lunedì 23 febbraio 2009

La notte dei morti riviventi

.
La vostra esistenza è un po’ vuota? Non vi pare che il mondo sia grigio, triste, noioso? L’Amministrazione pensa alla qualità della vita dei cittadini ed ecco subito il rimedio: ripassa in Consiglio comunale il documento degli indirizzi politici programmatici per la formazione del nuovo piano strutturale.
.
Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?
Evidentemente è talmente gustoso da richiedere una seconda discussione pubblica. Un po’ come succede per il bis richiesto ad un artista. In questo caso però, noi eravamo abbastanza soddisfatti col primo passaggio e non avevamo invocato il bis. I consiglieri di maggioranza non hanno chiesto nulla e … sarete mica stati voi, stimati lettori, a volerci infliggere questo flagello?
.
Ridiscutiamone alias replica d’una tragicommedia bella assai.
La ridiscussione di un documento come quello degli indirizzi politici per il piano strutturale è un’occasione di intrattenimento più unica che rara e un “ultimo appello” per chi si fosse lasciato sfuggire la prima.
.
Peraltro vediamo confermati i nostri maligni sospetti sulla natura dell’atto. La domanda da noi posta fu: è corretto avviare un piano strutturale prima delle elezioni? Che si può anche spingere in una traduzione del tipo: Starete mica facendo campagna elettorale a spese del territorio?
Ecco che a tre mesi dalle elezioni l’Amministrazione ribadisce che, se avrete la cortesia di riconfermarla, ci sarà un’altra ondata di cemento degna del predecessore Roventini.
.
E noi?
Rimane poco da dire: il documento sarà discusso e votato ma è solo una bozza senza alcun valore amministrativo. In realtà nella gran parte della cittadinanza, se conosciuto, questo imperdibile documento avrà l’effetto d’un boomerang perché -esclusi quei soggetti legati direttamente ai “poteri forti” che saranno tentati dall’offerta- la stragrande maggioranza dei cittadini avrà la prova scritta e controfirmata delle intenzioni calcinaie della prossima eventuale amministrazione
Biagi.
.
La maggioranza sottovaluta gli effetti sociali e politici della crisi. Non è promettendo di far fare grandi affari ai soliti noti che si acquista consenso in tempi come questi. Un errore tattico molto grave in campagna elettorale che gioca a nostro favore e, se gli elettori ci daranno una mano, a favore del territorio e della cittadinanza.
.
A favore di chi?
Già per le prossime amministrative non è ancora pronto il programma né tantomeno la lista. È dunque necessario continuare a lavorare e farlo, tanto per cambiare, in pubblica assemblea: VENERDì 27 ORE 21:00 sala multimediale.
.
Siete attesi.
.
BerN
.

giovedì 12 febbraio 2009

Una modesta commissione per risolvere la crisi in atto

.
Capitolo I
Sul come chi scrive abbia preso parte al gran galà della barzelletta
.
Come capogruppo, sono invitato a tutte le commissioni consiliari ed è stato per me sommo diletto e piacere partecipare alla commissione bilancio di lunedì. Peccato che nell’aula multimediale, nonostante la commissione si riunisca in sedute pubbliche, non ci fossero nessuno ad assaporare i passaggi salienti. Con i nostri modesti mezzi cerchiamo di riassumerla.
.
Essendoci la crisi economica l’Amministrazione non ha chiuso il bilancio che è stato lasciato in sospeso in attesa di precisare le misure anticrisi su cui, si è detto, si ascolteranno le istanze delle minoranze. Le minoranze presenti ero io: presenti Bandini, Corzani, Nannelli e me. Dunque le minoranze c’est moi nel caso in questione. Ma la maggioranza non aspetta le proposte dell’opposizione, ha la sua linea.
.
Capitolo II
Sul come la maggioranza abbia lo intendimento di sensibilizzare …
.
Innanzi tutto, per facilitare le imprese che si sentono richiedere indietro i soldi dei finanziamenti dalle banche ossessionate dal rischio insolvenza, la maggioranza pensa di fare un’assemblea pubblica. Una bella assemblea in cui convengano imprenditori in difficoltà e banche per, cito a memoria, sensibilizzare le banche affinché non chiedano i soldi indietro.
.
Per quanto riguarda le famiglie c’è l’aumento della fascia d’esenzione dal pagamento dell’asilo da 7.500 a 8.000 di ISEE. Più un adeguamento all’inflazione che non una misura anticrisi. Ma non temete e reggetevi forte. Ci sarà un fondo straordinario per la crisi di ben … 10.000€.
.
10.000€, per chi si fosse distratto, sono un ventiseiesimo di quanto il comune ha pagato la variante al Piano Strutturale per Rimigliano, sono un ottantesimo di quanto il comune ha speso per rifare i bagni e le staccionate nella fascia a mare di Rimigliano e gli esempi si sprecherebbero.
.
Capitolo III
Sul come la minoranza (me) abbia speso, anzi investito, lo proprio fiato per sensibilizzare la maggioranza.
.
È stato inutile tentare di proporre che il comune agisse anziché (o almeno oltre che) per “sensibilizzare” le banche, per aiutare cittadini e imprese sulle leve che gli competono a partire da acqua e TIA. Ho ricordato la richiesta di cinque anni di arretrati della TARSU-TIA alle attività artigianali e il pagamento dello smaltimento dei rifiuti esteso sui veri annessi agricoli. Lì il Comune può intervenire – tramite l’ASIU. M’è stato risposto che molti annessi agricoli sono villette (e chi doveva controllare? E perché far pagare chi fa agricoltura davvero?) e che le attività artigianali possono chiedere la rateizzazione.
.
Entusiasta per tanta sensibilità, ho proseguito nel tentativo di “sensibilizzare” l’Amministrazione. Cosa più ardua assai che non sensibilizzare le banche: alla seconda proposta che era la semplice riproposizione di un fondo per l’acqua in modo da poter intervenire come Comune sulle bollette degli utenti in difficoltà, la risposta è stata di quelle sensazionali: non si può fare. Con tanti saluti a Obama e all’Obama de noartri.
.
Eppure dopo breve discussione è emerso che per farlo basta volerlo ma per volerlo, cittadini, occorre sensibilizzare l’Amministrazione altro che le banche! Infine l’ultima parte.
.
CAPITOLO IV
Sul come la minoranza abbia deciso che era stata presa in giro più che abbastanza ed abbia approfittato dell’unico reale spiraglio lasciato dalla maggioranza.
.
La successiva proposta è un nostro cavallo di battaglia che riproponiamo ad ogni bilancio. L’aumento della fascia di esenzione per l’asilo è una misura importante ma sarebbe il caso, finalmente, che chi ha di più pagasse di più l’asilo e chi ha di meno pagasse di meno. Demagogia?
.
Esistono le fasce di isee sulla base delle quali si determina la tariffa da corrispondere al comune che copre direttamente più del 70% dei costi. Quel neppure 30% è distribuito sulle varie fasce di isee in modo tale che fino a 27.000 circa (il dato non è di quest’anno) si ha uno sconto, poi si paga tariffa intera. Perché chi ha un isee di 27.000 deve pagare quanto chi ha un isee di 70.000?
.
Proposta (alla faccia di chi non fa proposte!): rimodulare le fasce isee in modo tale da ridistribuire il peso del costo del servizio penalizzando gli alti redditi a vantaggio dei redditi medi e bassi. Dopo aver tentato un ridicolo “non si può fare” caduto dopo una seconda spiegazione, la maggioranza ha cominciato a cantilenare uno sfottò secondo cui io avrei voluto aumentare le tariffe a danno dei cittadini.
.
Chiaro le vorrei aumentare le tariffe per chi ha un isee di 70.000 perché solo così si potranno ridurre notevolmente le rette a chi ha un isee di 15.000 o 20.000 (accompagnando il tutto da controlli antievasione)… ma provate a spiegarlo in commissione alla sensibile maggioranza sensibilizzatrice.
.
Impossibile. Unica via, unico spiraglio lasciato dalla maggioranza, la porta d’uscita nel parcheggio O. Mischi. Quando la maggioranza chiude una finestra alla minoranza non rimane che imboccare il portone.

BerN

martedì 3 febbraio 2009

Errata Corrige

.
Sono in debito di un paio di precisazioni a proposito del post "Progetti in crisi".
.
Primo: la progettazione di via del Castelluccio non è stata affidata all’esterno, chi scrive aveva capito male, e chiede perdono, la cosa non toglie nulla alla sostanza del post scritto qualche giorno fa, altre opere si possono citare (Cinema Verdi, Sala polivalente ed altro).
.
Secondo: il pezzo in questione ha una struttura e una “gerarchia” formale. Il problema che si solleva è l’uso e abuso della pratica di affidare a professionisti esterni incarichi e progettazioni che potrebbero essere tranquillamente svolte dal personale dell’ente.
.
Che il succo fosse questo mi pareva chiaro, da qui deriva che il Forum del Centrosinistra, e chi scrive in particolare, non ritiene affatto che l’Area 1 sia affollata da “fannulloni” che non sanno come riempire la giornata. Al contrario pensiamo che l’Amministrazione compia regolarmente la scelta politica di non sfruttare le competenze che ci sono nell’ente pur di finanziare copiosamente alcuni professionisti esterni.
.
Dunque colpa del personale se il livello politico sceglie di sperperare il denaro pubblico in questo modo? No, evidente. In particolare quando si è scritto che si mantengono i geometri e l’architetto inattivi si intendeva semplicemente polemizzare con un’Amministrazione che, pur avendo professionalità al suo interno va a cercare professionisti altrove con grave danno economico e con – immaginiamo – un mancato riconoscimento al personale stesso.
.
L’inattività sta in relazione alle spese “milionarie” nella legislatura (che il livello politico sceglie di effettuare a danno dei cittadini e dei dipendenti) e che fanno venire i brividi. A causa di tale scelta e rispetto a tali progetti i dipendenti sono - loro malgrado - inattivi.
.
Se il pezzo precedente era ambiguo su questo, chiedo scusa a chi possa esserne stato offeso, tuttavia a testimoniare che tale era l’interpretazione da dare al post non c’è solo il contesto chiaro ed inequivocabile in cui erano inserite alcune espressioni, c’è anche l’azione politica di questo gruppo dalla sua origine ad oggi.
.
Bene ha fatto chi ci ha segnalato l’inesattezza e la possibile ambiguità. L’opposizione in Consiglio Comunale si attua mediante un duro lavoro di volontariato, se i cittadini danno una mano può venir fuori un buon lavoro, se i cittadini abbandonano i rappresentanti a loro stessi è del tutto evidente che tale lavoro può non tener conto di una moltitudine di punti di vista che rappresentano una ricchezza straordinaria.
.
La ricchezza che cerchiamo con il primo incontro di VENERDì 6 ore 21:00 alla sala delle esposizioni, ripartendo da zero e ridefinendo insieme connotati del programma e delle candidature.
.
Nicola Bertini
.

lunedì 26 gennaio 2009

Manifesto Etico-Politico per l’Amministrazione 2009-2014

.
Ecco il documento che diffonderemo alla stampa e che include i valori fondamentali entro i quali dovrà iscriversi il processo partecipato per la formazione del nuovo programma amministrativo. Sarà la base su cui si potrà sviluppare il nuovo progetto politico a partire dall'assemblea di Venerdì 6 febbraio ore 21:o0 nella sala delle esposizioni Piazza Mischi.
.
Dopo l’esperienza dell’Amministrazione Biagi è urgente un radicale cambiamento per garantire che il nostro Comune sia amministrato secondo i principi dell’etica, della partecipazione e della preminenza dell’interesse pubblico sul privato.
.
Il rapporto tra interesse pubblico e privato è stato sovvertito a favore della speculazione e della rendita penalizzando lavoro e reddito. Vogliamo un’amministrazione che tuteli il patrimonio pubblico, che non disegni il futuro del territorio a seconda delle esigenze di alcuni grandi soggetti privati, che tuteli le risorse di tutti garantendo un sistema economico e sociale stabile e sicuro.
.
San Vincenzo non può sostenere altri cinque anni di speculazione edilizia e svendita dei beni collettivi. L’amministrazione 2009/2014 dovrà recuperare alla pubblica fruizione gli spazi privatizzati dalla Giunta Biagi, con particolare riferimento alle spiagge e al porto, e la salvaguardia dell’intero patrimonio immobiliare del Comune a cominciare dal palazzo comunale.
.
Occorrerà inoltre eliminare qualsiasi progetto di nuova espansione urbana, salvaguardare la collina, quello che rimane della duna e degli spazi verdi urbani, e convertire i volumi attualmente previsti di edilizia convenzionata (un inganno) in edilizia popolare, quella vera.
.
Nella tutela territoriale giocherà un ruolo decisivo la salvaguardia di Rimigliano dove si deve prevedere il solo recupero del patrimonio edilizio esistente ovvero 12.500mq e che deve diventare, finalmente, un vero parco naturale.
.
Le più importanti decisioni amministrative sono state prese senza il necessario coinvolgimento della cittadinanza che è stata chiamata talvolta ad assistere ma mai a partecipare. Altrettanto grave l’atteggiamento della Giunta a proposito delle associazioni, commissariate con un supercomitato controllato dai partiti. Questo metodo amministrativo, anacronistico e profondamente iniquo, deve essere superato perché la parola cittadinanza riacquisti un significato reale e perché tutti siano coinvolti nelle scelte da prendere nella congiuntura difficile che stiamo attraversando.
.
Il modello economico su cui l’Amministrazione ha scommesso tutto sta entrando in crisi, ma da parte della maggioranza si prosegue acriticamente per la stessa via. È ora di dare alla giustizia sociale, ai servizi per i cittadini, all’intervento pubblico nel mondo del lavoro, un nuovo rilievo dopo l’ondata di privatizzazioni e di politiche ultraliberiste promosse dall’Amministrazione Biagi.
.
In tal senso il Comune deve essere il primo soggetto a ridistribuire le risorse con l’approvazione di una serie di misure sociali per fronteggiare adeguatamente la crisi in atto. Pensiamo alle rette dell’asilo e delle mense, alla TIA, alle politiche degli affitti e della casa. Occorre istituire prontamente un fondo straordinario per far fronte alle esigenze di carattere sociale più sentite.
.
Inoltre è ineludibile il tema della riappropriazione da parte del Comune della gestione diretta dei servizi, a cominciare dall’acqua sempre più cara e mal gestita.
.
Sarebbe infine ora di realizzare una politica culturale degna di questo nome nel nostro Comune ribaltando completamente gli indirizzi perseguiti che si sono dimostrati succubi di una logica commerciale che consuma le risorse per pochi appuntamenti privi di ricaduta stabile sulla comunità. In tal senso sarà strategico garantire una gestione aperta alla società del Cinema Verdi, quando sarà finalmente realizzato.
.
Nulla di tutto ciò può essere realizzato dall’Amministrazione uscente che ha aggravato i problemi esistenti e ha precipitato il paese in uno stato di emergenza etica e democratica.
.
Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro di San Vincenzo a partecipare a questo progetto politico aperto per garantire un futuro migliore al nostro Comune.
.
FORUM del Centrosinistra per San Vincenzo
.

sabato 24 gennaio 2009

Acqua ATOOmica

.
Molto opportunamente l’Asa ha precisato sulla stampa che è l’Atoo a determinare le tariffe e a controllare la qualità del servizio.

Ottimo, l’ATOO cos’è? Trattasi di organismo in cui siedono tutti i Sindaci (o loro delegati nel caso nostro il rappresentante è Bandini) dei comuni che, appunto, deve controllare il servizio gestito da ASA.
.
Allora quando i nostri Sindaci, non solo Biagi ma anche i suoi colleghi di zona, accusano l’ASA di gestire male il servizio e di praticare prezzi eccessivi a che gioco giocano?
.
Noi sappiamo che ultimamente alcuni cittadini si sono visti staccare l’acqua per bollette non pagate perché viziate da errori e contestate, abbiamo assistito alla chiusura dello sportello clienti, abbiamo constatato come per chiudere una perdita ci vogliano tre settimane, abbiamo gustato gli errori di fatturazione più fantasiosi ed improbabili.
.
Con autentica gioia pensionati al minimo si sono visti arrivare bollette da 2.000 € per consumi comparsi dal nulla e con autentica gioia i cittadini ricevono conguagli pluriennali, persino quinquennali in alcuni casi.
.
Tutto ciò saputo, e saputo altrettanto bene come siano i Sindaci o loro delegati a controllare il servizio e a determinarne i costi, qualcuno ci spieghi quali sono le cause che spingono i Sindaci di zona a scandalizzarsi per la gestione del servizio sulla stampa locale? Alcune ipotesi:

  • Amnesia
  • Allucinazioni competitive
  • Disidratazione
  • Shock da plurifallimento nel risolvere un problema attraverso call center
  • Campagna elettorale.

.
Per complicare le cose c’è l’inspiegabile divisione dei pani e dei pesci. Quando i comuni gestivano direttamente il servizio, c’era maggior efficienza, un rapporto diretto tra UTENTE e “fornitore”, c’erano livelli occupazionali più elevati e L’ACQUA COSTAVA UN TERZO.
.
Ora che c’è il “partenariato” pubblico-privato con il primo a “controllare” il secondo, il servizio è peggiorato, si è tagliato su personale, manutenzione, investimenti, l’acqua costa il triplo MA l’ASA dice d’essere in condizioni finanziarie pessime.
.
Dove diamine vanno a finire i soldi delle bollette dell’acqua?
.
Ora il Sindaco di Piombino vuole una nuova “governance” sull’acqua, peccato che per un lustro abbia ritenuto che tutto fosse ottimo e non ci fosse bisogno di nessun cambiamento. Inoltre cosa vorrebbe dire più pubblico? Un partenariato con il Pubblico che detiene il 70% anziché il 60%? Cosa cambierebbe?
.
È evidente che con questi amministratori, che in piena continuità politica con i loro predecessori detengono l’intera responsabilità dell’operazione ASA, non c’è da sperare in un miglioramento né con il 70% né con l’85%. Con loro, per garantire un servizio decente non basta neppure il 200%.
.
È un problema lessicale: cos’è il pubblico? Chi scrive, quando pronuncia la parola pubblico l’abbina a “interesse”, “patrimonio”, “bene”, “salute” ... I Sindaci pensano invece al Cinema. E che fa il pubblico al cinema? Molto ben rilassato, mangia e sta a guardare.
.
BerN
.
Cerchiamo, “okkio” permettendo, di riportare il dibattito nei commenti su livelli più decenti. Con l’avvicinarsi delle elezioni dobbiamo abituarci a certe azioni di disturbo tanto tristi quanto inoffensive. Facciamoci una cortesia: lasciamo correre.
.

martedì 20 gennaio 2009

Progetti in crisi

.
Non è facile capire perché il Comune di San Vincenzo affidi valanghe di incarichi a professionisti esterni (soprattutto architetti e geometri) quando ha personale in abbondanza negli uffici del, tra poco ex, palazzo comunale.
.
Sta di fatto che, se c’è da progettare la variante al piano strutturale per Rimigliano (prescindendo per un attimo dal merito della stessa), o il piano particolareggiato della spiaggia, oppure il semplice rifacimento di Via del Castelluccio, occorre affidare ad un professionista esterno il lavoro in questione.
.
Ovviamente quando poi l’Amministrazione dichiara in Consiglio Comunale che tenere le scuole Fucini espone a forti spese di riscaldamento, si dimentica di dire che tenere inattivi dieci geometri e un architetto espone a spese milionarie (purtroppo in euro) nel corso di un mandato elettorale.
.
Sapere che con i soldi dei cittadini si realizza un tale spreco fa venire freddo. Sarà per questo che il riscaldamento delle Fucini ha costi così insostenibili?
.
Eppure dal 2000, anno di entrata in vigore del nuovo Regolamento Urbanistico che ha causato l’ondata di cemento che conosciamo, le Concessioni ediliezie, i permessi di costruire, i piani attuativi, sono sicuramente diminuiti drasticamente di numero (a memoria mi pare che il picco fosse attorno al 2002) e con queste è diminuito il lavoro degli Uffici.
.
Visto che il vecchio Piano Strutturale ha già esaurito i suoi 500.000 e rotti metri cubi, per tornare a vomitare cemento sul territorio, l’Amministrazione ha già predisposto una sottospecie di documento per il prossimo PS.
.
Nuovo Piano Strutturale che, siamo pronti a scommetterci, verrà realizzato col massimo apporto del lavoro di professionisti esterni e con il minimo contributo degli Uffici, dunque col massimo sperpero di denaro pubblico. Sempre, ovvio, che non cambi maggioranza.
.
A tal proposito ecco pronta un’interrogazione – breve, breve – per il prossimo Consiglio Comunale:

In relazione al lavoro svolto dall’Area 1 – Servizi per il Territorio negli ultimi anni;

Si chiede
.
Il numero di concessioni edilizie, permessi di costruire e DIA, rilasciate, ogni anno a partire dal 2000;
Le somme spese per consulenze esterne e incarichi a professionisti esterni (e comunque tutte le spese per incarichi a professionisti esterni per progetti, collaudi e quant’altro), con dettaglio annuale a partire dal 2000;

Sarà mica che pensionati cassintegrati, operai, precari devono tutti insieme sacrificarsi per garantire un reddito, in questo drammatico momento di crisi ai liberi professionisti?
.
BerN
.

giovedì 15 gennaio 2009

SANCARLINI DEPURATI

.
A San Carlo ci si arriva male e, nonostante ci fosse l’impegno elettorale di mettere in sicurezza Via del Castelluccio e Strada San Bartolo, alla fine del mandato Biagi, avremo, se tutto andrà nel verso giusto, Via del Castelluccio sicura e Strada San Bartolo no.
.
Ma è altro, nell’intervento del Presidente del Consiglio di Frazione Dell’Agnello comparso sul Tirreno del 12 gennaio, che fa rimanere di stucco.
.
Cosa vorrebbe dire che il Sindaco ha illustrato che il problema del depuratore lo risolverà il privato interessato alla lottizzazione di fronte alla chiesa di Santa Barbara? Saremmo molto lieti se il Sindaco ce lo illustrasse anche a noi, in Consiglio Comunale e questo per due ordini di motivi:
  • Innanzitutto perché Biagi dovrà spiegare ai residenti di San Carlo perché, se non ci fosse la lottizzazione, non avrebbero diritto ad un depuratore decente.
  • In secondo luogo perché vorremmo sapere chi risolverebbe il problema del depuratore se la lottizzazione dovesse partire tra quindici anni, come talvolta avviene.

Ricordiamo che il problema della depurazione delle acque a San Carlo è un problema “storico” e che puntualmente ad ogni scadenza elettorale viene riproposto, magari in termini diversi, per poi cadere nell’oblio per cinque anni.

Che il Sindaco, in carica da cinque anni, scarichi, in modo confuso e indefinito, in un futuro imprecisato e sulle spalle di un eventuale privato che eventualmente realizzerà una lottizzazione, il problema del depuratore, che peraltro non riguarda solo San Carlo, dà la misura dell’irresponsabilità dell’Amministrazione.

Tra le altre cose la lottizzazione davanti alla chiesa cui si fa riferimento era individuata nel Piano Strutturale come “campeggio” e la variante del Regolamento Urbanistico da sola non avrebbe potuto trasformarla in “residenza”.

Ma la Giunta Biagi si è contraddistinta per approssimazione sia negli atti che nei lavori. In questo senso riceviamo solo l’ennesima conferma.

BerN

domenica 11 gennaio 2009

Mimesi?

.
Circa l’intervento siglato Carlo Roventini faccio molta fatica a credere che sia stato veramente scritto dall’ex sindaco: uomo politicamente abile ed accorto, in grado di considerare lucidamente il senso di un intervento tanto profondamente emotivo da fargli trascurare l’argomento principale.

Infatti il Nostro si è dilungato sulla storia dei suoi rapporti con l’azienda per la quale lavora, ha evocato creature mitologiche come il diavolo, figure fantastiche e spettrali come quei corvi che per una geniale figura retorica, quasi dantesca, “gracchiano veleno”, il tutto in un’atmosfera mefitica di fumi e di arrosti.

Non si stava parlando della sentenza del Consiglio di Stato sul progetto di ampliamento del porto? A voler entrare nel merito dell’argomento, per uno tra i pochissimi, fra amministratori ed ex, a conoscere il progetto, l’iter e la sostanza dei ricorsi ci sarebbero stati sicuramente spunti interessanti. Uno scherzo per chi, come il Nostro, ama ed ha amato il confronto pubblico. Invece non è stato così, uno sfogo e basta.

Colpisce inoltre in un personaggio di così elevato rango politico che l’Istituzione, la Provincia nel caso specifico, venga assimilata ad un cimitero degli elefanti quasi che non si trattasse di un’assemblea elettiva che concorre ad amministrare il territorio secondo il dettato costituzionale.

Non mi pare probabile che questa sia l’opinione di Carlo Alberto Roventini, uomo delle Istituzioni per tanto tempo, sindaco di San Vincenzo per sedici lunghi anni.

Non mi pare verosimile che un militante democratico come Carlo Alberto Roventini inveisca contro un presunto eccessivo ricorso agli organi sovraordinati di controllo dell’azione amministrativa da parte di un gruppo consiliare di opposizione. A sostegno dei miei dubbi viene la ormai memorabile dichiarazione di Piero Fassino, allora segretario del partito di Carlo Alberto, che inneggiava al sacrosanto diritto-dovere dei cittadini di avvalersi della “ terzietà della Magistratura” per l’affermazione dei loro diritti tra cui, ovviamente, quello del controllo. Carlo Alberto, sicuramente, non la ignora.

Inoltre un uomo politico della schiettezza di Roventini avrebbe sicuramente spiegato dettagliatamente le ragioni precise delle difficoltà che, onestamente come afferma lui stesso, aveva incontrato durante i 5/6 mesi all’ASA invece di un semplice e generico riferimento.

C’è ancora un motivo che mi spinge ad escludere che sia veramente Roventini l’autore del messaggio: quelle parole e quel tono non gli appartengono, egli ha uno stile diverso, uno stile leggero, soft, una dialettica fatta sempre di garbo ed eleganza sia pure caratterizzata dal robusto pragmatismo che lo ha contraddistinto anche verso i compagni di partito. Vi ricordate quando il porto da pubblico, poi pubblico-privato, diventò improvvisamente privato?

Infine mi pare impossibile che un uomo politico a cui non hanno mai difettato fiuto, prontezza e colpo d’occhio non abbia colto l’evidente contraddizione tra il dichiarare di dormire sonni tranquilli e l’inviare il contributo al blog alle 3:18 della mattina.

Per tutto ciò c’è da credere che Carlo Alberto Roventini sia vittima di qualche malintenzionato provocatore che ne vuole appannare l’immagine, con l’uso improprio di un testo assolutamente innaturale per un militante democratico che ha sempre accettato il confronto e come sindaco lo ha sempre promosso; basta contare le innumerevoli iniziative pubbliche che ha realizzato, se non vi addormentate prima come succede con il conteggio delle pecore.

Chi potrebbe essere a volere tanto?

Se, invece si trattasse proprio di Carlo Alberto Roventini autore, beh allora dovremmo pensare che una giornataccia, mi correggo, una nottataccia può capitare anche a chi, di solito, dorme tranquillo.

Fausto Bersotti
.

sabato 3 gennaio 2009

Tutto a posto

.
Dopo sei anni trascorsi a condurre un’azione legale generosa contro Istituzioni di ogni ordine e grado e contro interessi economici fortissimi si conclude il processo amministrativo sulla validità della conferenza dei servizi che licenziò il progetto del porto.
.
Il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del TAR, dà ragione al Comune di San Vincenzo e alla Regione Toscana. I cittadini che avevano promosso il ricorso non ce l’hanno fatta a dimostrare le proprie tesi al Consiglio di Stato cosa che era riuscita loro più che bene al TAR. Evidentemente non sempre Davide prevale su Golia.
.
Non è il Forum a dover entrare nel dettaglio del merito del dispositivo. Ora l’Amministrazione sbraiterà offese tanto gratuite quanto arroganti nei confronti dei cittadini ricorrenti, di chiunque si sia opposto alla realizzazione dell’infrastruttura portuale e rivendicherà per sé la correttezza formale, l’azione perfettamente legale e la correttezza politica strumentalizzando una sentenza -estremamente tecnica- per finalità politiche. Cercherà insomma, servendosi di un dispositivo che riguarda la legittimità della conferenza dei servizi, di dimostrare la correttezza politica e formale dell’opera.
.
Correttezza formale
Il nuovo porto era stato annunciato come infrastruttura pubblica, poi si è ripiegato sul pubblico - privato infine si è preferita la privatizzazione. Il Sindaco che ha fatto tutto ciò, scaduto il terzo mandato s’è ritrovato Presidente della società che gestisce il porto prima e consulente della stessa poi.
.
L’opera, nonostante sia stata aggiudicata con una gara d’appalto, ha subito un anno fa, a lavori in corso, modifiche sostanziali in termini tecnici, ambientali ed economici. Ricordiamo l’ettaro di specchio acqueo in più per consentire alla società privata di ospitare barche più grandi e guadagnare più soldi.
.
L’azione perfettamente legale
Oltre al ricorso conclusosi a favore dell’Amministrazione in Consiglio di Stato (diversa fu l’opinione del TAR) promosso da alcuni cittadini che hanno l’abitazione nei pressi del nuovo porto, ci sono gli esposti alla Procura della Repubblica del Forum del Centrosinistra e c’è la Procura della Repubblica che acquisisce tutti gli atti che l’Amministrazione produce relativi al porto stesso dopo che ne sequestrò i progetti più di un anno fa.
.
Correttezza politica
Se i passaggi esposti al paragrafo “correttezza formale” implicano reati lo stabilirà la Procura della Repubblica ma l’iter che ha portato alla realizzazione del porto è eticamente inaccettabile e politicamente vergognoso.
.
È possibile che sia un caso fortuito che l’infrastruttura sia stata promessa come pubblica e realizzata come privata, è possibile che in buonafede e pensando al bene collettivo l’Amministrazione abbia deciso di ricorrere al fianco della Sales contro la ricorrente Coseam (le cui offerte economiche erano molto più vantaggiose per la collettività di quelle della Sales); è possibile che dietro alla nomina dell’ex Sindaco Roventini a presidente della Marina di San Vincenzo e poi al suo ruolo di consulente non ci sia nulla di precedentemente stabilito e che il privato abbia voluto fare questa sorpresa all’ex Sindaco.
.
È possibile che le modifiche al progetto definitivo approvate in corso d’opera infischiandosene della Valutazione d’impatto ambientale e della gara d’appalto pubblica, siano modifiche apportate per il bene collettivo e che il privato ci perda molti soldi (nonostante le modifiche le abbia richieste proprio il gestore privato).
.
Tutto ciò è possibile. Valutate voi se è politicamente sostenibile ed eticamente corretto. Perché vedete, lettori affezionati, se un’Amministrazione agisce infischiandosene dell’etica, la cittadinanza non ha garanzie sufficienti che la sua azione sia completamente legittima. Se un’Amministrazione percorre un iter come quello sopra ricordato ha perduto la percezione del confine tra interesse pubblico e privato e la sua azione, è pericolosa per entrambe le parti (se c’è malafede solo per una).
.
Tutti questi fatti non possono purtroppo essere cancellati né modificati da una, dieci o cento sentenze. Questa è la storia recente di un paese in cui parlare di etica è diventato impossibile e che mostra le ferite del connubio tra affari e politica ai danni del tessuto sociale prima ancora che del territorio.
.
Queste sono le considerazioni politiche che non possono essere modificate dalla sentenza e visto che è doveroso avere una prospettiva futura nell’esprimere un’opinione politica ed etica sulla condotta della maggioranza sanvincenzina, è proprio l’esame di questi fatti che ci fa chiedere: come può una tale maggioranza gestire con un’azione eticamente, politicamente e formalmente corretta le pesantissime conseguenze che l’infrastruttura ha ed avrà?
.
BerN
.

lunedì 29 dicembre 2008

Ghiozzodiaco: un anno per ciascuno

.
ARIETE
.
Per chi abita in centro.
Lavoro: (°°°? = tre palle e un punto interrogativo) i continui cambi di sensi unici, divieti d’accesso e svolte proibite vi impediscono di uscire dal centro urbano per i primi tre mesi dell’anno. L’influenza dell’astro Codisporcum cesserà nella terza decade del mese di marzo quando riuscirete ad uscire dal centro urbano risalendo a nuoto un fosso in piena. A questo punto avrete perso il vostro lavoro MA avrete pronti molti contratti con televisioni nazionali per interviste e spettacoli dentro a labirinti vari. Insomma se sarete determinati raggiungerete la notorietà.
Amore: (°) pessimo anno in amore. Dopo che siete diventati famosi vi innamorerete di una celebrità. La porterete sulla spiaggia per fare una passeggiata romantica ma verrete sommersi dal ripascimento delle spiagge.
.
TORO
.
Anno ambivalente per il toro. L’incredibile fetore dell’ennesimo ripascimento spiaggia con bottini vari dragati dal porto, unito all’influenza negativa di Marte, vi renderà avversi alla maggioranza che amministra il vostro comune. In particolare sarete insultati e malmenati senza motivo da una celebrità ricoperta di fango inseguita da una/un Ariete locale.
La vostra decisione politica non vi permetterà di trovare mai, e dico mai, lavoro nel Municipio cosa che influirà negativamente sulla voce lavoro (una palla) ma che influisce positivamente sulle voci amore (°°°°), qualità della vita (°°°) e fegato sano (°°°°°).
Se non ci ripensate, la posizione - opposizione di Giove determinerà l’impossibilità di chiudere il vostro porticato mentre il vostro vicino realizza abusivamente la copia (brutta) del castello di Fenis.
.
GEMELLI
.
Anno complicato ma con grandi possibilità. È risaputo che i Gemelli sono appassionati frequentatori del parco di Rimigliano. Venere vi rende imbufaliti per i progetti di progressiva privatizzazione e antropizzazione del quasi ex parco naturale.
Qui gli astri si dividono. La stella Sfigattas, potente astro collocato tra il deretano della costellazione del Lupo e il pungiglione dello Scorpione, molto influente nel comune dove risiedete, potrebbe avere influenze su di voi confermando le guide politiche locali.
Se Sfigattas avrà la meglio, deciderete di incatenarvi ad una delle nuove docce a pagamento sulla duna convinti che l’Amministrazione non sia insensibile alle proteste di un cittadino e iniziando lo sciopero della fame (non della sete giocoforza).
Si prevede un’estate umida e fresca per gli amici dei gemelli, con tanto di sbirciatine in costumi da bagno e palpate galeotte. L’inconveniente è che, con Sfigattas influente sul comune, all’Amministrazione non potrà fregargliene di meno del vostro sciopero della fame (non della sete).
Amici e parenti vi costringeranno a lasciare la doccia poco prima del sopraggiungere della morte per fame. Passerete il resto dell’anno a recuperare quei cari e dolci venti chili persi nella protesta.
Tuttavia, cari amici dei Gemelli, potrebbe essere più forte l’influenza di Finalmenzius, astro lontano ma molto determinato che vi libererebbe da questa cupa prospettiva garantendovi la libera e piena fruizione di un vero Parco Naturale pubblico.
Il bello è che anche gli amici dei Gemelli possono stimolare e aiutare Finalmenzius a prevalere su Sfigattas. Si diano da fare nei primi sei mesi dell’anno.
..
CONTINUA ...
.
BerN
.

domenica 21 dicembre 2008

Quaderni dal Consiglio - Saldi di Natale

.
Via il Palazzo Comunale. Vendute le ex scuole Fucini non sappiamo dove mettere gli archivi. Facile: costruiamo qualcosa ALLA ZONA INDUSTRIALE. Gli uffici? C’entrano tutti nell’ex Alliata.
.
Via i servizi Cimiteriali. L’esternalizzazione (per fortuna aperta alle sole associazioni e limitata ad un anno, per ora) passa in Consiglio alla quasi unanimità. Il prossimo Vicesindaco Nannelli vota sempre e solo insieme alla maggioranza e si esprime in salti carpiati per motivare l’immotivabile.
.
Dirigenti liberi di fare quel che vogliono. Sempre più libertà di spesa per i dirigenti senza bisogno di gare d’appalto. Per acquistare beni e servizi il Comune di San Vincenzo porta la libertà di spesa dei dirigenti da 15.000 a 20.000 € (un anno fa era di 1.500 €). In più per i progetti e le consulenze esterne i dirigenti potranno scegliere chi vorranno per somme fino a 40.000 €.
.
Ma non sarà troppa discrezionalità? Non c’è il rischio che tale libertà di spesa possa ingenerare fenomeni clientelari in una realtà così piccola? Non c’è il rischio che somme così consistenti lasciate all’arbitrio dei dirigenti possano persino turbare e snaturare la programmazione finanziaria dell’ente? Perché fino all’anno scorso si riusciva a fare tutto con un margine di 1.500 € e ora serve un tetto dieci volte superiore? Non sarebbe il caso di farla finita con le consulenze esterne?
.
Sono adempimenti di legge. La maggioranza ha argomentato persino così sperando forse che non conoscessimo la differenza tra “dover fare” e “poter fare”. La legge infatti, uguali per tutti i comuni -abbiano questi 300 abitanti, seimila o due milioni- dispone che si possa liberare la spesa dei dirigenti fino ai 20.000 €. Noi siamo generosi. Anzi, gli amministratori sono generosi con i soldi dei cittadini.
.
Sono molto generosi anche con i beni dei cittadini se è vero che oltre alla conferma netta e convinta della vendita delle ex scuole Fucini, oggi palazzo comunale, c’è stata anche l’annuncio del passaggio al villaggio turistico del parcheggio presso il Garden Club e la vendita con caratteristiche urbanistiche da urlo, di un grande lotto di proprietà comunale alla zona industriale.
.
Vale la pena di spiegare meglio l’operazione: il comune ha due lotti adiacenti di simili dimensioni alla zona industriale su cui si può costruire un 2000 mq di capannoni (i terreni sono 8000 mq). Un lotto lo vendiamo riversando su di esso tutta la capacità edificatoria. L’altro lotto, su cui insistono pozzi che rendono, afferma l’amministrazione salvo poi smentirsi, inedificabile la maggior parte del terreno per l’esistenza di fasce di rispetto, lo teniamo e ci riserviamo di costruirci GLI ARCHIVI del Comune.
.
Dapprima l’Amministrazione ha negato che ci fosse un collegamento con la vendita delle ex Scuole Fucini con il seguente argomento: il nostro Comune ha già sessant’anni e gli archivi stanno diventando enormi. Quando abbiamo fatto notare che se ciò fosse stato vero non immaginavamo come potesse fare un Comune come Firenze a piazzare gli archivi e abbiamo messo in collegamento lo scandalo della zona di Castello con la necessità di reperire volumetrie per archiviare pratiche, la solfa è cambiata e si è ammessa la correlazione, del tutto evidente, tra i due provvedimenti.
.
Per cui l’Amministrazione conta di vendere le ex Fucini per spedire gli archivi a tre chilometri dalla sede comunale. Visto che i dirigenti possono finalmente spendere fino a quarantamila euro per le consulenze esterne consigliamo la consulenza di un geografo che possa chiarire le idee ai Nostri Amministratori.
.
BerN
.

giovedì 18 dicembre 2008

Un Consiglio

.
Domani -ore 17:00- va in scena una delle ultime repliche del già visto e rivisto, trito e ritrito spettacolo pop-istituzionale “Consiglio Comunale”.
.
Per chi si fosse perso le precedenti repliche, il teatro è la torre Galoppini ma vi dirò, dopo aver assistito a cento e più scissioni, rimpasti, rintrugli e dopo aver udito sfidare la logica e la pazienza con arroganza crescente, lo spettacolo perde d’attrattiva.
.
Non credo siano i testi. Di fantasia ce n’è tanta. Probabilmente servirebbero nuovi attori. Pensate come sarebbe bello se nella compagnia Biagi oltre a qualche interessante riconferma ci fossero volti nuovi che so io, un dirigente del PD ex segretario della Margherita, l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia, l’ex candidato Sindaco per Cambiare San Vincenzo.
.
Si può fare, direi. Why not? Beh, come innovazioni sarebbero piuttosto modeste. Forse converrebbe cambiare compagnia e copione. Pare però che le repliche delle commediole insulse viste e riviste vadano forte da queste parti.
.
La trama si articola in un primo momento (vigilia della campagna elettorale) in cui la maggioranza uscente, con la tuta e le scarpe sporche di cemento, mentre cerca di levarsi almeno dal viso la calcina, geme ed emette alti lai sulla speculazione esondante.
.
Secondo momento le elezioni. Anche grazie alle promesse tipo “non più seconde case”, la lista vince le elezioni, indossa di nuovo la tuta e giù a impastare cemento a beneficio dei soliti.
.
Terzo momento: il bilancio di metà mandato. “Il paese fa schifo? Per forza siamo in fase di cantiere. Vedrete alla fine come viene bellino!”
.
Quarto momento uguale al primo.
.
È evidente che sta alla cittadinanza interrompere questa catena. È evidente che sta a noi rappresentare l’alternativa autorevole cui la cittadinanza possa attivamente affidarsi. È infine evidente che sta a noi continuare nell’impegno etico di non fare nostra la trama sopra sviscerata.
.
Comunque domani alle cinque non c’è gran ché in TV, andare a teatro fa sempre bene (tra l’altro l’ingresso è gratuito).
.
BerN
.

sabato 13 dicembre 2008

Questione di mira

.
Sono molto dispiaciuto d’esser stato costretto ad eliminare un commento al post di ieri ma invito tutti a riflettere sull’opportunità di occupare venti o trenta commenti con analisi sulla natura arrogante e dispotica della sinistra, della destra, del PD o persino sui Gulag, sul Maresciallo Tito, sui boeri e compagnia cantando.
.
Ripeto che a provocazioni così grossolane non dovrebbe seguire un dibattito o una disputa: si faccia una battuta e si chiuda lì, si lasci dire al cordiale visitatore che siamo pericolosi integralisti eredi di Stalin. Poi i commenti tornino ad inquadrare i nostri problemi, le nostre proposte. Altrimenti sbagliamo mira e, spesso ci facciamo molto male.
.
Molti, non solo i provocatori, individuano due problemi nella nostra azione politica: primo non abbiamo ancora un programma, secondo è facile dire no.
.
Primo non c’è fretta per avere un programma, basta che sia pronto tra un paio di mesi nessuno ci rincorre. I paletti sono già fissati e le indicazioni sono corpose anche solo leggendo alcuni commenti in questo blog. Come si snoderanno il programma di mandato (quel lungo documento da depositare in comune) e la sintesi per la campagna elettorale (quei cinque punti da poter mettere in un volantino) lo decideranno i cittadini attivi che condividano l’analisi di partenza e disposti a riconoscere come valide le rivendicazioni politiche da noi avanzate nell’ultima legislatura.
.
Secondo. Sarà anche facile dire “no” ma ad un’osservazione molto rapida di cosa accade a coloro che dicono “no” e coloro che dicono “sì”, salta subito all’occhio un’importante differenza: i primi sono costretti ad un duro lavoro di opposizione, additati a capri espiatori per qualsiasi cosa, devono sforzarsi molto di più degli altri per far circolare le proprie idee mentre i secondi, associati al blocco di potere dominante, hanno la vita molto, molto, moolto più facile.
.
Ora si possono fare due teorie sul perché continuiamo a dire no. Una, che va forte tra i commentatori anonimi e provocatori, individua nell’opposizione una malattia mentale. L’altra è che facciamo opposizione a queste scelte perché abbiamo idee IN CUI CREDIAMO da contrapporre e da realizzare (basti dare un’occhiata la programma 2004 – 2009 visionabile sul sito del comune).
.
Quanto sarebbe stata più facile la vita di molti del Forum se, infischiandosene dei propri principi, avessero detto di "sì".
.
Infine una chiosa al precedente post.
.
A dimostrazione della natura fortemente ANTIECONOMICA dell’operazione “ex scuole Fucini” sarà discussa in Consiglio una strana operazione urbanistica consistente nel travaso di volumetrie su un fondo alla zona industriale dove si prevede (sottovoce) di costruire gli archivi (e non gli uffici?).
.
BerN
.

martedì 9 dicembre 2008

Comune addio.

.
Tra feste e comunicati stampa grondanti entusiasmo è stato pubblicato il “programma triennale dei lavori pubblici”. Ci sarebbe molto da dire e molto diremo su questo riassuntino di come verranno spesi i soldi nel Biagi bis (sempre che Biagi bis ci sia) ma intendo mettere a fuoco solo la pag 9: “elenco degli immobili da trasferire”.
.
Certo, elenco degli immobili da vendere sarebbe stato di cattivo gusto, sarebbe stato sincero, ma di cattivo gusto. Così è più civile, è più digeribile per tutti. Vendiamo le ex Scuole Fucini potrebbe dar fastidio a qualcuno mentre “trasferiamo le ex Scuole Fucini” è molto meglio.
.
Già perché a pagina nove c’è scritta una sola cosa (per fortuna): ex scuole Renato Fucini. Non mi dilungo sul significato dei luoghi hanno avuto una funzione sociale fondamentale in passato per una comunità giovane come quella sanvincenzina. Mi interessano di più le parole: “ex scuole Renato Fucini”.
.
C’è un’altra definizione per quell’edificio? Non è forse più logico chiamarlo “attuale palazzo comunale”? Infatti quell’immobile è sede di molti uffici del Comune ed è difficile immaginare un immobile più utilizzato di quello. Chiamandolo ex scuole Renato Fucini sembra quasi che nessuno stia usando il palazzo che invece è un brulicare di persone e di cui sono stati appena rinnovati gli ambienti interni: si sono imbiancati i muri, si sono spostati, riadattati aggiunti e tolti mobili …
,
Nel 2009, cioè tra qualche mese, l’Amministrazione vuol “trasferire” l’attuale palazzo comunale e, almeno che non gli vogliano mettere le ruote, vuol dire che lo venderanno. Naturalmente ci sarà da chiedersi dove diavolo mettere gli uffici. Non nel palazzo Alliata, l’altro pezzo della sede comunale che ha particolari architettonici di pregio (pensiamo alla doppia scalinata) che impongono un rigoroso rispetto degli attuali ambienti interni e che pertanto risulta saturo. Forse a piano terra della biblioteca ma come? Con quali rinunce? A che prezzo?
.
Si tratterebbe di rinunciare alla sala per riunioni più grande oggi a disposizione nel Comune. Si tratta di sbudellare un’altra volta il “palazzo della cultura”, oggetto di lavori appena due anni fa, si tratta di spenderci altri soldi per qualcosa che potrebbe essere semplicemente evitato.
.
Basterebbe tenersi le ex Fucini ovvero l’attuale palazzo comunale. Le esigenze di spazio ci sono e impongono che l’Amministrazione si tenga ben stretto il patrimonio immobiliare che ha.
.
Altrimenti qualche sciocco potrebbe pensare che ci sono interessi privati da garantire dietro a queste scelte, ancora una volta a discapito dell’interesse pubblico. E con l’aria che tira da Napoli a Firenze, non sarebbe proprio il caso di far balenare certi sospetti.
..
BerN.
.

martedì 2 dicembre 2008

A voi la mossa

.
Mentre i commenti esondano, dico in breve un paio di cose semplici sull'assemblea di venerdì.
.
Innanzi tutto ha partecipato il nucleo che ha permesso a San Vincenzo d'avere una forza d'opposizione, basata su un programma fatto di proposte, per cinque anni. In tal senso di chi aveva titolo di decidere cosa fare del Forum non mancava quasi nessuno.
.
L'analisi s'è sviluppata su tutto il percorso amministrativo e, ovviamente, per ogni elemento di criticità individuato è emersa la posizione politica del Forum, il differente approccio al problema e il "come sarebbe stato meglio se ..."
.
Qualcuno è rimasto deluso perché non si è costruito un programma pronto per andare alle elezioni e festa finita. Non era questo l'obbiettivo: il Forum ha già un programma e con quello concluderà la legislatura. Il soggetto che dovrà presentarsi alle prossime elezioni il programma lo deve costruire in varie assemblee sui vari argomenti.
.
Ecco dunque che appare chiaro come sia un lungo percorso da riempire di contenuti e nuove energie. La partecipazione all'assemblea infatti, se non ampia (poco più di venti persone) non è stata per nulla catastrofica e per l'inizio di un percorso non è affatto male.
.
Ricordo che il comitato contro il porto partì con un incontro a cui parteciparono 5 persone e finì coll'organizzare la più grande manifestazione che sia mai stata vista a San Vincenzo.
.
L'importante è in realtà non aspettare gennaio come è stato ventialato in assemblea. Occorre ritrovarsi a dicembre ed insistere a parlare di tutto un po'. La strategia, il programma e, in ultima battuta, la lista la dovrete produrre voi.
.
In questo senso ci distinguiamo dagli altri: partendo dall'analisi del fallimento delle politiche targate Biagi, realizziamo un nuovo progetto politico in grado di sfidare l'Amministrazione uscente sui programmi a cominciare dai concetti di limite, partecipazione e giustizia sociale.
.
Se non sono stato ancora chiaro sintetizzo e schematizzo. Io e Fausto completiamo il mandato con un lavoro di opposizione basato, come è giusto che sia, sul programma del 2004. Voi dovete riprendere il filo della matassa per formare la nuova proposta politica per il 2009.
.
Di tempo ce n'è poco, datevi una mossa.
.
BerN
.