo) per quanto riguarda una gestione delle associazioni, non si capisce come si possa aggiungere, invece, la voce “gestione del privato” che è in totale disaccordo con la convenzione. Non è ammissibile, e sicuramente verrà verificata la regolarità di quest’atto andato in approvazione.

Era stato chiesto, proprio per questa problematica, in sede di Commissione Consiliare, di inserire eventualmente anche per questa nuova voce, la postilla “in via transitoria”; e così è stato ripetuto anche in CC. Ma non c’è stato verso di far capire il problema: le opposizioni hanno provato con tutta la calma possibile a far comprendere il problema, ma nessuna risposta al riguardo è stata data dalla maggioranza in fase di dibattito. Maggioranza che ha invece forzato l’attenzione sul fatto che , comunque sia, in questo modo si da un servizio in più alla cittadinanza. Le opposizioni, hanno fatto notare che si vuol far passare questo servizio, connotandolo come “comunale” quando così non è. Che si vuol far passare a costo zero, perché nella convenzione è previsto che “solo al superamento di una spesa di 25000€ annui” (nella gestione della piscina, compresi tutti i servizi) il comune interverrà di tasca propria. Noi diciamo, al di là della buona fede delle parti in causa, che c’è un privato che gestisce una piscina di sua proprietà (chiusa al pubblico da metà Aprile ad Ottobre) che dovrà redarre un bilancio di gestione senza alcun controllo da parte di chi gli ha demandato il servizio (in concessione). Questo privato dovrà dire se nella gestione avrà speso più di 25.000€, e in tal caso l’amministrazione pareggerà i conti……privato che si troverà di punto in bianco una piscina, prima non utilizzata, invece funzionante anche nel periodo invernale (ottobre –aprile appunto)….. e per giunta dotata di una copertura realizzata a spese totalmente comunali!

E’ stato pure aggiunto, anche qui senza alcuna smentita o giustificazione, che in un atto d’indirizzo precedente c’era chiaramente scritto che una piscina comunale dovesse essere realizzata dalla società RIMIGLIANO……

Anche qui, qualora lo vogliate, fate voi le vostre riflessioni.

Visto e considerato che, come leggerete più sotto al punto 8, il nostro Comune non è solito fare delle convenzioni che si rivelino poi eque e improntate al bene pubblico……anzi……


5) ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL GRUPPO CONSILIARE FORUM DEL CENTROSINISTRA PER SAN VINCENZO: PRIVATIZZAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE (qui)

Crediamo che la semplice lettura del testo del OdG non abbia bisogno di commenti, anche e soprattutto alla luce degli accadimenti seguenti alla discussione fatta in CC. Discussione che ha comunque trovato tutti sulla stessa linea. Rimarchiamo solo un fatto di orgoglio: dovremmo essere stati il primo gruppo politico e di conseguenza il primo Comune ad approvare un atto in tal senso.

6) INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE FORUM DEL CENTROSINISTRA PER SAN VINCENZO: INTERVENTI RELATIVI ALLA DUNA COSTIERA (qui)

Nel rispondere all’interrogazione, l’assessore Cecchini ha voluto precisare che “il progetto era stato redatto con Capitaneria di Porto e Provincia. Si prevedeva che il legname, utilizzato per i pali di contenimento delle posidonie per la tutela della duna, si sfacesse e si compattasse col resto, a sostegno della duna stessa.

Verrà certamente valutato se è stato utile o no in maniera più approfondita, ma al momento possiamo dire che tale sistema non verrà più utilizzato. E che per quanto riguarda RIMIGLIANO c’è un progetto in corso (anche col Ministero dell’ambiente) per una metodologia più leggera e di minor impatto.”

Il FORUM a voce BERTINI si è dichiarato ESTREMAMENTE SODDISFATTO della risposta avuta dall’assessore. Episodio questo rimarcato dai vari consiglieri anche con battute in un contesto di tranquillità, leggerezza e finalmente d’esempio……..qualcuno può domandare e fare rimostranze….chi è delegato a rispondere dovrebbe sempre dare risposte precise, documentate e non ambigue. Come fatto in questo caso dalla stessa Cecchini. Poi si può dissentire dai metodi applicati per quella problematica……però…..è tutto un altro amministrare e dibattere.



7) INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE FORUM DEL CENTROSINISTRA PER SAN VINCENZO: RESTI DELLA PISTA CAMIONABILE A NORD DELLA DIGA FORANEA (qui)

Come si può leggere in maniera precisa nell’interrogazione si chiedeva come mai la piccola scogliera, diga sorta a Nord del porto, non fosse stata ancora smantellata. Doveva essere fatto con il finire dell’anno 2009, come detto dall’allora assessore PINI. E invece è sempre lì. Si voleva sapere se c’erano stati degli impedimenti, delle proroghe o ulteriori valutazioni in merito. E soprattutto del materiale derivante dallo sfaldamento della diga, finito sulle spiagge, che cosa se ne volesse fare. Perché a termini di legge non poteva rimanere lì, a meno che non passasse vari stadi di verifica e filtraggio che non stiamo ora qui a spiegare. La risposta affidata a Bandini è stata che, in un primo momento tale diga verrà ulteriormente allungata di qualche decina di metri (fino di fronte al FARO) e successivamente sbassata fino ad un metro sotto la linea di mare. E che avevano avuto una proroga fino a Maggio 2010 per mantenerla in atto. Per i materiali di risulta, verranno rimossi entro Febbraio 2010.

Dunque il precedente assessore diceva che essa doveva essere completamente smantellata entro la fine dello scorso anno, a compimento di un certo tipo di lavorazione, ora non è più così, ma si prolunga, la si mantiene in vita e i materiali di scarto sono sempre lì, ammucchiati o a far bella presenza sull’intera spiaggia della Conchiglia. Ma c’è una proroga di mezzo, sempre……fino alla prossima puntata, dove sicuramente ne troveremo un’altra.



8) INTERPELLANZA PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE FORUM DEL CENTROSINISTRA PER SAN VINCENZO: PARCHEGGIO PUBBLICO UBICATO IN PROSSIMITA' DEL VILLAGGIO TURISTICO GARDEN CLUB (qui)

Attraverso una convenzione datata 1992 fu data in concessione al Garden Club un area da adibire a parcheggio PUBBLICO a pagamento, accessibile a tutti, come quelli in via della Stazione per capirsi. Invece, in pratica questi parcheggi sono diventati d’uso privato da parte del Garden: provi uno ad andare a parcheggiarci, soprattutto in periodo estivo e vedrà rifiutarsi il permesso, pur pagando come previsto. Sono state fatte, appunto e apposta, delle prove al riguardo….

Lo stesso assessore PINI disse in altrettanti consigli comunali della scorsa legislatura, che le rimostranze delle opposizioni erano fondate e giuste, interrogazioni fatte nel 2006 e nel 2007. Eppure ancora adesso non si fa rispettare la convenzione. Come si fa dunque ad avere fiducia in questa amministrazione per le convenzioni e loro applicazione che si vogliano fare in futuro? Il GARDEN ha usufruito di un’area pubblica GRATUITAMENTE per 18 anni, facendola pagare agli utenti: provate a fare una stima di quanto possa essere, quantitativamente, il beneficio ottenuto dal privato.

BANDINI ha risposto dicendo che avevano messo l’occhio sulla cosa da qualche tempo, e che erano in corso trattative con il GARDEN per fare uno scambio: l’area del parcheggio, comunque poco fruibile dai sanvincenzini vista la locazione, verrà “barattata” con aree di proprietà del privato e più vicine al centro abitato, per farne parcheggi pubblici.

OK, io compro un auto e poi te la “regalo”…..tu ci fai un taxi. Dopo 18 anni ti dico “eh, però l’auto è mia. Facciamo una cosa, me ne cedi una tua e facciamo pari.” E i 18 anni a sbafo guadagnati dal Tassinaro?

Mah……


LA REDAZIONE

sabato 23 gennaio 2010

La scomparsa di un grande sanvincenzino



Ci piace ricordare un uomo che univa una grande capacità professionale con una straordinaria umanità. Un uomo di cui tutta San Vincenzo va fiera. E inviamo, alla famiglia, le condoglianze di noi tutti .

Ciao Dottore!


LA REDAZIONE

lunedì 18 gennaio 2010

Una iniziativa di Libertà e Giustizia






Siamo lieti di anticipare, per chi non ne fosse già al corrente, una iniziativa che il Circolo ValdiCornia di Libertà e Giustizia ha organizzato per il giorno 12 FEBBRAIO 2010 .
L’iniziativa prenderà il nome di " LIBERI DI SCEGLIERE IN UNO STATO LAICO"
E vedrà la partecipazione di PEPPINO ENGLARO (padre di Eluana) e IGNAZIO MARINO recentemente candidato alle primarie del PD.
Coordinerà il dibattito, SANDRA BONSANTI , Presidente Nazionale di Libertà e Giustizia
Nell'occasione saranno presentati anche i libri " La vita senza limiti" di Peppino Englaro, Ed. Rizzoli e " Nelle tue mani" di Ignazio Marino, Ed. Einaudi.
Tale evento avverrà in due momenti,il primo a PIOMBINO ORE 17 AL TEATRO METROPOLITAN e il secondo a SAN VINCENZO ORE 21,30 AL TEATRO VERDI
Vogliamo pubblicizzare questo evento per vari motivi.
Uno è perché, al di là delle critiche che abbiamo fatto nell’iter della ristrutturazione del Verdi (critiche fondate come abbiamo visto), ora il Cinema finalmente c’è, è un bene che ci sia, e sarà un bene soprattutto se funzionerà. Quindi perché non aiutare a portarci gente?
Due, perché abbiamo dimostrato di avere una spiccata sensibilità sui temi della "bioetica", visti l’OdG sul Testamento Biologico portato in questa legislatura e la campagna sul referendum abrogativo della legge 40 fatta nella precedente amministrazione, con gli allora DS.
Tre perché crediamo che i personaggi che interverranno siano veramente degni di essere ripagati da un folto e interessato pubblico.
Quattro, perché siamo ben lieti di aiutare una associazione come Libertà e Giustizia che si rende spesso protagonista nell’organizzazione di eventi e manifestazioni a scopo socio-culturale di un certo rilievo: ricordiamo volentieri, tra le tante, l’intervento di Marco Travaglio a Piombino, completamente finanziato dalla stessa associazione, oppure la Presentazione del libro di Bruno Tinti " La Questione immorale" con intervento dello stesso (Bruno Tinti è collaboratore del Fatto quotidiano).

Sappiamo che nel corso della settimana (o quanto prima) il Comune di San Vincenzo, che deve decidere per il patrocinio dell'iniziativa, farà conoscere l'ufficio per prenotare. Con tutta probabilità, pensiamo, sarà la biblioteca a dare questa possibilità ai cittadini. Appena avremo ulteriori informazioni al riguardo ve le faremo certamente sapere.


LA REDAZIONE

giovedì 7 gennaio 2010

Un mese di arretrati! - N°3 - La nostra zona e le energie alternative


Un utente firmatosi ADDIOPALMETI circa 2 mesi fa chiedeva “Cosa ne pensate della centrale a biomasse alimentata con Olio di PALMA da 20 megawatt entrata in funzione a non piu di 15 KM da San Vincenzo? E' possibile avere informazioni dal Circondario sulle emissioni ,come comune di San Vincenzo? Perchè nessuno ne ha parlato? Dove è Legambiente? Dove sono gli ecologisti?”.

Come promesso abbiamo voluto affrontare l’argomento, che di per se è davvero molto difficile, e richiede conoscenze in materia energetica che probabilmente pochi hanno. Ci siamo dati un po’ da fare per reperire informazioni e apprendere nozioni che noi stessi in parte ignoravamo: perché come ebbe a dire l’utente sopra citato,l’argomento è importante e merita serie riflessioni. Tra l’altro, come risulta da indiscrezioni pubblicate sulla carta stampata e da alcuni siti (quale ad esempio quello di LEGA-AMBIENTE Toscana), pare sia o sia stata allo studio la progettazione di un impianto anche a San Vincenzo. Il post si compone di una prima parte, un po’ lunga in effetti, di sola informazione riguardo all’argomento, e di una seconda più propositiva e di commento. Ci scusiamo quindi per la lunghezza, secondo noi comunque necessaria, ma speriamo che apprezzerete lo sforzo.

Ma vediamo meglio cos’è una centrale a biomasse.
Non vogliamo dilungarci su cosa siano le biomasse, le cui tipologie possono ben essere comprese da tutti: in ogni caso lasciamo questo piccolo documento conoscitivo al riguardo QUI.
Una centrale elettrica a biomasse, è in sintesi un impianto per produrre energia elettrica alimentato con combustibili derivati da prodotti agricoli o forestali. Tali prodotti, spesso vengono trasportati sul luogo dove è sita la centrale, attraverso un processo a filiera lunga: è il caso appunto di quella di Montegemoli, che sfrutta olio di palma importato dal sudamerica con navi cisterna che partono da lontano per portarlo a Piombino.
Altre volte è possibile dislocare sul posto la produzione delle colture per la produzione di questi olii o biomasse in generale. Ma anche il totale approvvigionamento locale pone limiti di sostenibilità. In una zona come la Val di Cornia potrebbero andar bene colture estese di girasole; ma basterebbero a produrre l’olio necessario? Ne dubitiamo a meno che non si coltivi solamente quello, da Castagneto a Riotorto!

Quale impatto ambientale? Secondo il decreto MARZANO (23 AGOSTO 2004 N. 239) "..al fine di evitare l'imminente pericolo di interruzione di fornitura di energia elettrica su tutto il territorio nazionale e di garantire la necessaria copertura del fabbisogno nazionale..." venivano a cadere molte delle pregiudiziali alla costruzione di centrali turbogas nel nostro paese. Infatti l'obiettivo dichiarato era di semplificare il procedimento autorizzatorio per la “.....costruzione e l'esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici, gli interventi di modifica e ripotenziamento, nonché le opere connesse e le infra-strutture indispensabili all'esercizio degli stessi..”.
Una ulteriore spinta alla costruzione a tappeto di centrali per la produzione di energia era già stato dato dalla legge 21\2001 di LUNARDI, con la quale si prevede la revisione della normativa in materia di V.I.A., valutazione di impatto ambientale, quando si tratti di "insediamenti strategici" ai quali le centrali elettriche sono per l'appunto state equiparate.
Il tutto si apre con la richiesta del proponente(colui che vuol costruire l’impianto), comprensiva del progetto preliminare e dello studio di impatto ambientale. Al procedimento sono ammesse le amministrazioni interessate e dalla regione coinvolta, che pure detiene una competenza "concorrente" sulle politiche energetiche, si acquisirà l'intesa. L'ente locale, il Comune, sarà solo sentito. L'autorizzazione costituirà poi, variante urbanistica. Manca solo un tappeto di rose e fiori!

Molti studi fatti a livello mondiale, per lo più in SVEZIA vista la grande produzione di legname e del diffuso uso a scopi energetici degli scarti di questa attività, hanno dimostrato che la combustione di legna e altre biomasse solide in impianti industriali ad alta efficienza termica e con adeguati trattamenti dei fumi, riduce le emissioni, rispetto a quelle misurate su impianti di riscaldamento a legna ad uso domestico, ma non le annulla. Ma nel bilancio ambientale, occorre sommare anche le emissioni prodotte dal traffico pesante indotto dall’entrata in funzione dell’impianto, ovvero tutti gli automezzi necessari per i conferimenti di biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri.

Delle emissioni di polveri fini ed ultrafini di diverse decine di mezzi pesanti al giorno, lungo tutto il percorso che giornalmente dovranno coprire, spesso non si trova traccia nei documenti autorizzativi.E spesso nulla si dice sul ruolo di queste emissioni prodotte dal traffico e di quelle della centrale, nella formazione di ozono e di polveri fini ed ultrafini di origine secondaria , ovvero inquinanti pericolosi che si formano in atmosfera, a distanza dalla fonte, per reazione chimica.In questo caso, riteniamo sia doveroso dare il giusto peso alla salute umana, rispetto alla salute dell’atmosfera del Pianeta e, secondo il nostro parere, non si può privilegiare (economicamente) un discutibile contenimento delle emissioni di gas serra, e un sicuro guadagno dell’impresa, se questa scelta aumenta i rischi sanitari della popolazione esposta.

E per quanto riguarda la compatibilità di tali impianti con l’attività agricola locale?

Dobbiamo, prima di trarre conclusioni, fare un cappello esplicativo su un qualcosa di alternativo e già sperimentato. L’uso energetico del metano e del compost, nelle attività agro-alimentari, ridurrebbero i costi aziendali ma, fatto ancora più importante, tale scelta sarebbe assolutamente compatibile con auspicabili scelte di agricoltura biologica e di produzioni di prodotti DOC. Infatti la combustione di un combustibile gassoso come il metano, a parità di energia elettrica e calore prodotto, produce molto meno inquinanti primari e secondari, rispetto alle biomasse solide; questo combustibile è esente da ceneri, non necessita di trasporto e quindi non induce inquinamento e possibili incidenti stradali, legati alla movimentazione di veicoli. Il metano derivante da fermentazione anaerobica di biomasse di scarto, comprese parte di quelle che si vogliono termovalorizzare nelle centrali a biomasse, potrebbe permettere un’efficace contenimento delle emissioni di gas serra, con un’impatto ambientale nettamente inferiore a quello indotto dall’uso come combustibile di gran parte delle biomasse solide che si vogliono bruciare nelle centrali termoelettriche. Molto interessante, da questo punto di vista, sarebbe la realizzazione di un impianto di fermentazione anaerobica, progettato secondo le migliori tecnologie disponibili, dimensionato al trattamento degli scarti agricoli e degli allevamenti di bestiame operanti in zona e se necessario anche al trattamento della frazione umida dei rifiuti urbani raccolti con sistemi Porta a Porta.

Un impianto di questo tipo, finalizzato alla produzione di metano e alla conversione energetica di questo gas sia per gli autoconsumi dell’impianto, che per usi esterni (riscaldamento-raffreddamento, autotrazione, cogenerazione di elettricità e calore), potrebbe rendere energeticamente autosufficienti le aziende agricole che operano nell’area!

La realizzazione di un sistema integrato, in grado quindi di gestire con equilibrio, con un ridotto impatto ambientale, le risorse naturali del territorio potrebbe essere un efficace volano, anche promozionale, al nuovo modello di sviluppo agricolo che si sta realizzando in molte aree italiane.

Nella progettazione spesso si ignora il fatto che gli inquinanti, immessi direttamente e indirettamente nell’ambiente dall’attività della centrale (in particolare ossidi di azoto e ozono) possono, in modo rilevante, ridurre la produzione agricola e ovviamente favorire anche un decremento della qualità dei prodotti coltivati. Anche i consumi di acqua per il raffreddamento dell’impianto termoelettrico si metterebbero in concorrenza con l’uso agricolo di questa risorsa.
Vogliamo anche rimarcare che per l’approvazione di una centrale a biomasse a nostro parere sembra insufficiente il riferimento all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, che è un obbligatorio requisito di legge, ma che da solo non garantisce la salute dei cittadini esposti agli inquinanti, comunque prodotti ed immessi nell’ambiente. Un più corretto termine di riferimento per giustificare questa scelta, dovrebbe essere il confronto della qualità dell’aria, del suolo e delle acque, prima dell’entrata in funzione dell’impianto a biomasse, con stime della qualità delle stesse matrici ambientali, una volta che l’impianto proposto fosse realizzato.

Quindi, alla luce di questo insieme di notizie prese e messe insieme dai vari siti e documenti reperiti, ci fa dire che per le condizioni spesso agricole delle nostre zone, ma con scarsa reperibilità sul posto di materiale utile all’alimentazione di una centrale a biomasse, è meglio se non si guarda in quella direzione per la produzione di energia elettrica. Fra l’altro è di questi giorni la notizia della sospensiva per la centrale a biomasse di Amatello: sospensiva avvenuta addirittura su richiesta di chi voleva costruire la centrale…….! Sappiamo che i comuni di Campiglia e Suvereto si erano già comunque opposti all’insediamento di questo tipo di impianto. Abbiamo però delle voci al riguardo: la ditta che voleva costruire la centrale a biomasse rileverà il terreno e i capannoni di un’azienda fallita e ci installerà uno stabilimento per la costruzione di pannelli fotovoltaici.
E fin qui niente da obiettare, anzi magari è positivo per un discorso meramente occupazionale.
Però…..se a questa azienda verrà data la possibilità di installare “campi solari” in ogni-dove e di qualsiasi dimensione allora…..

Noi siamo assolutamente favorevoli all’installazione di pannelli solari atti alla produzione di energia elettrica pulita, ma tutto deve essere affrontato con una programmazione ed una progettazione accurata: non possiamo, ad esempio, mettere 20 ettari di pannelli solari a RIMIGLIANO (il nome del luogo è casuale, ma va tanto per dire “in luoghi con caratteristiche agro-paesaggistiche” consolidate)!

Siamo, o almeno noi crediamo così, tutti concordi che le fonti di energia derivanti dal petrolio sono in via di esaurimento e si deve cominciare una programmazione di una loro futura sostituzione con energie pulite. Gli enti locali, ed i comuni in particolare, sono il livello amministrativo ideale per orientare la comunità verso comportamenti sostenibili, attraverso la diffusione delle informazioni, ma soprattutto dando il buon esempio attraverso gli atti amministrativi. Non si può predicare il risparmio energetico quando l’edificio del Comune è un colabrodo dal punto di vista dell’isolamento termico. Al contrario, evidenziare con esempi concreti che le energie alternative sono efficienti e vantaggiose economicamente, rappresenterebbe uno straordinario volano per la loro diffusione e anche delle opportunità a livello occupazionale. È necessario che l’intera comunità sia coinvolta e responsabilizzata da questo punto di vista.
Pensiamo, ad esempio, al coinvolgimento di ingegneri od architetti del luogo con provate capacità di progettazione e ristrutturazione di edifici verso l’alta efficienza energetica, al coinvolgimento di università vicine quali Pisa e Firenze per istituire sia gruppi a livello progettuale, sia di supporto ad una creazione di uno Sportello Energia comunale in grado di orientare i cittadini tra le diverse tecnologie presenti sul mercato e gli incentivi pubblici a disposizione.
Promuovere l’efficienza energetica degli edifici pubblici esistenti, attraverso l’attuazione di progetti di miglioramento degli involucri (e qui ripetiamo una cosa che in Campagna elettorale ci fu cara, ma rimase, allora, inascoltata) e l’installazione di impianti fotovoltaici e solari termici, e di impegnarsi a realizzare esclusivamente nuovi edifici pubblici ad alta efficienza energetica.
Partiamo pure dagli edifici pubblici, poi vediamo anche di fornire alla gente altri strumenti oltre lo Sportello Energia che abbiamo proposto sopra: per esempio potremmo cercare di istituire, sempre grazie a professionisti e studiosi,un progetto di mappatura dell’efficienza energetica degli edifici privati sia attraverso l’uso di Sistemi Informatici sia attraverso un eventuale gruppo di tecnici a livello locale che casa per casa, ne stabiliscano le rispettive qualità e deficienze energetiche. Crediamo che anche e soprattutto le università sarebbero ben liete di entrare a far parte di un qualcosa del genere. Questo tipo di lavoro servirebbe anche come strumento di crescita della consapevolezza e della diffusione delle energie alternative tra la popolazione, crediamo.
E sicuramente porrebbe San Vincenzo all’attenzione dell’opinione pubblica, non solo prettamente locale, per modernità, innovamento e sostenibilità.
A nostro avviso ci si deve muovere, comunque e senza indugio, verso la promozione, presso la cittadinanza, di questi importanti punti
· la consapevolezza dei limiti di un’idea di sviluppo basata su risorse illimitate: il modello di sviluppo capitalistico (la crescita continua dei consumi) che ci ha portato in poco più di cent'anni a questo disastro planetario.
· la consapevolezza della necessità di riconvertire un’economia basata sui combustibili fossili e ad alto consumo di risorse non rinnovabili
· l’adozione di stili di vita sobri e sostenibili
· e perché no, incentivare politiche di riforestazione sul territorio come strumento di compensazione delle emissioni di CO2



P.S. Alcune notizie e spunti sono stati presi da siti quali
http://federicovalerio.splinder.com/ e http://www.comunivirtuosi.org/

LA REDAZIONE

martedì 5 gennaio 2010

E lo chiamano Giornalismo (Un mese di arretrati - N°2)

Alla vigilia dello scorso Natale, nel pieno dell'ondata di gelo che aveva colpito la penisola, abbiamo assistito all'incredibile pubblicazione da parte di giornali come LIBERO e IL GIORNALE, di articoli davvero deliranti. Articoli dei quali abbiamo deciso di rendervi partecipi(qualora non li abbiate letti) e che ci siamo sentiti in dovere di commentare.

Per una corretta e più completa informazione vi preghiamo di leggere uno di questi due articoli (quello de IL GIORNALE) scaricandolo da QUI. E, solo dopo, di leggere il commento pubblicato sotto. Commento che è pressochè per intero uscito dalla penna di Nicola Bertini, ci preme ricordarlo. Ma che condividiamo in toto.

Un argomento che ci permetterà di introdurre un successivo post sulle centrali a biomasse e le possibili alternative che le energie pulite possono darci, a partire dalla nostra San Vincenzo.



Tonnellate di carta per diffondere Ignoranza e ottusità

Conservate questo raro (purtroppo neppure tanto) saggio di ignoranza. Mettetelo insieme alle decine di commenti da bar sport che avrete sentito nella vostra vita. Si tratta delle medesime parole, cambiano solo le inflessioni dialettali.

Come vien giù un’acquatella estiva, come arriva una gelata a dicembre o si leva un po’ di tramontana, arriverà l’intellettuale che, tra un bicchiere di vino novello e una mano di briscola, solennemente proferisce: “ E poi ci diano che ‘un c’è più ‘r freddo, deh! Senti vi come si pipa.”

Ben venga dunque il giornalismo vicino al popolo, o almeno a quella parte di popolo che, assillato da messaggi contraddittori diffusi da petrolieri e inquinatori d’ogni ordine e grado, continua a giocare a briscola nonostante l’aumento della temperatura del pianeta. Sarà il male di mettere un ventilatore in più!

Per quel giornalismo, e per quella parte di popolo, i contenuti scientifici non contano. Inutile parlar loro di estremizzazione degli eventi atmosferici, di scioglimento dei ghiacciai o di surriscaldamento degli oceani. Al più vi risponderanno che non dovremo più spendere duemila euro per andare a Cuba e fare il bagno in un mare che pare un brodo.

Alcuni, non tanto quelli che giocano a briscola quanto piuttosto alcuni facoltosi signori, si ricorderanno che non sono mai andati a Cuba, a Fortaleza o in Thailandia per il mare caldo e constateranno che nulla cambierà nelle loro vite. Basterà aumentare la potenza del condizionatore.

Oggi esiste il partito dell’amore. Esiste il concetto, tutt’altro che nuovo, del mantenimento della pax sociale a costo della verità. Non turbate la tranquillità delle coscienze dei vostri compatrioti, che già hanno molti problemi, con queste balle disfattiste, pessimiste, catastrofiste del clima.

C’è anche qualcosa di molto più profondo che temiamo si manifesti solo a livello inconscio per questa magistrale penna del giornalismo italiano ma che colpisce l’immaginario collettivo e mette in crisi la nostra società e le sue granitiche certezze.

Dalla Rivoluzione Industriale in poi, l’uomo ha creduto di partecipare ad una sfida a premi con i limiti fisici di questo pianeta. Non si è più trattato di modificare l’ambiente per trarne il sostentamento come in precedenza, si è trattato di una corsa all’abilità nell’aggirare i limiti fisici della terra.

Questo concetto si è instillato nella mentalità comune ed ha dettato le scelte politiche e sociali degli ultimi duecento anni. Certo, ci sono stati dei piccoli incidenti su quella via. Potremmo citare, tra gli ultimi, Cernobyl, Bhopal, le contaminazioni da diossina, le incidenze di malattie tumorali, l’estinzione di una certa quantità di ecosistemi e razze animali.....e molte altre bazzecole simili. Elementi che, da fini pensatori quale il nostro Giuseppe De Bellis, non sono considerati moniti ma sfide, o persino bluff a una partita di poker.

De Bellis è uno del partito dell’amore, sicuramente. Sicuramente non vuol turbare chicchessia incrinando le convinzioni della gente ignara. De Bellis è uno che, come il Cavaliere, ha un paio di coglioni di ferro e se quell’idiota del pianeta bluffa, lui rilancia, ha un bel full servito, lui. De Bellis sa cosa scrive quando parla della glaciazione del pianeta, lui è pronto a giocare fino in fondo la partita a poker con la natura e lasciarla in mutande, quella cretina della natura. De Bellis sa che quando nel pianeta la temperatura sale, il pianeta bluffa........lo fa per sfidare i nostri nervi, no?

Sfidatelo, De Bellis, sfidatene pure l’audacia, il coraggio. Lui lo sa che sono tutte scemenze, che l’uomo può tutto ed ha tutto sotto controllo. Lui si sente al sicuro con “una stufa a carbone, a petrolio o a qualsiasi combustibile inquinante”. Chissà quanto è inquinante, come combustibile, il suo articolo. Certo i fumi della stufetta a oli esausti che s’è messo in camera non ha un bell’effetto sul suo raziocinio.

Basterebbe questa semplice constatazione per passare ad energie più pulite o, più semplicemente ad altre professioni. Un bel vantaggio per l’ambiente, un bel vantaggio per il giornalismo, un piccolo ma significativo vantaggio per il pianeta.


LA REDAZIONE

sabato 2 gennaio 2010

Cronache consiliari. 29-12-2009



Ultimo consiglio comunale del 2009. Non presenti i consiglieri del FORUM e il consigliere CATINO (San Vincenzo Per Tutti) causa impegni presi precedentemente alla convocazione.



1) LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALE PRECEDENTE SEDUTA DEL 30/10/2009
Niente da segnalare.

2) COMUNICAZIONI DEL SINDACO E DELLA GIUNTA COMUNALE

Il sindaco Michele Biagi ha voluto dare comunicazione in CC del passaggio del Dottor Guido Cruschelli alla Provincia a decorrere dal primo Gennaio 2010. Con l’occasione sono stati rivolti al dottor Cruschelli i ringraziamenti per l’operato svolto all’interno del Comune in questi anni.
Il Sindaco ha inoltre comunicato che non verranno dati incarichi esterni per coprire il posto lasciato libero, ma si ricorrerà a personale interno. Una figura è già stata individuata e verrà comunicato il nominativo non appena saranno ultimate tutte le procedure del caso.

Va anche da parte nostra il miglior augurio al Dottor Cruschelli, per l’incarico che andrà a ricoprire in Provincia.



3) GESTIONE FUNZIONI ASSOCIATE CON DELEGA AL CIRCONDARIO. PROROGA RAPPORTI CONVENZIONALI

GUIDONI: “Il Circondario gestisce per la ValDiCornia alcune funzioni, le cui deleghe scadono il 31\12 dell’anno corrente (2009 ndr). In attesa che si vada verso un’altra forma, che il governo nazionale sta approntando, tendiamo a prorogare questi servizi per 1 anno. Sappiamo che la legge prevede di incentivare una gestione associata, tra comuni limitrofi, di alcune funzioni specifiche, e questo avverrà attraverso l’UNIONE DEI COMUNI. Vorrei qui ricordare le tipologie delle funzioni al momento gestite dal Circondario in forma associata:…(per comodità vi linciamo la pagina dove trovare l’elenco qui Ndr)
MORANDINI: “Sulla base dell’illustrazione fatta dall’assessore GUIDONI, pensiamo che il Circondario, soprattutto a livello amministrativo abbia avuto un senso. Ci tacciavano di essere contrari e invece noi siamo sempre stati favorevoli: è stato fatto, semmai, un uso non propriamente corretto di questa istituzione. Il Circondario, infatti, non può essere lo strumento attraverso il quale si espropriano e si prevaricano le competenze dei comuni. Ad esempio, sul piano strutturale, noi ci dovremo adeguare a quello di Suvereto, di Campiglia ecc…ma qui, all’interno di questo consiglio comunale, ci sono state illustrate le linee guida di quei piani?
Tutto ciò che mina l’esistenza dei Comuni , o comunque la loro rappresentatività verso i cittadini, mina la Democrazia stessa. Spero quindi che si riesaminino le funzioni delegate al Circondario, e le si razionalizzi. Ci asterremo dunque nella votazione.
Perché siamo disponibili a risparmi di spesa, ma non cederemo quote di sovranità popolare.”
CORZANI: “ Il percorso che il Circondario ha fatto va sottolineato. Ha svolto un ruolo fondamentale soprattutto per il futuro che ci ha anticipato GUIDONI. Potrà essere un valore aggiunto per questi comuni.”
GUIDONI: “Ringrazio MORANDINI e CORZANI per gli interventi. Le preoccupazioni sollevate da MORANDINI sono anche da me condivise. I servizi alla cittadinanza devono essere aumentati, ma senza risparmio non si possono dare. Non si vogliono togliere servizi alle persone, semmai aiutare a potenziarli. Meno spese, più servizi deve essere l’obiettivo."

Documento approvato coi voti favorevoli della maggioranza. Astenuti San Vincenzo per tutti.



4) ORDINE DEL GIORNO GRUPPO CONSILIARE PER SAN VINCENZO INIZIATIVA A SOSTEGNO DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE – 25 NOVEMBRE

LOMBARDO: “Arriviamo in ritardo di un mese purtroppo, ma del resto in quel consiglio comunale c’erano altri fatti importanti da discutere, e che ci hanno occupato, come sappiamo, per molte ore. Ma cogliamo qui, dunque, l’invito di LERA a portarlo comunque, anche se in ritardo, in un successivo CC, per mantenere alto il livello di guardia su questa importante tematica.
E’ recente nella memoria di tutti, visto anche il risalto dato dalla carta stampata, l’episodio che ha coinvolto la dottoressa Calamai, per minacce ricevute nell’espletamento del ruolo di direttore dell’ASL 6. (qui). Propongo quindi di integrare all’ODG presentato, l’invio della solidarietà alla dottoressa fatta oggetto di atti persecutori. Perché non basta punire i colpevoli: è anche un problema culturale….i ragazzi vanno educati fin dai primi anni delle scuole nel rispetto del prossimo. (E’ seguita una lettura dell’ODG all’oggetto, del quale non abbiamo copia Ndr)
LERA: “Approviamo certamente questo Odg, ma voglio comunque spendere due parole al riguardo. Non è mai troppo tardi per parlarne, infatti. E’ un argomento che rimarrà sempre attuale se le cose non cambieranno. Più che un problema sociale è soprattutto culturale ed educativo. Ma non solo a livello scolastico: anche le famiglie devono educare in questo senso. E quando parlo di famiglie, penso alla famiglia classica UOMO-DONNA-FIGLIO.
Io vedo in una famiglia non-tradizionale un ostacolo a “dare il senso della donna”. Nell’ambito della famiglia, non in ambito lavorativo, i ruoli non sono interscambiabili. L’uomo è il marito, la donna è la moglie e madre. Voglio quindi ribadire il significato della famiglia canonica, che a mio avviso può aiutare al riconoscimento del ruolo di Donna.
Nell’Odg e su questo argomento si parla spesso di Pari Opportunità: a livello amministrativo perché non formiamo una Commissione Per Le Pari Opportunità? Una commissione che dovrebbe quindi essere formata da sole donne….(!)"
CORZANI: “ Questo documento sottolinea il percorso educativo a sostegno del dispositivo stesso. Possiamo essere favorevoli alla formazione della commissione Pari Opportunità, che poi lavori di fatto per queste istituzioni. La commissione 4 (Pari opportunità - Organi istituzionali - Statuto - Regolamenti - Affari generali Ndr) vedrà come fare per istituirla."

Documento approvato all’unanimità



5) INTERROGAZIONE GRUPPO CONSILIARE SAN VINCENZO PER TUTTI GESTIONE NUOVO PORTO TURISTICO

LERA: “Questa interrogazione riguarda le modalità burocratiche e gestionali riguardo alla possibilità di dare in affitto i posti barca del nuovo approdo turistico. Questa cosa ci risulta non essere stata resa pubblica, nemmeno dal contratto risulterebbe. Vi chiediamo quindi attraverso quali atti è stato deciso così, quanto costerebbe l’affitto di questi posti barca, quanti ve ne siano a disposizione, e perché non si può accedere ondine a queste informazioni dal sito della società gestore."
BANDINI: "Per quanto riguarda gli atti amministrativi è tutto presente negli atti 95/2005 e 107/2007 (sui numeri potremmo sbagliare, rimandiamo alla trascrizione che verrà messa ondine sul sito comunale Ndr)
Per quanto riguarda il numero di posti, come si può trovare negli atti inerenti al porto, essi sono elencabili tra quelli definiti “di transito” più quelli lasciati liberi dai proprietari.
Le tariffe sono anch’esse espresse coi vincoli riportati contrattualmente.
Per quanto concerne la reperibilità e la fruizione delle informazioni sul WEB, c’è da dire che sul sito della società gestore sono presenti tutte le informazioni con la solo esclusione dei posti affittabili, come da te detto. Sinceramente non sappiamo perché tale informazione non sia attualmente ancora reperibile ma ci faremo promotori affinché lo diventi al più presto."
LERA: "Mi ritengo teoricamente soddisfatto."
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P.S. Auguriamo un felice 2010 a tutti i lettori del Blog e in generale a tutti i Sanvincenzini.
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LA REDAZIONE

domenica 27 dicembre 2009

Un mese di arretrati! - N°1

A causa di impedimenti vari, che talvolta uno, talvolta l’altro componente della redazione doveva affrontare, eravamo rimasti indietro con alcuni argomenti. Cominciamo oggi, dunque, questa opera di “messa in pari” .
Partiamo dal punto n°13 del vecchio consiglio comunale: MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE FORUM DEL CENTROSINISTRA PER SAN VINCENZO: AUMENTI DELLE TARIFFEDELL'ACQUA; Qui

Cercando di sintetizzare, ove possibile, il dibattito infuocato avvenuto all’interno del CC... il consigliere BERTINI ha ricordato che sui media avevamo assistito al controbattere tra ASA e il suo controllore AATO5, nonché alle lamentele da parte dei consumatori. Se ne deduceva che ASA non avesse mantenuto gli impegni…invece nella riunione dell’AATO del 09 ottobre scorso abbiamo assistito ad un aumento tariffario per i consumatori dell’ordine del 5/6% l’anno! Si ricorda che ASA comunica una perdita da parte degli acquedotti del 46% e non prevede un piano di eliminazione delle perdite per i prossimi anni. E noi, tramite AATO, cosa facciamo? Gli abboniamo le sanzioni (ad ASA che è l’erogatore del SERVIZIO) non applicandogli il massimo (o comunque una misura congrua ai disservizi) ma limitandoci ad una multa pari al 5% della massima applicabile!
(La sanzione del 5% corrisponde a circa 270.000€. Se fosse stata del 100% o poco meno, fate un po’ voi i calcoli... NDR)
E intanto invece si stabilisce di aumentare l’acqua ai cittadini. Paradossale il fatto che avendo consumato meno acqua, rispetto al bilancio di previsione di questo triennio, i cittadini debbano comunque pagare di più! Previsione dunque non mantenuta perché comunque siamo stati tutti più attenti ai consumi, ma consumi che comunque sono aumentati del 30% sul territorio… eppure si grava sui cittadini, in qualunque caso. Assistiamo invece a situazioni come nel comune di Massa Carrara, dove l’acqua è ancora gestita pubblicamente, in cui la tariffa idrica è UN TERZO della nostra!
Ma l’attenzione è da porre anche e soprattutto sulla parte politica di tutto questo fatto. Chi ha votato questo aumento? L’AATO5. E da chi è composta l’AATO5? Dai sindaci o dai loro delegati. Quindi sono i nostri sindaci che l’hanno votato, il nostro compreso. Ma a cosa assistiamo poi sui giornali, pochi giorni dopo la bufera nata proprio sulla carta stampata? Ad una lettera congiunta dei sindaci, dove dicono che “L’acqua non può essere aumentata proprio in un periodo di crisi….”
O si crede che la gente sia tutta stupida, e si vuole palesemente prendere in giro, oppure… oppure niente. Qualcuno ce lo può spiegare dove vogliono andare a parare facendo una cosa e poi contraddicendosi dicendo di voler fare l'opposto?
Attraverso questa mozione si intendeva quindi chiedere che il delegato AATO per il Comune di San Vincenzo, venisse in Consiglio Comunale (o nelle commissioni) a rendere conto degli atti che doveva andare a discutere nelle assemblee della Autorità di Ambito. Difatti si ricorda che i delegati dovrebbero dibattere nell’espletamento delle loro funzioni sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale.

La risposta della maggioranza, affidata al Capogruppo CORZANI ha scatenato reazioni, anche scomposte, da parte soprattutto del consigliere BERTINI. Reazioni che confermiamo non consone all’ambiente di dibattimento, ma sicuramente suscitate dalle affermazioni inserite nel documento eletto da Corzani, che vi proponiamo QUI per intero onde evitare fraintendimenti.

Come riportato anche dai giornali, il capogruppo di maggioranza Paolo Corzani, nella sua risposta, si è limitato a leggere quel documento (e non è parso un segno di gran considerazione nei confronti delle opposizioni, ma diremmo anche degli stessi rappresentanti di quel gruppo di maggioranza) scritto a quattro mani con il presidente della commissione garanzia di Asa! Insomma, il Comune che doveva essere il controllore, è andato dal controllato (l’Asa) a chiedere cosa pensare a proposito della gestione idrica. Insomma si è permesso ad ASA di venire a dire bene di…ASA in consiglio comunale. Se non bastasse, Corzani ha anche rimproverato il Forum (ed in generale le opposizioni locali) di non parlare della legge nazionale di privatizzazione dell’acqua quando invece proprio il Forum ha presentato negli ultimi cinque anni quattro mozioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Mozioni tutte sistematicamente bocciate dalla maggioranza retta da Michele Biagi. Perché invece non si mettono i puntini sul fatto che proprio queste maggioranze non hanno MAI presentato mozioni a favore dell’acqua pubblica? Gli altri l’hanno fatto, loro no…eppure si permettono di criticare su questo fatto! Davvero incomprensibile.
LERA dal canto suo ha fatto ben notare che “la maggioranza ha voluto distogliere, con questo documento, l’attenzione dal vero motivo di questa mozione. Insomma, non si capisce davvero se siete a favore o contro questo aumento tariffario? Non rispondete nel merito ed andate a cercare altro! Siamo tutti d’accordo con questa mozione, ma per voi è davvero difficile dargli torto e quindi sparate su altro!”. Lo stesso Morandini, ha ricordato che anni fa “quando si è stati sul punto di portare i libri contabili di ASA in tribunale, si è cercato e trovato il modo per non farlo…anche perché si sarebbe fatto perdere la poltrona a quel presidente che ha scritto quel documento!
Il dibattito si è concluso con la replica finale di BERTINI dove si focalizzava l’attenzione anche sulle falsità contenute in quel documento. Ad esempio, se l’aumento fosse del 3% (e non lo è!) come in quel documento ventilato, come farebbe a tornare 1€ a trimestre visto che la bolletta media è di 80€ a trimestre stesso? Non assumiamo tutto quello che ci viene detto dalle istituzioni a da organi paragonabili come vero. Documentiamoci e confrontiamo…magari cambiamo idea. Inoltre è emerso come nessun consigliere di maggioranza si era preso la briga di leggere la delibera dell’assemblea dell’Aato di ottobre che, stando così le cose, provocherà un aumento delle tariffe del 6% all’anno per tre anni. In definitiva, invece “di andare a scomodare quel signore, potevate venire a dirmi che questa vostra scelta, è una scelta politica (come fate del resto spesso a commento di molti vostri atti) , sarebbe stato più corretto.

Successivamente a questo consiglio comunale, come da noi riportato su questo blog, si è tenuta una interessante assemblea promossa dalle liste civiche della Val di Cornia e della Val di Cecina in quel di Donoratico. Un argomento questo al centro di un’ampia discussione nelle ultime settimane in relazione, soprattutto, alle conseguenze del dissesto finanziario dell’azienda per i cittadini e utenti del servizio. All’incontro, oltre ai rappresentanti dell’azienda livornese insieme a quelli dell’Ato 5, c’erano numerosi cittadini. Assenti invece i vari sindaci che, pur invitati, hanno disertato l’assemblea con grande disappunto degli organizzatori. Il quadro che è uscito fuori dalla discussione, come illustrato dal Presidente di Asa Fabio del Nista, che gli organizzatori ringraziano per la disponibilità e la correttezza intellettuale con la quale ha affrontato i vari problemi, è a dir poco preoccupante. Anzitutto perché l’azienda negli ultimi anni non è stata in grado di produrre utili ma solo forti debiti, costretta a cedere il potere decisionale sulle strategie e sugli investimenti alla sua parte privata nonostante formalmente detengono la minoranza azionaria (40%) per evitare la bancarotta. E privati che danno garanzie alle banche che rinnovano i mutui ad Asa per proseguire la sua attività. In questo scenario è evidente «che si sbilancia il rapporto tra Asa e i cittadini - spiega Giuliano Parodi di Uniti per Suvereto - perché la qualità del servizio erogato non è più la MISSION aziendale, la priorità del nuovo rapporto di forza tra Asa e le banche costringe la prima a far quadrare i conti sempre e comunque, trasformando di fatto l’acqua in una merce». Parodi è pessimista in merito alle prospettive della società. «Affrontare il futuro in una situazione del genere - afferma - non credo sia più sostenibile. Dobbiamo liberarci dal concetto di spa per ritornare ad una gestione totalmente pubblica del servizio idrico, dobbiamo riportare in Parlamento la legge di iniziativa popolare sull’acqua». E non si lascia sfuggire l’occasione per una valutazione politica rispetto alla situazione. «Un’azienda come Asa - prosegue il consigliere di Uniti per Suvereto - negli ultimi anni più che dare da bere ha dato da mangiare essendo stata da sempre il poltronificio dove parcheggiare ex-sindaci ed amministratori, dove il fine ultimo non è mai stato migliorare il rapporto con le utenze ed una pianificazione attenta e lungimirante degli interventi ma sopravvivere fino alla legislatura successiva». In quella riunione si è capito in maniera lampante che gli aumenti tariffari non sono minimamente decisi da ASA ma solo da AATO e ASA non fa che applicarli.
A chi dobbiamo, dunque, indirizzare le nostre lamentele per questi atti?

LA REDAZIONE